Indietro

ⓘ San Donato (Torino)




San Donato (Torino)
                                     

ⓘ San Donato (Torino)

È delimitato:

  • ad est da corso Principe Oddone quartiere Centro-Circoscrizione 1
  • a nord dal fiume Dora Riparia-corso Mortara quartiere Borgata Vittoria della Circoscrizione 5
  • ad ovest da corso Lecce/corso Tassoni nel quartiere Parella della Circoscrizione 4, con il quale condivide il sotto-quartiere del Campidoglio
  • a sud da corso Francia, a ridosso del quartiere Cit Turin Circoscrizione 3.
                                     

1. Storia

Il nome del quartiere lo si deve ad una chiesetta omonima, della quale si ha traccia soltanto durante il primo assedio francese della città del 1536, quando andò completamente distrutta. Fu in seguito soppiantata dalla più recente parrocchia Immacolata Concezione e San Donato nel 1855, questultima ancora danneggiata coi bombardamenti del 1943, e successivamente restaurata. Lantico borgo tuttavia sorgeva ben più ad est dellattuale, ovvero nellarea del centro storico compresa tra le vie Consolata, Garibaldi, Giulio ed il Corso Valdocco. Seppur esterno alle mura romane e medievali, cui era addossato sul perimetro rivolto alla città, era comunque difeso da una cinta muraria e da un fossato, munito di almeno due porte, una rivolta alla strada dellabbazia di S.Solutore Maggiore ed una rivolta alla strada romana che "tende" a Pozzo Strada. Un varco o pusterla, metteva in diretta comunicazione il borgo con i quartieri romani di Torino. Abitata sin dallepoca medioevale, larea fu popolata soprattutto da famiglie di soldati e da mercanti. La popolazione ebbe una drastica diminuzione durante la peste del 1630 e per le numerose guerre, ma dal Rinascimento in poi riprosperò. Il quartiere era irrigato dal Canale di Torino, una derivazione sia della Dora Riparia che del canale Ceronda, anche questultimo artificiale derivazione dellomonimo torrente a ovest di Torino ed oggi inesistente, e che seguiva il tracciato delle vie San Donato e Pacinotti. Il borgo era allora chiamato del Martinetto, nome dovuto ai martinetti azionati dallacqua del canale, ma gli fu poi ridato il nome originario san Donato soltanto a partire dal 1835. Allaltezza di via Capellina, il partitore chiamato Brusachoeur faceva derivare anche il canale artificiale detto del Valentino, che volgeva verso sud. A partire dallantico abitato, si sviluppò qui una borgata urbana, così descritta da Goffredo Casalis:

La vasta presenza di latifondi di proprietà religiosa, principalmente degli ordini di S. Agostino e Santa Chiara, attirò qui numerose iniziative caritative, come il Pubblico scaldatojo, l Istituto del Buon Pastore, l Istituto della Sacra Famiglia che accoglieva circa duecento orfane, la Casa di Sanità del dottor Casimiro Sperino e l Oratorio Femminile del teologo Gaspare Saccarelli. A tal proposito, il 30 gennaio 1855 il teologo Saccarelli otteneva dallarcivescovo Fransoni che la sua chiesa locale venisse costituita parrocchia. Larcivescovo volle che al titolo di San Donato venisse aggiunto quello dell Immacolata Concezione, che l8 dicembre 1854 papa Pio IX aveva appena proclamato come dogma. Nel 1883 fu edificato lOspedale Maria Vittoria, allincrocio tra via Cibrario e corso Tassoni, su terreni donati da Giuseppe Berruti, medico specialista in Ostetricia e Ginecologia, con lo scopo principale di farne un ospedale dedicato alla salute della donna e dei bambini; il progetto fu redatto dallingegnere Giuseppe Bollati, già creatore di Piazza Statuto, e linaugurazione avvenne nel 1885.

Lungo il XIX secolo si svilupparono alcune grandi industrie: proprio qui, nel 1865 i produttori dolciari Talmone-Caffarel-Prochet inventarono il celebre cioccolatino torinese giandujotto, nello stabilimento di via Balbis. Sempre nel settore dolciario, il borgo ospitò per decenni, in corso Regina Margherita angolo via Vicenza, lo stabilimento della Pastiglie Leone, ditta produttrice delle famose pastiglie-caramelle. Poco distante sorse il panettonificio "La Torinese", nonché antichi birrifici torinesi, come la "Bosio & Caratsch" di corso P. Oddone, 81 o la birra Metzger di via S. Donato,68, acquisite poi dal gruppo della famiglia veneta dei Luciano, proprietari della birra Pedavena, rispettivamente negli anni 1937 e 1951.

Inoltre, fino alla metà degli anni ottanta, le Ferriere Teksid e la Michelin, più altre officine varie, operarono lungo il tracciato di via Livorno, nellarea del quartiere a nord di corso Regina, detta Basso San Donato: questa fetta di quartiere rimase a lungo in ombra, per via appunto della presenza di fabbriche, che conferirono ad esso una connotazione popolare che tuttora conserva. Dapprima, nell’immediato dopoguerra, fu la meta preferita da gran parte degli emigranti veneti e friulani in cerca di fortuna nel capoluogo piemontese; poi anni 1960 di quel flusso, assai più massiccio, proveniente dalle regioni meridionali; infine, a partire dai primi anni novanta, soprattutto extracomunitari provenienti da Africa nord/sub sahariana ed negli anni più recenti dall’Est Europa: tuttora costituiscono una cospicua fetta di popolazione della zona. Molte delle sopracitate industrie trasferirono le loro attività altrove, le aree dismesse furono oggetto di radicali riconversioni in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino, assumendo il nome di zona Parco Dora. A ovest del quartiere poi, nella sottozona detta del Campidoglio, si trova il Sacrario del Martinetto, unarea di interesse storico situata in Corso Appio Claudio angolo Corso Svizzera. Prende il nome dal precedente denominazione del quartiere, e fu un tiro a segno dal 1883. Tuttavia, fu tristemente utilizzato durante la seconda guerra mondiale, come luogo di esecuzione di più di sessanta tra partigiani e antifascisti tra il 1943 e il 1944.

Importante sito storico dellepoca rimane altresì un rifugio antiaereo in Piazza Risorgimento, ampio 700 m², alla profondità di 12 mt. e che poteva accogliere ben 1500 persone: restaurato e ripulito nel 1995, è aperto al pubblico ogni anno durante le celebrazioni della festa della Liberazione.

In Via Cibrario 16, nel febbraio 1983, avvenne il tristemente noto incendio del Cinema Statuto, ricordato da una lapide di unaiuola poco distante, su largo Cibrario.

                                     

2. Architettura

Gli edifici storici del quartiere sono relativamente recenti inizio XIX secolo, eccetto il più antico nucleo di case situato a metà della via, costituito principalmente da villini signorili in raffinato stile liberty torinese come, ad esempio, Palazzo Molinari, in via San Donato, 27, e il palazzo Forneris, in via san Donato, 32, già Villa e casale del Sig.re Argentero e rimaneggiato da Barnaba Panizza nel 1859, e il Villino Cibrario, progettato sempre da Barnaba Panizza nel 1841, ancora visibile al civico 15 di via Saccarelli. Da ricordare anche Villa Gualtieri, in via san Donato,10. Altri villini furono invece progettati dellarchitetto Pietro Fenoglio. Il più prestigioso e meglio conservato è Casa Fenoglio-Lafleur, in via Principi dAcaja 11, angolo corso Francia. Poco distante, sempre su corso Francia, è degno di nota anche il Villino Raby. Si trovano ulteriori esempi di dimore alto borghesi come Villa Boringhieri nellultimo tratto di via San Donato, mentre in via Piffetti e in via Durandi si possono notare altri esempi interessanti di Liberty e neogotico. Più a nord, la via Livorno, alla quale si accede, dopo via Ascoli, alla zona Basso San Donato, partendo dalla Chiesa delle Stimmate di San Francesco, che fu eretta nel 1926-1929.

                                     

2.1. Architettura Chiese

La chiesa storica del quartiere rimane, appunto, la Parrocchia dellImmacolata Concezione e San Donato, eretta nel periodo 1883-1886 dalling. Simonetta di Rivoli, con impianto a croce latina, imitando, in scala ridotta, la Basilica di SantAndrea della Valle a Roma. La chiesa, situata in via San Donato, 19, è il risultato dellampliamento del preesistente comprensorio dellIstituto della Sacra Famiglia, di cui rimane anche la Cappella "DOM SACRAE FAMILIAE DICATUM", al civico 15, evidentemente non più sufficiente a reggere lincremento demografico di quegli anni. La facciata della chiesa, in raffinato stile neogotico, fu realizzata più tardivamente dalling. Enrico Ruffoni, nel periodo 1900-1906. Nella lanterna della cupola che sovrasta il transetto, è raffigurata la Madre di Dio con in graccio il Gesù Bambino Pantocratore. Il campanile retrostante fu completato soltanto nel 1874, ma senza la lanterna sovrastante, che invece fu aggiunta nel periodo 1883-1885.

Proseguendo via San Donato, al numero 31, è presente lIstituto Suore Minime di Nostra Signora del Suffragio, comprendente anche la chiesa di Santa Zita, eretta nel periodo 1866-1881 con il campanile più alto e sottile della città, progettato dal beato architetto Francesco Faà di Bruno il quale, nella Torino risorgimentale, fu un personaggio poliedrico. Il piccolo edificio situato nelle vicinanze della chiesa, è ciò che rimane di Casa Tartaglino, un piccolo edificio residenziale, ampliato e modificato poi dallo stesso Faà di Bruno.

Durante le due guerre mondiali, tutta la zona venne risparmiata, fatta eccezione per qualche sporadico bombardamento. Nel dopo guerra la zona subì un riammodernamento e furono costruiti nuovi edifici tra cui la Torre BBPR, lunico edificio post-razionalista di scuola milanese presente in città, che svetta in piazza Statuto.



                                     

3. San Donato oggi e Spina 3

La parte storica sud del quartiere è rimasta pressoché invariata: sorge qui la Piazza dei Mestieri, in via Durandi angolo via San Donato, birrificio e centro polivalente degli anni 2000 nonché polo ricreativo-culturale, come esercizio per barman e cuochi, ristrutturato dal vecchio edificio della fabbrica conciaria dei Fratelli Fiorio, anticamente progettata dallarchitetto Pietro Fenoglio.

La parte nord del quartiere il Basso San Donato fu invece riconvertita nella Spina 3, unampia zona di Torino inserita nel contesto dellancor più vasta opera di trasformazione urbana nota come Spina Centrale, i cui cantieri partirono intorno allanno 2000. La Spina 3, oltre che San Donato, coinvolse anche i vicini quartieri di Borgata Vittoria e Madonna di Campagna.

Un intervento massiccio fu eseguito nellarea delle ex Ferriere-Teksid, tra il corso Ottone Rosai e il fiume Dora: su questi terreni fu eretto il centro commerciale Parco Dora comprensivo di cinema multisala e, ad est di via Livorno, il cosiddetto Environment Park, un parco scientifico-tecnologico sede di uffici e dellassessorato provinciale per lambiente. Nel 2003, fu attivato il cantiere per la realizzazione del Passante Ferroviario su corso Principe Oddone.

Levento dei Giochi di Torino 2006 ha inoltre contribuito alla trasformazione di questa porzione di quartiere dando vita a uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana. A completamento dellambizioso e radicale processo di riqualificazione è stata abbattuta anche la poco amata e sempre discussa sopraelevata di corso Mortara, consentendo al quartiere di ricongiungersi ai confinanti quartieri Borgata Vittoria e Madonna di Campagna tramite la realizzazione di un sistema di rotonde, sottopassi stradali ed un nuovo ponte sulla Dora, in attesa di intitolazione. Nei prossimi anni saranno ultimati i lavori di piantumazione di Parco Dora, e la riqualificazione dell’area compresa tra corso Principe Oddone e via Savigliano.

                                     

4. Street Art nel quartiere

Nel corso del 2013 è stato inaugurato un grande "murales" dellartista californiano Augustine Kofie sulla parete esterna del restaurato Istituto "Richelmy", ora adibito a Residenza Sanitaria Assistenziale e precedentemente Istituto Salesiano di insegnamento.

                                     

5. Personalità rilevanti del quartiere

  • Il 13 febbraio 1983, in Via Cibrario, 16 avvenne lincendio del Cinema Statuto, ricordato da una lapide di unaiuola poco distante, su Largo Cibrario
  • Lattore Erminio Macario fece le prime rappresentazioni di prosa leggera al vecchio Circolo San Donato, negli anni 1918-1919.
  • Lattore Lino Capolicchio, nato a Merano, trascorse linfanzia e ladolescenza nel borgo, abitando con la madre e il fratello in via Pier Dionigi Pinelli.
  • Pur essendo nato a Sassuolo, con il trasferimento della famiglia a Torino, anche il noto giornalista e scrittore Vittorio Messori trascorse linfanzia e ladolescenza in un edificio al civico 18 di Via Sobrero.
  • In Via Principessa Clotilde 31 visse Omar, uno dei figli del celebre scrittore Emilio Salgari, morto anchegli suicida come il padre il 5 novembre 1963.
  • Renzo Ozzano il Rossini di Febbre da cavallo, nacque e visse in questo quartiere.
  • Nella stessa via Pinelli, al 71, vi era la sede la Società Teosofica Italiana - succursale torinese, oggi trasferitasi in C.so R. Margherita, 195
  • Lattrice Caterina Boratto nacque e visse i suoi primi anni in questo quartiere.
  • Il musicista e discografico Happy Ruggiero nacque in via Cibrario e visse per anni in piazza Barcellona, prima di trasferirsi ad Asti.
  • Sempre in Via Cibrario, vi è la casa degli ultimi anni e dove morì il poeta Guido Gozzano; sui muri esterni del palazzo, una lapide lo ricorda.
  • Il pianista, compositore e direttore dorchestra italiano Ezio Bosso è nato e cresciuto in via Principessa Clotilde.
  • Ha abitato per anni in via Cibrario, ed ora abita in corso Francia, il celebre paroliere e scrittore Franco Clivio.
  • Riccardo Miniggio il "Ric" della coppia di attori comici Ric e Gian abitò in via Cibrario, proprio di fronte al Cinema Statuto.
  • Luciana Littizzetto, i cui genitori, originari di Bosconero TO, gestirono per anni una latteria di Via San Donato, abitò per alcuni anni in Via Vidua, 2.
  • In via San Donato abita la scrittrice e giornalista Giuditta Dembech.
  • Il direttore dorchestra e compositore Egidio Storaci, autore della storica sigla del telegiornale RAI, che abitava in via Goffredo Casalis
  • Abitarono in Via Cibrario i fratelli Mulassano, fondatori e titolari del celebre Caffè di Piazza Castello.
  • Tra il 1975 e il 1983 don Mario Operti, noto per aver fondato nel 1995 il progetto Policoro, operò come viceparroco nella parrocchia dellImmacolata Concezione aggregando numerosi giovani attorno ai gruppi della GiOC.
  • In via Pinelli, 39 visse gli ultimi anni della sua vita fino alla morte nel 1965 la ballerina e cantante di café-chantant Emma Sanfiorenzo.
  • Il cardinale Carlo Maria Martini fu battezzato nella parrocchia Immacolata Concezione di via San Donato, e trascorse infanzia e adolescenza nel quartiere: la città gli ha dedicato una targa al numero 19 di via Cibrario, con cerimonia tenutasi il 25 settembre 2015 alla presenza del Sindaco
  • Sempre in via Cibrario, al n° 114, abitò il produttore discografico Ivo Lunardi, scopritore de La Strana Società.
  • Nel quartiere visse il giovane studente Ciriaco Saldutto, di cui il cantautore Ivan Della Mea raccontò la vicenda nella nota canzone Ballata di Ciriaco Saldutto.
  • Vincenzo Lancia, fondatore dellomonima industria automobilistica, visse in Via Beaumont 5.


                                     

6. Servizi

Oltre la già citata Piazza dei Mestieri, sia in Via Cibrario che in Via San Donato sono presenti numerosi esercizi commerciali. Nella zona ci sono anche quattro scuole:

  • la Scuola Elementare Boncompagni
  • la Scuola Media Pacinotti
  • la Scuola Elementare Gambaro
  • l Istituto Tecnico Superiore Internazionale.

In via Le Chiuse, ha sede la storica Cooperativa Consorzio Valdocco, che si occupa di animazione oratoriale e volontariato sociale. Nella stessa via, al civico 14, si trova il Circolo Cooperativa Valpiana succursale della Fondazione Difesa dei Fanciulli, con la mensa pubblica "La Zanza".