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ⓘ Storia della posta




Storia della posta
                                     

ⓘ Storia della posta

La storia della posta è iniziata nel momento in cui luomo ha sentito la necessità di scambiare informazioni a distanza. Tali informazioni potevano essere inoltrate attraverso luso di suoni o segnali di natura luminosa interpretabili a distanza. Con lavvento della scrittura linformazione prese a viaggiare attraverso loggetto che la conteneva sotto forma di segno chiamato più propriamente Glifo. Lo sviluppo delle prime civiltà rese necessario un sistema affidabile che consentisse alle informazioni il trasferimento anche su lunghi percorsi: nacquero così i primi sistemi postali. Tali sistemi sfruttarono poi, di volta in volta, tutte le scoperte umane che consentivano il trasporto dellinformazione nel minor tempo possibile

                                     

1. Le antiche civiltà

I grandi imperi dellAntichità avevano propri servizi postali interni, che servivano esclusivamente a trasmettere ordini e messaggi dal centro alla periferia e viceversa.

Lorigine del servizio di posta è molto antico: se ne hanno tracce risalenti al 4000 a.C. in Cina, dove erano usati messaggeri a cavallo che percorrevano le strade trasportando da prima semplici messaggi e poi anche la gazzetta ufficiale che aveva nome "Ching Pao". Le più antiche testimonianze dellesistenza di un sistema postale organizzato arrivano da Kültepe in Turchia e sono rappresentate da tavolette di argilla scritte con caratteri cuneiformi risalenti al 2000 a.C.

NellAntico Egitto vi era già un servizio postale avanzato e fruibile, oltre che dai funzionari dei faraoni, anche da parte di persone di cultura e dai commercianti. I servizi di trasporto avvenivano per via fluviale ed i supporti sui quali viaggiavano le informazioni erano i papiri scritti in demotico quando trattavano di argomenti commerciali.

In Persia fu Ciro II di Persia che si preoccupò di introdurre ed organizzare un vero e proprio servizio di posta pubblica. Ne parla Senofonte nelle sue opere, descrivendolo come basato sullipotesi di percorrenza di un cavallo nellarco di 24 ore ed in base alla quale vennero costruite apposite scuderie di sosta. Lungo tutto il percorso viario si contavano 111 stazioni ed i messaggeri riuscivano a coprire tutta la distanza in 9 giorni.

Gli antichi romani posero molta cura allorganizzazione del servizio di posta. Augusto si occupò personalmente della riorganizzazione del" cursus” ovvero del servizio di posta che divenne così:" Cursus publicus” ovvero" posta statale”. I messaggeri che portavano con loro le informazioni erano chiamati" tabellari” le custodivano su tavolette dosso o di metallo spalmate di cera. Ma presto, per rendere il trasporto più agevole, le tavolette vennero sostituite con rotoli di papiro scritte con un inchiostro vegetale di nome" atramentum”. Il percorso tra una città e laltra era percorso su carri ed organizzato in stazioni di cambio dei cavalli chiamate" statio posita” da cui derivò il nome" stazione di posta”. Per riconoscere gli originali proprietari i carri erano provvisti di vere e proprie targhe composte da" bulla” ovvero borchie circolari di metallo. Secondo la ricostruzione ad opera della Tavola Peutingeriana la rete postale e viaria romana era formata da 200.000 km di strade che consentivano un inoltro rapidissimo di tutte le informazioni. Per consegnare una missiva i" cursores” ossia i" corrieri” potevano percorrere 270 km in 24 ore.

                                     

2. Medioevo

NellEuropa medievale il" cursus publicus” che i romani erano stati in grado di creare versava nel più totale sfacelo le poste conoscevano una decadenza senza precedenti. Lorganizzazione romana era resa possibile dallappartenenza ad un unico ente che ne curava la manutenzione ed il perfezionamento. La frammentazione degli stati tipica del Medioevo europeo richiedeva continue revisioni delle frontiere e degli accordi che fecero ben presto saltare tutta lorganizzazione viaria. Le vie di comunicazione tra cittadini di nazioni differenti erano mantenute in vita alla meglio da monaci, studenti e commercianti che per i loro interessi erano costretti allo spostamento da una città allaltra.

La posta monastica era forse la più efficiente ed aveva una particolarità che troverà applicazione, se pur virtuale, anche nelle moderne e-mail: le risposte venivano cucite in calce alla missiva originale. Applicata laggiunta di pergamena il tutto veniva arrotolato ed infilato in un contenitore pronto ad essere inoltrato verso un nuovo monastero. Tale sistema prese il nome di" rotula” e quella annunciante la morte della figlia di Guglielmo II alla fine del suo percorso misurava 20 m.

A partire dal Duecento le università organizzarono un sistema postale basato sugli spostamenti dei loro studenti e con il quale riuscivano a mantenere i rapporti con le famiglie degli stessi. Il sistema poteva essere usato anche da esterni dietro compenso con il quale era poi possibile pagare il corpo insegnante. Fra i più importanti sistemi postali universitari erano le Messaggerie universitarie di Federico II le Messageries universitaires dellUniversità di Parigi,che aveva una propria rete di strade postali che serviva tutta la Francia. Tale servizio era utilizzato anche dallo stato e dai privati. Le Messageries universitaires furono soppresse solo nel 1719.

I commercianti talvolta organizzarono funzionali sistemi come quello della tedesca" Metzerpost” ossia la" posta dei macellai” che funzionò fino al 1500. Anche i mercanti italiani che partecipavano alle fiere di Champagne avevano i loro corrieri che andavano dalle loro città fino a Parigi. In particolare nel 1306 venne fondata la "Compagnia dei Corrieri Veneti", costituita da bergamaschi e che copriva tutta Europa. Durò fino al 1806. Analoghi servizi di corrieri fiorivano anche nelle città tedesche, in particolare a Norimberga Nürnberger Bothenwesen, ma anche a Colonia e Augusta.

Alla fine del Trecento iniziò la prima "rivoluzione postale" con due riforme: innanzitutto listituzione dei "corrieri ordinari", che partivano cioè in giorni fissi. Questa evoluzione avvenne innanzitutto in ambito mercantile, dove le ditte commerciali e bancarie della stessa città organizzavano un servizio di corrieri per le proprie missive.

La parola "posta" è legata allaltra innovazione apportata dalla prima rivoluzione postale, ovvero lintroduzione delle stazioni di posta per il cambio dei cavalli. Già nel 1385 il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti aveva stabilito un servizio postale di questo tipo. Enrico IV dInghilterra nel 1400 circa introdusse le stazioni di posta per consentire ai suoi messaggeri reali il cambio dei cavalli. Questi "uffici postali" divennero efficientissimi grazie alla capillarità con cui erano diffusi.

La carica di Maestro delle Poste Pontificie in latino Magister Cursorum è attestata dal 1439. Dalla metà del Quattrocento la carica fu ricoperta da esponenti della famiglia Tasso del ramo detto dei "Tasso di Sandro".

Fino questo momento il corriere prendeva in carico il plico e lo portava a destinazione, cambiando solo il cavallo alla stazione di posta. A metà Quattrocento il duca di Milano Francesco Sforza intensificò la rete delle stazioni di posta e quindi dei cambi di cavalli, rendendo ancor più veloce il sistema postale milanese: era la nascita del servizio delle "staffette", ovvero dei corrieri che cambiavano anchessi ad ogni stazione ed erano perciò sempre freschi. Prendendo a modello quanto avveniva in Italia, nella seconda metà del Quattrocento Luigi XI di Francia organizzò le poste francesi Messageries royales. Analogamente Enrico VIII creò la Royal Mail nel 1516, mettendovi a capo un Master of the Postes.

Nellimpero Mongolo funzionava un sistema di messaggeri che si davano il cambio, e cambiavano i cavalli, nelle stazioni di posta, detto yam nome rimasto in russo per indicare le stazioni di posta. Il sistema è descritto dai viaggiatori occidentali come Marco Polo.

Nello stesso periodo, sul continente americano lImpero Inca organizzò un sistema di messaggeri imperiali a piedi, detti chaski.

                                     

3. Rinascimento

Nel periodo rinascimentale si sentì lesigenza di un allargamento del servizio presso la nobiltà e la borghesia, che con i nuovi commerci aveva la necessità di informazioni e comunicazioni con luoghi lontani. Già dal XIII secolo con la Repubblica di Venezia ma maggiormente dal XVI secolo con Massimiliano I dAsburgo il servizio di recapito offerto dalla famiglia bergamasca, di Camerata Cornello, dei Tasso antenati del letterato Torquato Tasso collegava buona parte dEuropa tramite corrieri a cavallo.

Come nel periodo precedente, la lettera rischiava di andare persa o non consegnata per numerosi motivi: rapine, viaggi lunghi e accidentati, morte del destinatario o cambio dindirizzo del destinatario. Per tali motivi e per evitare che il corriere intascasse il compenso senza consegnare la corrispondenza, la tariffa postale veniva riscossa dal destinatario. Questo sistema provocava alle poste una cospicua perdita economica che veniva compensata con costi tariffari così elevati da rendere il servizio fruibile solo per la nobiltà e per lalta borghesia.

Un terzo aspetto della prima rivoluzione postale fu perciò lammissione della posta privata nel sistema postale statale. Questa evoluzione era collegata allintroduzione del monopolio statale della posta: se non potevano più esserci corrieri privati, i privati dovevano poter utilizzare le poste pubbliche.

Nello stesso periodo i sovrani cominciarono anchessi ad organizzare i propri servizi postali mediante "corrieri ordinari".

Nel 1489 Massimiliano I affidò a Zanetto de Tassis e al fratello Francesco il compito di organizzare la cosiddetta "posta di Fiandra" fra la propria corte di Innsbruck e quella di suo figlio Filippo il Bello a Malines e Bruxelles.

Legemonia dei Tasso nel 1650 germanizzati in Thurn und Taxis sulle poste europee si affermò con le tre convenzioni stipulate nel 1501, 1505 e 1516 da Francesco e poi da Giovanni Battista de Tassis con Filippo il Bello e poi con Carlo V. In esse venivano precisate le strade postali affidate alla famiglia bergamasca, che da Bruxelles si irradiavano fino alla Spagna, a Napoli, alla Prussia.

Oltre alle poste imperiali i Tasso furono mastri di posta ereditari anche in altri stati asburgici, in particolare i Tassis-Peralta furono Correos mayores del Reino de España, mentre gli Zapata de Tassis furono Corrieri Maggiori di Sicilia.

Nel 1584 la famiglia Paar, anchessa di origine bergamasca, ottenne il monopolio postale da Vienna verso Venezia e già lo deteneva dalla capitale asburgica verso la Polonia e lUngheria.

Nel 1603 anche Enrico IV di Francia disciplinò ufficialmente la posta privata che viaggiava attraverso le Messageries royales. In Inghilterra la Royal Mail venne aperta al pubblico nel 1635.

Contrariamente a quanto succedeva in Europa, in Giappone si era sviluppato un sistema postale basato su una legge di stato derivante dal 600 d.C. e che prevedeva dislocazioni di stazioni postali per cavalli nei punti più interessati del Paese e tenendo conto di una distanza pari a circa 100 km. Tale sistema risultò così efficiente che solo nel 1600 si rese necessario un rinnovamento consentendo anche ai privati di affiancarvisi con un proprio sistema postale.

Nei primi decenni del XVI secolo iniziava la necessità di comunicare con il "nuovo continente": la scoperta dellAmerica ed i primi presidi insidiatisi erano motivo di inizio della posta "transatlantica". La posta veniva quindi imbarcata sui galeoni diretti verso lAmerica centrale che era divenuta epicentro degli interessi commerciali delle grandi potenze europee.



                                     

4. XVII secolo - XVIII secolo

Nel 1616 il luogotenente delle poste tassiane di Milano, Ottavio Codogno, pubblicò il "Nuovo itinerario delle Poste per tutto il Mondo": la più ricca informazione disponibile sulle rotte postali europee del tempo. Lo stesso autore nel 1623 pubblicò il Compendio delle poste.

Durante il periodo Edo fu organizzato il sistema stradale Gokaidō ovvero le "cinque strade" che si diramava attraverso la parte centrale dellisola di Honshū collegando la sede dello shōgun, Edo la moderna Tokyo, con le città più importanti del Giappone. La più importante di queste vie era la Tōkaidō, che collegava Edo con Kyoto dove risiedeva limperatore. Le strade erano servite da stazioni di posta.

Nel corso del XVII e XVIII secolo le poste europee vennero gradualmente assorbite dagli Stati, che si riservarono il diritto di posta sia per migliorare il servizio sia per avere maggiori entrate. Il nuovo servizio permetteva allo stato un risparmio tramite la franchigia postale. Partirono numerose sperimentazioni e allaumento del numero degli uffici postali seguì la necessità di indicare lufficio di partenza e quello di arrivo.

Nel Sacro Romano Impero i Thurn und Taxis, che godevano del monopolio già dal 1595, videro ridursi la propria giurisdizione, in quanto si erano formati monopoli in aree specifiche, come quello dei Paar o quelli della Prussia, della Sassonia, dellHannover. Rimanevano inoltre le poste cittadine.

In Francia il monopolio postale fu creato nel 1672 dal ministro François Michel Le Tellier de Louvois, che fondò la Ferme générale des Postes: si trattava di una ferme, ovvero di unimpresa privata che versava un canone annuale di concessione allo stato in cambio del monopolio. Le messageries de lUniversité le Messageries royales vennero riassorbite nella Ferme entro pochi decenni.

La statalizzazione delle poste comportò che i mastri di posta e i postiglioni vestissero una divisa, mentre sulle stazioni di posta campeggiava lo stemma del sovrano.

Nellarea italiana, la repubblica veneta stampò fogli con sovrapprezzo per le corrispondenze nel 1608, per finanziare alcune attività pubbliche.

Nel 1661 in Gran Bretagna il direttore delle Poste Sir Henry Bishop con lintento di controllare i ritardi sul recapito della corrispondenza introduce il timbro postale. I timbri erano fabbricati in legno ed indicavano il giorno ed il mese sottolineando in questo modo la partenza della corrispondenza.

La seconda rivoluzione postale avvenne quando alla fine del Settecento, furono introdotte le carrozze veloci per il trasporto della posta con le riforme dei ministri Turgot e Pitt il giovane. Il primo, Contrôleur général des finances di Francia, nel 1775 fece costruire una carrozza piccola, ma tirata da sei a otto cavalli, chiamata in suo onore turgotine ". Nel 1784 il cancelliere dello Scacchiere britannico Pitt il giovane introdusse le mail-coaches ", poi diffuse in altri paesi europei, che assicuravano un servizio misto di posta e passeggeri. In Italia queste vetture presero il nome di "velociferi" o "malleposte".

Il 26 luglio 1775 il Secondo congresso continentale, quando non esistevano ancora gli Stati Uniti dAmerica e nemmeno era stata proclamata lindipendenza delle Tredici Colonie, nominava con decreto Benjamin Franklin primo Postmaster General.

In Francia già durante la rivoluzione, venne emanata la legge del 22 dicembre 1789 che dava allorganizzazione della posta un assetto statale, che copriva tutto il territorio nazionale e non solo le "strade postali", suddividendolo in territori di competenza contraddistinti da numeri progressivi. Nel novembre del 1799 Napoleone, a seguito delle nuove conquiste territoriali creò nuovi dipartimenti. Questa viene considerata la "terza rivoluzione postale".

Nel 1793 linglese Hathaway ideò un ufficio postale alle Galápagos consistente in un semplice barile di legno collocato in una baia di facile approdo che da quel momento prese il nome di Post Office Bay. I marinai in rotta verso i territori di pesca potevano depositarvi la posta che veniva poi inoltrata dai colleghi di ritorno in Nord America o Europa.

                                     

5. XIX secolo

Nei primi anni del 1800 Londra, su progetto dellingegnere scozzese William Murdoch introduceva la posta pneumatica che venne poi sviluppata dalla "London Pneumatic Dispatch Company".

Nel 1836 lepidemia di colera che colpì lEuropa fece sì che gli uffici postali si dotassero di attrezzi per la "disinfezone" della corrispondenza in quanto la carta venne considerata come materia di trasmissione del contagio. La posta veniva così disinfestata per "fumigazione" e molte lettere arrivate a noi da quel periodo portano ancora i segni di questa pratica.

Il 6 maggio del 1840, grazie alla riforma postale voluta da Rowland Hill la Gran Bretagna introdusse il francobollo.

Nel 1848 nacque la Posta federale svizzera, unificando le amministrazioni postali dei vari cantoni.

Nel 1859 la Francia stipulò un accordo con le poste del Regno di Sardegna la cui spedizione costava meno di quella di una lettera e visto il successo ottenuto quasi tutti gli stati europei copiarono immediatamente liniziativa. Dal 1870 al prezzo di 1/2 penny era disponibile la versione britannica a cui seguì la Germania e nel 1871 la Svizzera. Nel 1872 anche il Belgio iniziò ad emettere le proprie cartoline postali.

In seguito allunificazione tedesca nellImpero germanico, nel 1871 fu creata la Reichspost, inglobando definitivamente lamministrazione postale dei Thurn und Taxis. I regni di Baviera e di Württemberg mantennero tuttavia sistemi postali separati.

Nel 1874 venne creata lUnione Generale delle Poste, che collegava le amministrazioni postali dei vari Stati inizialmente 21 e permetteva di integrare i servizi svolti tra di loro. Nel 1897 si trasformò in Unione Postale Universale con lapporto di nuovi Stati.

Dalla fusione fra amministrazione postale e telegrafica nel 1879 videro la luce le PTT francesi.

Nel 1881 nasce in Italia il servizio pacchi postali. Agli inizi del XX secolo si sviluppa la cartolina illustrata, che ebbe un grande successo per la stampa a colori.

                                     

5.1. XIX secolo La riforma postale britannica e la nascita del francobollo

Linglese Rowland Hill ideò nel 1837 la riforma postale del Regno di Gran Bretagna. Il vecchio sistema costoso e inefficiente venne sostituito da una riforma postale semplice ma rivoluzionaria, essa prevedeva il pagamento anticipato della tariffa e una tariffa universale in tutto il reame, con leliminazione delle distanze nelle tariffe postali. Fino ad allora i pacchi le lettere venivano pagati dai destinatari. Sir Rowland Hill notò che questo tipo di pagamento portava ad abusi da parte degli utenti. Si narra che fosse comune spedire una lettera al destinatario con dei segni convenzionali. Il destinatario quindi rifiutava la lettera che in questo modo non veniva pagata, mentre dai segni riusciva a recepire il messaggio. Il nuovo sistema inoltre permetteva di spedire le lettere senza passare per lufficio postale; a tale scopo vennero ideate la buste postale e il francobollo, che certificava il pagamento anticipato della corrispondenza.

Il progetto si trasformò in due francobolli il 6 maggio del 1840 con due tariffe: un francobollo da 1 penny, che quindi prese il nome di Penny Black penny nero, e un francobollo da 2 penny blu, meno famoso e meno usato. Oltre ai due francobolli fu emessa una lettera postale già affrancata.

Nel 1867 gli eredi della famiglia Tasso rinunciarono ai diritti postali in favore della Prussia per un compenso di tre milioni di Talleri e consentendo così lorganizzazione statale della posta nei suoi territori.



                                     

5.2. XIX secolo Successo del francobollo

Il francobollo inglese ebbe un grande successo, nonostante lo scetticismo dello stesso Hill, tanto da essere presto imitato da altre amministrazioni postali.

Nel 1843 il Cantone di Zurigo e di Ginevra in Svizzera emisero francobolli per la posta, seguiti lo stesso anno dal Brasile con tre francobolli. Altri stati si affrettarono a cambiare i propri sistemi postali:

  • 1845 - Cantone di Basilea
  • 1867 - Ungheria
  • 1850 - Prussia, Sassonia, Hannover, Austria, Spagna, Svizzera
  • 1853 - Portogallo
  • 1859 - Amburgo, Impero ottomano, Lubecca
  • 1849 - Baviera, Francia
  • 1851 - Danimarca
  • 1862 - Romania
  • 1886 - Gibilterra
  • 1847 - Mauritius
  • 1866 - Serbia
  • 1873 - Islanda
  • 1846 - Stati Uniti dAmerica
  • 1856 - Messico, Uruguay, Perù
  • 1871 - Giappone
  • 1870 - Persia
  • 1852 - Brunswick, Paesi Bassi, Lussemburgo
  • 1858 - Moldavia, Argentina
  • 1855 - Svezia, Norvegia, Nuova Zelanda
  • 1860 - Polonia, Impero austro-ungarico
  • 1857 - Russia
                                     

5.3. XIX secolo Gli Stati italiani

Gli Stati italiani attuarono la riforma che porta allutilizzazione del francobollo a partire dalle seguenti date:

  • 1º giugno 1850 - Regno Lombardo Veneto Austria Ungheria
  • 1877 - San Marino
  • 1º giugno 1852 - Ducato di Parma e Piacenza, Ducato di Modena
  • 1º gennaio 1852 - Stato Pontificio
  • 1º aprile 1851 - Granducato di Toscana
  • 1º gennaio 1851 - Regno di Sardegna
  • 1º gennaio 1858 - Regno delle due Sicilie
                                     

6. XX secolo

Con il Novecento vennero introdotti anche moltissimi servizi speciali da parte di tutte le poste del mondo. Con essi una varietà infinita di francobolli con forme e caratteristiche molto diverse fra loro, che hanno favorito il collezionismo filatelico o filatelia.

Nel 1907 venne introdotto il Buono di risposta internazionale o IRC, CRI che permetteva di pagare in anticipo una risposta da un paese estero. Nello stesso anno anche lItalia si dotò di un sistema di posta pneumatica.

Nel 1911 in India avviene il primo trasporto ufficiale di Posta aerea e nel 1916 in Germania si inaugura un servizio postale tramite luso dei sottomarini.

Se la prima metà del Novecento fu caratterizzata dallintervento diffuso e pervasivo dello Stato nelleconomia, negli anni sessanta-settanta iniziarono le prime liberalizzazioni. In Italia, come in altri Paesi, le poste disponevano di una rete molto ampia e capillare di sportelli, adatta servire anche altri servizi come quelli bancari.

Attualmente le Poste Italiane hanno introdotto, per laffrancatura della normale corrispondenza, un unico tipo di francobollo autoadesivo di posta prioritaria. Il servizio di posta prioritaria ha aumentato lefficienza delle consegne, con tempi ridotti ad un giorno sul territorio nazionale. Lo stesso tempo di consegna di un giorno è previsto per il servizio fornito negli altri Paesi UE. Tale servizio generalmente non prevede penali o rimborsi dalle poste in caso di ritardi: infatti, il timbro postale sulla missiva è messo il giorno della ricezione da parte dellufficio postale più vicino al mittente. La data delleffettiva ricezione del destinatario e leventuale ritardo non viene rilevato dal postino allatto della consegna.