Indietro

ⓘ Papa Stefano VI




Papa Stefano VI
                                     

ⓘ Papa Stefano VI

Stefano VI o VII secondo una diversa numerazione è stato il 113º papa della Chiesa cattolica dal 22 maggio 896 al 14 agosto 897.

                                     

1.1. Biografia Origini e carriera ecclesiastica

Secondo la tradizione, sarebbe stato di origine romana e figlio di un prete di nome Giovanni. Fu nominato, nell891, vescovo di Anagni da papa Formoso, forse contro la sua volontà, in quanto lessere a capo di una diocesi implicava lesclusione dallelezione a vescovo di Roma.

                                     

1.2. Biografia Elezione

Morto Bonifacio VI di podagra dopo appena quindici giorni di pontificato, Stefano fu eletto in un momento imprecisato tra il 26 aprile e l11 giugno 896, data del primo documento che lo attesta come papa.

Prima che il legittimo imperatore Arnolfo di Carinzia potesse influire sulla nomina papale con qualche suo candidato, Stefano era stato posto sul soglio pontificio a seguito delle pressioni del partito filo-spoletino, che in quel periodo aveva il predominio politico in città, e che era al seguito di Lamberto II di Spoleto incoronato re dItalia e imperatore da papa Formoso e di sua madre Ageltrude. La poca dimestichezza del papa in ambito politico e la totale dipendenza dalla casa spoletina, è dimostrata anche dal fatto che inizialmente Stefano mostrò di riconoscere come imperatore Arnolfo anchegli incoronato dallo stesso Formoso, per poi fare marcia indietro in favore di Lamberto appena Ageltrude gli ricordò chi comandava a Roma.

                                     

1.3. Biografia Il Sinodo del cadavere

Nel gennaio dell897, forse a seguito delle pressioni di Lamberto e Ageltrude, Stefano VI ordinò la celebrazione di un processo, definito poi "sinodo del cadavere" synodus horrenda, a carico del defunto papa Formoso, pontefice dall891 all896, per sacrilegio e tradimento. Formoso contro il quale la famiglia spoletina nutriva un odio profondo era ritenuto colpevole di una serie di crimini: essere salito al soglio pontificio grazie allappoggio del partito filo-germanico, nemico giurato degli spoletini; essere stato consacrato papa benché fosse già vescovo di Porto; aver violato il giuramento fatto a papa Giovanni VIII nell878, durante il concilio di Troyes, quando, per ottenere la revoca della scomunica, si impegnò a non mettere mai più piede in Roma.

Il cadavere di Formoso venne dunque esumato, vestito dei paramenti pontifici e collocato su un trono nella basilica lateranense per rispondere di tutte le accuse. A parte la generale decadenza dei costumi e della moralità, anche da parte delle più alte cariche ecclesiastiche, lunica plausibile spiegazione ad un siffatto modo di procedere può essere riscontrata nella procedura giudiziaria germanica, che nella celebrazione di un processo esigeva la presenza del corpus delicti, e che dunque consentiva anche la presenza di un cadavere.

Ferdinand Gregorovius, lo storico tedesco del XIX secolo, fornisce una tra le migliori descrizioni, sebbene con forti tinte drammatiche, del clima e della conclusione di tale sinodo:

È dubbio se i vecchi nemici di Formoso, Lamberto II di Spoleto e sua madre Ageltrude siano stati i veri istigatori di Stefano. Se infatti lannullamento degli atti compiuti da Formoso tornava sicuramente a vantaggio di Stefano, in quanto in tal modo veniva meno la sua nomina vescovile nella diocesi di Anagni e dunque anche lirregolarità nellelezione pontificale, per lo stesso motivo si sarebbe potuta ritenere nulla anche lincoronazione di Lamberto di Spoleto, e la cosa non sarebbe certo tornata a suo vantaggio. È pur vero, però, che pur sapendo a cosa si andava incontro, Lamberto e Ageltrude non fecero nulla per impedire il "processo".



                                     

1.4. Biografia Conseguenze del Sinodo del cadavere

Del breve pontificato di Stefano VI appena un anno e tre mesi si ricordano, oltre alla synodus horrenda, pochissimi altri atti, praticamente tutti tranne la concessione di speciali privilegi ad alcune chiese, come quella di Narbonne e di Vézelay connessi a quel macabro evento, come le forzate dimissioni di alcuni vescovi ordinati da Formoso.

Il processo, infatti, con il conseguente strazio del cadavere, suscitò pochi mesi dopo estate 897 una rivolta popolare in tutta Roma, con un ritorno di prestigio del partito filo-germanico e unondata di indignazione che spinse il popolo alla vendetta per il misfatto compiuto. Papa Stefano ne subì direttamente le conseguenze: venne catturato, deposto e imprigionato a Castel SantAngelo, dove nellottobre dello stesso anno 897 venne ucciso per strangolamento. Le sue spoglie verranno poi sepolte in San Pietro dallamico papa Sergio III, nel 907.