Indietro

ⓘ Disturbo da stress post-traumatico




Disturbo da stress post-traumatico
                                     

ⓘ Disturbo da stress post-traumatico

Il disturbo da stress post-traumatico, in psicologia e psichiatria è linsieme delle forti sofferenze psicologiche che conseguono ad un evento traumatico, catastrofico o violento.

È denominato anche nevrosi da guerra, proprio perché inizialmente riscontrato in soldati coinvolti in pesanti combattimenti o in situazioni belliche di particolare drammaticità, o anche come conseguenza di atti di mobbing.

                                     

1. Storia

Anche se la descrizione delle classiche sintomatologie post-traumatiche è reperibile anche in testi molto antichi dallEpopea di Gilgamesh e dallIliade in poi, lo studio delle sindromi post-traumatiche strutturate iniziò ad articolarsi compiutamente durante la prima guerra mondiale anche se le prime osservazioni cliniche strutturate di merito risalgono alla guerra di secessione americana ed alla guerra russo-giapponese, ad opera degli psichiatri militari dei diversi schieramenti. Dopo le iniziali difficoltà di classificazione nosografica, sia gli psichiatri di scuola "classica" che quelli di scuola psicoanalitica iniziarono ad ipotizzare la parziale autonomia nosologica delle sindromi traumatiche conseguenti allesposizione ad intensi eventi bellici.

Queste prime riflessioni psicopatologiche ebbero conseguenze importanti anche sulla nosologia psicoanalitica negli anni successivi alla guerra. Durante la seconda guerra mondiale e la guerra di Corea gli psichiatri militari soprattutto statunitensi ed inglesi, tra cui Wilfred Bion e S. H. Foulkes ripresero gli spunti dei loro colleghi della generazione precedente, ed iniziarono a sviluppare trattamenti specifici per le sindromi traumatiche nel personale militare.

Con la guerra del Vietnam la prevalenza delle sindromi post-traumatiche nel personale militare iniziò a manifestarsi in proporzioni ancora più ampie, ed il tema iniziò ad essere portato allattenzione dellopinione pubblica. Le lobby dei veterani statunitensi della guerra del Vietnam, con lassistenza di alcuni psichiatri sensibilizzati al problema, riuscirono infine ad ottenere, alla fine degli anni 70, il reinserimento anche formale delle sindromi traumatiche nel DSM, la principale classificazione nosografica internazionale di ambito psichiatrico, con limportante risultato di poter finalmente ottenere il riconoscimento ed il rimborso delle relative terapie psichiatriche dalle assicurazioni sanitarie private e dal sistema della Veteran Administration. Il DSM-III del 1980 introdusse quindi la diagnosi di Post-Traumatic Stress Disorder, riprendendo e modificando la "vecchia" definizione di Gross Stress Reaction che era presente nella prima versione del manuale.

                                     

2. Caratteristiche cliniche

Questo disturbo rappresenta dunque la possibile risposta di un soggetto ad un evento critico abnorme, e in molti casi può essere adeguatamente affrontato in sede clinica attraverso trattamenti psicoterapeutici specifici, diretti sia alla vittima sia in funzione di supporto, quando necessario e possibile alla sua famiglia. Quando necessario, la psicoterapia psicotraumatologica può eventualmente essere coadiuvata da una specifica terapia farmacologica.

È importante ricordare che la maggior parte delle persone, anche se vive eventi potenzialmente traumatici, subisce solo delle reazioni emotive transitorie "reazioni normali ad eventi anormali" che, seppur dolorose, raramente si trasformano in un vero e proprio PTSD strutturato. Si valuta che la prevalenza lifetime del PTSD in una popolazione normale sia del 7.8%.

Il PTSD può prodursi a partire da poche settimane dallevento, e perdurare per molto tempo; in altri casi, il disturbo si manifesta ad una certa distanza di tempo dallevento, anche dopo diversi mesi PTSD tipo "Delayed Onset".

                                     

3. Classificazioni DSM-IV-TR

I pazienti con PTSD vengono abitualmente classificati in tre categorie, in base al loro tipo di coinvolgimento nellevento critico che ha originato il disturbo:

  • terziari, il personale di soccorso volontario o professionale che si trova ad operare con le vittime primarie o secondarie.
  • primari, le vittime dirette che hanno subito personalmente levento traumatico
  • secondari, i testimoni diretti dellevento, o i parenti delle vittime primarie ad esempio, nel caso di un lutto

I principali disturbi, accusati dalla maggior parte dei pazienti, sono riassunti dalla cosiddetta "triade sintomatologica", per come definita dalla classificazione del DSM-IV-TR: intrusioni, evitamento, hyperarousal iperattivazione psicofisiologica. In particolare, si possono riscontrare tra gli altri sintomi:

  • Evitamento: la tendenza ad evitare tutto ciò che ricordi in qualche modo, o che sia riconducibile, allesperienza traumatica anche indirettamente o solo simbolicamente.
  • incubi: che possono far rivivere lesperienza traumatica durante il sonno, in maniera molto vivida.
  • Flashback: un vissuto intrusivo dellevento che si propone alla coscienza, "ripetendo" il ricordo dellevento.
  • Hyperarousal iperattivazione psicofisiologica: caratterizzato da insonnia, irritabilità, ansia, aggressività e tensione generalizzate.
  • Numbing intorpidimento: uno stato di coscienza simile allo stordimento ed alla confusione.

In alcuni casi, la persona colpita cerca "sollievo" spesso peggiorando la situazione con abusi di:

  • farmaci e/o psicofarmaci.
  • droga,
  • alcool,

Spesso sono associati sensi di colpa per quello che è successo o come ci si è comportati o per il non aver potuto evitare il fatto, sensi di colpa che sono spesso esagerati ed incongruenti con il reale svolgimento dei fatti e delle responsabilità oggettive sono detti anche complessi di colpa del sopravvissuto; spesso, sono copresenti anche forme medio-gravi di depressione e/o ansia generalizzata. In alcuni casi si vengono a produrre delle significative tensioni familiari, che possono mettere in difficoltà i parenti della persona con PTSD.

È quindi importante riferirsi ad un professionista specializzato, psicoterapeuta e/o psichiatra, per affrontare il disturbo il prima possibile, perché con un adeguato trattamento è possibile risolverne la sintomatologia o mitigarla in maniera significativa in molti casi, anche se si è già instaurata da anni.

Grande attenzione al tema delle sequele post-traumatiche ha iniziato ad essere posta, in anni recenti, anche nellambito della medicina delle migrazioni e della cooperazione sanitaria internazionale.

LAssociazione multidisciplinare per gli studi psichedelici MAPS ha ricevuto lapprovazione della FDA e la designazione Breakthrough Therapy per gli studi di fase 3 con psicoterapia assistita con MDMA per disturbo da stress post-traumatico.



                                     

4. Diagnosi

La diagnosi di PTSD necessita che i sintomi siano sempre conseguenza di un evento critico, ma laver vissuto unesperienza critica di per sé non genera automaticamente un disturbo post-traumatico. La prevalenza lifetime nella popolazione generale è infatti di circa il 6.8%, con una variabilità dovuta al tipo di evento, al significato soggettivo che esso assume, ed al diverso equilibrio dei fattori psicosociali di tipo protettivo o di rischio.

Nel DSM-5 2013 il PTSD è collocato nel capitolo dei disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti.

La diagnosi nei bambini può invece essere affidata al CD0-3R, dove il PTSD rientra nel primo asse.

                                     

5. Predisposizioni

Una causa primaria sono i traumi subiti nellinfanzia, che aumentano le probabilità di sviluppare un PTSD da adulti in quanto il cervello in via di sviluppo viene colpito dal trauma in modo diverso rispetto al cervello adulto.

Come la maggior parte dei disturbi psichiatrici, il disturbo comporta linterazione di una predisposizione genetica con un innesco ambientale.

Su 100 persone esposte allo stesso evento traumatico circa 4 uomini e 10 donne svilupperebbero il disturbo.

                                     
  • e autismo Fuga epilettica Fuga psicogena Disturbo post - traumatico da stress Scissione psicologia Disturbo dissociativo dell identità Depersonalizzazione
  • scala Pk Stress post - traumatico di Keane indica la presenza di un disturbo da stress post - traumatico Ps: la scala Ps Stress post - traumatico indica
  • Condominio Disturbo acuto da stress Disturbo post - traumatico da stress Hans Selye Proteina da shock termico Sindrome da burnout Sindrome da distress respiratorio
  • fobia sociale 29, 3  fobia specifica 37, 5  disturbo da stress post - traumatico 39, 2  disturbo d ansia generalizzato 35, 1  attacchi di panico
  • all evento traumatico sia indiretta, la tipologia di sintomi che ne consegue è la stessa riscontrabile in un quadro clinico di disturbo da stress post - traumatico
  • post traumatico da stress e fobie. Il disturbo acuto da stress di solito si manifesta entro 4 settimane dall evento stressante ed è caratterizzato da
  • Guerra in Iraq sofferente di disturbo da stress post - traumatico dopo tre turni passati in guerra, essere stata ferita da due esplosioni e presa prigioniera
  • fratello minore, a Portland, nell Oregon. Lotta anche contro il disturbo da stress post traumatico dovuto ai suoi anni come Marine in Afghanistan, dove ha lavorato
  • che sarebbero simili ad epilessia, ansia, disturbi dell umore, disturbo post traumatico da stress e disturbi alimentari. I sintomi come l amnesia dissociativa
  • del trattamento psicotraumatologico del disturbo post traumatico da stress PTSD e del disturbo acuto da stress ASD Ha sviluppato una nota scala psicodiagnostica

Anche gli utenti hanno cercato:

disturbo da stress post traumatico sintomi, disturbo post traumatico da stress cronico danno biologico, disturbo post traumatico da stress guarigione, disturbo post traumatico da stress test,

...
...
...