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ⓘ Giulio Douhet




Giulio Douhet
                                     

ⓘ Giulio Douhet

Giulio Douhet è stato un generale italiano, teorico della guerra aerea, contemporaneo degli altri sostenitori del bombardamento strategico Billy Mitchell e sir Hugh Trenchard. Nel 1921 pubblicò il trattato Il dominio dellaria che ebbe una grande influenza sui contemporanei e ancora oggi è oggetto di studi nell’ambito aeronautico-militare.

                                     

1. Biografia

Giulio Douhet, Giulio Felice Giovanni Battista allanagrafe nasce da una famiglia di origini savoiarde. Il padre, ufficiale farmacista del Regio Esercito, scelse di diventare cittadino del Regno di Sardegna dopo la cessione del 1860 di Nizza e Savoia. Dopo lUnità dItalia 17 marzo 1861 venne trasferito a Caserta, dove nacque Giulio che a ventanni frequentò lAccademia Militare di Modena, da cui uscì col grado di sottotenente dei bersaglieri. Si iscrisse anche al Politecnico di Torino, laureandosi in ingegneria.

La sua carriera militare fu travagliata. Nel 1911, durante la guerra italo-turca per il controllo della Libia, gli venne assegnato il compito di scrivere un rapporto sulluso dellaviazione da guerra. In esso teorizzò che lunico uso efficace era il bombardamento da alta quota. In effetti, il primo impiego bellico di aeroplani della storia fu condotto dagli Italiani nel corso di quel conflitto e il primo bombardamento fu messo in pratica il 1º novembre 1911 da Giulio Gavotti della sezione aviazione del Battaglione specialisti del Genio, che bombardò le posizioni turche di Ain Zara.

Il 27 giugno del 1912 la legge numero 698 istituiva il Servizio Aeronautico, presso la Direzione Generale Genio ed Artiglieria e creava il Battaglione Aviatori con reparti di aeroplani e scuole di volo presso lAeroporto di Torino-Mirafiori. Douhet, promosso maggiore, divenne il comandante del battaglione dal 13 novembre 1913 e lorganizzò in squadriglie perfettamente autonome dal punto di vista organizzativo e logistico, dotandole di aviorimesse smontabili, automezzi e carri officina.

Lo stesso anno promosse uniniziativa per la raccolta di tutti i cimeli aeronautici militari italiani che si erano ormai accumulati dal 1884, epoca dei primi aerostieri del Genio. Liniziativa portò alla realizzazione del primo museo aeronautico in Italia, costituito acquisendo la sede del Museo storico del Genio a Roma presso Castel SantAngelo. La collezione, dopo molti spostamenti e vicissitudini ha costituito la base dellattuale museo storico dellAeronautica Militare di Vigna di Valle.

Scrisse il libro Regole per luso degli aeroplani in guerra, uno dei primi manuali di dottrina sulla materia, ma le sue teorie vennero viste come troppo radicali. Nella seconda metà del 1914, Douhet si assunse la responsabilità di far avviare alla Caproni la costruzione del grosso bombardiere trimotore Ca.31, malgrado il parere contrario del generale Maurizio Mario Moris, ispettore dellAeronautica.

                                     

1.1. Biografia La prima guerra mondiale

Per questo atto privo di autorizzazione venne allontanato dallaviazione e destinato alla Fanteria, con incarico a Edolo di Capo di stato maggiore della 5ª Divisione a Milano e, allo scoppio della prima guerra mondiale, sul fronte dellAdamello.

Douhet cominciò a invocare un massiccio investimento nella costruzione di aerei da bombardamento, per ottenere il controllo dellaria e privare il nemico delle difese. Propose la costruzione di cinquecento bombardieri in grado di lanciare 125 tonnellate di bombe al giorno. Scrisse nel 1916 ai superiori e ai vertici politici per promuovere le proprie idee e criticare lincompetenza in materia degli alti comandi. Latteggiamento critico riguardo alla conduzione della guerra da parte del Capo di Stato Maggiore dellEsercito, il generale Cadorna, gli procurò lostilità delle alte gerarchie. Un memoriale diretto a Leonida Bissolati, assai critico nel contenuto verso lo Stato Maggiore, venne intercettato ne conseguì larresto e un processo militare per diffusione di notizie riservate. Douhet venne conseguentemente condannato a un anno di carcere militare, che espiò nel forte di Fenestrelle e al termine, nellottobre 1917, posto in congedo militare.

Fu richiamato in dicembre in servizio come capo della neo costituita direzione generale di Aviazione del Ministero delle armi e munizioni nel dicembre 1917, ma lasciò di nuovo polemicamente il servizio quando entrò in conflitto con Ferdinando Maria Perrone, dellAnsaldo, su questioni relative alle commesse. il 4 giugno del 1918, chiudendo di fatto la sua carriera nellesercito.

                                     

1.2. Biografia Il dopoguerra

Nel 1920, mentre era un colonnello in congedo, fondò lUnione nazionale ufficiali e soldati e, sulla scorta di analoghe iniziative già attuate in Francia e in altri Paesi coinvolti nella "Grande Guerra", propose di erigere monumenti ai caduti della "Grande Guerra" in ogni città dItalia e - primo in Italia - di onorare i caduti italiani le cui salme non erano state identificate, con la creazione di un monumento al Milite Ignoto a Roma, presso il Vittoriano.

Intanto il Tribunale supremo di guerra e marina nel novembre 1920 annullò la condanna del 1916 e fu reintegrato in servizio con il grado di maggiore generale e posto in aspettativa.

                                     

1.3. Biografia Il dominio dellaria

Nel 1921 pubblicò, a cura del il ministero della Guerra, Il dominio dellaria, il suo libro più noto, che ebbe molta fortuna allestero. Tale saggio fu oggetto di attento studio, particolarmente da parte dei fautori della nascente specialità dellaeronautica militare come lamericano Billy Mitchell, che ebbe modo di conoscere nel 1922 e al quale illustrò la sua opera. Le forze armate britanniche invece non prestarono apparentemente attenzione al libro e gli autori britannici ritengono sia stato Hugh Trenchard, il padre della Royal Air Force il primo teorico del bombardamento strategico, poi di fatto attuato durante la seconda guerra mondiale, sotto le direttive di Sir Arthur Harris.

Fu promosso generale di divisione nel 1923, restando in aspettativa. È da segnalare che le teorie di Douhet trovarono, fra le due guerre, un certo seguito anche nellUnione Sovietica: alla metà degli anni trenta le forze aeree dellURSS disponevano di circa 1000 bombardieri bimotori e quadrimotori destinati allattacco strategico.

Nel 1922 iniziò a collaborare con il Popolo dItalia di Mussolini che, dopo la marcia su Roma, gli diede lincarico di responsabile dellaviazione militare ma, criticato dagli ambienti militari e navali, presto abbandonò per dedicarsi interamente allo studio.

Douhet non conseguì mai il brevetto di pilota. Scrittore e polemista brillante, scrisse anche due brevi opere che oggigiorno verrebbero classificate come fantapolitica: La vittoria alata e La guerra del 19. Nella prima si immagina un finale alternativo della prima guerra mondiale: gli Imperi Centrali sono costretti alla capitolazione non da una sconfitta sui fronti terrestri bensì da unoffensiva aerea strategica. Nel secondo, collocato temporalmente negli anni trenta del XX secolo, si immagina una guerra tra Francia e Belgio da un lato e una riarmata Germania; vince la Germania che punta su di una forte aviazione strategica e sugli attacchi ai centri urbani del nemico. Coerentemente con sé stesso, Douhet, anche nelle opere di finzione, riteneva necessaria e sufficiente per il conseguimento della vittoria una forte aviazione strategica.



                                     

1.4. Biografia La scomparsa e la tomba

Morì nel 1930 colpito da un infarto, mentre coltivava rose nel suo giardino. È sepolto, insieme alla moglie, Teresa Gina Casalis, che morì nel 1960. La tomba dove riposano assieme è a Roma al Cimitero del Verano. La vedova vi fece scolpire la seguente iscrizione:

Nel 2008 un articolo sulla rivista della Associazione arma aeronautica denunciò lo stato di degrado della tomba. Larticolo portò al lancio di iniziative per il restauro, che si completarono in occasione della commemorazione degli 80 anni dalla morte, con una cerimonia il 19 febbraio 2010 presso il cimitero, con deposizione di una corona di alloro alla presenza degli allievi della Scuola Militare Aeronautica Giulio Douhet, listituto di formazione militare con sede a Firenze che lAeronautica Militare ha voluto intitolargli nel 2006. Il portale web dellAeronautica Militare ha proposto una pagina, intitolata I grandi aviatori ", dove vengono citate le maggiori personalità storiche dellaviazione italiana, ponendo Douhet tra di esse.

                                     

2. La dottrina sul dominio dellaria

Secondo Douhet laeroplano non poteva più essere inteso solo come un mezzo ausiliario dellEsercito e della Marina per colpire obiettivi terrestri e navali, bensì era diventato lunico mezzo per combattere una terza lotta nella nuova dimensione, laria. Il generale auspicava dunque parallelamente alla permanenza delle Aviazioni dellEsercito e della Marina, la formazione di una "terza sorella": l"Armata Aerea". Questa sarebbe stata la sola e unica forza armata capace di garantire la conquista del "dominio dellaria", conquista necessaria per proteggere i cieli italiani dallaggressione di mezzi aerei nemici e unico mezzo capace di garantire il possesso dei cieli avversari in un conflitto.

Incidentalmente si osserva che Douhet era scettico sulle possibilità di difesa antiaerea, sia a mezzo caccia sia tramite artiglieria e, conseguentemente, non riteneva si dovesse investire negli aeroplani da caccia, teorizzò invece come guerra di "contraviazione" il bombardamento dei campi da volo nemici attraverso materiale esplosivo che crei "imbuti di scoppio".

Douhet prevedeva, sin dalle premesse della sua opera, un impiego di massicci quantitativi di aeroplani, dispiegati in grosse formazioni. Nel suo libro scriveva:

Secondo i detrattori, invece, egli affermava che lobiettivo dei bombardamenti incendiari, chimici e batteriologici dovevano essere non tanto le forze armate avversarie, ma soprattutto le popolazioni civili le città densamente popolate. Douhet nel suo trattato scrisse di bombe "velenose" il cui effetto aveva una durata limitata e presumibilmente, come tradussero gli americani, faceva riferimento ai gas già sperimentati durante la prima guerra mondiale. I passi che hanno scatenato la controversia sono tra gli altri:

Tuttavia Douhet è ben conscio della delicatezza necessaria della scelta degli obiettivi, ne è testimone la trattazione riportata in forma di domande rivolte al lettore

Le teorie di Douhet furono e tuttora sono oggetto di studio e controversia da parte degli storici militari e degli studiosi di strategia dagli anni venti del ventesimo secolo fino ad oggi. Nel 1945 la realizzazione e limpiego bellico delle armi nucleari, cui seguì la resa incondizionata del Giappone, sembrò confermare le teorie di Douhet. Gli studiosi hanno analizzato le principali campagne militari dalla seconda guerra mondiale fino ai recenti avvenimenti dei Balcani, dellAfghanistan e dellIraq. Tutti riconoscono limprescindibilità del potere aereo, ma pochi concordano che una campagna militare possa essere decisa solamente dallaeronautica.

Le teorie di Douhet vennero subito criticate in Italia, tanto da portarlo allo scontro con l establishment militare anche se forse lostilità era più diretta alluomo - e ai gruppi di interesse che lo sostenevano - che non alle teorie che egli promuoveva. Nella seconda guerra mondiale la guerra aerea ha visto gli impieghi massicci di bombardieri strategici che lui preconizzava, ma i bombardamenti aerei a tappeto delle città inglesi e tedesche non sono bastati a risolvere da soli il conflitto, mentre lo spettro di una totale distruzione nucleare portò il Giappone alla resa. Né le guerre successive al 1945 hanno confermato le teorie del Douhet. La netta superiorità aerea delle forze delle Nazioni Unite non impedì che la guerra di Corea si trascinasse per oltre tre anni con ingenti costi umani e materiali. Né il bombardamento strategico assicurò la vittoria agli Stati Uniti dAmerica nella guerra del Vietnam.

Per contro, in altre campagne come la guerra delle Falkland, combattuta dal Regno Unito e dallArgentina per il possesso dellArcipelago delle Falkland nellOceano Atlantico, si è rivelata imprescindibile e decisiva lazione dellaviazione tattica. Quindi le visioni apocalittiche di Douhet si sono dimostrate nello stesso tempo corrette e no: corrette nel profetizzare una nuova forma di guerra; non corrette nel suggerire che luso del bombardamento aereo sarebbe stato il metodo decisivo per vincere qualsiasi guerra del futuro.



                                     

3. Opere

  • Autodifesa. Documento difensivo relativo alla disfatta di Caporetto, Città di Castello, 1919
  • I problemi dellaeronavigazione, Roma, 1910
  • Le profezie di Cassandra raccolta di scritti a cura di Gherardo Pantano, Livorno, 1931
  • Norme per limpiego degli aeroplani in guerra, Roma, 1913
  • Come finì la grande guerra. La vittoria alata, Roma, 1919
  • Il dominio dellaria, Roma, 1921
  • Sintesi critica della grande guerra: Probabili aspetti della guerra futura, Palermo, 1928
  • Diario critico di guerra 1915-16, Torino 1921-22
  • Lonorevole che non poté più mentire, Roma, 1921, romanzo
  • LArte della guerra, Torino, 1915
  • La difesa nazionale, Torino, 1923