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ⓘ Aroldo Soffritti




Aroldo Soffritti
                                     

ⓘ Aroldo Soffritti

Aroldo Soffritti è stato un militare e aviatore italiano, Asso pluridecorato della Regia Aeronautica partecipò alla seconda guerra mondiale combattendo in Africa Orientale Italiana. Conseguì 8 vittorie aeree individuali e 5 probabili, contribuendo alla distruzione di 11 velivoli al suolo.

                                     

1. Biografia

Nacque a Bondeno, provincia di Ferrara, il 5 aprile 1913, e dopo aver frequentato il Corso di Allievo sottufficiale pilota della Regia Aeronautica, conseguì il brevetto di pilota militare nel 1934. Prestò servizio in Libia e poi nelle file del 4º Stormo Caccia Terrestre basato sullaeroporto di Gorizia-Merna. Dopo essersi congedato partì per lAfrica Orientale Italiana iniziando lattività di agricoltore insieme ad un amico. Con lentrata in guerra del Regno dItalia, il 10 giugno 1940 fu richiamato in servizio nelle file dellAeronautica dellA.O.I. Inizialmente assegnato alla specialità bombardamento, ben presto fu mandato presso la 412ª Squadriglia Autonoma Caccia Terrestre equipaggiata con i biplani da caccia Fiat C.R.42 Falco. Si trattava di una unità di "élite" al comando del capitano Antonio Raffi, che vedeva tra le sue file i futuri assi Mario Visintini e Luigi Baron. Conseguì la sua prima vittoria il 2 gennaio 1941 a spese di un ricognitore Westland Lysander del No.237 Squadron, abbattuto nei pressi di Tole.

Durante le operazioni aeree eseguite nel corso della battaglia di Cheren abbatté un caccia Hawker Hurricane del No.1 Squadron della SAAF il 19 marzo e un bombardiere Bristol Blenheim il giorno 25.

Il 26 aprile 1941, con la caduta di Dessiè in mano alle truppe sudafricane, venne fatto prigioniero insieme ad altri 10.000 uomini, tra cui 6.000 italiani La caduta della città segnò il termine delle operazioni nellest dellA.O.I. A quellepoca era accreditato di 8 vittorie confermate, 5 probabili, e 11 velivoli distrutti al suolo, decorato con due Medaglie dargento al valor militare. Trasferito come prigioniero di guerra in India, ritornò in patria nel 1946. Si spense a Milano il 18 febbraio 1977, dove riposa nella tomba familiare al Cimitero Maggiore.