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ⓘ Critiche al Codice da Vinci




                                     

ⓘ Critiche al Codice da Vinci

Il codice da Vinci è un romanzo di successo scritto da Dan Brown: pubblicato nel 2003, a settembre 2009 ne erano state stampate 80 milioni di copie in tutto il mondo ed era stato tradotto in 44 lingue.

Nel 2006 ne è stato tratto ladattamento cinematografico omonimo.

Sebbene opera di fantasia, il romanzo si presenta come una ricostruzione fedele degli eventi storici in esso trattati. Tale pretesa fedeltà storica dichiarata dallautore ha suscitato notevoli critiche da parte di molti studiosi, specialmente nel mondo cattolico in Italia particolarmente attivo è stato lo studioso Massimo Introvigne.

Il best seller ha rinfocolato il dibattito sullattendibilità delle verità contenute nei vangeli apocrifi, soprattutto con riferimento alla tesi per cui Gesù avrebbe sposato Maria Maddalena e avrebbe avuto dei figli da lei, di cui non vi è documentazione alcuna nel Nuovo Testamento e nelle altre fonti storiche.

                                     

1. Pretesa storicità

Ogni romanzo storico può presentare errori o imprecisioni, ma in pochi casi altri romanzi hanno suscitato reazioni e critiche come invece è avvenuto per Il codice da Vinci. Il motivo è duplice:

  • gli eventi storici reali, intrecciati nella trama fantasiosa del romanzo, risultano coerenti e verosimili, sostenuti da un ritmo incalzante ricco di colpi di scena.
  • il libro ha ottenuto un successo fenomenale;

Oltre alla verosimiglianza implicita che traspare dalla ricostruzione storica nella trama, lautore esplicitamente dichiara nella prefazione al testo:

Inoltre Dan Brown ha ribadito la pretesa storicità dellopera nel corso di unintervista alla CNN nel 2003:

Molti studiosi hanno pertanto criticato lopera di Dan Brown per le sue discusse ricostruzioni storiche, artistiche e documentali, sollevando una nutrita serie di critiche relative alle varie inesattezze presenti nelle fonti del romanzo. In questopera di sistematica demolizione si sono impegnati, tra gli altri, lo storico Franco Cardini, il critico darte Philippe Daverio e lo studioso di religioni Massimo Introvigne la cui imparzialità è però stata messa in dubbio già molte volte in passato, a causa della sua appartenenza al movimento Alleanza Cattolica il quale ha svolto in proposito una serrata critica.

Tra i passaggi del libro che sono stati attaccati perché basati su uninterpretazione delle vicende che non avrebbero un corretto fondamento storico, o sarebbero frutto di interpretazioni e chiavi di lettura molto artificiose, si segnalano i riferimenti alloperato dellimperatore Costantino I e al Concilio di Nicea che, secondo i sopracitati critici di Dan Brown, sono stati riletti senza una chiara visione storica.

Una settimana dopo luscita cinematografica del film omonimo, la rivista TV Sorrisi e Canzoni, pur avendo lo stesso editore Arnoldo Mondadori Editore che ha distribuito il libro in Italia, ha pubblicato un articolo di Alberto Carloni dal titolo "Bugiardo!" esplicitamente riferito allautore del libro. Larticolo ha elencato una lista di errori grandi e piccoli del romanzo, pur non pretendendo di elencarli tutti, fornendo anche una dettagliata bibliografia.

                                     

2. Errori storici

Alcuni errori individuati dallo storico delle origini del Cristianesimo e filologo del Nuovo Testamento Bart Ehrman:

  • Non cè nessun dato che asserisca che Maria Maddalena sia stata incinta nel momento in cui era sotto la Croce p. 298.
  • Il" costume dellepoca” non imponeva" a un ebreo di essere sposato” p. 288. I membri della comunità dei Rotoli del Mar Morto Qumran erano in gran parte celibi.
  • La vita di Gesù non è stata scritta da migliaia di seguaci. Gesù non aveva" migliaia di seguaci” e men che meno alfabetizzati.
                                     

2.1. Errori storici Documenti segreti

In realtà i Dossier secrets le Pergamene sono due cose diverse. I primi sono una serie di testi dattiloscritti, depositati in momenti diversi negli anni 60 presso la Bibliothèque Nationale di Parigi e che contengono notizie su presunte genealogie dei Merovingi e sul Priorato di Sion. Le seconde sono documenti cifrati dallaspetto medievale, con caratteri in stile onciale, che nessuno ha mai visto se non nelle "riproduzioni" stampate nel libro LOr de Rennes 1967 di Gérard de Sède, Massimo Introvigne afferma che questi documenti sono dei falsi per ammissione scritta e pubblica dei loro tre autori che hanno litigato per questioni di soldi.

                                     

2.2. Errori storici Caccia alle streghe

Alberto Torresani, citando Gustav Henningsen, ci dice che le presunte streghe mandate al rogo furono invece 50.000, di cui furono responsabili soprattutto i tribunali civili del Nord Europa con 100.000 processi e che per opera dei tribunali ecclesiastici di cui era responsabile la Chiesa cattolica, in seguito alla celebrazione di 20.000 processi, ci furono in tutto 89 esecuzioni: in Portogallo 4, in Spagna 49 e in Italia 36. Perciò, in base a questi studi, parrebbe che i tribunali civili fossero i maggiori responsabili di questa follia e non la Chiesa, come affermato da Dan Brown. In realtà, anche se molti studiosi si sono cimentati nellarduo tentativo di determinare delle cifre accettabili e condivisibili dai più, non si è mai trovato un accordo pur minimo su tale dato e i valori che vengono proposti sono spesso del tutto inattendibili. Pertanto le cifre che si ipotizzano in ordine alle vittime della persecuzione vanno considerate come ordini di grandezza e come espressione delle opinioni degli Autori che le hanno determinate, dando naturalmente per scontato che le stime minime e massime riflettano il pensiero e la collocazione degli Autori nei riguardi della Chiesa: alle ipotesi minime, riferite sopra, si contrappongono le stime massime di 12.000.000 processi e 9.000.000 esecuzioni.



                                     

2.3. Errori storici Priorato di Sion

Lunico Priorato di Sion di cui si hanno notizie storiche certe è unassociazione francese fondata il 7 maggio 1956 ad Annemasse non lontano dalla Svizzera da Pierre Plantard. Nei suoi statuti si legge che il nome deriva da una montagnola presso Annemasse, che appunto si chiama Sion. La presunta antica istituzione è, secondo la storiografia ufficiale, solo unelaborata invenzione da parte di questa più recente associazione. Un "Abbazia di Nostra Signora del Monte Sion" è stata effettivamente fondata nel 1099 a Gerusalemme da Goffredo di Buglione, ma ovviamente non ha nulla a che vedere con il moderno "priorato" di Pierre Plantard: dopo la riconquista musulmana della Palestina avvenuta nel 1291, i monaci dellAbbazia si rifugiarono in Sicilia, costituendo un Priorato. La comunità religiosa si estinse nel XIV secolo, ma secondo altri sopravvisse fino al 1617, quando i pochi monaci rimasti entrarono tutti nella Compagnia di Gesù.

Vale la pena aggiungere che Goffredo di Buglione non era propriamente un "re francese": divenuto duca della bassa Lorena una regione della Francia, egli rifiutò infatti il titolo di re dopo la conquista della Città Santa, pur accettando tuttavia di guidare il Regno di Gerusalemme come Advocatus Sancti Sepulchri difensore del Santo Sepolcro.

I pretesi documenti che dimostrerebbero lesistenza dellantico Priorato furono costruiti da Pierre Plantard, il quale fabbricò anche due diverse liste di "Gran Maestri" segreti. Anche dopo la scoperta del falso, Plantard cercò di presentarsi come successore delle cariche più alte del Priorato, affermando che secondo ulteriori ricerche lorganizzazione era stata fondata nel 1681. In seguito, Plantard ha confessato davanti a un giudice francese che tutti i documenti sullesistenza del Priorato erano stati prodotti ad arte e infine anche i suoi compagni coinvolti nella vicenda hanno ammesso che erano falsi.

                                     

2.4. Errori storici Fine dei templari

Il professor Alberto Torresani afferma che, in questo lungo brano, di vero cè soltanto la data finale, mentre lingegnoso stratagemma di ordinare a tutti i sicari di aprire gli ordini contemporaneamente si limitava al regno di Francia. In effetti si tratta di unimprecisione storica: fu il re di Francia, Filippo IV il Bello, desideroso di azzerare i propri debiti e impossessarsi del patrimonio templare, che il 14 settembre 1307 inviò messaggi sigillati a tutti i balivi e siniscalchi del regno ordinando larresto dei templari e la confisca dei beni da loro detenuti, che vennero eseguite il 13 ottobre 1307, mossa che riuscì in quanto viene astutamente avviata in contemporanea contro tutte le sedi templari; i Cavalieri, convocati con la scusa di accertamenti fiscali, vennero arrestati e selvaggiamente torturati in carcere finché non confessarono tutte le accuse che il Re aveva spiccato sul loro conto tra cui eresia, sodomia e idolatria. In seguito a questa mossa, il 22 novembre 1307 papa Clemente V temendo forse che Filippo il Bello potesse finire per diventare indipendente dallautorità della Chiesa con un atto di debolezza emise la bolla Pastoralis præminentiæ con la quale ordinò a sua volta larresto dei templari in tutta la cristianità, e il 12 agosto 1308 con la bolla Faciens misericordam sciolse lordine confermando le accuse estorte ai prigionieri con la tortura.

Non risulta da alcuna fonte storica.

Sia nelledizione italiana sia in quella americana, riguardo al rogo dei Templari è scritto che le ceneri furono buttate nel Tevere. Questo è ovviamente impossibile, dato che il rogo avvenne a Parigi, sulle rive della Senna come ogni turista può verificare dalla targa che ricorda il rogo del Gran Maestro dei Templari e dei suoi compagni. Il papa Clemente V oltretutto in quellepoca risiedeva ad Avignone dove era stata spostata la sede papale, non a Roma.



                                     

2.5. Errori storici Vangeli apocrifi

La frase contiene diversi errori storici:

  • la più antica lista di vangeli ritenuti dalla Chiesa come effettivamente ispirati da Dio e dunque canonici, a differenza degli altri vangeli ritenuti apocrifi, risale alla seconda metà del II secolo, circa 150 anni prima del presunto intervento di Costantino. Infatti già nel cosiddetto Canone muratoriano, datato al 170 circa, vengono elencati i 4 vangeli che poi verranno detti canonici.
  • durante il concilio di Nicea, indetto effettivamente da Costantino nel 325, non venne discussa la questione del canone della Bibbia.
  • da parte ecclesiastica e imperiale non vennero emanate esplicite proibizioni o bandi contro i vangeli apocrifi, né tantomeno essi furono sequestrati o bruciati. Quelli che contenevano nozioni eretiche, perlopiù di tipo gnostiche, si persero allestinguersi della stessa eresia gnostica. Da parte cristiana inoltre la copiatura di tali testi era vista come inopportuna, non tanto per motivi dottrinali bensì per motivi economici: il supporto papiraceo o pergamenaceo era particolarmente costoso, come anche impegnativa era la copiatura amanuense, e lattività veniva prevalentemente dedicata ai testi usati per il culto liturgico o per la devozione personale.
  • non è vero che i vangeli apocrifi esaltano lumanità di Gesù mentre quelli canonici ne esaltano la divinità. Al contrario nei vangeli apocrifi Gesù è presentato o come un bambino prodigio, sempre pronto a fare miracoli e a pronunciare spesso profezie e maledizioni, o come una particella di divino intrappolata nella materia, umano suo malgrado. Nei vangeli gnostici, invece, ciò che colpisce e li differenzia profondamente dai vangeli canonici è latmosfera profondamente diversa e deliberatamente intellettualista. La realtà materiale è costantemente disprezzata in favore del mondo "vero" che sarebbe quello spirituale del Pleroma, nella convinzione che lanima sia "una particella della luce dellalto ingiustamente imprigionata nella materia"

La lista degli apocrifi del Nuovo Testamento che possono essere ricondotti al genere vangelo, cioè relativo alla vita e alla predicazione di Gesù, non supera la cinquantina includendo testi perduti e probabili omonimi.

                                     

2.6. Errori storici Codici di Nag Hammadi e manoscritti del Mar Morto

La maggior parte dei manoscritti ritrovati a Qumran nel 1947 è in pergamena, non in papiro. Inoltre i testi non raccontano la "vera storia del Graal" né tantomeno "parlano del ministero di Cristo". La maggior parte dei testi di Qumran riguarda le rigidissime regole e i riti della comunità che lì risiedeva, le norme della vita in comune, inni, preghiere, calendari, commenti ai testi biblici. Sono inoltre presenti molti testi che fanno parte della Bibbia ebraica, alcuni degli apocrifi dellAntico Testamento ma nessun brano dei vangeli cristiani, né canonici né apocrifi.

I manoscritti di Nag Hammadi sono sì in papiro ma sono "codici", non "rotoli", dunque hanno più o meno la forma di libro con le pagine racchiuse in copertine di cuoio. Questi manoscritti, datati circa al III-IV secolo, contengono copie in lingua copta di alcuni vangeli gnostici che in origine dovevano essere in greco. Gli storici hanno ipotizzato che questi originali perduti possano risalire a un periodo che va dalla seconda metà del I secolo alla prima metà del II secolo. Secondo alcune datazioni, dunque, questi vangeli gnostici non sarebbero "i più antichi documenti cristiani", ma sarebbero stati redatti successivamente ai vangeli canonici. Inoltre, al contrario di quanto affermato da Dan Brown, il Gesù di questi testi appare molto meno "umano" che nei vangeli canonici: per esempio il Vangelo secondo Filippo è legato allo gnosticismo valentiniano, caratterizzato dal rifiuto per il mondo creato visto come una prigione per gli esseri umani. Proprio perché gli gnostici disprezzavano il mondo materiale, Gesù viene visto come uomo solo in apparenza, non dotato del vero corpo carnale. Il Vangelo di Tommaso invece comprende solo "loghia" detti di Gesù, molti dei quali basati sugli omologhi dei vangeli canonici, ma nessun episodio di vita reale.

                                     

2.7. Errori storici Gesù Figlio di Dio

Il titolo di "Figlio di Dio" è ampiamente applicato a Gesù già nei testi del Nuovo Testamento, redatti entro il I secolo, più di due secoli prima del Concilio di Nicea 325.

Ciò che è stato definito nel corso del Concilio di Nicea, contro leresia ariana, è la natura consustanziale del Figlio al Padre, espressa nella formula ὁμοούσιον τῳ πατρί omoùsion tò patrì, sostanziale al Padre presente nel cosiddetto Simbolo niceno. Ario era infatti contrario alla consustanzialità ritenendo Gesù sì Figlio di Dio, ma non della stessa sostanza, in quanto lo credeva creato dal Padre.

Infine non è vero che la definizione di Gesù consustanziale al Padre venne votata "con una maggioranza assai ristretta". I vescovi sostenitori di Ario rappresentavano una sparutissima minoranza tra i 318 padri conciliari: solo Teone di Marmarica e Secondo di Tolemaide votarono apertamente contro.

Da notare che nel film viene inserito un dialogo in cui Robert dice che "Costantino non ha inventato. Ha semplicemente sanzionato unidea che era già largamente diffusa."

                                     

2.8. Errori storici Costantino

In realtà il Cristianesimo diventò religione di Stato soltanto nel 380 per opera dellImperatore Teodosio. Tuttavia, secondo Michel Onfray, Costantino inaugurò "il primo Stato cristiano", una sorta di "teocrazia" o di "Stato totalitario" secondo le parole dello storico cristiano Henry-Irénée Marrou, ottenendo pieni poteri dallautorità religiosa e autoproclamandosi "tredicesimo apostolo". È comunque fuor di dubbio che Costantino operò attivamente per lunità della Chiesa e per le conseguenti sorti dellimpero: infatti convocò e presiedette il Primo concilio di Nicea, preoccupato dalle dispute tra cristiani che stavano minacciando insieme lunità dei credenti e dellimpero; il Concilio fu tenuto presso il palazzo imperiale, gli ecclesiastici furono spesati nel viaggio come se fossero stati funzionari di stato, il discorso inaugurale fu tenuto da Costantino e il documento conclusivo venne firmato prima dal rappresentante imperiale Osio di Cordova, e poi dai rappresentanti del papa. Tuttavia, giusto quello sostenuto da Dan Brown, è che Costantino si fece battezzare in punto di morte ed è considerato santo e "simile agli apostoli" dalla Chiesa ortodossa, da alcune Chiese ortodosse orientali e dalla Chiesa cattolica. Il suo nome non è però presente nel Martirologio Romano, il catalogo ufficiale dei santi riconosciuti dalla Chiesa cattolica



                                     

2.9. Errori storici Maria Maddalena

A sostegno della tesi centrale nella trama del libro relativa al presunto matrimonio tra Gesù e la Maddalena, Dan Brown cita esplicitamente un passo del Vangelo secondo Filippo:

In realtà Dan Brown tralascia di riportare lincipit del paragrafo, che chiarisce la natura del legame amoroso tra Cristo e la Maddalena.

La teologia gnostica prevedeva alcune semidivinità dette eoni, il cui numero variava a seconda delle varie sette gnostiche solitamente 9. Secondo gli gnostici due di questi eoni, il Salvatore e la Sofia, che nelleternità hanno generato gli angeli, si sono incarnati rispettivamente in Cristo e nella Maddalena, perpetuando sulla terra il loro legame celeste. Il passo non va dunque inteso come una prova storica del matrimonio tra Gesù e la Maddalena ma come unallegoria di una precisa visione teologica.

Inoltre nel Vangelo secondo Filippo oltre a trovare vari personaggi che ricevono "baci sulla bocca" simbolo di comunione spirituale, si legge che lunione sessuale, anche fra marito e moglie, è sempre prostituzione. A ogni modo, più che un "errore", vero o presunto tale, rappresenta il pretesto su cui è costruito lintero thriller di Dan Brown; sulla questione, peraltro, lautore innova poco, riprendendo per lo più tesi non sue cfr. la voce Sposa di Gesù.

Questo non è teologicamente vero, infatti la Chiesa afferma che Gesù Cristo è anche vero uomo, dunque avrebbe potuto benissimo generare dei figli, così come ha svolto tutte le altre attività umane. Tuttavia, nel corso dei secoli, il tema della natura umana o divina di Cristo è stato fonte di tumultuose controversie allinterno della Chiesa stessa, la quale ha finito per promuovere in molti casi la persecuzione e talvolta luccisione di un gran numero di sacerdoti che esaltavano la natura umana, e non divina, di Gesù Cristo vedi anche Eresia.

Maria Maddalena è una santa della Chiesa Cattolica, una delle più importanti, in quanto testimone diretta della predicazione di Gesù. Le sono state dedicate: chiese, parrocchie, confraternite, feste, fiere. È stata oggetto del culto delle reliquie. Milioni di bambine sono state battezzate "Maddalena" o "Maria Maddalena", e, da sempre, questo è uno dei nomi più utilizzati dalle donne che scelgono la vita monastica, tanto che la Chiesa cattolica conta almeno altre 14 sante con quel nome.

                                     

2.10. Errori storici Merovingi

Lipotesi non trova conferma in alcuna fonte storica o archeologica. Deriva invece da Il santo Graal di Baigent, Leigh e Lincoln, autori che a loro volta non si basavano su alcun documento storico ma solo sui "Dossiers Secrets" del Priorato di Sion. Questi documenti, depositati in diversi momenti alla metà degli anni 60 presso la Bibliothèque Nationale di Parigi si sono rivelati dei falsi, compilati da Pierre Plantard per millantare una propria ascendenza nobiliare.

                                     

3.1. Errori artistici Ultima Cena

Laspetto femmineo di Giovanni apostolo fa parte delliconografia dellepoca, riscontrabile non solo nellopera di Leonardo ma in tutte le "ultime cene" dipinte da altri artisti tra il XV e il XVI secolo. Gli artisti rinascimentali rappresentavano lapostolo più giovane il "prediletto" secondo lo stesso quarto vangelo come un adolescente dai capelli lunghi e dai lineamenti dolci che oggi possono sembrare effeminati ma che allepoca erano la consuetudine. In particolare ricordiamo che nella Legenda Aurea di Jacopo da Varazze, voluminoso repertorio duecentesco di vite di santi ed episodi evangelici, usatissimo come fonte di soggetti per le opere darte, Giovanni viene descritto come un "giovane vergine" il cui nome "significa che in lui fu la grazia: in lui infatti ci fu la grazia della castità del suo stato virginale".

Nellaffresco lUltima Cena di Leonardo da Vinci mancherebbe uno degli elementi più importanti e indispensabili, il Calice dellEucaristia. La scena raffigurata da Leonardo però si rifà al vangelo di Giovanni Gv. 13, nel quale non è narrata la scena con il Calice e listituzione dellEucaristia. In tutto il quarto vangelo non si fa alcun cenno né al Calice né al vino, particolari che sono invece presenti negli altri tre vangeli. Il Calice è assente anche in numerosissime "ultime cene" di altri artisti: Domenico Ghirlandaio, Duccio di Boninsegna, Luca Signorelli, Jacopo Bassano, Andrea del Castagno, Andrea del Sarto, Daniele Crespi, Hans Holbein.

Anche il gesto di Pietro che tocca la spalla di Giovanni è narrato nel quarto vangelo. Leonardo in questo caso rispetta quasi alla lettera quanto si legge nel capitolo 13: "Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: "In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà". I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: "Di, chi è colui a cui si riferisce?" Gv. 13.21. Lo stesso gesto di Pietro che appoggia la mano sulla spalla di Giovanni si trova nell Ultima cena affrescata da Pietro da Rimini nellAbbazia di Pomposa 1316.

Il pugnale "misterioso" è impugnato da Pietro, così come in innumerevoli altre "ultime cene" rinascimentali ed è in diretto rapporto con la scena successiva del vangelo di Giovanni, quella in cui lapostolo con quel coltello taglierà lorecchio a Malco, il servo del Gran Sacerdote Gv 18:10. Uno schizzo preparatorio di Leonardo conservato alla Royal Collection di Windsor, mostra chiaramente il braccio di Pietro nella posa con il polso piegato allindietro, appoggiato sullanca. Questo disegno è pubblicato in moltissimi libri sullartista e pure nellufficiale Guida al Refettorio ma se questo non bastasse la posizione del braccio e del coltello è documentata dalle moltissime copie dell Ultima Cena dipinte in gran parte proprio da allievi di Leonardo. La più conosciuta e meglio conservata è quella del Giampietrino Royal Academy, Londra, utilizzata anche durante i recenti restauri come documento preziosissimo per poter ricostruire e identificare particolari purtroppo perduti o degradati nelloriginale di Leonardo. Unaltra copia è quella conservata nella Chiesa di SantAmbrogio di Ponte Capriasca, nella quale il gesto di Pietro che impugna il coltello è perfettamente visibile.

                                     

3.2. Errori artistici Vergine delle Rocce

Su un sito cattolico si legge che tra gli errori del Codice da Vinci ci sarebbe anche il fatto che la Vergine delle Rocce non è una tela, ma un dipinto su tavola di legno ma questo particolare non è veritiero. Il dipinto in origine era in effetti su tavola di legno, così come la versione della National Gallery, ma per motivi legati alla conservazione allinizio del XIX secolo venne trasportato su tela da Francois Toussaint Hacquin, lo stesso restauratore che trasportò su tela anche la Madonna di Foligno di Raffaello. Rimane lerrore che riguarda le misure dellopera, alta un metro e mezzo secondo Dan Brown, mentre in realtà misura circa 2 metri di altezza per 1.22 di larghezza. Si tratta di misure ragguardevoli, che unite allenorme e pesante cornice che misura quasi 2x2.40 m avrebbero reso ben difficile alla minuta Sophie Neveu lusare il dipinto quasi come uno scudo nella scena sopra descritta. Nel romanzo si dice poi che Sophie Afferrò langolo della cornice e la allontanò dalla parete. Il quadro era grande e la cornice si incurvò. Difficilissimo che una cornice di quella mole abbia potuto curvarsi

Quella Confraternita non era un ordine religioso femminile ma unassociazione laica maschile. La controversia legale tra Leonardo e la Confraternita non riguardò il soggetto ma un conguaglio di 100 ducati che Leonardo aveva richiesto a compimento dellopera. Esistono moltissimi documenti storici, ben conosciuti dagli studiosi, che provano come Leonardo abbia richiesto la restituzione dellopera a causa del rifiuto della Confraternita di pagare una cifra superiore a quella pattuita inizialmente. La causa si protrasse fino al 1506 quando si concluse con lottenimento da parte di Leonardo di 50 ducati in più la metà di quanto aveva richiesto. Nel frattempo lartista aveva venduto la prima versione e per questo ne realizzò una seconda, quella che oggi si trova alla National Gallery di Londra.

In entrambe le versioni della Vergine delle Rocce Gesù è il bambino più piccolo, completamente nudo, mentre il cugino Giovanni è più grande secondo i vangeli ha sei mesi più di Gesù e ha, come vuole la tradizione iconografica dellepoca, i fianchi coperti. In questo caso è visibile un velo, in altri dipinti con lo stesso soggetto possiamo trovare una sottile cintura o un abito sdrucito.

                                     

3.3. Errori artistici Monna Lisa

Il dipinto chiamato comunemente Gioconda o Monna Lisa non ha mai avuto il titolo Monna Lisa. Quel nome deriva da un brano del Vasari in cui si dice che "Prese Lionardo a fare per Francesco del Giocondo il ritratto di monna Lisa sua moglie". A partire da questa citazione molti storici hanno ipotizzato che quel ritratto di donna oggi conservato al Louvre potesse essere quello descritto dal Vasari che però parla delle perfette ciglia e di una fossetta nel collo, di cui nel dipinto non vè traccia. Altri storici invece hanno ritenuto che potesse trattarsi del ritratto Isabella Gualandi, di Caterina Sforza o addirittura di Isabella dEste. Inoltre "monna" non ha niente a che fare con Amon, ma è soltanto il diminutivo di "madonna", ovvero "signora" nel linguaggio dellepoca.

                                     

3.4. Errori artistici Temple Church

Oltre al Temple di Londra moltissime chiese templari, piccole, sobrie e spoglie, avevano pianta circolare in quanto si ispiravano al Santo Sepolcro di Gerusalemme. La rotonda ad ambulacro è infatti la forma più usata fin dallalto Medioevo per ricreare in tutta Europa "copie" del Santo Sepolcro. Tra i tanti esempi si possono ricordare i più famosi: il Santo Sepolcro di Pisa, quello di Bologna inserito nel complesso di Santo Stefano, quello di Cambridge chiamato anche "The Round Church" e, tra i più recenti, quello di Reggio Emilia progettato da Gaspare Vigarani alla metà del Seicento. A parte le chiese dedicate al Santo Sepolcro, nella tradizione cristiana si incontrano moltissimi altri esempi di chiese di forma circolare: San Pietro in Montorio a Roma, la Rotonda di Umbertide, Chiesa di Santa Maria del Soccorso ad Albenga, il Duomo Vecchio di Brescia. Ma si potrebbe continuare citando moltissimi altri casi, sia effettivamente edificati sia solo progettuali come quelli che troviamo nei trattati di architettura del Serlio o nei disegni di Bramante, Antonio da Sangallo il Giovane, Michelangelo Buonarroti o dello stesso Leonardo da Vinci.

                                     

3.5. Errori artistici La Meridiana di Saint Sulpice

La Meridiana della chiesa di Saint Sulpice a Parigi è stata realizzata nel 1743, come si legge chiaramente sulla lapide, su richiesta del curato della parrocchia di Saint Sulpice. Il suo scopo era il calcolo del computo ecclesiastico, ovvero la precisa data delle festività cristiane basate su calcoli astronomici la Pasqua cade la domenica che segue il primo plenilunio di primavera. Non ha niente a che fare con il Meridiano di Parigi che passa dall Observatoire de Paris, tracciato il 21 giugno 1667 e ufficializzato da Gian Domenico Cassini nel 1718.

                                     

4. Errori topografici

Rue Haxo

Nel romanzo Rue Haxo, la via in cui si troverebbe il servizio di cassette di sicurezza della Banca deposito di Zurigo, al numero civico 24, viene erroneamente collocata nei pressi dello Stade Roland Garros.

I campi di tennis del Roland Garros si trovano allindirizzo 2 avenue Gordon Bennett nel XVI arrondissement. Rue Haxo si trova nei pressi di place Roland Garros che però si trova nel XX arrondissement, cioè dallaltra parte della città.

                                     

5. Cryptex

Dan Brown definisce il cryptex come un sistema di crittografia a chiave pubblica. In realtà si tratta di un sistema a chiave simmetrica la combinazione per aprire il cryptex è la stessa che è stata usata per chiuderlo.

Nonostante nel romanzo si sostenga che la descrizione di tale oggetto sia stata trovata nei diari segreti dello stesso Leonardo da Vinci, non esiste alcuna prova di tale affermazione, e anche ledizione illustrata del romanzo 2004 non contiene alcun disegno di Leonardo che si riferisca a un tale dispositivo.