Indietro

ⓘ Battaglia di Nicopoli




Battaglia di Nicopoli
                                     

ⓘ Battaglia di Nicopoli

La battaglia di Nicopoli, conosciuta anche come crociata di Nicopoli, è stato un conflitto avvenuto a Nicopoli il 25 settembre 1396 tra lo schieramento franco-ungherese e quello ottomano. A volte la battaglia è datata da alcuni storici il 28 settembre.

                                     

1. Cause della guerra

Ci furono molte crociate minori nel XIV secolo, intraprese da diversi re e cavalieri. Poco prima della battaglia di Nicopoli ci fu una crociata contro la Tunisia, nel 1390, le Crociate del Nord lungo il litorale baltico. Dopo aver vinto la battaglia del Kosovo nel 1389 gli ottomani conquistarono una parte consistente dei Balcani, riducendo in tale modo lImpero bizantino quasi al territorio circostante Costantinopoli, che continuarono ad assediare.

Nel 1395 il re bulgaro Ivan Shishman perse Nicopoli, diventata dopo la caduta di Tarnovo nel 1393 la sua temporanea capitale. In seguito a questo fatto, suo fratello Ivan Stratsimir - governatore della parte nordoccidentale del paese con centro la città di Vidin fu costretto a diventare un vassallo ottomano. Il Regno dUngheria divenne la frontiera fra le due religioni in Europa orientale e gli ungheresi erano in pericolo di attacco. La Repubblica di Venezia inoltre temeva che gli ottomani le strappassero il controllo dellAdriatico.

Nel 1394 papa Bonifacio IX proclamò una nuova crociata contro i turchi, anche se in quei tempi lo scisma dOccidente aveva minato lautorità papale, con due papi rivali, uno ad Avignone e uno a Roma, dei quali nessuno aveva più il potere necessario da dichiararne una. Tuttavia, lInghilterra e la Francia giunsero ad una tregua nella guerra dei centanni e Riccardo II e Carlo VI erano disposti a collaborare per finanziare una crociata. Le trattative francesi per una crociata assieme a Sigismondo, re dellUngheria, cominciarono già nel 1393.

                                     

2. Preparativi

Il futuro Duca Giovanni I portò una forza di circa 10.000 uomini dalla Borgogna, principalmente cavalieri, con un contingente inglese di circa 1.000 uomini. Vi erano inoltre circa 6.000 uomini venuti dal Palatinato, dalla Baviera e da Norimberga. Sigismondo guidò il contingente più grande, forte di circa 60.000 uomini. Le truppe francesi partirono da Montbéliard nellaprile del 1396, arrivarono a Vienna tra maggio e giugno ed incontrarono Sigismondo a luglio.

Anche se era ortodosso, Mircea I, principe della Valacchia, partecipò con un contingente allesercito dei crociati. Il suo principato costituiva il limite tra il Cristianesimo e lIslam. La vicinanza dellImpero ottomano alla Valacchia e alla Moldavia indusse i loro eserciti ad adattarsi al sistema di guerra dei Turchi. Tuttavia Mircea I non era uno sconosciuto per gli ottomani: un anno prima, nel 1395, aveva inflitto parecchi colpi allo stesso Bayezid I nella battaglia di Rovine e nella battaglia della Dobrugia.

Johann Schiltberger, un crociato della Baviera che cadde prigioniero a Nicopoli, successivamente descrisse la battaglia nelle sue memorie. Furono proposte due tattiche militari differenti: quella dellesercito dei crociati e quella di Mircea I, che chiese a Sigismondo di poter condurre una missione di ricognizione per valutare la condizione dei nemici in modo da usare la tattica migliore. Dopo la missione con la cavalleria leggera Mircea I chiese lappoggio di Sigismondo per lattacco, che sarebbe dovuto partire dalla destra.

Ma per i cavalieri francesi ed ungheresi, ignari delle tattiche ottomane, la strategia di Mircea I era inaccettabile. Giovanni si rifiutò di cedere lonore di essere il primo ad attaccare, poiché aveva viaggiato molto a lungo e speso molto denaro per la spedizione, quindi prese con sé circa 10 000 uomini e marciò verso la parte sud di Nicopoli. La campagna fu saccheggiata assieme alla città di Rahova e gli abitanti furono uccisi o presi prigionieri.

                                     

3. Assedio a Nicopoli

La città era ben difesa e ben fortificata ed i crociati non avevano con sé macchine dassedio, tuttavia non si arresero e aspettarono che gli ottomani facessero la prima mossa. Il sultano Bayezid I, che nel frattempo stava assediando Costantinopoli, riunì il suo esercito e marciò verso Nicopoli. Lavanguardia era comandata da Evrenos Bey, mentre il grosso rimaneva sotto il comando generale del sultano, coadiuvato dai figli e da Kara Timurtas. Il suo alleato, Stefano III Lazaro di Serbia, si unì a lui e i due arrivarono il 24 settembre con circa 100 000 uomini.

Il numero dei combattenti probabilmente è esagerato sia per quanto riguarda gli ottomani che per i crociati, ma una cosa è chiara: gli eserciti erano approssimativamente uguali nel numero. Bayezid I venne avvertito da Gian Galeazzo Visconti circa i movimenti delle truppe crociate.

                                     

4. Battaglia

Prima che cominciasse la battaglia i prigionieri di Rahova furono uccisi dai francesi, il motivo resta sconosciuto.

I francesi e gli inglesi formarono lavanguardia mentre Sigismondo divise le sue truppe in tre contingenti: il centro venne comandato da lui stesso, lala destra venne affidata al comando dei transilvani e lala sinistra finì a Mircea di Valacchia.

Bayezid formò unavanguardia di cavalieri protetta da una linea di picche, una linea di arcieri e di giannizzeri. La parte principale dellesercito degli ottomani e dei serbi si nascose dietro le colline ad una certa distanza dagli altri.

Credendosi superiori per via delle armature, i francesi caricarono lavanguardia ottomana, ma si dovettero scontrare con la linea di picche e, mentre tentavano di abbatterla, finirono sotto il tiro degli arcieri. Quindi gli ottomani andarono allattacco contro la cavalleria, ma poiché non indossavano armature lo scontro finì male per loro: persero oltre 10.000 uomini.

I francesi continuarono lattacco con la cavalleria e uccisero circa 5.000 nemici, costringendo gli ottomani a ritirarsi sulla collina. Raggiunta la cima i francesi, esausti per la salita, si trovarono faccia a faccia col resto dellesercito ottomano. Nello scontro seguente i francesi furono sconfitti definitivamente. Jean de Vienne fu ucciso, mentre Giovanni di Borgogna, Enguerrand VII di Coucy e Jean Le Meingre furono catturati.

Sigismondo andò in aiuto dei francesi e incontrò Bayezid sulla collina, la battaglia scoppiò appena arrivarono i serbi. Tuttavia Sigismondo venne persuaso a ritirarsi dai compagni: avrebbe potuto raggiungere una nave veneziana che lo avrebbe trasportato in tutta sicurezza. Disse al riguardo dei francesi:

Nel tardo pomeriggio Stefano III Lazaro caricò le ali indifese delle truppe ungheresi, chiudendo vittoriosamente la battaglia.



                                     

5. Conseguenze

Il 26 settembre Bayezid ordinò di uccidere tremila prigionieri per ripagare i nemici della strage di Rahova e per aver perso, nonostante la vittoria finale, circa 25000 uomini. Non uccise i prigionieri più giovani e li integrò nel suo esercito per compensare le perdite.

Tra coloro che riuscirono a fuggire e ritornare a casa ci furono Sigismondo, Nikola Gorjanski e Hermann di Cilli. Carlo VI venne avvisato della sconfitta il giorno di Natale.

I cavalieri dellEuropa occidentale cominciarono a perdere il loro entusiasmo per le crociate; i combattimenti tuttavia continuarono in Spagna, nel Mediterraneo e nellEuropa del nord. Inoltre, dopo la sconfitta, Inghilterra e Francia si dichiararono di nuovo guerra. Solo la Valacchia non modificò la sua posizione contro gli ottomani e continuò a combatterli.

La sconfitta di Bayezid da parte di Tamerlano ad Ankara nellestate del 1402 scatenò un periodo di anarchia nellImpero ottomano e Mircea ne approfittò assieme al Regno di Ungheria per sferrargli un attacco. Gli ungheresi ed i polacchi vennero sconfitti nella battaglia di Varna nel 1444 e Costantinopoli cadde nel 1453. LEuropa non organizzò altre crociate contro gli ottomani fino al Rinascimento.

Anche gli utenti hanno cercato:

...
...
...