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ⓘ Avanguardia




Avanguardia
                                     

ⓘ Avanguardia

Avanguardia è la denominazione attribuita ai fenomeni del comportamento o dellopinione intellettuale, soprattutto artistici e letterari, più estremisti, audaci, innovativi, in anticipo sui gusti e sulle conoscenze.

Il termine descrive un movimento del XX secolo ma derivanti da tendenze politico-culturali ottocentesche, connotate dal costituirsi di raggruppamenti di artisti sotto un preciso manifesto da loro firmato. La nozione può quindi essere analizzata da due diversi punti di vista: sotto il profilo storico-critico o sotto quello teorico.

                                     

1. Analisi storico-critica

Dal punto di vista storico, il termine avanguardia indica i movimenti e i gruppi costituitisi nel corso del Novecento, con un proprio arco evolutivo e una propria dinamica di conflitti interni ed esterni. In questo caso saranno considerati artisti di avanguardia gli autori che hanno aderito ai manifesti, oppure che hanno partecipato alle attività di gruppo tenendo conto di adesioni, espulsioni e quantaltro. Su questo piano, lavanguardia è oggettivamente riscontrabile nei dati, che spesso vanno ricostruiti attraverso una ricerca paziente delle tracce di azioni e operazioni alquanto effimere infatti si tratta sovente di editoria alla macchia, oppure di performance di cui sono rimaste poche e sparse testimonianze.

Dal punto di vista storico, lavanguardia ha attraversato tre fasi:

  • le prime avanguardie o avanguardie storiche, nella prima metà del Novecento, caratterizzate da movimenti e manifesti, con tendenza a riversarsi nella attività politica tout court;
  • le seconde avanguardie, o neoavanguardie, negli anni Cinquanta-Sessanta, caratterizzate dal dibattito critico e dalla guerriglia semiologica con i linguaggi della società di massa;
  • le terze avanguardie, ancora da mettere compiutamente in luce, apparse alla fine del secolo sotto la formula della terza ondata, caratterizzate dallo scontro con il postmoderno e dalluso dei linguaggi del passato come strumenti eversivi.
                                     

2. Analisi teorica

Dal punto di vista teorico, la nozione di avanguardia si può sintetizzare nei seguenti punti:

  • Lavanguardia si costituisce come risposta dellarte alla società borghese e al predominio della mentalità utilitaria e mercantile, nel momento in cui diventa chiaro che il mercato assorbe anche larte stessa. Nello sforzo di evitare la vendibilità, lantagonismo dellavanguardia si sviluppa su diversi livelli: a livello politico, con un atteggiamento sostanzialmente anarchico; a livello psicologico, con la consapevolezza della divisione del soggetto; a livello propriamente artistico, con il rifiuto dei canoni, dei modelli e dei generi tradizionali. Latteggiamento estremista e provocatorio dellavanguardia rigetta, da un lato, lorizzonte della tradizione portando al massimo grado la sfida delloriginalità, dallaltro la produzione del kitsch, ovvero linvasione del cattivo gusto standardizzato. Si può dire, ancora più in generale, che lavanguardia si oppone al senso comune, al grado medio, al banale.
  • Lavanguardia porta alle estreme conseguenze i caratteri della modernità, lo spirito critico e lermeneutica del sospetto, tanto da poter essere definita come la modernità radicale. Arriva a mettere in dubbio le conformazioni della rappresentazione la mimesi classica, forzandola ai limiti fino al punto di rottura, realizzando una rappresentazione problematica oppure deformata, parodistico-grottesca. Di qui le difficoltà dei suoi testi, ai quali solitamente il pubblico risponde dicendo che non si capiscono. Tuttavia, loscurità del significato immediato significa precisamente due cose: che il significato è da cercare nel gesto che i testi compiono occorre una inedita immedesimazione nellautore; e che viene richiesto al fruitore un atteggiamento di attenzione particolare, un vero e proprio lavoro di lettura, ben diverso da una tranquilla e scontata fruizione.
  • Nel suo intento di uscire dalle istituzioni e di organizzare una contro-egemonia, lavanguardia tende a costituire una istituzione alternativa ed aperta, riunendosi in gruppi, con una sua vocazione al lavoro collettivo che è di per sé una sfida allidea romantica del singolo individuo geniale. Per questo spesso è stata vista come una sorta di gruppo di pressione o di manipolo golpista, data anche lorigine militare del termine avanguardia. Tuttavia, proprio se si pensa allavamposto di un esercito, si può comprendere allora che lavversario non può essere lesercito che viene dietro e rispetto al quale lavanguardia sintende avanzata, ma quello che le si trova di fronte, o meglio il territorio ostile in cui gli esploratori mandati in avanscoperta si trovano ad operare, privi di alcuna garanzia. Uscendo dalla metafora, occorre considerare, nelle avanguardie artistiche, non solo la carica di innovazione, ma anche quella di ricerca il cosiddetto sperimentalismo. In quanto attività di ricerca, di scavo o di sabotaggio delle configurazioni artistiche, lantagonismo e il radicalismo artistico possono essere anche prodotti da sperimentatori isolati, che vanno quindi tenuti in considerazione nella mappa complessiva dellavanguardia.
                                     

3. Classificazione e tipologia

Dal francese avant-garde trad. "avanti alla guardia", il termine, tratto dal linguaggio militare lavanguardia è il reparto che precede il grosso delle truppe per aprirgli il varco, è impiegato anche per indicare i diversi movimenti artistici del primo Novecento, caratterizzati da una sensibilità più "avanzata" rispetto a quella dominante: lEspressionismo, lAstrattismo, il Futurismo, il Dadaismo, la Metafisica, il Cubismo e il Surrealismo. In questo senso il termine era passato dal linguaggio militare a quello politico già intorno al 1830, per indicare il nuovo compito assegnato agli intellettuali, per lo più di sinistra, consistente nellassumere il ruolo di guida morale e ideologica delle battaglie politiche del liberalismo dellepoca. A partire dalla fine del XIX secolo, la nozione di avanguardia era stata usata metaforicamente per caratterizzare i movimenti letterari ed artistici che volevano essere più "avanti" rispetto ai contemporanei. In particolare ritenevano "moderno" rompere con la tradizione e criticare chi imitava i "classici".

Il primo ventennio del XX secolo ha visto il susseguirsi di fenomeni artistici di avanguardia, che attraverso i loro manifesti proponevano nuove forme pittoriche e plastiche, in sintonia con il mutare dei tempi. I movimenti di avanguardia erano formati da gruppi spesso in polemica tra loro, ma dalla critica e dal contrasto scaturiva una grande spinta creativa. Che si chiamassero futuristi, espressionisti, metafisici, surrealisti, dadaisti, gli artisti di questa generazione volevano cambiare tutto. Le loro battaglie artistiche diedero una nuova impronta a tutta larte del Novecento.

Gli elementi fondamentali delle avanguardie, secondo vari studiosi, sono stati: attivismo esasperato, entusiastico senso dellavventura, gusto di opposizione e antagonismo, tendenza alla negazione, al nichilismo, allagonismo. Un altro elemento importante per inquadrare i movimenti di avanguardia è stata la relazione fra oggettività e soggettività che i gruppi hanno attuato: per alcuni di essi è esistita solo la sfera soggettiva estremizzata formata da stati onirici e inconsci, istinti e energia vitale, mentre per altri movimenti è esistito solo lambito oggettivo assoluto ricavabile dalle discipline scientifiche, oppure anche linsieme dei due mondi in alternanza e sovrapposti.

I movimenti davanguardia spesso risultano intrecciati alla scienza e alle sue applicazioni tecnologiche: basti pensare alle leggi ottiche enfatizzate dagli Impressionisti, le passioni per laviazione e per lelettricità evidenziate dai Futuristi, la psicoanalisi sviscerata dai Surrealisti, la fisica nucleare ispiratrice della pittura informale.

Uno degli scopi dei movimenti di avanguardia è la morte dellarte tradizionale e canonica, realizzabile attraverso lannullamento del momento comunicativo o con lidentificazione dellespressione artistica con unaltra azione del fare umano, come ad esempio lurlo degli Espressionisti, limpiego improprio di alcuni oggetti, il ribaltamento di ogni scala di valori. I gruppi di avanguardia attuano una opposizione alla cultura dominante o appartandosi aristocraticamente o partecipando rumorosamente al dibattito pubblico.



                                     

3.1. Classificazione e tipologia Le prime avanguardie

Charles Baudelaire fu il primo ad applicare il termine avanguardia, tipico del linguaggio militare, per definire con ironia gli scrittori francesi di sinistra. Il termine, ancora oggi, si riferisce quindi a tutti i movimenti di opposizione e di sperimentazione di forme nuove sia nellambito letterario quanto in quello pittorico, musicale e artistico in genere.

È nel primo decennio del Novecento che sorgono i veri movimenti tipici dellavanguardia, come lespressionismo e la dodecafonia in Germania e in Austria con Vasilij Kandinskij, Georg Trakl, il futurismo in Italia con Filippo Tommaso Marinetti e Umberto Boccioni che si svilupperà poi in Russia con Vladimir Majakovskij, e in Inghilterra con laffine vorticismo limagismo in Gran Bretagna e negli Stati Uniti con Ezra Pound e nel primo dopoguerra con il dadaismo e il surrealismo. Il manifesto di questi movimenti consiste nella provocatoria distruzione delle tradizionali forme estetiche intese, come teorizzava Hegel, nella "morte dellarte". Nel rifiutare larte borghese era infatti palese il rifiuto della società borghese e quindi una tendenza delle avanguardie verso le ideologie e i movimenti rivoluzionari. Tali movimenti ebbero filiazioni anche extraeuropee. Si veda il caso del Giappone, che ebbe negli anni 20-30 un nutrito gruppo locale di dadaisti, surrealisti e futuristi, e propose proprie versioni delle avanguardie, come nel caso dei Neo-percezionisti Shinkankakuha, di cui fecero parte anche il giovane Yasunari Kawabata, poi premio Nobel per la letteratura nel 1968, e Riichi Yokomitsu.

                                     

3.2. Classificazione e tipologia Le seconde avanguardie

Nel secondo dopoguerra, pur in tempi differenti, si assiste alla rinascita di sperimentazioni di diversi linguaggi estetici. I nuovi gruppi di intellettuali si sentono chiamati a interpretare la società, ora in piena ricostruzione e sviluppo, e tra gli anni cinquanta e sessanta intensificano la loro attività. A differenza delle precedenti avanguardie storiche, le nuove avanguardie abbandonano ogni atteggiamento di polemica spettacolare e sembrano piuttosto decise a conquistare gli spazi rubati e deteriorati dai mass media. La maggior parte delle esperienze delle nuove avanguardie si rifanno allideologia marxista, apportando in più temi antropologici e psicoanalitici.

In Italia nasce per primo, nel 1947, il Gruppo Forma 1, di ispirazione marxista, formato da Carla Accardi, Antonio Sanfilippo, Pietro Consagra, Ugo Attardi, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Achille Perilli e Giulio Turcato. In Germania nasce il Gruppo 47, rappresentato da Günter Grass e Heinrich Böll che esprimono lideale democratico di ricostruire la cultura del paese. In Catalogna nasce, anche nel 1947, il gruppo Dau al Set in torno allomonima rivista, con il poeta Joan Brossa, il pittore Antoni Tàpies ed altri. In Francia nascono, allinterno della rivista Tel quel, letterati che dichiarano di voler abbattere i codici culturali tradizionali a favore delle nuove teorie freudiane e delle teorie strutturaliste, come Roland Barthes, Philippe Sollers e Alain Robbe-Grillet. Non senza importanza è stato in questo periodo il contributo di tutti quei movimenti culturali degli Stati Uniti che con la pittura gestuale, il cinema underground, la pop art le performance teatrali hanno gettato una ventata nuova colta da tutti i paesi.

In Italia lazione della neoavanguardia o "nuova avanguardia" si colloca entro limiti temporali ben definiti. In quello che si può definire lultimo movimento letterario del Novecento si possono distinguere due periodi. Il primo periodo può essere datato partendo dal 1956, anno in cui fu fondata la rivista Il Verri e pubblicata lopera di Edoardo Sanguineti Laborintus, fino al 1962, anno della pubblicazione di Opera aperta di Umberto Eco e del quinto numero della rivista Il Menabò. Il secondo periodo inizia nel 1963 con il primo convegno di Palermo e si conclude con lultimo numero di Quindici. Nei primi sette anni si assiste alla formazione e alla crescita della nuova avanguardia o neoavanguardia come alcuni preferiscono chiamarla, mentre negli altri sette anni si delimita il momento di maggior forza del Gruppo 63, al quale fa seguito la crisi e la fine dellesperienza collettiva. Soprattutto il Gruppo 63 con Angelo Guglielmi, Alfredo Giuliani, Renato Barilli, Umberto Eco e Alberto Arbasino ha cercato di modificare il rapporto tra linguaggio e letteratura decretando il primato del primo nella costruzione dei significati di un testo.

                                     

3.3. Classificazione e tipologia Le terze avanguardie

Sono un fenomeno tipicamente italiano, dovuto al fatto che in Italia le neoavanguardie hanno avuto un ampio riscontro, suscitato dibattiti e polemiche feroci: perciò le discussioni le sperimentazioni sono proseguite anche al di là dello scioglimento ufficiale del Gruppo 63.

Non solo gli autori già attivi negli anni Cinquanta-Sessanta hanno continuato a praticare scritture anomale, ma altri se ne sono aggiunti. La continuità dellavanguardia è stata assicurata dai percorsi di autori come Amelia Rosselli, Paolo Volponi, Edoardo Cacciatore, Emilio Villa, Mario Lunetta, Franco Cavallo, Vito Riviello, Cesare Ruffato, Gianni Toti. Inoltre, un serbatoio di procedimenti intersemiotici ereditati dalle avanguardie storiche è stato costituito dalle espressioni della poesia visiva e della poesia sonora, in performance, convegni e meetings internazionali.

Un segnale della ripresa del dibattito sullavanguardia si aveva alla metà degli anni Ottanta, con il convegno della rivista Alfabeta su Il senso della letteratura Palermo 1984 e poi con le Tesi di Lecce 1987. Tra la fine degli anni Ottanta e linizio dei Novanta, si registrava liniziativa di alcuni gruppi di autori più giovani, intenzionati a riaprire - sia pure con molti distinguo e differenze interne - il dossier dellavanguardia. Dapprima nelle modalità ironiche del Gruppo 93, poi nel panorama più ampio descritto e commentato nella antologia Terza Ondata Filippo Bettini e Roberto Di Marco, Synergon 1993. Il gruppo davanguardia Fantalogica, con ricerche pubblicate sul mensile diretto da Gaetano Marinò, il Fantalogico Reg. Trib. Civ. di Roma n. 00283/93 8-7-93)

I caratteri principali di questo periodo, in cui ci si è confrontati soprattutto con la dominante nozione di postmoderno, sono: il recupero straniato del linguaggio obsoleto e delle forme letterarie; la ripresa della nozione di allegoria in senso ampio secondo la teorizzazione di Walter Benjamin; un concetto di avanguardia in continua contraddizione con se stessa, in lotta contro lo spettro della sua stessa impossibilità, nellepoca della comunicazione scorrevole.

Ulteriori proposte e iniziative sono state portate avanti dalle riviste Terra del Fuoco e Bollettario, dallAlmanacco Odradek e da editori come Fabio DAmbrosio, Vanni Scheiwiller, Oèdipus e Campanotto.

Negli ultimi anni, nuovi autori si sono affacciati e, con linizio del Terzo Millennio, lavanguardia si sta configurando in forme modificate, che restano ancora da indagare.



                                     
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