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ⓘ Dirigente (diritto del lavoro italiano)




                                     

ⓘ Dirigente (diritto del lavoro italiano)

Il codice civile italiano prevede allart 2095, tra le categorie di lavoratori subordinati, quella dei dirigenti, demandando alla legge e alle norme corporative la determinazione dei requisiti di appartenenza alla stessa. Poiché nessuna legge vigente determina tali requisiti le norme corporative non esistono più dopo la soppressione dellordinamento corporativo fascista, gli stessi vanno ricercati nella contrattazione collettiva.

Il ruolo del dirigente si caratterizza per:

  • lautonomia di cui gode nei confronti del datore di lavoro, sicché questultimo non opera una vigilanza immediata nei suoi confronti;
  • lelevata discrezionalità con la quale può assumere le sue decisioni.
  • i poteri di disposizione, coordinamento e controllo di cui è investito, che si estendono allintera azienda o ad una parte di essa;

Nella pratica non è sempre facile stabilire se un lavoratore rientrerebbe nella categoria dei dirigenti, soprattutto perché il confine tra la stessa e la categoria immediatamente inferiore dei quadri è piuttosto sfumato. Daltra parte talvolta la contrattazione collettiva fa rientrare nella dirigenza ruoli lavorativi privi di effettivo contenuto manageriale, come ad esempio alcune figure di professionals.

Lappartenenza o meno alla dirigenza ha un rilievo non indifferente per il trattamento giuridico del lavoratore giacché non mancano nel diritto del lavoro italiano norme riferite unicamente ai dirigenti. Tali norme delineano un trattamento in negativo rispetto a quello degli altri lavoratori, nel senso che il dirigente è sottratto allambito di applicazione di una serie di norme poste a garanzia del lavoratore. Tra le altre si possono ricordare le norme in materia di orario di lavoro, quelle in materia di contratti a tempo determinato e, soprattutto, quelle sul licenziamento individuale e collettivo. Al dirigente, infatti, non si applicano le norme limitative del licenziamento contenute nella legge 15 luglio 1966, n. 604 e nella legge 20 maggio 1970, n. 300 per cui è possibile nei suoi confronti il cosiddetto recesso ad nutum, non sorretto da giusta causa o da giustificato motivo, con lunico vincolo, posto dalla legge 11 maggio 1990, n. 108, della forma scritta dellatto di recesso, pena la sua inefficacia.

Si noti che:

  • nelle aziende medio-grandi i dirigenti possono spesso avere dei dirigenti come capi ovviamente questi hanno un ruolo più rilevanti e di vertice; ad esempio: il direttore di produzione risponde al direttore di stabilimento;
  • non sempre un direttore è un dirigente ad esempio i quadri con potere direttivo oppure i consulenti con carica di temporary manager e, daltra parte, molti dirigenti, di ruolo inferiore oppure operativo, non sono direttori.
  • nelle aziende medio-piccole, i dirigenti quando esistono rispondono tipicamente ad un membro del consiglio di amministrazione oppure, direttamente, al titolare;

Con sentenza n. 27464 del 22 dicembre 2006, la Cassazione estese per la prima volta la tutela reale fino a tutti livelli di dirigenza non apicali, pur con "distinguo" e limitazioni introdotti con sentenze successive. Con la sentenza n. 25201 del 7 dicembre 2016, la Cassazione ha stabilito limitatamente a un dirigente di primo livello che il datore può legittimamente licenziare anche con il motivo di ridurre i costi, aumentare la redditività e il profitto dellimpresa.

Il precedente costituito da questa sentenza non è automaticamente esteso ed applicabile a tutti agli altri livelli di inquadramento previsti dal codice civile e dai contratti collettivi per il rapporto di lavoro dipendente, tenuto conto:

  • dellelemento soggettivo fiduciario che limprenditore ha verso le prime linee dirigenziali in organigramma, ovvero un particolare e speciale rapporto fiduciario li sceglie direttamente e sono i suoi più stretti collaboratori, il quale una volta venuto a mancare legittima il recesso senza applicare la tutela reale;
  • di equità e di impatto sociale: la dirigenza ha obiettivi, retribuzione variabile di risultato e leve organizzative che la rendono la prima responsabile di profitti e perdite aziendali. Inoltre, la retribuzione e lindennità di licenziamento di un dirigente consentono a questi la "copertura" di un periodo pluriennale di disoccupazione, e al datore un risparmio sul costo del lavoro altrimenti ottenibile soltanto con un maggior numero di licenziamenti di impiegati/operai/quadri.
  • dellelemento oggettivo del danno economico e di immagine che un errore o dolo del livello dirigenziale possono recare allazienda;
                                     

1. La rappresentanza sindacale

Numerose organizzazioni sindacali e associazioni professionali sono attive, in Italia, nella rappresentanza dei dirigenti.

Per i dirigenti dei settori privati le principali sono: Dircredito settore bancario, Federmanager industria, Fenda agricoltura, Fidia assicurazioni e Manageritalia terziario.

Per i dirigenti del pubblico: Apvvf Vigili del Fuoco, Anp scuola, Associazione nazionale professionale per la ricerca Anpri, ricerca, Aupi psicologi, Cimo-Asmd medici ospedalieri, Direl Enti locali, Direr Regioni, Sindirettivo Banca DItalia e Unadis Ministeri.

Queste organizzazioni, insieme ad altre, sono riunite in due diverse confederazioni: Cida e Confedir-Mit.

                                     

2. Nella pubblica amministrazione

Nella pubblica amministrazione italiana un dirigente è un lavoratore dipendente dello stato o altro ente pubblico incaricato di dirigere un ufficio pubblico.

Ad un dirigente possono inoltre essere attribuite funzioni ispettive, di consulenza, studio e ricerca o la rappresentanza legale della propria amministrazione in contesti internazionali.

                                     
  • principale: Diritto del lavoro Il diritto del lavoro in Italia è quella branca del diritto italiano che si occupa del diritto del lavoro La disciplina
  • quadro indica, nel diritto del lavoro italiano una qualifica del lavoratore dipendente. I quadri costituiscono, assieme a dirigenti impiegati ed operai
  • Voce principale: Pubblica amministrazione italiana Un dirigente nella pubblica amministrazione italiana è un lavoratore dipendente di una amministrazione
  • Il rapporto di lavoro nell ordinamento giuridico italiano è il rapporto giuridico che ha origine dal contratto di lavoro ed è caratterizzato da molteplici
  • La Confederazione Generale Italiana del Lavoro CGIL è il più antico sindacato italiano Venne costituito con il Patto di Roma nel 1944, come continuazione
  • solo in caso di guasto ai sistemi. Capotreno Dirigente Centrale Dirigente Unico Rete Ferroviaria Italiana Altri progetti Wikizionario Wikimedia Commons
  • rapporto di lavoro deve rispondere alle norme più alte e generali del Diritto privato, in particolare il Diritto commerciale e il Diritto del lavoro Nel rapporto
  • datore di lavoro Non esiste nessuna definizione formale di lavoro dipendente nell ordinamento italiano L articolo 2094 del codice civile italiano rubricato
  • contratto di lavoro nel diritto del lavoro italiano è un tipo di contratto, regolato giuridicamente, stipulato tra un datore di lavoro persona fisica
  • Il dirigente scolastico, in Italia, è un dirigente della pubblica amministrazione italiana preposto al vertice di una istituzione scolastica autonoma