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ⓘ Triplice Dea




Triplice Dea
                                     

ⓘ Triplice Dea

Nelle antiche mitologie indo-europee, varie dee o semidee costituivano triadi o erano singole divinità ma raffigurate in tre aspetti. Spesso era ambigua la distinzione tra le triadi le entità triplici, è il caso della dea irlandese Brigid le sue due sorelle, anchesse chiamate Brigid.

                                     

1. Origini del concetto di Dea triplice

Il termine Dea triplice fu popolarizzato da Robert Graves che constatò come larchetipo delle triadi di dee ricorresse frequentemente nelle mitologie indo-europee. Il tema della trinità della Dea è studiato nelle opere di Jane Ellen Harrison, A.B. Cook, George Thomson, Sir James Frazer, Robert Briffault e Jack Lindsay per nominarne alcuni. La Dea triplice fu anche studiata da psicologi studiosi degli archetipi come Kerenyi e Jung. Uno degli studiosi che ha trattato il tema più di recente è larcheologo Marija Gimbutas i cui studi sullEuropa antica hanno aperto nuove strade di ricerca.

La pubblicazione dei testi completi di antichi papiri dellEgitto greco-romano furono esempi esaustivi del fatto che molti concetti di solito erroneamente attribuiti agli studi di Graves, non furono in realtà concepiti da lui e misero in luce come il concetto della Dea triplice fosse ampiamente diffuso nelle culture antiche.

Nei testi la Selene a tre facce è identificata con le tre Grazie, le tre Moire, le tre Parche; spesso ci si rivolgeva ad essa con i titoli di parecchie dee:

Allinterno del poema è ampiamente descritta come giovane, portatrice di luce. figlia di Morn, come madre di tutto, prima ancora che gli dèi nascessero, e come dea del buio, portatrice di quiete. È esaltata in qualità di divinità suprema del tempo e dello spazio:

Il papiro rivela elementi dellEgitto greco-romano non solo presi dalla tradizione classica egiziana ma anche dalle culture della Mesopotamia e del Medio Oriente in generale. La triplicità della Dea, in questi testi, è uno dei tempi più ricorrenti.

Limmagine della Dea ha anche influenzato la poesia inglese. Da unopera di John Skelton:

La Dea triplice è inoltre un elemento caratterizzante dello Shaktismo, una forma di Induismo, in cui le tre entità di Sarasvati, Lakshmi e Kālī le loro sotto-manifestazioni sono tre aspetti di MahaDevi La Grande Dea e in questo caso esse vengono chiamate MahaSarasvati, MahaLaksmi, e MahaKali. Nel festival annuale di Navaratri, raffigurazioni della Dea triplice vengono portate in processione nelle città indiane e nelle comunità induiste del resto del mondo.

Il tema della triade appare anche nelle tradizioni folkloristiche medievali cristiane - in particolare con il culto delle Tre Marie.

In una delle ironie della storia religiosa, un santo, rinunciò alla sua religione dorigine per convertirsi al culto di una dea che poteva essere una e tre allo stesso tempo. Questo è riportato nel suo secondo libro, La città di Dio. Con il tempo scrisse un terzo libro, Sulla trinità, e divenne un fermo sostenitore della natura triplice della divinità.

Descrizioni delle relazioni tra la religione greca e la Dea triplice possono essere trovate in molti dei miti tradotti e pubblicati da Robert Graves nei libri I miti greci, La Dea bianca e Mammon e la dea nera. In Nellintroduzione del libro che scrisse con Idries Shah, intitolato, I Sufi offre una traduzione del mistico sufista, Ibn Arabi 1165-1240 che illustra come il concetto della Dea triplice era un tema ricorrente anche tra i Sufi medievali:

In questo libro, Robert Graves e Idries Shah analizzano le influenze che il Cabalismo medievale le credenze pre-islamiche ebbero sulle sopravvissute tradizioni pre-cristiane dellEuropa.

NellArabia pre-islamica un gruppo di tre dee chiamate le tre figlie di Allah era costituito da: al-Lat la dea, Uzza il potere la giovane, e Manat il fato la vecchia. Erano conosciute collettivamente anche come le tre gru.

Il nome al-Lat è conosciuto attraverso le opere di Erodoto in cui è presente nella versione Alilat.

Ma larchetipo della Dea triplice non si limita alle culture indo-europee, e può essere rintracciato anche in culture africane e asiatiche.

Immagini di dee triplici possono essere trovate anche in raffigurazioni paleolitiche. Le stanze del santuario di Çatalhöyük datate 7500 anni avanti Cristo contengono bassorilievi di una dea in tre forme.

                                     

2. I tre aspetti della Dea

I fedeli alla religione Wiccan e altre correnti neopagane credono che tempo prima della diffusione dei culti monoteistici, la Dea triplice impersonasse i tre aspetti della Dea Madre o Madre Natura, o Grande Dea, spesso erroneamente identificata con Gaia, la Madre Terra la Magna Mater romana.

I tre aspetti della Dea sono la Giovane, pura e rappresentazione del nuovo inizio; la Madre, generatrice della vita, disponibile e compassionevole; e la Vecchia Saggia, rappresentante il culmine della vita nella totale conoscenza ed esperienza. Questi aspetti rappresenterebbero il ciclo della vita: nascita, vita e morte, che si riproducono allinfinito in un cerchio continuo.

In alcune religioni neopagane che hanno inglobato il concetto della Dea triplice spesso i tre ruoli vengono assegnati a varie dee.

                                     

2.1. I tre aspetti della Dea La Giovane

La giovane rappresenta la nascita, lo sviluppo futuro, lincanto, il principio femminile. Dee identificate in questo aspetto possono essere: Brigid, Nimue, Durgā, Verdandi, e altre.

                                     

2.2. I tre aspetti della Dea La Vecchia

Rappresentante la saggezza, il riposo e la compassione può essere identificata con: Hel, Maman Brigitte, Oya Yansa, Skuld, Sedna, Kālī, e altre.

                                     

2.3. I tre aspetti della Dea Iconografia

In La dea bianca, Graves scrive:

Graves identifica il triplice aspetto della Dea con le tre fasi della Luna. Un errore frequente nelle scritture neopagane è la confusione della Luna nuova con la Luna crescente. Il termine Luna nuova si riferisce alla fase della Luna in cui essa è totalmente oscurata e non può essere confuso con la Luna crescente, la fase in cui avviene il passaggio da Luna nuova a Luna piena. Il disegno della triplice dea è anche usato come tatuaggio dalla Veggente quando intende rivelarsi. Questa figura, assimilabile per importanza al Papa cattolico, si tatua il simbolo sulla fronte quando ritiene che sia il momento di far sapere al mondo che è in carica.

                                     

3. Dee del destino

Un altro archetipo inter-culturale è quello delle tre dee del fato. Nella mitologia greca erano le Moire in quella nordica le Norne. La manifestazione della dea del fato in forme multiple è anche attestata in un papiro dellantico Egitto, in cui si descrive la nascita di un figlio come una grazia della Sette Hathor.

Nel folklore greco, è ancora diffusa la pratica di preparare, la sesta notte dopo la nascita, un tavolo basso con cibo e bevande per invitare il destino ad entrare nella casa per benedire il neonato. Una cerimonia simile è praticata in India, dove la dea che visita la casa è Sashthi la sesta. Persino nei racconti scandinavi ricorre la visita delle Norne in caso di nascite. Le raffigurazioni delle dee del fato sono spesso donne in vesti di sacerdotesse.

La concezione di una figura come quella dea triplice era molto diffusa in tutta Europa vedi anche Dea Matrona, inoltre dopo leradicazione del paganesimo, rimase ben presente e radicata nel folklore europeo basti ricordare la presenza di triplici Fate in numerose favole della tradizione, soprattutto in occasione della nascita di uno dei protagonisti e trovò un suo corrispettivo persino nella tradizione cristiana, con le fantomatiche Tre Marie, presenti al momento della nascita, morte e resurrezione di Cristo.



                                     

4. Lenneade

Unespansione del concetto di triade è lenneade, ovvero un gruppo di nove aspetti o nove dee, come ad esempio le nove Muse. Unenneade può essere anche costituita dallunione di tre triadi, come le Moire, le Grazie le Parche.

                                     
  • allevarla e dove costruì tre templi in suo onore, celebrando una triplice visione della dea bambina, moglie e vedova. EN Pausania il Periegeta, Periegesi
  • sopravvive in India e in Nepal, e i fedeli sono devoti principalmente alla dea Tripurasundarī, la Bella dei tre mondi La tradizione denominata Daksina - āmnāya
  • manifestano la Dea o il Dio o, in alcuni casi, semplici rappresentazioni che permettono all uomo di comprenderli. Nella teologia wiccan, la Dea triplice è la rappresentazione
  • stregoni. Nella religione Wicca, il Dio Cornuto e la sua controparte, la Dea triplice sono le principali divinità venerate. Il Dio Cornuto è ancora venerato
  • vede come madre delle Grazie proprio la dea della bellezza e fertilità, sia sessuale Afrodite è anche la Dea della vita sessuale sia vegetale non
  • abbassare o tirare giù la luna o Drawing down the Goddess Abbassare la Dea è una pratica Teurgica e rappresenta uno dei principali rituali di molte
  • suprema. In quest ultimo caso si vuole indicare nella Trimurti la forma triplice dell Essere supremo dell induismo, che si manifesta nelle tre divinità
  • Macha, dea della mitologia irlandese associata alla guerra, ai cavalli e alla sovranità membro del gruppo di Mórrígan. Mórrígan, Dea triplice della protostoria
  • in tal senso la triplice ripetizione della a Secondo lo stesso studioso, inoltre, Thalna, o Thalana sarebbe una divinità etrusca, dea della giovinezza

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