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ⓘ Supramonte




Supramonte
                                     

ⓘ Supramonte

Si estende su una superficie di circa 35 000 ettari 350 km², occupando gran parte del territorio di Oliena, Orgosolo, Urzulei, Baunei e Dorgali, località situate lungo la base delle imponenti pareti calcaree che delimitano i confini degli altopiani. Tali frontiere naturali seguono verso settentrione lalto corso del fiume Cedrino e, verso meridione, il corso del rio Olai.

Laltezza media degli altopiani è di circa 900 m s.l.m. e lazione erosiva, condotta sulle rocce calcaree dai fiumi ha creato, nel corso dei millenni, gole e voragini molto profonde. Data la natura calcare delle rocce il reticolo idrografico della regione alimenta una vasta rete di acquiferi carsici che ha contribuito alla formazione delle grotte del Bue Marino, o di risorgive come Su Gologone. Sempre legati a fenomeni carsici o erosivi sono laltopiano di Doinanicoro, esteso 3 km² a circa 900 m di quota e la gola di Gorropu.

Il Monte Corrasi con i suoi 1.463 m è la cima più alta del Supramonte; seguono poi Punta sa Pruna 1.391 m, il Monte Fumai 1.316 m, il Monte Ortu Haminu 1.340 m, il Monte Novo San Giovanni 1.316 m, Monte Fumai 1.316 m Monte Gutturgios, Punta su Nercone 1.263 m, Monte Su Biu 1.163 m Monte Oddeu 1.063 m, Punta Turusele 1.024 m.

                                     

1. Supramontes

I vasti altopiani e rilievi di dolomie e calcari mesozoici sono compresi nei territori comunali di Dorgàli e Baunèi, verso la costa e di Olièna, Orgòsolo, Urzulèi, verso le zone interne e prendono il nome dal comune di appartenenza. Lintera area è compresa nei fogli IGM 1:100.000 Nuoro 207 e Dorgali 208.

                                     

1.1. Supramontes Flora

In questo territorio trova il suo optimum climatico la lecceta. Nella foresta di Montes si trova Sas Baddes, la più estesa ed anche una delle ultime leccete primarie presenti non solo in Italia ma anche nellintera area del Mediterraneo e in Europa. Ha unestensione di 1050 ettari e vi si trovano esemplari piuttosto vetusti di specie come il leccio, il tasso, il ginepro e lagrifoglio, insieme a alberi di fillirea, acero minore e arbusti di corbezzolo. Nel sottobosco cresce la peonia o Rosa peonia, una pianta perenne erbacea dai grandi fiori di colore porpora. In questi particolari ambienti boschivi montani si trovano altre specie vegetali come lefedra nebrodense, la sassifraga setolosa, lalisso di Tavolara ed il trifoglio di Moris.

                                     

1.2. Supramontes Fauna

Tra le specie che nidificano indisturbate si trovano: laquila reale, il gheppio, lastore, il colombaccio, lo sparviero, la pernice, la cornacchia grigia di Sardegna ed il corvo imperiale di Sardegna. Tra i mammiferi il muflone si è adattato perfettamente a questi ambienti così come i cinghiali. Nella foresta di Montes si trovano il gatto selvatico, il topo quercino sardo, il ghiro, la volpe, la martora, la lepre e il coniglio selvatico.

                                     

1.3. Supramontes Insediamenti nuragici

Anche se attualmente il territorio del Supramonte si presenta aspro ed ostile, tra i dirupi, le gole ed i canyon, vivevano svariati clan di nuragici che nel solo territorio di Dorgali hanno lasciato tracce ben visibili di ben 78 villaggi, 46 nuraghi, 14 dolmen, 40 tombe dei giganti, 17 pozzi sacri e 3 muraglie megalitiche di protezione, con il villaggio di Serra Orrios che contava circa 70 capanne circolari e due tempietti a mégaron.

                                     

1.4. Supramontes Supramonte montano

La strada statale 125 Orientale Sarda segna il confine tradizionale tra quello che viene definito il Supramonte montano ed il Supramonte marino. Sono considerati montani il Supramonte di Oliena, di Orgosolo e di Urzulei questultimo ha anche una parte marina.

                                     

1.5. Supramontes Supramonte di Orgosolo

Il Supramonte di Orgosolo ha unestensione di 3360 ha e comprende le formazioni montuose del Monte Novo San Giovanni con le sue guglie alte fino a 70 metri ed il Monte Fumai 1.316 m s.l.m. e Monte Su Biu 1.163 m s.l.m. Nel suo territorio si trova la foresta di Montes, la lecceta dalto fusto plurisecolare di sas Baddes, laltopiano di Campu Donanigoro, il pianoro di Su Mudrecu dove secolari ginepri scheletriti testimoniano lincendio che distrusse la foresta nel 1931, la dolina 400 metri di diametro e 1 km e mezzo di circonferenza di Su Suercone che è stata dichiarata monumento naturale con un provvedimento legislativo dalla Regione Sardegna al fine di tutelarne lambiente naturale.

A testimonianza della frequentazione in epoca nuragica restano diverse testimonianze come il villaggio di Sas Baddes attorniato da una foresta di lecci, due tombe di giganti e il nuraghe Mereu, uno dei pochi che si presentano di color bianco in quanto costruito con blocchi di pietra calcarea. Tale nuraghe è formato da una torre principale e due secondarie, protette da una muraglia megalitica rettilinea di oltre tre metri daltezza dalla quale la vista spazia sulle lontane pareti calcaree che introducono alla gola di Gorropu.



                                     

1.6. Supramontes Supramonte di Oliena

Il Supramonte di Oliena, con una superficie di 3.620 ha., è delimitato nel versante nord-occidentale da imponenti bastionate e pareti a strapiombo, che annoverano importanti cime quali Punta Corrasi 1463 m, Punta Sos Nidos 1348 m, Punta Carabidda 1321 m, Punta Ortu caminu 1331 m, Punta Cusidore 1147 m e Preda e mugrones 1138 m. Il fronte della montagna si presenta compatto, interrotto solo dai valichi di Orgoi, Pradu e sArenagliu. Nel versante orientale degrada rapidamente verso lampia vallata di Sovana e dentro la valle di Lanaitho, che segna il confine con il comune di Dorgali.

Le montagne del Supramonte che sovrastano il paese di Oliena sono conosciute anche con il nome di Dolomiti sarde e coprono unarea di 3620 ha. Il Monte Corrasi - simbolo del paese - con i suoi 1.463 m è la cima più alta del Supramonte. Nelle sue viscere si trovano svariate grotte tra le quali la grotta de Sa Oche de Su Ventu - famose per essere tra le più grandi in Europa - e la grotta Corbeddu, luogo nel quale il bandito Giovanni Corbeddu, vissuto alla metà dell800, si rifugiava durante la latitanza. Questa grotta più che da un punto di vista speleologico, è importante da quello archeologico e paleontologico perché nel 1968 vi furono rinvenuti i resti del cosiddetto Prolagus Sardus Wagner, un piccolo roditore estintosi in epoca romana, tracce di frequentazione umana risalenti al 10.000 a.C., resti di cervo preistorico vissuto circa 30.000 anni fa, ma anche resti umani e utensili in osso.

Le grotte de Sa Ohe e quella de Su Ventu sono collegate tra loro tramite un sifone naturale e nel loro interno sono presenti diversi laghetti sotterranei. Il fiume che le attraversa arriva dagli altopiani del Supramonte e riaffiora in superficie nella sorgente di Su Gologone, dopo aver percorso una trentina di chilometri nelle viscere della terra. Secondo molti il significato dei nomi, spesso accomunati insieme, Sa Ohe e Su Ventu in lingua sarda significano la voce del vento a causa del cupo lamento che si può sentire quando lacqua scorre al suo interno. Ciò in realtà è un errore dato dal considerare le grotte un tuttuno, poiché in dialetto olianese Ohe vuol dire foce, mentre " voce" si pronuncia come Vohe. Questo vasto ed esteso sistema carsico, insieme alla fonte de Su Gologone.



                                     

1.7. Supramontes Supramonte di Urzulei

Nel comune di Urzulei il Supramonte si estende per 4830 ha nella parte montana e per 1180 ha in quella marina. Nella parte orientale il fiume Flumineddu ha scavato per 22 km un canyon che origina la gola di Gorroppu, al confine con i territori di Orgosolo. Le pareti in verticale sono alte circa 450 m, ed è una delle gole più profonde dEuropa.

Altra gola che sprofonda nella grotta - inghiottitoio chiamata S Ingurtidorgiu de Orbisi, è il letto asciutto della Codula Orbisi. Durante le abbondanti piogge invernali vi convogliano le acque provenienti dal bacino del Supramonte di Urzulei e dalle montagne di Talana. Le piene torrentizie dopo aver percorso circa tre km allinterno dellomonima grotta, riaffiorano in superficie formando una cascata alta circa 70 metri chiamata Su Cunnu e sEbba e, circa un chilometro più a valle, la cascata conosciuta come Sa Giuntura.

                                     

1.8. Supramontes Supramonte marino

Il Supramonte marino si estende tra i comuni di Baunei e di Dorgali. Si affaccia sul Golfo di Orosei ed è profondamente scavato da suggestive codule che sfociano sul mare a formare spiagge di sabbia bianca.

Difficilmente accessibile via terra, se non dopo ore di trekking, la costa è un susseguirsi di falesie, di scogliere, di grotte, di faraglioni, di pinnacoli giganti incastrati tra i canyon.

                                     

1.9. Supramontes Supramonte di Dorgali

Il Supramonte di Dorgali è situato tra le valli del fiume Flumineddu e quella del fiume Cedrino. Si estende per 4400 ha nel supramonte marino, per 6910 ha in quello montano con la gola di Su Gorroppu a dividere la Barbagia dallOgliastra; divide anche i monti di Dorgali da quelli di Urzulei. Alle spalle di Dorgali, sulla Strada Statale 125 Orientale sarda, un tunnel scavato nella roccia attraversa il Monte Bardia e collega allentroterra il paese di Cala Gonone. Attraverso il suo porto si accede alle spiagge di Cala Fuili,Cala Luna e alle grotte del Bue Marino, un tempo rifugio di foche monache. A nord del paese si trova la grotta di Ispinigoli caratterizza l Abisso delle Vergini dove sono stati ritrovati gioielli di epoca fenicia esposti nel locale Museo archeologico, e da una stalato-stagmite alta 38 metri.

                                     

1.10. Supramontes Supramonte di Baunei

Il Supramonte di Baunei si estende per 14800 ha interamente nella parte marina. Comprende lestremità sud orientale dellaltopiano corrispondente alla parte nord della provincia dellOgliastra. Di questo territorio fa parte il pinnacolo calcareo dellAgugliastra, chiamato anche Pedra Longa e la Punta Ginnircu. Sullaltopiano del Golgo si apre SIsterru, una voragine di origine carsica profonda 275 metri. La voragine è tra gli inghiottitoi a campata unica più profondi dEuropa.

Raggiungendo la costa, laltopiano precipita sul mare rendendo alquanto difficoltoso laccesso via terra ad una serie di spiagge e di cale incastonate lungo le falesie come Cala Biriola, Cala Goloritzé, Cala Mariolu, Ispulige de Nie.