Indietro

ⓘ Gaio Cilnio Mecenate




Gaio Cilnio Mecenate
                                     

ⓘ Gaio Cilnio Mecenate

Gaio Cilnio Mecenate, nato da unantica famiglia etrusca, è stato un influente consigliere, alleato ed amico dellimperatore Augusto.

                                     

1. Biografia

Secondo la testimonianza di Properzio, sembra che Mecenate abbia partecipato alle campagne di Modena, Filippi e Perugia.

Si vantava del suo antico lignaggio etrusco e rivendicò la discendenza dal principesco casato dei Cilnii, cosa che fu lorigine della gelosia dei suoi concittadini in quanto era notevole la ricchezza ed influenza di questultimi nellArezzo del IV secolo a.C. Tacito lo chiama" Cilnio Mecenate” ed è possibile che" Cilnio” fosse il nome della madre, e che Mecenate fosse il cognome.

Un Gaio Mecenate è menzionato da Cicerone nel 91 a.C. come membro influente dellordine equestre. Dalle testimonianze di Orazio e dai testi letterari dello stesso Mecenate si deduce che egli aveva beneficiato dei più alti gradi distruzione del tempo.

Le sue ingenti ricchezze potrebbero essere state in gran parte ereditate, ma dovette la sua posizione ed influenza grazie allo stretto legame con limperatore Augusto.

Fece la sua apparizione nella vita pubblica nel 40 a.C., quando fu incaricato di chiedere per Ottaviano la mano di Scribonia in matrimonio; in seguito partecipò ai negoziati di pace a Brindisi ed alla riconciliazione con Marco Antonio.

In quanto amico e consigliere agì sempre come delegato di Augusto quando si recava allestero.

Negli ultimi anni le relazioni tra i due divennero più fredde, in parte probabilmente perché Augusto aveva avuto unavventura con la moglie Terenzia,tuttavia, prima di morire avrebbe nominato proprio Augusto quale unico erede.

Nel 39 a.C. Mecenate introdusse Orazio, Vario Rufo e Virgilio nella sua cerchia.

Nel "viaggio verso Brindisi", svoltosi nel 37 a.C., si dice che Mecenate e Marco Cocceio Nerva, bisnonno del futuro imperatore Nerva, avessero unimportante missione, dalla quale scaturì il Trattato di Taranto: un trattato di riconciliazione tra i due grandi nemici.

Durante la guerra con Sesto Pompeo, nel 36 a.C., egli tornò a Roma, e gli fu concesso il supremo controllo amministrativo in Italia.

Fu vicereggente di Ottaviano durante la battaglia di Azio, quando, con grande fermezza, soffocò in gran segreto la congiura di Marco Emilio Lepido il Giovane e durante le successive assenze di Ottaviano dalle province.

Formò un circolo di intellettuali e poeti che protesse, incoraggiò e sostenne nella loro produzione artistica, tra cui spiccano Orazio, Virgilio e Properzio.

Con questo suo atteggiamento egli diede un efficace sostegno al regime che Augusto stava instaurando: molte delle opere prodotte con il sostegno di Mecenate contribuirono ad illustrare limmagine di Roma ed anche a sostenere alcune azioni della politica dellimperatore.

Fu per molti anni il migliore amico di Augusto oltre che il suo più stretto collaboratore e per molti aspetti contribuì alla creazione della struttura data da Ottaviano allo Stato Romano, nel quale le istituzioni tradizionali Senato e magistrature in primis furono svuotate di significato e fu istituito un apparato amministrativo fondato sul coinvolgimento degli equites.

Negli ultimi anni il suo favore potrebbe essere diminuito presso limperatore, a causa dellindiscrezione di Mecenate con la moglie Terenzia a proposito della cospirazione nella quale era implicato suo fratello Murena.

Secondo Dione Cassio, limperatore aveva, come detto, una relazione con Terenzia.

La migliore sintesi del suo personaggio come uomo e come statista, viene da Velleio Patercolo che lo descrive come insonne nella vigilanza e nelle emergenze, lungimirante nellagire, ma nei momenti di ritiro dagli affari più lussuoso ed effeminato di una donna.

Da alcuni passi nelle Odi di Orazio si può dedurre che Mecenate non avesse la robustezza fisica richiesta alla maggior parte dei romani e notoria fu lintensa passione di Mecenate per un liberto di nome Batillo, un attore, poeta e mimo originario di Alessandria dEgitto più giovane di lui di 15-20 anni.

Su questo rapporto abbiamo le testimonianze dello pseudo Lucio Anneo Cornuto, Tacito e Dione Cassio, mentre Orazio si spinge fino a metter la vicenda in parallelo con quella dellantico poeta lirico greco Anacreonte il quale bruciava damore per un altro Batillo, un efebo.

Mecenate morì nell8 a.C., lasciando tutte le sue ricchezze allimperatore; gli imperatori successivi vollero continuare ad accumulare tesori e a patrocinare gli artisti, tanto che uno dei più importanti dipartimenti di corte – in effetti era quello del tesoro – divenne delle largitiones, letteralmente delle elargizioni, anche se la maggior parte delle spese avevano finalità più pragmatiche.

                                     

2. Patronato delle arti

Mecenate è famoso per il suo sostegno ai giovani poeti, tanto che il suo nome è divenuto sinonimo di protettore degli artisti.

Virgilio scrisse le Georgiche in suo onore e fu lui che, impressionato dalla poesia di Orazio, lo presentò a Mecenate, cosa che gli permise di iniziare la prima delle sue Odi Odi, I,1 grazie alla direzione del suo nuovo protettore.

Mecenate gli diede pieno appoggio finanziario, come pure una proprietà nei monti della Sabina, in pieno spirito di Evergetismo.

Furono anche suoi protetti sia Properzio sia i poeti minori Lucio Vario Rufo, Cornelio Gallo, Aristio Fusco, Plozio Tucca, Valgio Rufo, Domizio Marso, Quintilio Varo, Caio Melisso e Emilio Macro.

Per la sua munificenza, che rese il suo nome noto a tutti, ebbe la gratitudine degli scrittori, attestata anche dai ringraziamenti di scrittori di età successiva, come Marziale e Giovenale.

Il suo patronato non fu una forma di vanità o di semplice dilettantismo letterario, ma fu interessato.

Egli vide nella genialità dei poeti del tempo non solo un ornamento letterario, ma un modo di promuovere e onorare il nuovo ordine politico.

Il cambiamento di toni e di intenti di Virgilio tra le Ecloghe le Georgiche è proprio il risultato della direzione data da Mecenate al genio del poeta, così come alla luce dellinflusso di Mecenate va vista la differenza tra le prime odi di Orazio, nelle quali dichiara il suo epicureismo e la sua totale indifferenza per gli affari di stato, le odi civili. Tentò anche di convogliare il femmineo genio di Properzio verso temi di interesse civile.

Tutto ciò non minò laffetto che provarono i suoi protetti per lui, poiché il fascino che esercitava sui letterati del suo circolo era cordiale e sincero: nella sua intimità, ammise sempre uomini di valore che trattò da eguali.

Probabilmente molta della sagacia di Mecenate si può riscontrare nelle Satire e nelle Epistole di Orazio.

Nessun altro patrono ebbe in sorte quello di legare il nome a delle opere eterne, come le Georgiche, i primi tre libri delle Odi, il primo libro delle Epistole.

                                     

3. Opere

Mecenate scrisse anche opere letterarie, sia in prosa che in versi: ci sono rimasti venti frammenti che dimostrano che come autore avesse meno successo che come protettore dei letterati. I suoi soggetti sono vari, De cultu suo una sorta di biografia ed il poema In Octaviam "Contro Ottavia" del quale non è chiaro il contenuto, ma che era stato ridicolizzato da Augusto, Quintiliano e Seneca per lo stile, luso di parole rare e per le goffe trasposizioni.

Secondo Dione Cassio, Mecenate fu anche linventore di un sistema stenografico.

                                     

4. Giudizio storico

Sebbene le opinioni sulla persona Mecenate fossero contrastanti, unanimi erano le testimonianze sulla sua capacità amministrativa e diplomatica, di fatti condivise il sogno di dare un nuovo ordinamento dellimpero, di conciliare le parti, di salvarlo dai pericoli.

Gli storici ritengono che, grazie alla sua influenza, la politica di Ottaviano fosse diventata più umana dopo la sua prima alleanza con Antonio e Lepido.

Latteggiamento assunto da Mecenate è divenuto un modello: numerosi sono i regimi che si sono avvalsi dellopera di artisti e di intellettuali per migliorare la propria immagine politica. Un esempio di mecenatismo fu quello di Cosimo il Vecchio de Medici 1389-1464 e di suo nipote Lorenzo il Magnifico 1449-1492, che raccolsero attorno a sé i più grandi talenti dellepoca.

                                     

4.1. Giudizio storico Eponimia

Il termine mecenate, in paesi come lItalia e la Francia, indica una persona dotata di potere o risorse che sostiene concretamente la produzione creativa di certi letterati e artisti.

Si parla di mecenatismo anche per il sostegno ad attività come il restauro di monumenti o il sostegno ad attività sportive e si usa inoltre il termine mecenate dimpresa per indicare un finanziatore di iniziative imprenditoriali con caratteristiche innovative e di rischio dalle quali non si aspetta un ritorno finanziario diretto.

                                     

5. Nella cultura di massa

Mecenate compare, inoltre, nel videogioco di ruolo per PlayStation 2 Shadow of Rome, dove è un alleato del giovane Ottaviano: Insieme scoprono infatti che Antonio è il responsabile della congiura del 15 marzo del 44 a.C. contro Giulio Cesare.

Mecenate è protagonista, assieme a Virgilio, del romanzo di Sebastiano Vassalli Un infinito numero, dove i due intraprendono un viaggio nel tempo nellantica Etruria.