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ⓘ Angoscia




Angoscia
                                     

ⓘ Angoscia

L angoscia è uno stato psichico cosciente di un individuo caratterizzato da un sentimento intenso di ansia e apprensione. Rappresenta una paura senza nome, le cui cause e origini sono apparenti, ovvero non dirette o immediatamente individuabili. Per tale motivo, langoscia non è solo minacciosa, ma spesso anche catastrofica per lindividuo che la vive.

                                     

1. Descrizione

A differenza della paura, in ambito psicoanalitico essa rappresenta ed è vista e percepita dallIo come una situazione catastrofica, tale da mettere in crisi la capacità dellIo di controllare e gestire le pressioni del Super-io e dellEs.

Ogni uomo è abbandonato a sé stesso e costretto a operare delle scelte che possono prospettarsi errate, pericolose, o addirittura lesive per la sua stessa esistenza; quindi, dal momento che ciascuno condivide la stessa condizione di fronte allatto di scegliere, langoscia è necessariamente un fondamento dellessenza umana, primigenio e inalienabile.

Attualmente si tende a definire langoscia come un senso di frustrazione e malessere, una sofferenza psicologica che può degenerare anche in diverse patologie si pensi all angoscia di castrazione infantile o all angoscia esistenziale di derivazione kierkegaardiana.

Nel possibile tutto è possibile ed essendo lesistenza umana aperta al futuro, langoscia è strettamente connessa allavvenire che è poi quellorizzonte temporale in cui lesistenza si realizza: "Per la libertà, il possibile è lavvenire, per il tempo lavvenire è il possibile. Così alluno come allaltro, nella vita individuale, corrisponde langoscia". Il passato può angosciare in quanto si ripresenta come futuro, cioè come una possibilità di ripetizione. Una colpa passata, ad esempio, genera angoscia se non è veramente passata, perché in questo caso genererebbe solo pentimento. Langoscia è legata a ciò che è, ma può anche non essere, al nulla connesso ogni possibilità, ma siccome lesistenza è possibilità, langoscia è il tarlo del nulla nel cuore dellesistenza.

Il termine angoscia è stato utilizzato per la prima volta in termini filosofici da Soren Kierkegaard 1813–1855, con il quale il pensatore danese identificò la condizione preliminare dellessenza umana, che emergeva quando luomo si poneva davanti ad una scelta: la libertà sconfinata di scelte che luomo può operare, lo getta in preda allangoscia, conscio delle responsabilità derivanti dal fatto che una scelta positiva significhi potenzialmente milioni di scelte negative. Langoscia è definita quindi come il sentimento della possibilità.

Nella filosofia contemporanea il tema dellangoscia è stato ripreso da Martin Heidegger in questi termini: