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ⓘ Arcieparchia di Pittsburgh




Arcieparchia di Pittsburgh
                                     

ⓘ Arcieparchia di Pittsburgh

L arcieparchia di Pittsburgh è una sede metropolitana della Chiesa greco-cattolica rutena. Nel 2016 contava 57.177 battezzati. È retta dallarcieparca William Charles Skurla.

                                     

1. Territorio

Larcieparchia comprende i fedeli della Chiesa greco-cattolica rutena in Ohio contee orientali, Oklahoma, Louisiana, Pennsylvania, Tennessee, Texas e Virginia Occidentale.

Sede arcieparchiale è la città di Pittsburgh. A Munhall, presso Pittsburgh, si trova la cattedrale di San Giovanni Battista Saint John the Baptist.

Il territorio è suddiviso in 74 parrocchie, la maggior parte delle quali, oltre una sessantina, si trovano in Pennsylvania.

Nel territorio sorgono anche due monasteri femminili, il Mount St. Macrina Monastery delle Suore dellOrdine di San Basilio Magno a Uniontown in Pennsylvania; e il Queen of Heaven Monastery delle Suore benedettine bizantine a Warren in Ohio.

                                     

2. Storia

Il 28 maggio 1913 la Santa Sede istituì un ordinariato per i fedeli cattolici di rito bizantino che dimoravano negli Stati Uniti dAmerica. Fu nominato primo vescovo ordinario Soter Stephen Ortynsky de Labetz, gia visitatore dal 1907. Alla sua morte, nel 1916, la Santa Sede nominò due amministratori apostolici, Petro Ponyatyshyn per i fedeli greco-cattolici originari della Galizia e dellUcraina e Havryjil Martjak per i fedeli greco-cattolici originari della Rutenia subcarpatica.

L8 maggio 1924 furono istituiti due esarcati apostolici per i due gruppi distinti; primo esarca per i fedeli ruteni è stato Basil Takacs.

Il 6 luglio 1963 per effetto della bolla Cum homines di papa Paolo VI lesarcato apostolico cedette una porzione del suo territorio a vantaggio dellerezione delleparchia di Passaic e fu elevato ad eparchia, assumendo il nome di eparchia di Pittsburgh.

Il 21 febbraio 1969 in forza della bolla Quandoquidem Christus dello stesso papa Paolo VI cedette unaltra porzione di territorio a vantaggio dellerezione delleparchia di Parma e nel contempo fu elevata al rango di arcieparchia metropolitana, assumendo il nome di arcieparchia di Munhall Munhallensis Ruthenorum.

L11 marzo 1977 assunse il nome attuale.

                                     

3. Cronotassi dei vescovi

  • Daniel Eugene Ivancho † 13 maggio 1948 succeduto - 2 dicembre 1954 dimesso
  • Judson Michael Procyk † 9 novembre 1994 - 24 aprile 2001 deceduto
  • Thomas Victor Dolinay † 16 maggio 1991 succeduto - 13 aprile 1993 deceduto
  • Basil Myron Schott, O.F.M. † 3 maggio 2002 - 10 giugno 2010 deceduto
  • William Charles Skurla, dal 19 gennaio 2012
  • Basil Takach Takacs † 20 maggio 1924 - 13 maggio 1948 deceduto
  • Stephen John Kocisko † 22 dicembre 1967 - 12 giugno 1991 ritirato
  • Nicholas Thomas Elko † 5 settembre 1955 - 22 dicembre 1967 dimesso
                                     

4. Rapporti con i cattolici di rito latino negli Stati Uniti

Nel XIX e XX secolo molti cattolici di rito bizantino emigrarono negli Stati Uniti dAmerica, soprattutto nelle città minerarie. La predominante gerarchia latina non sempre li accolse con favore, soprattutto per quella che appariva come una novità negli Stati Uniti: preti cattolici sposati. Su loro richiesta, la Sacra Congregazione Propaganda Fide estese il 1º maggio 1897 agli Stati Uniti delle regole già esposte in una lettera del 2 maggio 1890 allArcivescovo di Parigi. Queste norme permettevano lemigrazione negli Stati Uniti solo ai sacerdoti celibi o vedovi che non portassero al seguito i propri figli. Questa norma fu ribadita con specifico riferimento ai cattolici di rito ruteno dal decreto Cum data fuerit del 1º marzo 1929, che fu rinnovato per altri dieci anni nel 1939. Linsoddisfazione da parti di molti cattolici ruteni negli Stati Uniti diede origine alla Diocesi americana carpato-rutena.

I rapporti con i cattolici di rito latino sono migliorati, specialmente dopo il Concilio Vaticano II, nel quale la Chiesa rutena ebbe un ruolo rilevante sulle decisioni riguardo alla lingua liturgica. A differenza delloriginario costume del rito latino, la Chiesa rutena ha sempre celebrato la Divina Liturgia in antico slavo ecclesiastico. Unulteriore conferma si è avuta nel 1988 in occasione della visita ad limina dei vescovi ruteni americani a Roma.

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