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ⓘ Volfango di Ratisbona




Volfango di Ratisbona
                                     

ⓘ Volfango di Ratisbona

Volfango di Ratisbona, o Wolfango o Wolfgang, è stato un monaco cristiano e vescovo tedesco del X secolo; è venerato come santo da tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi.

Il suo principale biografo fu Otolone Otloh dellabbazia di SantEmmeram che, di poco più giovane, fu testimone diretto della gran parte degli eventi narrati. Unaltra Vita, ricca di episodi e miracoli, fu scritta da Arnoldo che, come Otolone, fu suo allievo.

                                     

1. Biografia

Appartenente ad una famiglia benestante, ebbe un chierico come precettore nei primi anni; fu quindi allievo della famosa scuola dellabbazia di Reichenau dove si distinse per talento e modestia sotto la guida di Stefano da Novara, illustre maestro dellepoca. Strinse, in questi anni, una duratura amicizia con Enrico che successivamente divenne vescovo di Treviri e che fu determinante nelle successive decisioni della sua vita.

Durante gli studi, proseguiti poi a Würzburg, Volfango maturò una chiara vocazione monastica cui però non diede immediato seguito per le pressioni dellamico Enrico, che lo volle con sé a Treviri come decano del Capitolo e scolastico. Anche come insegnante Volfango si distinse, attirando frotte di giovani chierici alle sue lezioni.

Per tutta la durata del suo episcopato Enrico cercò di convincere Volfango ad assumere cariche pubbliche ed onorifiche, ottenendone però sempre un rifiuto. Alla morte dellamico, Volfango si fece finalmente monaco scegliendo il monastero di Einsiedeln, noto per la rigidità con cui veniva applicata la regola benedettina. Era il 964 e Volfango aveva circa quarantanni.

Intorno al 970 il vescovo Ulrico di Augusta lo ordinò sacerdote durante una visita al monastero. Dopo questo avvenimento e a seguito di una visione Volfango sentì un forte impulso a lasciare il monastero e a dedicarsi allevangelizzazione di quei grandi territori dellEuropa centrale che stavano, in quegli anni, entrando in contatto con il Cristianesimo, come la Boemia e la Pannonia, attuale Ungheria. Come monaco errante ebbe scarso successo presso i Magiari e la sua missione portò pochissimi frutti. Non passò però inosservata al vescovo di Passavia Pellegrino, che convocatolo ne conobbe le grandi qualità e lo propose ad Ottone I per la nomina a vescovo di Ratisbona.

Con qualche resistenza nel 972 Volfango accettò di essere nominato vescovo di Ratisbona con unautorità che copriva tutta la Boemia. In qualità di vescovo si distinse per una condotta di vita santa, frugale e saggia. Contro le abitudini del tempo, tese ad accumulare poteri temporali, prese due coraggiose decisioni che consentirono lo sviluppo del Cristianesimo nelle terre a lui affidate: rinunciò alla Boemia per erigerla come diocesi autonoma con sede a Praga e rinunciò al priorato di Raichenau. In entrambi i casi volle infatti che nuovi giovani pastori il vescovo e il priore fossero a più stretto contatto con il popolo loro affidato per meglio sostenerne la fede. Quando nel 976 esplose una dura lotta tra Enrico il Litigioso e Ottone II, cui Volfango era fedele come a legittimo imperatore, si ritirò presso labbazia di Mondsee per poi rientrare a Ratisbona una volta terminato il conflitto. Questo breve ritiro è allorigine di una leggenda che lo vuole, in quel periodo, eremita tra i boschi, cosa che in seguito lo farà ritenere patrono dei boscaioli.

Nel 994, durante un viaggio pastorale lungo il Danubio, fu colto da una grave malattia; sentendosi vicino alla morte si fece trasportare nella vicina chiesa di Pupping dove si confessò, si comunicò e spirò ai piedi dellaltare la notte del 31 ottobre. Le sue spoglie furono trasferite solennemente nel monastero di SantEmmeram per la sepoltura. Attualmente le sue reliquie riposano nella cattedrale di Ratisbona.

                                     

2. Eredità di uomini

Benché dotto e letterato e per lungo tempo insegnante, non si conoscono scritti di San Volfango; le parole che di lui si conoscono sono solo quelle tramandate dai suoi biografi. Decisiva e storicamente rilevabile è invece limpronta che lasciò su quanti seguirono i suoi insegnamenti. Limperatore Enrico II, che divenne a sua volta santo, fu educato in gioventù proprio da San Volfango, assieme al fratello Bruno. Il suo discepolo prediletto, Tagino, divenne vescovo di Magdeburgo, mentre altri suoi tre condiscepoli lo divennero di Treviri, Liegi e Merseburgo. Unaltra sua discepola, Gisella, divenne moglie di Stefano I, re di Ungheria anchegli santo.

                                     

3. Culto

Volfango venne canonizzato il 7 ottobre 1052 da papa Leone IX durante una visita a Ratisbona, della quale Volfango era stato vescovo. La sua Memoria liturgica cade il 31 ottobre.

Moltissimi sono i miracoli a lui attribuiti sulla sua tomba.

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