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ⓘ Jawdar Pascià




                                     

ⓘ Jawdar Pascià

Jawdar Pascià fu un eunuco e generale spagnolo, che servì diversi sultani della dinastia Sadiana del Maghreb al-Aqsa. La sua impresa principale fu la conquista dellImpero Songhai per conto del sultano Ahmad al-Mansūr, nel 1591.

                                     

1. Origini e arrivo alla corte Sadiana

Verso la fine del XVI secolo dei corsari barbareschi fecero unincursione nella Valle del Almanzora, catturando circa trecento ragazzi, compreso Diego de Guevara. I prigionieri vennero portati al palazzo del sultano ʿAbd al-Malik I a Marrakesh, qui fu chiamato Jawdar, venne castrato e divenne uno schiavo dellharem.

A poco a poco scalò i ranghi sociali e militari, distinguendosi soprattutto nella battaglia di Alcazarquivir del 1578 contro i portoghesi. Dopo la battaglia Jawdar venne nominato qāʾid di Marrakesh.

                                     

2. Invasione dellImpero Songhai e la battaglia di Tondibi

La vittoria contro i portoghesi aumentò il prestigio della dinastia Sadiana e spinse il nuovo sultano Ahmad al-Mansūr a realizzare un vecchio sogno dinastico: la creazione di un grande impero africano sotto il controllo sadiano. Ahmad al-Mansūr affidò il compito di invadere limpero subsahariano del Songhai ricco di oro e sale a Jawdar Pascià, che partì verso la fine del mese di ottobre del 1590 con 4.000 tra moriscos e magrebini, 500 rinnegati europei e oltre 60 cristiani europei liberti da Jawdar dalle carceri di Marrakesh, che costituivano le sue guardie del corpo personali.

Jawdar Pascià attraversò il Sahara con il suo esercito, e, arrivato nei pressi del fiume Niger, nella località di Tondibi est di Timbuctù, non molto lontano da Gao, incontrò limperatore Songhai Askia Ishaq II alla testa di un esercito di 40.000 uomini. Anche se lesercito dellimperatore Askia Ishaq II era in deciso vantaggio numerico, Jawdar lo sconfisse nella battaglia di Tondibi grazie alle armi a polvere da sparo di cui lesercito dellimperatore non disponeva. Dopo la battaglia venne istituito il pascialato di Timbuctù, che dipendeva direttamente da Marrakesh.

                                     

3. Governo di Timbuctù, ritorno a Marrakesh e morte

Jawdar risparmiò la vita ad Akia Ishaq II, limitandosi a privarlo della sua ricchezza. Si sa che Askia Ishaq II offrì a Jawdar diecimila pezzi doro e mille schiavi se avesse lasciato Timbuctù. Nel palazzo di Marrakesh iniziò a diffondersi la notizia che Jawdar stesse per accettare le offerte di Askia Ishaq II, e, per questi motivi, Ahmad al-Mansūr lo destituì dalla carica di pascià di Timbuctù, nominando e mandando dei nuovi governatori. Jawdar ne fece assassinare numerosi, mantenendo il potere ancora per un po di tempo.

Infine, tornò in Marocco nel 1598 o nel 1599, carico di ricchi doni per Ahmad al-Mansūr.

Quando Ahmad al-Mansūr morì nel 1603, scoppiò una guerra civile per il trono tra i figli Zaydān al-Nāsir, Muhammad al-Shaykh al-Maʾmūn e Abū Fāris ʿAbd Allāh. Jawdar sostenne questultimo, servendolo come generale. Venne assassinato nel 1605 a Marrakesh da ʿAbd Allāh ibn al-Maʾmūn, figlio di Muhammad al-Shaykh al-Maʾmūn.