Indietro

ⓘ Influenza culturale di Dante Alighieri




                                     

ⓘ Influenza culturale di Dante Alighieri

L influenza culturale di Dante Alighieri consiste nella ricezione che la produzione poetica di Dante Alighieri ha avuto in Italia e nel resto del mondo nel corso dei secoli, subendo fasi alterne di apprezzamento e di aperta ostilità da parte dei critici e degli artisti italiani e stranieri. Già a partire dal XIV secolo, la Divina Commedia aveva avuto una vasta e favorevole ricezione da parte del pubblico, constatazione che si può ricavare dai vari codici conservati, tra i quali troviamo unautografo di Giovanni Boccaccio. Conosciuta e apprezzata nel corso del 400, la produzione dantesca cominciò quindi a diffondersi anche in Spagna, Francia, Inghilterra e Germania, conoscendo una popolarità che durerà fino agli anni 30 e 40 del 500, quando infine il letterato Pietro Bembo escluse Dante dai modelli dimitazione letteraria. In seguito, con la Controriforma, Dante conobbe anche la censura ecclesiastica per via del trattato "filo-imperiale" De Monarchia, iscritto nellIndice dei libri proibiti. Ignorato o addirittura disprezzato nel 700, Dante ritrovò il favore dei critici e del pubblico nella stagione romantica, per via della forte religiosità, delle immagini poetiche ricche di pathos sentimentale e, anche, del messaggio politico adottato dal Risorgimento. Il magistero critico-letterario poi del critico Francesco De Sanctis consacrò Dante quale modello daltissima poesia e simbolo nazionale, dando così inizio ad una lunga stagione di critica letteraria e una progressiva diffusione dellopera dantesca presso gli italiani, grazie ad iniziative commemorative e allo studio scolastico della Commedia. Contemporaneamente alla riscoperta di Dante da parte degli intellettuali italiani romantici, ci fu un rinnovato interesse per la sua figura e la sua poetica nei restanti Paesi europei e, a partire dal XX secolo, anche extraeuropei. Con la nascita della cultura di massa e lo sviluppo dei mezzi di comunicazione nella seconda metà del secolo scorso, la Commedia e luniverso poetico dantesco sono stati divulgati anche al di fuori degli ambienti filologici e letterari, approdando nel cinema, nella fumettistica e nel mondo dei videogiochi.

                                     

1.1. Storia della critica e filologia dantesca I primissimi commentatori della Commedia: dagli anni 20 a quelli 40

Già allindomani della sua morte, Dante fu celebrato quale grande poeta e filosofo: presso il pubblico, grazie a degli aneddoti raccontatici da Boccaccio nel suo Trattatello in laude di Dante e più tardi dal novelliere Franco Sacchetti, era già osannato per laffresco umano e drammatico narrato nella cantica dell Inferno, reso pubblico a Verona nel 1315. Primi cultori della memoria dantesca furono i suoi stessi figli Pietro e Jacopo buona parte del commento di questultimo è contenuto nel Codice Palatino 313, conservato presso la Biblioteca Nazionale di Firenze, autori di alcuni commentari finalizzati alla spiegazione del messaggio paterno, Jacopo della Lana, Graziolo de Bambaglioli e Benvenuto da Imola. Significativi furono anche i commentatori pisani al testo della Commedia, quali Guido da Pisa e Francesco da Buti: il primo risalente già agli anni 30 e 40; il secondo, alla seconda metà del XIV secolo. Oltre a questi, ci sono giunte esegesi di commentatori anonimi, quali l Ottimo fiorentino. Nellarea ligure, il copista Antonio da Fermo trascrive lintera Commedia nel 1336, il cosiddetto Manoscritto Landiano ; tra il 1337 e il 1348 circa, a Firenze vengono trascritti centinaia di codici dellopera dantesca grazie agli sforzi di Francesco di Ser Nardo da Barberino Codice trivulziano prima, e di Francesco da Barberino poi, preparando così il terreno per la propaganda boccacciana degli anni successivi.

                                     

1.2. Storia della critica e filologia dantesca Petrarca e Boccaccio

Bisognerà però aspettare Giovanni Boccaccio prima che si arrivi alla diffusione propagandistica dellopera e della figura umana di Dante. Considerato come esempio sommo di virtù e suo maestro stilistico fin dalla prima giovinezza, Dante fu esaltato da Boccaccio nel Trattatello in laude di Dante rielaborato in più fasi negli anni 50 e 60, opera che segue il genere agiografico e anche enciclopedico. Boccaccio fu anche un raccoglitore delle memorie dantesche, copiando tre codici della Commedia, visitando Forlì nel 1347/48 e incontrando personalmente la figlia Antonia/suor Beatrice a Ravenna, in una missione diplomatica del 1350. Di tuttaltro avviso fu invece Francesco Petrarca, che mostrò sempre un sentimento di insofferenza e incomprensione nei confronti dellAlighieri: insofferenza perché popolare e amato, incomprensione per la distanza culturale tra i due uomini. Questo legame così teso, basato su di una cordiale ostilità, è espresso appieno dalla Familiare XXI, 15, in cui il poeta aretino risponde ad una missiva dellamico Boccaccio sui rapporti tra lui e Dante. Petrarca afferma che egli non può provare odio per un uomo che conobbe fanciullo e disprezzo per la sua produzione volgare, campo ove anzi Dante eccelle sopra chiunque altro. Daltro canto, però, Petrarca riafferma la sua preferenza per la lingua latina, in quanto il volgare è più facilmente manomissibile da parte del pubblico e che, scrivendo in volgare, rischi di diventare un imitatore e nientaltro. Ciò nondimeno, linfluenza dantesca nella sua produzione poetica volgare quindi in referimento al Canzoniere e ai Trionfi, questi ultimi scritti in terzine dantesche è significativa, tanto che ha spinto Marco Santagata a parlare di "Dante in Petrarca".

                                     

1.3. Storia della critica e filologia dantesca La Commedia sbarca in Inghilterra. Chaucher

I primi influssi danteschi nella produzione letteraria europea giunsero nella seconda metà del XIV secolo. Per quanto riguarda lInghilterra, il nome di Dante cominciò ad essere conosciuto allorché il letterato inglese Geoffrey Chaucer 1340-1400 ca compì un viaggio in Italia, entrando così in contatto con il mondo letterario nostrano. Nonostante il suo modello principale risultò il Decameron di Boccaccio, Chaucer rimase fortemente colpito dallalta poesia dantesca, definendo il Sommo Poeta "The grete poete of Itaille– that highte Dant e il suo punto più basso: nel periodo dal 1596 al 1702 si ebbero solo tre edizioni della Commedia e nessun commento". Inoltre, bisogna ricordare come Dante, durante la Controriforma, subì una serie di censure per i toni anticlericali assunti allinterno delle sue opere, in special modo il De Monarchia, in cui si nega quella plenitudo potestatis cui il pontefice aspirava di assumere, scavalcando il ruolo dellimperatore.



                                     

1.4. Storia della critica e filologia dantesca LEuropa

Nei primi secoli delletà moderna, il culto dantesco raggiunse anche gli altri Paesi europei. Per tale processo di diffusione bisogna ricordare non soltanto la visita che letterati e intellettuali compirono in Italia, ma anche loperato di italiani che si recarono allestero, patrocinando la diffusione dellopera dantesca. Infatti, la Commedia arrivò sulla scena internazionale grazie al frate francescano Giovanni Bertoldi da Serravalle il quale, su richiesta di alcuni padri conciliari riunitosi a Costanza tra il 1414 e il 1417, tradusse e commentò in latino la Commedia. Questo fatto permise una prima diffusione della conoscenza di Dante presso i prelati di Inghilterra, Germania e Francia.

                                     

1.5. Storia della critica e filologia dantesca La Francia

La Francia, dopo aver avuto una conoscenza pressoché superficiale e limitata dellAlighieri, cominciò a manifestare un più vivo e diffuso interesse a partire dalla prima campagna italiana di Carlo VIII. Nel corso del XVI secolo, infatti, lamore che Margherita di Navarra e il fratello e sovrano Francesco I nutrirono per il poeta fu dovuto alla presenza di un codice della Commedia nella loro biblioteca paterna: entrambi provvidero a fornire le biblioteche reali di manoscritti danteschi. La città di Lione, centro frequentato da mercanti italiani specialmente fiorentini, contribuì al radicamento dei versi danteschi in terra di Francia, favorendo la nascita della Scuola di Lione. Con la diffusione delle teorie bembiane, i letterati francesi della Pléiade seconda metà del secolo raffreddarono il loro interesse per il poeta; nonostante ciò, nel 1577 Jacopo Corbinelli pubblicò a Parigi la prima edizione del De vulgari Eloquentia, mentre nel 1596 fu tradotta in francese la Commedia ad opera di Balthasar Grangier. Nel corso del classicismo francese, che toccò il suo culmine sotto Luigi XIV, la cultura straniera fu messa da parte a favore di quella nazionale.

                                     

1.6. Storia della critica e filologia dantesca LInghilterra

Dopo Chaucher, la memoria dantesca cadde nelloblio, favorita in ciò anche a causa della guerra dei centanni prima e delle due rose poi che minavano la stabilità politica inglese: solo in John Lydgate abbiamo dei ricordi danteschi. Neanche nel primo rinascimento inglese ci sono significative riscoperte dantesche. Bisognerà aspettare letà elisabettiana prima di vedere una parziale traduzione di passi danteschi in inglese ad opera di William Barker nel The Fearful Fansies of the Florentine Couper, ma lindifferenza mostrata da Marlow e Shakespeare sono prova ancora di una generale apatia del mondo intellettuale britannico. La situazione cambiò radicalmente nel XVII secolo con il principale poeta inglese di quel secolo, John Milton che, in seguito ad un viaggio compiuto a Firenze tra il 1638 e il 1639, si ispirò alle immagini ultraterrene dell Inferno per il suo Paradise Lost.

                                     

1.7. Storia della critica e filologia dantesca Spagna

In Spagna, il Cancionero de Baena e Fernán Pérez de Guzmán 1377/79-1460 rappresentano i due principali esponenti del filone del dantismo in quella terra. La prima edizione della Commedia in prosa castigliana avverrà sotto la mano di Enrique de Aragón e risulterà fondamentale in quanto sarà lunica versione disponibile in tale idioma fino al XIX secolo. Sorprendente è invece ledizione catalana in terzine dantesche ad opera di Andreu Febrer 1429, in quanto è tra le prime se non la prima traduzione al di fuori dei confini italiani. Per assistere alla massima fioritura del dantismo in Spagna bisognerà aspettare gli anni a cavallo tra il 400 e il 500, grazie ai poeti Diego Guillén de Ávila? -?, Juan de Mena 1411-1456, Pedro Fernàndez de Villegas 1453-1536 e Juan de Padilla 1468-1522?, ma il connubio tra il giudizio espresso da Bembo e linfluenza dellInquisizione favorì il progressivo disinteresse verso Dante, sentimento che perdurerà fino al romanticismo.



                                     

1.8. Storia della critica e filologia dantesca Germania

Diverso percorso fu quello tedesco. Il Liber Chronicarum di Hartmann Schedel 1440-1514 fu il primo libro a dare informazioni precise sulla vita e lopera di Dante, e lo Schedel fu il primo ad avere insieme allumanista e patrizio di Norimberga, Willibald Pirckheimer un codice italiano della Commedia. Se negli altri Paesi, a causa dei motivi prima esposti, linteresse per Dante scemò progressivamente, in Germania il filone antipapista e anticlericale di alcuni suoi passi ne favorì invece unenorme diffusione. La Riforma, infatti, si innamorò del Dante del De Monarchia, grazie alla propaganda dellumanista italiano convertito presto al luteranesimo Mattia Flacio Illirico. Nel corso del secolo successivo, la Germania luterana riscopre il Dante della Commedia, quando cominciarono a circolarone le prime traduzioni in tedesco.

                                     

1.9. Storia della critica e filologia dantesca Dante e il Secolo dei Lumi

Dante non conobbe una buona accoglienza durante lIlluminismo, sia in Italia che in Europa. In Italia, per esempio, si ebbero le Lettere Virgiliane di Saverio Bettinelli 1757, considerato un "vero e proprio pamphlet contro la Commedia" dove il gesuita affermò sprezzante: "Sia posto tra i libri di erudizione, e della Commedia si lascino solo taluni pezzi che, raccolti e, come meglio si può, ordinati, formino non più di cinque canti". Lo stesso atteggiamento fu tenuto dal gesuita Pompeo Venturi il quale, in unedizione della Commedia del 1749, rimproverò Dante per il suo atteggiamento ostile nei confronti del papato e del potere temporale. Ci furono, però, anche voci contrarie: Giambattista Vico, per esempio, continuò a glorificare la memoria dantesca, e così fece anche il frate francescano Baldassarre Lombardi, che curò unimportante edizione del poema dantesco nel 1791. Lo stesso discorso vale anche per il veronese Giovanni Jacopo Dionisi, anche lui curatore della Commedia nel 1795 e celebre per la sua querelle a distanza col Lombardi sullinterpretazione allegorica dantesca.

Se la Spagna rimase sulle posizioni antidantesche del Seicento e lInghilterra non assorbì ancora la passione che scosse la poetica di Milton, la temperie culturale razionalista e illuminista rifiutava il Dio medievaleggiante, emblema delloscurantismo religioso di quellepoca. Il più fiero critico di Dante fu, non a caso, il filosofo francese Voltaire che, nella sua Suite des mélanges, scrisse:

                                     

1.10. Storia della critica e filologia dantesca In Italia

A partire dallo Sturm und Drang e dalla ricezione delle prime istanze romantiche in Italia, il culto di Dante si ravvivò: la passionalità, gli episodi drammatici dell Inferno e il pathos scaturito dalle Rime e dalla Vita Nova, decretarono Dante quale poeta per eccellenza della nuova letteratura romantica. Già Vittorio Alfieri e Ugo Foscolo, con la loro letteratura impregnata di sapore fortemente biografico, esaltarono lesule nei loro versi: il primo ne apprezzò la poetica, basata sull "altamente pensare e di robustissimamente scrivere" ; il secondo, oltre al celebre epiteto tratto dai Dei sepolcri, paragonò Dante "a un gran lago circondato di burroni e di selve sotto un cielo oscurissimo, sul quale si poteva andare a vela in burrasca" e lo celebrò quale "padre degli esuli". Gli stessi scrittori più vicini alla temperie neoclassica, quali Giuseppe Parini e Vincenzo Monti, ne celebrarono la memoria in quanto esempio di virtù civica e di poesia altissima. Fu, però, dopo il 1815 e la Restaurazione, che Dante assurse a simbolo stesso dellitalianità in lotta contro loppressore austriaco. Oltre ai connotati propri del romanticismo, dunque, Dante divenne simbolo del Risorgimento ed immagine artistica in ogni campo: dalla musica Gaetano Donizetti si ispirò a Pia de Tolomei e al Conte Ugolino per le sue opere, mentre Saverio Mercadante alla tragica vicenda di Francesca da Rimini allarte visiva con Francesco Hayez, fino alla letteratura. In questultimo ramo, esplicative di tale amore per Dante furono la canzone di Giacomo Leopardi Sopra il monumento di Dante che si preparava a Firenze, il commento sulla Commedia di Niccolò Tommaseo e la tragedia di Silvio Pellico Francesca da Rimini.



                                     

1.11. Storia della critica e filologia dantesca Francia

La corrente romantica portò la poesia dantesca ad essere apprezzata e amata in ogni parte dellEuropa che, fino ad allora, laveva guardato con diffidenza. In Francia, a partire dagli anni dopo la Restaurazione, gli esuli politici italiani contribuirono a tenere lezioni su Dante, contribuendo alla diffusione delle terzine dantesche e favorendo così la loro traduzione in versi. Di queste, la più importante fu senza dubbio quella operata da Antoine Deschamps nel 1827. Centrali furono poi le lezioni, tenute entrambe alla Sorbona, da Abel-François Villemain e da Claude Fauriel. Il clima romantico francese proseguirà anche nella seconda metà del secolo, grazie alle celebri incisioni di Gustave Doré, La barca di Dante di Eugène Delacroix e a nuove traduzioni, nonostante si facessero presenti voci più critiche della poetica dantesca, quali quelle del Sainte-Beuve.

                                     

1.12. Storia della critica e filologia dantesca La Gran Bretagna

Anche in Inghilterra Dante fu oggetto di una grande riscoperta da parte dei letterati inglesi. In primo luogo, fondamentale è il ruolo svolto nella fase pre-romantica da William Blake nel recuperare la dimensione onirica e profetica di Dante nei dipinti sulla Commedia, e dalla traduzione dell Inferno ad opera di Henry Boyd, nel 1785 da Henry Francis Cary, che tradusse la Commedia tra il 1797 e il 1812. I romantici veri e propri testimoniarono il loro amore per Dante in maniera incondizionata: Coleridge, Wordsworth, Byron e Shelley imitarono il poeta soprattutto nella lirica amorosa, riconoscendone uno spirito affascinante e misterioso al contempo. La propaganda romantica influenzò, seppur in forma meno preponderante, la cultura dellEtà Vittoriana: i cicli pittorici dei Preraffaelliti e l Ulysses di Alfred Tennyson sono debitori della figura di Dante.

                                     

1.13. Storia della critica e filologia dantesca Gli altri Paesi

La Spagna "riscoprì" Dante dal 1823, quando la rivista romantica "El Europeo" ne diffuse la poetica presso gli intellettuali spagnoli, sancendone il definitivo apprezzamento da parte della critica ispanica: Manuel Milá y Fontanals 1818-1884, nel 1856, si dedicò allindagine della natura poetica del fiorentino, mentre José Amador de los Ríos 1818-1878 e Marcelino Menéndez Pelayo 1856-1912 indagarono i debiti danteschi della letteratura castigliana. Nel corso della seconda metà dell800, si segnalano Gustavo Adolfo Bécquer e Gaspar Núñez de Arce 1834-1903 quali maturi imitatori delle terzine, le traduzioni in prosa della Commedia di Manuel Aranda y Sanjuán 1868, ed in versi del Conde de Cheste 1879.

La Germania, anchessa interessata fino al 700 inoltrato ad una conoscenza frammentaria e critica di Dante, fu profondamente attratta dalla mistica dellAlighieri. Grazie ad August Wilhelm von Schlegel e alla sua pubblicazione dellarticolo "Akademie der schönen Redekünste" nel 1791, la Commedia divenne il prototipo della poesia per eccellenza, spingendone la traduzione ad opera di Karl Ludwig Kannegiesser e di Adolf Friedrich Karl Streckfuss ed influenzando così anche la filosofia idealista di Schelling e di Hegel. Importantissimi furono gli studi storico-filologici compiuti da Karl Witte, la cui figura dominò gli studi danteschi fino al 1883, anno della sua morte.

                                     

1.14. Storia della critica e filologia dantesca La critica letteraria italiana tra 800 e 900

Nel secondo Ottocento, la nascita della storiografia letteraria con Francesco De Sanctis diede sfogo alla vena interpretativa degli intellettuali italiani lui contemporanei: Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli e i membri della Scuola storica scrissero numerosi articoli sul poeta.

                                     

1.15. Storia della critica e filologia dantesca De Sanctis

Per il padre della storiografia letteraria italiana, il napoletano Francesco De Sanctis, la Commedia è intesa come un microcosmo: il viaggio nellOltretomba per Dante è espressione di vita concreta e reale, finalizzata alla redenzione finale dellumanità. De Sanctis, comunque, osserva che limpalcatura allegorica della Commedia ha delle crepe: lallegoria, infatti, rischia di tradire sia il figurato che il figurante, in quanto non riesce a trovare una sua connotazione fissa. Se questa figura retorica riesce a mantenersi in piedi nei personaggi della classicità, portatori di un determinato valore morale come Virgilio, allegoria della ragione, in Beatrice allegoria della teologia la figura umana torna a farsi sentire, occultando il valore teologico di cui si fa portavoce. De Sanctis, riassumendo, non apprezza le digressioni filosofico-teologiche e lallegoria dominante, ma riconosce il picco più alto dellespressione artistica e fantasiosa che mai la letteratura abbia prodotto. Pertanto, la Commedia, non è un tempio greco, in cui larte si manifesta liberamente senza impedimenti, ma un tempio gotico, in quanto gli elementi ante citati non si profondono in unopera semplice e puramente artistica.

                                     

1.16. Storia della critica e filologia dantesca Pascoli

La critica pascoliana su Dante si concentra nei saggi Minerva Oscura 1898, Sotto il velame 1900 e La mirabile visione 1902. In queste tre esposizioni critiche, che non trovarono una accoglienza entusiasta da parte della commissione esaminatrice, Pascoli parte alla ricerca del simbolismo numerale su cui si regge lintero impianto strutturale della Commedia, imperniato sul numero sette, e sul valore allegorico che, appunto, la rende "oscura". Ruolo importantissimo per lo sviluppo narrativo dellopera e per la redenzione dantesca viene svolto da Matelda, in quanto simbolo dellarte: passando dallo stato di ferinità in cui versa luomo lInferno, Dante, aiutato da Virgilio la Ragione, ritorna alla purezza originaria dellarte per ascendere alle glorie celesti, con lausilio di Beatrice.

                                     

1.17. Storia della critica e filologia dantesca Linfluenza nella letteratura

Linteresse per Dante non scemò neanche nel corso del XX secolo. Dopo le interpretazioni Clemente Rebora e di Giuseppe Ungaretti, dal Montale del Le occasioni, in cui cè la frequente ripresa di termini e formule del Dante lirico e del Dante della Commedia, specialmente per quanto riguarda la comparsa improvvisata della donna amata. Contemporaneo di Montale fu il poeta ermetico Mario Luzi, che ha utilizzato più volte temi danteschi e in particolare "purgatoriali", come ad esempio nella lirica La notte lava la mente. Nel secondo Novecento, tra i più significativi imitatori danteschi troviamo, in primo luogo, Primo Levi di Se questo è un uomo, si trovano numerosi riferimenti alla discesa dantesca agli Inferi: uno dei capitoli lundicesimo, intitolato Il canto di Ulisse è inoltre strutturato come una ripresa del viaggio di Ulisse nel canto XXVI dell Inferno, che Levi ripete a memoria mentre è ai lavori forzati, con il fine di risparmiare il suo essere creatura umana dallabbrutimento del lager nazista. Dopo Levi, il Pier Paolo Pasolini de La Divina Mimesis è chiaramente ispirato dalla Commedia dantesca. Recentemente, la figura di Dante ha ispirato diversi autori che ne hanno fatto il protagonista dei loro romanzi, quali Giulio Leoni e Francesco Fioretti.

                                     

1.18. Storia della critica e filologia dantesca La filologia dantesca moderna: Barbi, Contini e Bosco

Per quanto riguarda la critica letteraria e filologia post crociana, furono innumerevoli i filologi e critici letterari ad occuparsi di Dante. Già nel 1888 fu fondata la Società dantesca a Firenze, grazie alle iniziative di Carducci, Rajna, Mazzoni, Villari e di molti altri accademici italiani, con lintenzione di mantenere vivo il culto dantesco. Le celebrazioni del seicentenario della morte 1921 spinsero uno dei più importanti filologi danteschi, Michele Barbi curatore di unedizione fondamentale della Vita Nova, a fondare la rivista "Studi danteschi". Nel corso del Secondo Novecento, il fondatore della critica delle varianti, Gianfranco Contini, si impose come il massimo esponente della filologia dantesca nazionale in quanto curatore delle Rime e coniatore di nuovi concetti letterari quali la divisione tra Dante "personaggio" e Dante "narratore", o il concetto di "sperimentalismo dantesco". Oltre al magistero di Contini, si ricordano quelli di Natalino Sapegno, Umberto Bosco, Francesco Mazzoni, Giorgio Petrocchi, Maria Corti, Franca Brambilla Ageno e, più recentemente, Claudia Di Fonzo, Diego Quaglioni, Marco Santagata.

                                     

1.19. Storia della critica e filologia dantesca Letteratura mondiale

Nel corso del XX secolo, lattrazione per Dante non scemò presso gli artisti dei Paesi europei ed extraeuropei. Negli Stati Uniti, il poeta Thomas Stearns Eliot trae ispirazione da Dante e al v. 63 del poema La terra desolata traduce letteralmente i versi 56-57 del canto terzo dellInferno: "i non averei creduto / che morte tanta navesse disfatta". Il passo descrive una mattina londinese nella quale la folla delle persone che vanno al lavoro è associata allimmagine dantesca degli ignavi. Sempre in The waste land, in What the thunder said cita esplicitamente il v. 148 del canto XXVI del Purgatorio: "Poi sascose nel fuoco che gli affina". Inoltre riporta i vs 61-66 del XXVII canto dell Inferno ad introduzione della poesia The Love Song of J. Alfred Prufrock. Celebre inoltre, nei Quattro quartetti, il rimando alla vasta landa che fa da sfondo allincontro con Brunetto Latini nel canto XV, ma già introdotta nel canto precedente. Altri due statunitensi, Ezra Pound ed Henry Miller, furono influenzati da Dante. Il primo fu un profondo conoscitore della poesia dantesca, che riprese in alcuni passaggi della sua opera principale, The Cantos. Il secondo, invece, cita sovente Dante nei suoi libri Tropico del Cancro e Tropico del Capricorno. Nel racconto Lomnibus celeste lo scrittore inglese Edward Morgan Forster introduce un misterioso personaggio "giallastro, dalla mascella poderosa e dagli occhi infossati", che "si chiama Dan eccetera" che guida una strana vettura a cavalli, dentro la quale si trova la scritta "Lasciate ogni baldanza voi chentrate"; al che il signor Bons borbottò un: satire intellettualoidi o che so io; e che baldanza era locuzione sbagliata, per speranza." Alla fine di un percorso in mondi abitati dai grandi personaggi del mito e della poesia, il ragazzo che compie il viaggio "avvertì sulla fronte un fresco contatto di foglie. Qualcuno lo aveva cinto di una corona". In Russia, il poeta Osip Ėmilevič Mandelštam 1891-1938 intravide in Dante un inno alla libertà davanti alla violenza del totalitarismo stalinista. Infine, il poeta argentino Jorge Luis Borges ammirò la Commedia di Dante fino a dire che è la migliore opera letteraria di tutti i tempi, lapice delle letterature. Ha scritto Nove saggi danteschi e ha tenuto molte conferenze sul "sacro poema". Nella sua opera a volte traduce dei brani della Commedia che inserisce nelle sue poesie come nel Poema conjetural che riprende lepisodio di Bonconte in Purgatorio, V. Recentemente, Dante è ritornato alla ribalda negli Stati Uniti grazie a Dan Brown che, per il suo romanzo Inferno 2013, si è ispirato allInferno dantesco per la struttura e la topografia del regno subtellurico.

                                     

1.20. Storia della critica e filologia dantesca Auerbach e Singleton

Dal punto di vista strettamente critico, invece, il XX secolo ha prodotto due esegeti deccezione nel campo degli studi danteschi: il tedesco Erich Auerbach e lamericano Charles Singleton. Il primo, autore dellimportante saggio critico Mimesis, concentra sul valore dellallegoria: criticata da De Sanctis, per Auerbach è invece la colonna portante della Commedia, in quanto lallegoria realizza perfettamente lessenza complementare delle figure dei personaggi esempio: il Virgilio storico realizza la sua vera essenza nellAldilà cristiano. Charles Singleton, invece, basandosi sull Epistola XIII, ritiene che Dante abbia utilizzato la cosiddetta "allegoria dei teologi", ove "il senso spirituale non annulla il senso letterale, ma ne lascia intatta la realtà storica, giustapponendosi ad essa".

                                     

1.21. Storia della critica e filologia dantesca Dante e i Papi: da Benedetto XV a Francesco

Alla figura di Dante, i pontefici del XX secolo dedicarono varie encicliche o pensieri. Per esempio papa Benedetto XV dedicò lenciclica In Praeclara Summorum, firmata il 30 aprile 1921, nel sesto centenario della morte, mentre papa Paolo VI dedicò al poeta la lettera apostolica data in forma di motu proprio Altissimi cantus il 7 dicembre 1965, in occasione del settimo centenario della nascita, nella quale proferì che "nostro è Dante! Nostro, vogliamo dire, della fede cattolica", ribadendo la "cattolicità" del Sommo Poeta. Papa Wojtila ricordò Dante nella sua enciclica Redemptoris Mater, mentre Benedetto XVI nell Angelus dell8 dicembre del 2006, rievocando la preghiera di san Bernardo alla Vergine. Nel 2015, inoltre, papa Francesco ha guardato a Dante come guida "per attraversare le tante selve oscure ancora disseminate nella nostra terra".

                                     

2.1. Il manoscritto originale della Commedia Una questione irrisolta

I commenti operati da questi cultori della memoria dantesca non furono gli unici testimoni del successo che la Commedia ebbe presso il mondo intellettuale italiano: già presso abbazie dotate di scriptoria, quali erano Pomposa, cominciarono a tramandare copie della Commedia. Del codice autografo di Dante, però, non è giunta traccia, così come neanche di quelli degli scritti "minori": lunico ad aver visionato la scrittura dellAlighieri fu lumanista e cancelliere Leonardo Bruni, come lui stesso racconta:

Come si è visto, daltro canto, cè stata una proliferazione di codici nel corso del XIV secolo già allindomani della morte dellAlighieri, elemento che rende ancor più inspiegabile lassenza del codice autografo dallAlighieri. Ciò ha reso alquanto difficile la corretta lezione filologica del poema dantesco, realizzando così un affidabile codice archetipo. Nel corso del Secondo Novecento, Giorgio Petrocchi prima, Antonio Lanza e Federico Sanguineti poi, hanno curato ledizione critica del poema su quei codici trecenteschi precedenti a quelli apografi del Boccaccio, anche se il campo dindagine risulta ancora aperto.

                                     

3.1. Dante nella cultura di massa Luoghi della memoria dantesca

Dante Alighieri, in Italia, è considerato come un simbolo nazionale fin dal Risorgimento, tanto che lIstituto preposito allinsegnamento della cultura italiana nel mondo, la Società Dante Alighieri. porta il suo nome. Il culto dantesco è mantenuto vivo attraverso listituzione di vari enti museali e turistici sparsi su gran parte del territorio nazionale, specialmente in quelle città lui profondamente legate. A Firenze si trova la casa museo di Dante; a Ravenna, luogo ove morì, è sita la celebre Tomba neoclassica del Morigia; a Verona, i riferimenti danteschi a Cangrande, alle famiglie patrizie della città e al paesaggio urbano sono ben presenti nella Commedia per via dei vari soggiorni che il Poeta fece nella città scaligera. Anche Roma, nonostante sia stata visitata fugacemente da Dante durante la missione di questultimo presso Bonifacio VIII nel 1300, ha voluto identificare in un edificio la residenza romana del poeta fiorentino. La presenza di Dante è anche sentita nella Lunigiana, ove il Museo dantesco lunigianese e il Dante Lunigiana Festival ricordano il legame tra lesule e i Malaspina.

                                     

3.2. Dante nella cultura di massa I due film su Dante: LInferno del 1911

Nel 1911, in occasione del cinquantenario dellUnità dItalia, la società "Milano Films" ingaggiò come registi Bertolini, De Liguoro e Padovan per la direzione di un film su Dante. Il film, composto da 54 scene e lungo circa 70 minuti, narra con fedeltà la prima cantica della Divina Commedia con una serie di quadri animati ispirati alle illustrazioni di Gustave Doré. La trama è filologicamente fedele a quanto narrato da Dante: dopo aver incontrato Virgilio nella selva oscura, inizia con lui il viaggio tra i vari gironi infernali, dove incontra tutti i celebri personaggi della cantica, tra cui Minosse, Paolo e Francesca, Farinata degli Uberti, Pier della Vigna e Ulisse. Nella Caina, i due poeti ascoltano la storia del Conte Ugolino e poi vedono Lucifero con tre teste, che sbrana un uomo che si dimena effetto speciale ottenuto con la sovraimpressione, prima di uscire a riveder le stelle. Il film ebbe un ampio successo anche allestero e fu il primo a sfruttare un nuovo tipo di distribuzione inventato da Goffredo Lombardo basato, anziché sulla vendita delle copie o sul noleggio, sulla cessione dei diritti in esclusiva per zone e paesi. Contemporaneamente, la società di produzione Helios Film produsse un Inferno meno colossale e con più rimandi erotici ad esempio il seno nudo di Francesca, spingendo la Chiesa a manifestare il proprio dissenso e a bruciarne le pellicole.

                                     

3.3. Dante nella cultura di massa Da Benigni a Topolino

Al di fuori della cerchia letteraria, il pubblico ha imparato a conoscere Dante grazie ad una serie di iniziative scolastiche lo studio di alcuni passi della Divina Commedia obbligatorio durante l iter degli studi ed extrascolastiche. Per esempio, nel 1965, in occasione del settecenentesimo anno della nascita di Dante, il poeta venne raffigurato sulla moneta da 500 lire italiane; dal 1948 al 1963, sulla banconota da 10.000 lire italiane e nel 1997 sulle monete da 2 lire sammarinesi. Dal 2002, con lentrata della nuova moneta delleuro, venne raffigurato sulla moneta da 2 euro. Sempre nel 1965, la RAI ha dedicato al Sommo Poeta uno sceneggiato televisivo dal titolo Vita di Dante, interpretato da Giorgio Albertazzi. Nel corso dei decenni successivi, Giorgio Albertazzi, Vittorio Gassmann, Carmelo Bene e Vittorio Sermonti recitarono e/o lessero pubblicamente i canti della Commedia, iniziative che raggiunsero il culmine della popolarità con Roberto Benigni. Dal 2016 al 2018, Franco Ricordi ha intrapreso la manifestazione Dante per Roma ", una serie di Lecturae Dantis che sono state presentate anche in Polonia e Germania. Attualmente, secondo alcune statistiche, la Divina Commedia sarebbe lopera letteraria più amata ed apprezzata in Italia, surclassando I promessi sposi e Il Gattopardo. Nel mondo dei fumetti, Guido Martina e Angelo Bioletto, nei numeri 7-12 di Topolino ottobre 1949-marzo 1950, pubblicarono la prima Grande Parodia Disney, Linferno di Topolino. Se nei disegni è facile ritrovare le atmosfere delle illustrazioni di Gustave Doré, la particolarità di questa storia sta nelle terzine dantesche create da Martina a mo di didascalia. Alla fine della lunga versione disneyana dellopera compare Dante in persona, in veste di giudice dei due fumettisti, ritratti incappucciati come "peccatori massimi", rei di aver scherzato troppo con un capolavoro immortale della letteratura, per poi essere perdonati grazie allintercessione di Topolino. Nel 1987, sempre per Topolino, Giulio Chierchini riprende le atmosfere dellInferno dantesco per realizzare la sua versione: LInferno di Paperino. Pregevoli, infine, le 78 carte intitolate "Tarocchi di Dante", ideate dallo scrittore Giordano Berti e illustrate da Andrea Serio. Degna di nota è anche la Divina Commedia a fumetti di Marcello Toninelli.

                                     

3.4. Dante nella cultura di massa Nel mondo

Nel mondo, Dante ha avuto un successo notevole a partire dal XIX secolo. Nel 1849, il compositore ungherese Franz Liszt compose la sonata Eine Symphonie zu Dantes Divina Commedia e Après une lecture de Dante - Fantasia quasi sonata, segno di come la cultura romantica amasse Dante e la sua poesia damore e religiosa: Delacroix, Dante Gabriel Rossetti e John William Waterhouse sono soltanto alcuni che hanno rappresentato il monumento dantesco in chiave pittorica. A testimonianza del riconoscimento poetico dellAlighieri, in Europa ci sono varie statue lui dedicate: quella di Jean-Paul Aubé davanti al Collège de France 1879; quella sita al Parco Montjuic di Barcellona, realizzata da italiani residenti nella città catalana in occasione del settecentenario della morte 1921; la Dante Column a Copenaghen, anchessa realizzata nel 1921. Anche al di fuori dei confini europei Dante ha avuto un buon successo di immagine. Negli Stati Uniti, per esempio, limmagine pubblica di Dante fu importata dagli italoamericani che, nel 1921, lomaggiarono dedicandogli una statua a New York, nel Dante Park. Lalto numero di immigrati italiani che espatriò nel continente americano tra 800 e 900 favorì la diffusione della figura di Dante ben oltre i confini statunitensi. In Argentina abbiamo, per esempio, un monumento scultoreo nel cuore della capitale Buenos Aires, in cui Dante è celebrato insieme a Giotto e San Francesco. Infine, a Ningbo Cina, l11 ottobre del 2011, è stata inaugurata una copia della celebre statua di piazza Santa Croce.

                                     

3.5. Dante nella cultura di massa Cinema

  • Nel film Seven 1995 di David Fincher il serial killer scandisce i delitti secondo i sette peccati capitali come sono scanditi nel Purgatorio.
  • Il mistero di Dante 2013 è un film di Louis Nero, in cui si traccia un percorso anche esoterico della costruzione dell Inferno e della Divina Commedia.
  • In Hannibal vi è una "interpretazione del suicidio di Pier della Vigna". Inoltre il brano tratto dalla colonna sonora Vide cor meum, interpretato da Danielle De Niese e Bruno Lazzaretti, è un libretto di Patrick Cassidy tratto dalla Vita Nova, il cui tema riguarda la simbologia del "cuore mangiato".
                                     

3.6. Dante nella cultura di massa Fumetto e animazione

  • Lacclamato autore di fumetti giapponese Gō Nagai ha tratto ispirazione dalla Commedia per alcune delle sue opere più famose: Mao Dante e Devilman. In seguito ha pubblicato La Divina Commedia, versione a fumetti del poema.
  • Nel manga e anime I Cavalieri dello zodiaco - Saint Seiya - Hades, la struttura del regno degli Inferi ricalca fortemente la struttura dellinferno dantesco: vi sono presenti Caronte, Minosse, oltreché le Malebolge.
  • Nel manga e anime One Piece, la prigione di Impel Down ha sia la stessa struttura che la stessa suddivisione dellinferno dantesco.
                                     

3.7. Dante nella cultura di massa Videogiochi

  • In Devil May Cry e nei rispettivi seguiti il protagonista è Dante, un ibrido uomo-demone. Inoltre vi sono varie allusioni alla Divina Commedia: la compagna di Dante si chiama Trish abbreviativo di Beatrish, suo fratello si chiama Vergil Virgilio e il suo più grande nemico è Mundus Satana. Inoltre nel terzo capitolo Dante attraverserà i gironi dellInferno.
  • In Dantes Inferno ispirato alla Divina commedia, Dante è un crociato che fece strage di eretici e che per questo motivo la sua anima è destinata allInferno. Tuttavia egli sconfiggerà la Morte per poi tornare allInferno per salvare Beatrice da Lucifero.
                                     

3.8. Dante nella cultura di massa Letteratura

  • Lo scrittore Dan Brown ha scritto un romanzo, Inferno, in cui il protagonista Robert Langdon deve scoprire un segreto celato dietro ad una serie di indizi tratti dalla Divina Commedia; lazione si svolge principalmente a Firenze. Dal libro è stato tratto un film diretto da Ron Howard e interpretato da Tom Hanks, Felicity Jones, Omar Sy, Sidse Babett Knudsen, Ben Foster e Irrfan Khan.
                                     
  • La Società Dante Alighieri è un istituzione culturale italiana che ha lo scopo di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo è membro
  • Dante Alighieri, o Alighiero battezzato Durante di Alighiero degli Alighieri e anche noto con il solo nome Dante della famiglia Alighieri Firenze, tra il
  • Il Bulino, 2000, ISBN 88 - 86251 - 34 - 3. Dante Alighieri Divina Commedia Influenza culturale di Dante Alighieri Dante Estense, Priuli Verlucca, Editori. URL
  • Trivulziana di Milano riportante il testo della Divina Commedia di Dante Alighieri oltre ai Capitoli di Jacopo Alighieri e ad alcune poesie di Bosone Novello
  • Ordine francescano Dante Alighieri Divina Commedia Influenza culturale di Dante Alighieri Alessandro Belano, IGNUDI Stefano, amico di Don Orione, su messaggidonorione
  • 2018. Dante Alighieri Divina Commedia Influenza culturale di Dante Alighieri Codice Laurenziano Pluteo 90 sup. 125 Gaddiano 90 sup. 125, Dante Online
  • Commedia di Alfonso d Aragona. Yates Thompson 36. Influenza culturale di Dante Alighieri Alfonso V d Aragona British Library La Divina Commedia di Alfonso
  • 28 agosto 2015. Divina Commedia Dante Alighieri Influenza culturale di Dante Alighieri Progetto Leggere Dante a cura di Diffusione e tradizione della
  • Codice Vittorio Emanuele 1189 Dante Alighieri Divina Commedia Influenza culturale di Dante Alighieri Francesco di Ser Nardo, Dante Online. URL consultato il