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ⓘ Arti liberali



Arti liberali
                                     

ⓘ Arti liberali

Arti liberali era lespressione con la quale, durante il Medioevo, sintendeva il curriculum di studi seguito dai chierici prima di accedere agli studi universitari. Più in generale le arti liberali erano quelle attività dovera necessario un lavoro prettamente intellettuale, a fronte delle "arti meccaniche" che richiedevano lo sforzo fisico. Concettualmente, le Arti liberali risalgono agli antichi greci, che consideravano leducazione di tali materie il segno distintivo di una persona istruita.

                                     

1. Storia del termine

Durante lAlto Medioevo, più precisamente nel periodo noto come rinascenza carolingia, furono istituite numerose scuole celebre la schola palatina voluta da Carlo Magno e diretta dal monaco inglese Alcuino. In esse ricevevano unistruzione i futuri burocrati che avrebbero occupato i ranghi dellamministrazione carolingia; dovevano servire, insomma, a preparare al mestiere di funzionario e la parola "Arte" era semplicemente sinonimo di mestiere, professione.

Ma non tutti, in una società contadina e feudale, potevano avere accesso allistruzione superiore; ciò era possibile solo per gli uomini che si trovavano nei ranghi più alti della società, per quelli che, con termine di origine germanica, si sarebbero definiti arimanni, appunto "uomini liberi". In una società fortemente gerarchizzata si dava cioè per scontato che fossero esclusi da determinate professioni i servi della gleba. Le scuole alto-medievali, in sintesi, erano scuole che insegnavano il "mestiere" lArte di funzionario agli "uomini liberi" dunque scuole di "Arti liberali".

                                     

2. Programma degli studi

Se le prime scuole carolinge dovevano servire a preparare allaccesso alla carriera amministrativa in un certo senso erano professionalizzanti, nel Basso Medioevo, con la fondazione delle università medievali, lo studio delle Arti liberali divenne preparatorio per laccesso appunto a questi studi. Esattamente come avviene nei nostri Licei si cercò allora di offrire una preparazione a tutto campo nelle sette discipline ritenute fondamentali le sette arti liberali descritte da Marziano Capella nel suo De Nuptiis Philologiae et Mercurii Le nozze di Filologia e Mercurio:

Arti del Trivio e del Quadrivio

Arti del Trivio artes sermocinales:

  • dialettica.
  • grammatica
  • retorica

Arti del Quadrivio artes reales:

  • astronomia
  • geometria
  • aritmetica
  • musica.
                                     

3. A scuola nel Medioevo

Il punto di riferimento per lorganizzazione della scuola nel Medioevo fu certamente la scuola romana. Il percorso di studi di età romana su cui si basò quello medievale era pressappoco questo:

  • Medio: Insieme al grammaticus si approfondiva lo studio della lingua latina e simparava quella greca; si studiava la letteratura di queste due lingue le prime nozioni di storia, geografia, fisica e astronomia.
  • Elementare: Dal literator e dal calculator si imparava a leggere, scrivere e far di conto.
  • Superiore: Dal rhetor si studiava eloquenza, larte di costruire discorsi per gli usi più vari giudiziari e politici innanzitutto. Per far questo occorreva conoscere il diritto, la storia delleloquenza, la filosofia. Insomma quello che noi definiremmo un corso di perfezionamento in discipline umanistiche.

Una novità nel Medioevo, rispetto al mondo antico, era che chiunque poteva accedere allistruzione elementare anche a Roma la scuola la pagavano le famiglie. Infatti in tutti o quasi i monasteri, tra le altre strutture ricettive, esisteva la scuola destinata ai figli dei contadini perché i figli dei feudatari o delle famiglie più in vista studiavano in casa propria seguiti da precettori privati. Come a Roma antica nelle scuole dei monasteri si poteva imparare a leggere, scrivere e far di conto; ma ci si fermava qui.

Il successivo corso di studi era, sostanzialmente, quello romano ma era diversa la cultura generale degli insegnanti.

A scuola nel Medioevo tra una lezione di grammatica e una di retorica si studiavano bestiari e lapidari. Dai primi si imparava, per esempio, che le tigri sincantano davanti alla loro immagine riflessa in uno specchio, mentre dai secondi si estraeva quanto cera da sapere sugli influssi che le stelle hanno su ogni singola pietra preziosa e sulle loro virtù magiche.

Ma la differenza più evidente rispetto alla cultura latina stava certamente nellinterpretazione complessiva della storia e del sapere che si offriva agli studenti. Per un insegnante medievale era scontato ritenere che la storia sia guidata dalla provvidenza divina e che in tutti gli scrittori, anche in quelli pagani, si possa rintracciare unanticipazione delle verità rivelate dal Cristianesimo: questa è la ragione per cui i critici medievali interpretavano, ad esempio, la IV egloga del poeta latino Virgilio come una prefigurazione della venuta salvifica del Cristo.

Unaltra differenza rispetto al panorama culturale dellistruzione odierna era data dal forte simbolismo di cui erano impregnate tutte le discipline. La realtà era ritenuta un insieme di segni della presenza di Dio e del mondo ultraterreno; non per nulla il testo più rappresentativo della cultura medievale, la Divina Commedia di Dante Alighieri che partecipò alle arti liberali, non può essere compreso se non si tiene presente di continuo la dimensione dellallegoria. Le cose non sono solo quello che appaiono ma, come il corpo contiene lanima, contengono una realtà più profonda.

A conclusione degli studi liberali, dal Basso Medioevo in poi, si poteva scegliere un percorso di studi universitari in qualche prestigiosa istituzione.



                                     

4. Arti liberali nellarte

La rappresentazione allegorica delle Arti liberali fu un tema frequente nel Medioevo e nel Rinascimento, fino a tutto il XV secolo. Esse erano personificate in una serie di fanciulle simboliche, con pose ed attributi specifici, spesso accompagnate da un esempio illustre, come Euclide per la Geometria, Cicerone per la Retorica, ecc.

Una delle rappresentazioni più complete delle arti liberali nel Medioevo si ha nel Cappellone degli Spagnoli a Firenze, affrescato da Andrea di Bonaiuto. Le personificazioni delle Arti liberali si trovano raffigurate nelle formelle del Campanile di Giotto, nella Biblioteca di Federico da Montefeltro a Urbino, nellAppartamento Borgia in Vaticano.

                                     

5. Letture suggerite

  • AA.VV., Arts libéraux et philosophie au Moyen Âge, Parigi, Vrin, 1969 Atti del Quarto Congresso Internazionale di Filosofia Medievale.
  • Aldo Scaglione, The Liberal Arts and the Jesuit College System, Amsterdam, John Benjamins, 1985.
  • Paul Abelson, The Seven Liberal Arts, A Study in Mediaeval Culture, New York, Columbia University, 1906.
  • Ilsetraut Hadot, Arts libéraux et philosophie dans la pensée antique. Contribution à lhistoire de léducation et de la culture dans lAntiquité, Parigi, Vrin, 2005 prima edizione 1984.
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