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ⓘ 'Ndrangheta in Piemonte




Ndrangheta in Piemonte
                                     

ⓘ Ndrangheta in Piemonte

La presenza della ndrangheta in Piemonte si attesta fin dai primi anni 60 nel campo delledilizia, nel cosiddetto fenomeno del racket dei cantieri, del cottimismo, e dellintermediazione abusiva di manodopera concentrato maggiormente nella zona della Val di Susa. Bardonecchia ne è stato il caso più clamoroso. Secondo la DNA successivamente si è estesa in vari altri settori dellillegalità: prostituzione, estorsione, traffico di droga e di armi del gioco dazzardo. Le ndrine presenti sono: gli Ursini, i Lo Presti e i Belfiore di Gioiosa Jonica, i Morabito, i Bruzzaniti e i Palamara, i Pesce-Bellocco, i Marando-Agresta-Trimboli vicini ai Barbaro e infine i Vrenna e i Megna di Crotone che operano a Torino.

                                     

1. Struttura

In Piemonte la ndrangheta è strutturata come in Calabria in ndrine che formano locali. nel primo decennio del XXI secolo si viene a conoscenza nelloperazione delle forze dellordine Minotauro che anche esponenti della ndrangheta piemontese richiedono una Camera di controllo analoga a quella ligure e lombarda.

Locali

In Piemonte vi sono insediate molte locali di cui 9 nella Provincia di Torino.

                                     

2. Storia

In Piemonte la Ndrangheta è presente e molto ben ramificata in tutte le province fin dagli anni 60, e in vari settori dellillegalità: prostituzione, estorsione, traffico di droga e di armi, gioco dazzardo e imprenditoria.

                                     

2.1. Storia Anni 70 - Il locale di Chivasso, lassalto al banco di Roma a Volpiano e linizio della stagione dei sequestri

Le prime prove accertate sono datate 1972 quando un affiliato, ora pentito, ha fatto richiesta formale di aderire al locale di Chivasso, in provincia di Torino.

Tra il 1977 e il 1978 viene assaltato dalle ndrine per ben due volte il banco di Roma di Volpiano, comune della provincia di Torino.

Infine, anche il Piemonte fu toccato dalla stagione dei sequestri: tra gli anni 70 e gli anni 80 sono stati registrati 37 casi di sequestro e precisamente tra il 1973 e il 1984.

                                     

2.2. Storia Larresto di Mario Ursini e lomicidio del procuratore Bruno Caccia

Nel 1982 venne arrestato in Piemonte Mario Ursini, capobastone dellomonima cosca, sul cui conto si diceva: "Non muove foglia senza che Ursini voglia". Il 16 giugno 1983, viene ucciso il procuratore della Repubblica di Torino Bruno Caccia. Viene arrestato e condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio, Domenico Belfiore, capo indiscusso, in quel momento, dell’omonima famiglia di Ndrangheta, operante a Torino.

                                     

2.3. Storia Il traffico di droga con i catanesi

Negli anni 80 a Torino le famiglie catanesi dei Miano e dei Finocchiaro si rifornivano di droga da Angelo Epaminonda e successivamente la rivendenvano alle ndrine torinesi. Quando queste si appoggiavano al locale di Gioiosa Jonica a cui facevano riferimento le famiglie dei Belfiore, Ursino-Macrì queste contrattavano la droga con i siciliani dei Cuntrera-Caruana residenti in Venezuela.

                                     

2.4. Storia Anni 90 - Loperazione Riace, lo scioglimento di Bardonecchia, la faida Marando-Stefanelli e la costruzione del centro commerciale Le Gru

Negli anni 90 ha luogo nella regione loperazione Riace delle forze armate. Nel 1995 viene sciolto il comune di Bardonecchia per mafia, primo caso al Nord Italia e viene arrestato Rocco Lo Presti, storico boss mafioso di Bardonecchia e della Val di Susa. Nel 1994 vengono sequestrati dalla distretto antimafia di Torino 5 tonnellate di droga alla cosca dei Piromalli e dei Belfiore, la droga proveniva dal Brasile, passò dal porto di Genova e giunse a Borgaro. Con la prima decade del XXI secolo si è venuti a conoscenza di collaborazione con la criminalità bulgara per il traffico di stupefacenti. A cavallo tra il 1992 e il 2006 secondo la DIA alle mafie, tra cui la Ndrangheta sono stati sequestrati beni per 4.3 miliardi di euro, mentre il valore delle confische è stato di 744 milioni.

                                     

2.5. Storia Loperazione Chiosco Grigio

Il 10 febbraio 2009 si conclude l operazione Chiosco Grigio del GICO della Guardia di Finanza di Catanzaro ed iniziata nel 2007 che riguarda un traffico di droga internazionale dalla Colombia, passando per la Spagna e finendo in Piemonte, Lombardia, Lazio e Campania. Prende il nome dal luogo in cui, abitualmente, alcuni degli indagati si davano appuntamento per spartirsi i proventi del traffico di cocaina del Nord Italia: il luogo era Alessandria e il colore grigio ha origine dai colori sociali della squadra di calcio della città. Lorganizzatore è Domenico Trimboli, detto Pasquale, nato a Buenos Aires il 23 luglio 1954, residente ad Alessandria e legato alle locali di Natile di Careri attive a Torino ed Alessandria.

                                     

2.6. Storia Loperazione Crimine - 2010

Col loperazione Crimine del 2010 si scopre un reclamo da parte degli affiliati alle locali piemontesi della necessità di una sovrastruttura come la Lombardia nellomonima regione) ovvero di una loro Camera di controllo.i sequestri erano di 2 min di euro totali,a oggi gli arrestati condannati sono 96 su 124 per un tot di 500 anni di reclusione con le accuse di porto illegale di armi, usura, prostituzione, e omicidi tentati

                                     

2.7. Storia Loperazione Minotauro - 2011

Il 9 giugno 2011 dopo 5 anni si conclude loperazione Minotauro, equivalente per valore e portata di "Infinito" per la Lombardia dellanno precedente, che porta allarresto di ben 151 persone affiliate alla Ndrangheta e porta alla luce lesistenza di 9 locali nel territorio piemontese, nonché gli intrecci tra criminalità e politica a tutti i livelli.negli arrestati ci sono il futuro pentito di mafia Rocco Varacalli e vari boss della mafia

                                     

2.8. Storia Loperazione Maglio-Albachiara - 2011

Il 21 giugno 2011 con loperazione Maglio-Albachiara seguono altri 19 arresti legato a una locale del Basso Piemonte: Alba Cn, Sommariva Bosco Cn, Asti, Alessandria e Novi Ligure AL. Il capo locale è Bruno Pronestì di Bosco Marengo AL. Tra gli altri viene arrestato anche il Consigliere comunale di Alessandria Giuseppe Caridi, non per concorso esterno, ma per affiliazione diretta con la dote di "picciotto". Per il gip Giuseppe Salerno, che ha convalidato gli arresti dell’operazione" Maglio”, la presenza di un politico e uomo delle istituzioni, anche se in un gradino basso della piramide criminale," rappresenta più di altri un concreto pericolo per la libertà e la democrazia ”.

                                     

2.9. Storia Lo scioglimento di Leinì e Rivarolo Canavese - 2012

Il 23 marzo 2012 Leini viene sciolto per ndrangheta Il secondo comune del Piemonte. Il 22 maggio 2012 viene sciolto per ndrangheta anche il comune piemontese di Rivarolo Canavese.

                                     

2.10. Storia Loperazione Colpo di coda: la massoneria deviata le elezioni comunali di Chivasso - 2012

Grazie a questa operazione viene anche scoperta lesistenza del locale di Livorno Ferraris, in provincia di Vercelli. Il capobastone piemontese Giuseppe Catalano agli arresti domiciliari si dissocia dallorganizzazione criminale di cui aveva fatto parte per tutta la vita ma senza pentirsi e si suicida buttandosi dal balcone. Dagli altri viene considerato comunque un traditore e al suo funerale non si presenta nessuno dei suoi ex sodali.

                                     

2.11. Storia Loperazione San Michele: la ndrina del crotonese a Volpiano - 2014

Il 1º luglio 2014, dopo 3 anni di lavoro si conclude loperazione dei Carabinieri San Michele che porta allarresto di 20 presunti affiliati della ndrina distaccata dei Greco di San Mauro Marchesato KR, e di elementi del Locale di Volpiano. Tra questi il presunto capo del locale di Volpiano: Angelo Greco, residente a Venaria. Sono accusati di estorsione, intimidazione, turbativa dasta. Loperazione svelerebbe anche il Crimine di Torino, un sovrastruttura delle locali presenti a Torino. Erano riusciti ad ottenere una cava tra Chiusa di San Michele e SantAmbrogio sia per il cantiere della TAV che per depositare illecitamente rifiuti pericolosi. Erano riusciti ad ottenere lappalto per la ristrutturazione della galleria Prapontin autostrada Torino Bardonecchia, i lavori di pulizia e di sgombero neve della A 32 e dellaeroporto di Caselle. Il 21 dicembre 2016 si conclude il primo grado dellomonimo processo che porta a 6 condanne e 3 assoluzioni.



                                     

2.12. Storia Le sentenze della Cassazione del 2015

Il 23 febbraio 2015 la Corte di Cassazione conferma la colpevolezza di 50 affiliati alla ndrangheta in Piemonte arrestati durante loperazione Minotauro e conferma quindi lesistenza dellorganizzazione criminale nella regione con una presenza struttura in 8 locali nella Provincia di Torino.

Il 4 marzo 2015 si conclude in Cassazione anche il processo scaturito dalloperazione Albachiara e condanna le 19 persone inquisite, nonché conferma lesistenza di una locale di ndrangheta nel basso Piemonte, operante in un vasto territorio esteso da Alba e Sommariva Bosco, passando da Asti, fino a Bosco Marengo e Novi Ligure AL.

                                     

2.13. Storia Le operazioni del 2016 - Il terzo valico

Il 14 gennaio 2016 i carabinieri portano a termine loperazione Big bang che permette di arrestate 20 persone tra Torino e la Provincia di Reggio Calabria, accusati di traffico di droga, gestione di bische clandestine, estorsione e usura tra cui Adolfo e Aldo Cosimo Crea considerati i capi dellorganizzazione e aventi la dote di padrino nella ndrangheta e già arrestati nel 2011 durante loperazione Minotauro, liberati rispettivamente nel 2015 e nel 2014.

Con la conclusione delloperazione Alchemia della DDA di Reggio Calabria e della SCO di Roma del 19 luglio 2016 si viene a conoscenza della presunta intromissione delle ndrine di Cittanova dei Gullace-Raso-Albanese e Parrello Gagliostro negli appalti del Terzo Valico in Liguria e Piemonte provincia di Alessandria per la costruzione del Terzo Valico dei Giovi ad alta velocità Genova-Milano. Risultano indagati il senatore Antonio Caridi e il vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Francesco DAgostino.

26 ottobre 2016. Operazione Arka di Noè della GdF di Genova relativa agli appalti del Terzo Valico dei Giovi: È stata accertata la turbativa dasta riguardo ad appalti connessi ad alcuni tronconi, sono stati accertati alcuni episodi corruttivi che riguardano alcuni funzionari del Cociv general contractor dellopera ed episodi di concussione consistiti nellimporre una rete di imprese agli appaltatori principali che doveva scalzare altre ditte non gradite anche attraverso intimidazioni tipiche della criminalità organizzata e mafiosa ". Così il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, illustra alla stampa loperazione "Arka di Noè" che ha interessato le province di Alessandria e Genova.



                                     

2.14. Storia ndrangheta e il caso Juventus - 2017

A marzo 2017 scoppia il caso sui rapporti tra alcuni dirigenti della società calcistica Juventus, tra cui Andrea Agnelli ed esponenti della ndrangheta piemontese i Pesce, in particolare Rocco Dominello che è stato anche capo-ultra del gruppo "I drughi", per la vendita di biglietti per le partite di calcio attraverso la pratica del bagarinaggio. Nasce così una indagine sportiva della procura federale della FIGC.

Il 30 giugno 2017 si conclude il processo Alto Piemonte in cui vengono condannati Saverio ora dissociatosi dalla ndrangheta e Rocco Dominello, con 12 anni e due mesi di carcere al primo e sette anni e nove mesi al secondo per aver fatto da intermediari allattività di bagarinaggio delle partite della Juventus a Torino.

Il 15 settembre riprende il processo sportivo della FIGC in cui sono accusati di aver commesso illeciti con gli ultra Andrea Agnelli, il security manager Alessandro d’Angelo, il responsabile della biglietteria Stefano Merulla e l’ex direttore commerciale Francesco Calvo. Andrea Agnelli viene condannato ad una squalifica di un anno, di cui sconta 3 mesi, fino a quando il 19 dicembre 2017 la corte federale dappello della FIGC decide di far terminare la squalifica e lo obbliga a pagare 100.000 euro e sanziona la società Juventus per 600.000 euro

A dicembre una relazione tra calcio e criminalità organizzata della Commissione parlamentare antimafia afferma che la ndrangheta a Torino si sarebbe inserita come intermediaria tra la società sportiva ed il bagarinaggio gestito dagli ultras della Juventus. Riferisce inoltre che anche in tifoserie come quelle di Catania e Napoli, i capi ultras sono dei mafiosi o sono vicini a quegli ambienti mentre in altre tifoserie come quelle del Genoa, agiscono mutuando modalità mafiose.



                                     

2.15. Storia Operazione Barbarossa tra Asti e Alba - 2018

Il 3 maggio 2018 si conclude loperazione Barbarossa del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Asti, in cui viene svelata l’esistenza di una struttura periferica della ndrangheta, denominata locale, con influenza nel territorio di Asti ed Alba, formata dalle famiglie Catarisano, Emma e Stambè. Ai vertici dellorganizzazione si colloca Rocco Zangrà, quale punto di riferimento per la ndrangheta del vibonese e del reggino in Calabria. Sono accusati di estorsione, associazione mafiosa, traffico di droga e armi. Infiltrazioni anche nellAsti Calcio

                                     

2.16. Storia Operazione Carminius, Cerbero e larresto dellassessore regionale - 2019

Il 18 marzo 2019 si conclude loperazione Carminius contro un sodalizio di ndrangheta riconducibile ai Bonavota composto da 16 persone operante nella provincia di Torino, in particolare a Carmagnola e Moncalieri e Vibo Valentia almeno dal 2012. Sono accusati a vario titolo di traffico di droga, gestione illecita di slot machine, fatture false e associazione mafiosa. Il 4 ottobre 2019 viene arrestato anche Alessandro Longo che dallinchiesta Carminus si era dato latitante. Il 2 ottobre 2019 vengono arrestate altre 24 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori, estorsione ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Il 5 novembre 2019 si conclude loperazione Cerbero, nata da Minotauro, condotta dai Carabinieri che ha portato allarresto di 56 persone presunti affiliati di 64 richieste di custodia cautelare o favoreggiatori delle locali di Volpiano e San Giusto Canavese delle ndrine degli Agresta, Assisi, Barbaro e Catanzariti. Sono accusati a vario titolo di traffico internazionale di droga attraverso la Spagna per lhashish e approvigionandosi in Brasile attraverso i porti del Nord Europa, di riciclaggio, della gestione illecite di scommesse per Eurobet e trasferimento fraudolento di valori. Vengono anche sequestrati oltre 80 chili di droga tra cocaina e mariuana che venive spacciata da pusher africani nel quartiere Barriera di Milano che faceva anche da centrale operativa. Tra i ricercati ci sono anche Nicola e Patrick Assisi che si risiederebbero a San Paolo.

Il 20 dicembre 2019 vengono arrestate tra Torino e Carmagnola 8 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa e reati fiscali, tra gli arrestati un imprenditore di Moncalieri e lassessore regionale di Fratelli dItalia Roberto Rosso accusato di scambio elettorale politico-mafioso; durante le elezioni regionali del 2019 avrebbe chiesto il voto a membri dei Bonavota di Carmagnola, in particolare Onofrio Garcea, pagando 15.000€. A seguito delloperazione Rosso si dimette dal suo incarico.

                                     

3.1. Presenza della ndrangheta per provincia Anni 50 e 60 Val Susa e Volpiano

Bardonecchia e la Val di Susa sono da sempre considerate il regno dei Lo Presti e dei Mazzaferro. Il comune di Volpiano fino agli anni 60, come Torino e provincia, erano dominati dai clan mafiosi catanesi. Quando arrivarono i primi ndranghetisti negli anni 50 a poco a poco poterono farsi strada grazie alle prime confessioni dei pentiti siciliani che contribuirono a decapitare le organizzazioni e a lasciare spazio agli Agresta, i Marando e i Trimboli che già dagli anni 60 colonizzarono il paese. Analogamente a Corsico e a Buccinasco in provincia di Milano, Volpiano è stata ribattezzata la "Piccola Platì".

                                     

3.2. Presenza della ndrangheta per provincia Oggi operazione Colpo di Coda e Cerbero

A seguito delle operazioni Minotauro e Colpo di Coda conclusesi nel 2012 che hanno anche colpito le consorterie di Chivasso vengono registrate le attività criminali dei Gioffrè-Ilacqua in azione espansiva fino al 2017.

Il 1º luglio 2014 i Carabinieri del Ros scoprono il sodalizio tra la ndrina dei Greco, limprenditore Giovanni Toro e di Ferdinando L. di ItalCoge che cercava di ottenere appalti per relativi agli scavi e al trasporto nel cantiere dellalta velocità di Chiomonte. Il 5 luglio 2018 vengono arrestati Domenico Greco, Roberto Greco e Domenico Maida a seguito della condanna definitiva della corte di Cassazione per il processo San Michele istituito nel 2011 nei confronti della ndrina distaccata di San Mauro Marchesato attiva nella regione piemontese.

Il 20 novembre 2014 al Capo-società Giuseppe Fazari, affiliato ai Pesce-Bellocco, del locale di San Giusto Canavese vengono sequestrati 3 beni immobili.

Il 21 ottobre 2015, durante loperazione Hunters, a Torino e Nichelino vengono eseguiti 13 arresti per traffico di droga, usura e intestazione fittizia di beni. I ricavi degli illeciti venivano utilizzati anche per aiutare i familiari dei boss arrestati durante loperazione Minotauro del 2011.

Il 22 novembre 2017 vengono arrestate 12 persone riconducibili alla ndrangheta piemontese che operava insieme ad alcuni latitanti residenti in Spagna nel traffico di droga uno dei quali Rocco Piscioneri a Huelva. Tra gli arrestati figura: Bruno Trunfio figlio di Pasquale Trunfio, presunto capo-locale di Chivasso. Le operazioni avvenivano almeno dal 2014 quando fu arrestato a Malaga un uomo di Piscioneri.

Il 1º marzo 2018 vengono arrestati, Giuseppe Ursino 1968, nipote del defunto boss mafioso di Bardonecchia, Rocco Lo Presti, elemento rappresentativo della locale di San Mauro Torinese ed Ercole Taverniti accusati di associazione mafiosa ed estorsione. Vengono inoltre sequestrate tutte le attività commerciali riconducibili ad Ursino. Il bar Mambo Cafè di Torino, il ristorante Lettera 22 di Alpignano e la pizzeria Tre Torri di Bardonecchia.

Il 12 marzo 2018 vengono sequestrati beni immobili riconducibili a Giovanni Iaria deceduto nel 2013 del Locale di Cuorgnè e del valore di 9 milioni di euro e ottenuti sin dagli anni 70 attraverso operazioni di riclaggio.

Il 24 aprile 2018 il procuratore generale del Piemonte Francesco Saluzzo, allinterno dellinchiesta Minotauro definisce come "ala deviata del PD" i rapporti risalenti al 2010 tra 2 esponenti del PD in Piemonte e di Salvatore De Masi, capo-locale di Rivoli nonché candidato al ruolo di leader per la costruenda "camera di controllo" piemontese che avrebbe gestito i rapporti tra le locali del territorio e la Calabria.

Il 3 maggio 2018 la stampa rivela che già dal 23 aprile per la prima volta in Piemonte vengono condannati al 41bis 2 persone: Adolfo e Aldo Cosimo Crea, già in carcere dal 2016 a seguito delloperazione e del processo Big Bang, sono esponenti di spicco del Locale di San Mauro Torinese.

Il 5 giugno 2018 la DIA di Torino confisca beni del valore di oltre 1 milione di euro a Francesco Ietto, della ndrina dei Testa Grossa e organico al locale di Natile di Careri RC. Anche agli arresti domiciliari continuava a riciclare denaro, reato per cui fu già arrestato nel 2015 con loperazione Panamera.

Il 29 novembre 2018 si conclude il processo contro i fratelli Crea condannandoli a 4 anni e 5 mesi di carcere Adolfo e a 4 anni e 8 mesi Aldo Cosimo, poi a 6 anni e 9 mesi Giuseppe Ursino accusato di intestazione fittizia di beni tra cui attività a Bardonecchia, Alpignano e Torino.

Il 18 marzo 2019 si conclude loperazione Carminius contro un sodalizio di ndrangheta riconducibile ai Bonavota composto da 16 persone operante nella provincia di Torino, in particolare a Carmagnola e Moncalieri e Vibo Valentia almeno dal 2012. Sono accusati a vario titolo di traffico di droga, gestione illecita di slot machine, fatture false e associazione mafiosa. Il 4 ottobre 2019 viene arrestato anche Alessandro Longo che dallinchiesta Carminus si era dato latitante. Il 2 ottobre 2019 vengono arrestate altre 24 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori, estorsione ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Il 5 novembre 2019 si conclude loperazione Cerbero, nata da Minotauro, condotta dai Carabinieri che ha portato allarresto di 56 persone presunti affiliati di 64 richieste di custodia cautelare o favoreggiatori delle locali di Volpiano e San Giusto Canavese delle ndrine degli Agresta, Assisi, Barbaro e Catanzariti. Sono accusati a vario titolo di traffico internazionale di droga attraverso la Spagna per lhashish e approvigionandosi in Brasile attraverso i porti del Nord Europa, di riciclaggio, della gestione illecite di scommesse per Eurobet e trasferimento fraudolento di valori. Vengono anche sequestrati 80 chili di droga.

                                     

3.3. Presenza della ndrangheta per provincia Provincia di Alessandria

L operazione Chiosco Grigio del GICO della Guardia di Finanza, del febbraio 2009, prende il nome dal luogo in cui alcuni degli indagati si davano appuntamento per spartirsi i proventi del traffico di cocaina del Nord Italia: il luogo era Alessandria e il colore grigio ha origine dai colori sociali della squadra di calcio della città. Nelloperazione Maglio del 2011 viene documentato un rito di affiliazione alla dote di santa nellabitazione di un consigliere comunale di Alessandria. Dalle indagini emerge come i criminali stessero riflettendo sulla creazione di un nuovo locale minore ad Alba, perché ritenuto troppo distante dal locale maggiore di Bosco Marengo, vicino a Novi Ligure AL Nel 2015 tutti gli imputati di Maglio-Albachiara vengono condannati in via definitiva per 416bis con sentenza di condanna confermata in Cassazione. Nel 2016 si viene a conoscenza della presunta intromissione delle ndrine di Cittanova dei Gullace-Raso-Albanese e Parrello Gagliostro negli appalti del Terzo Valico per la costruzione della linea ad alta velocità Genova-Tortona-Milano.

                                     

3.4. Presenza della ndrangheta per provincia Provincia di Asti

Il 3 maggio 2018 si conclude loperazione Barbarossa del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Asti, in cui viene svelata l’esistenza di una struttura periferica della ndrangheta, denominata locale, con influenza nel territorio di Asti ed Alba, formata dalle famiglie Catarisano, Emma e Stambè. Ai vertici dellorganizzazione si colloca Rocco Zangrà, quale punto di riferimento per la ndrangheta del vibonese e del reggino in Calabria. Sono accusati di estorsione, associazione mafiosa, traffico di droga e armi. Infiltrazioni anche nellAsti Calcio

                                     

3.5. Presenza della ndrangheta per provincia Provincia di Biella

Lultima operazione Alto Piemonte conclusasi a luglio 2016 che ha portato allarresto di oltre 40 persone di cui 6 nel biellese, e col processo in corso iniziato a dicembre 2017 registrerebbe la presenza della ndrangheta del locale di Santhìa in provincia di Vercelli colta a compiere estorsioni nei locali notturni del comune di Dorzano. A dicembre 2017 comincia il primo processo sulla ndrangheta del biellese, ovvero la ndrina dei Raso accusata di essersi infiltrata nelleconomia del Basso Biellese, del Vercellese e del Novarese. Parte civile sono il comune di Santhià e la regione Piemonte.

Il 21 febbraio 2018 vengono trovate delle armi da guerra di origine croata mitragliatori ed esplosivo in una abitazione a Porlezza in cui hanno abitato, prima di essere arrestati, componenti dei Raso.

Cosimo Di Mauro, condannato nel processo Alto Piemonte e oggi collaboratore di giustizia a maggio 2018 confessa che gli avevano ordinato di gambizzare il magistrato Ernesto Napolillo, allora sostituto procuratore a Biella

                                     

3.6. Presenza della ndrangheta per provincia Provincia di Cuneo

Già dalloperazione Crimine conclusasi nel 2010 si viene a conoscenza della richiesta da parte Rocco Zangrà e Michele Gariuolo che chiedevano lautorizzazione a Domenico Oppedisano di aprire un locale di ndrangheta ad Alba e distaccarsi da quello con a capo Rocco Pronestì. Sempre da quelle intercettazioni sembrava che i paesi coinvolti fossero anche: Asti, Bosco Marengo, Novi Ligure e Sommariva del Bosco.

Nel 2011 con loperazio Maglio viene scoperta la locale del Basso Piemonte con a capo Bruno Francesco Pronestì di Bosco Marengo, AL che dominava da Novi Ligure AL fino ad Alba e Sommariva Bosco. Pronestì ora è condannato ed in carcere al 41bis con linchiesta Maglio 1 Alias Alba chiara. Dalle intecettazioni, come confermato nel processo Maglio conclusosi nel 2015 emerge come Bruno Francesco Pronestì avesse il ruolo di capo-società e si incontrasse anche con affiliati del locale di Bordighera e il capo-locale Domenico Gangemi della Liguria e interloquisse fino al 2010 con il capo-crimine Domenico Oppedisano in Calabria. Sempre a Domenico Oppedisano viene richiesto da parte di Rocco Zangrà e di Michele Gariuolo la richiesta di aprire un nuovo locale nellarea di Alba e che si sarebbe fatto portavoce della richiesta sia con Pronestì che alla riunione del Crimine di Polsi a San Luca.

Francesco Giarratano della ndrangheta di Fossano il 4 marzo 2013 viene arrestato e condannato a 21 anni di carcere per detenzione di armi da guerra e omicidio.

Il 4 marzo 2015 il processo Albachiara, scaturito dalloperazione omonima conferma lesistenza della ndrangheta nel cosiddetto Basso Piemonte: Alba, Fossano e Sommariva Del Bosco. La corte di cassazione conferma la sentenza dellappello.

Il 3 maggio 2018 si conclude loperazione Barbarossa in cui si scopre una organizzazione ndranghetista operante tra lastigiano e il cuneese, in particolare ad Alba delle famiglie Catarisano, gli Emma e gli Stampè con a Capo Rocco Zangrà che faceva da riferimento per la ndrangheta del vibonese in Calabria col ruolo di capo-crimine del locale. Sono accusati di estorsione, associazione mafiosa, traffico di droga e armi.

                                     

3.7. Presenza della ndrangheta per provincia Provincia di Vercelli

Con loperazione e successivo processo Minotauro 2011 viene scoperto il locale di Livorno Ferraris con a capo Pasquale Maiolo, confermato anche dalla sentenza della corte di cassazione nel processo "Colpo di Coda di giugno 2017, mentre nel 2016 emerge la presunta esistenza del locale di Santhià.

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