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ⓘ Partito Socialista Bulgaro




Partito Socialista Bulgaro
                                     

ⓘ Partito Socialista Bulgaro

Il Partito Socialista Bulgaro è un partito politico bulgaro di orientamento socialdemocratico fondato nel 1990 come prosecuzione del Partito Comunista Bulgaro.

È membro dellInternazionale Socialista ed è guidato da Sergej Stanišev.

                                     

1. Il nuovo corso

Alle elezioni del 1990, il BSP ancora forte del potere gestito fino a quel momento, conseguì il 47.2% dei voti ed elesse 211 deputati su 400, la maggioranza assoluta. Unica sostanziale alternativa fu rappresentata dallUnione delle Forze Democratiche SDS, che raccolse il 36.2% dei voti. Alle elezioni dellanno successivo, però, il BSP scese al 33.1% dei voti ed elesse 106 deputati, venendo superato dalla SDS, che ottenne il 34.4% e 106 seggi. La SDS formò il nuovo governo, che durò, però, in carica un solo anno, sostituito da Ljuben Berov del BSP, alleato con il Movimento per i Diritti le Libertà DPS, liberali turcofoni.

Alle elezioni del 1994, il BPS incrementò i suoi consensi al 43.5%, eleggendo 125 deputati e rimanendo al governo. Alle politiche del 1997, però, la SDS, in una lista insieme allUnione del Popolo Nazionale Bulgaro, ottenne il 52.3% dei voti, mentre il BSP crollò al 22%, dimezzando i propri deputati 58. Alle elezioni del 2001, sia il BSP che la SDS vennero battuti dal Movimento Nazionale Simeone II NDSV, fondato dallex re Simeone II. Il nuovo partito ottenne il 42.7% dei consensi, conquistando la metà dei seggi del Parlamento 120. Il BPS scese ulteriormente al 17.1% dei voti, elesse 48 deputati e fu nuovamente escluso dal governo.

Alle politiche del 2005, il BSP si è presentato nellalleanza di centro-sinistra, Coalizione per la Bulgaria, composta da:

  • Partito Comunista di Bulgaria Komunističeska Partija na Bălgarija.
  • Unione Civica "Roma" Graždansko Obedinenie "Roma";
  • "Aleksander Stambolijski" - Unione del Popolo Agricolo Bulgaro Bălgarski Zemedelski Naroden Sajuz "Aleksandăr Stambolijski";
  • Movimento per lUmanesimo Sociale Dviženie za Socialen Humanizum;
  • Partito Verde di Bulgaria Zelena Partija na Bălgarija;
  • BSP;
  • Movimento Politico "Socialdemocratici" Političesko Dviženie "Socialdemokrati";
  • Partito dei Socialdemocratici Bulgari Partija Bălgarski Socialdemokrati;

La Coalizione raccolse il 31% dei voti, eleggendo 84 deputati. Constatata limpossibilità per nessun partito di governare da solo si diede vita ad una coalizione di unità nazionale tra BSP, NDSV e DPS. Sergey Stanishev del BSP venne nominato primo ministro.

Alle elezioni europee del 2007, il BSP si è presentato con la Lista "Piattaforma Socialista Europea", che ha raccolto il 21.4% dei consensi. Alla piattaforma non hanno aderito né il Partito dei Socialdemocratici ed Movimento Politico "Socialdemocratici" Bulgari, che hanno dato vita alla Coalizione dei Socialdemocratici Bulgari 1.9%; né il Partito Verde di Bulgaria 0.5%.

Le elezioni parlamentari del 2009 videro il BSP crollare nei consensi, eleggendo 40 deputati, frutto del 17.70% dei voti ottenuti; risultato di gran lunga inferiore al 39.72% raggiunto dal partito conservatore Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria, che espresse il nuovo premier, Bojko Borisov. Alle elezioni europee delle stesso anno, il BPS salì al 18.5% ed elesse 4 euro-deputati.

Il BSP subì unaltra pesante sconfitta alle presidenziali del 2011, dove il candidato socialista Ivajlo Kalfin non andò oltre il 28.84% dei consensi, battuto ancora una volta dal candidato di Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria Rosen Plevneliev, che raggiunse il 40.13%.

Nel 2013, a seguito delle proteste di piazza contro la crisi economica, Borisov diede le proprie dimissioni le previste elezioni politiche furono anticipate di alcuni mesi. Alle elezioni parlamentari del 2013, il BSP ottenne il 26.61% dei consensi, che gli valsero 84 seggi. Il socialista Plamen Oresharski divenne primo ministro, potendo contare sul sostegno anche dei turco-liberali. Il nuovo governo, potendo del resto contare solo sulla metà dei seggi 120 su 240, non placò, però, le proteste popolari.