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ⓘ Bestie di Satana




                                     

ⓘ Bestie di Satana

Le Bestie di Satana furono un gruppo di satanisti della provincia di Varese, responsabili di induzione al suicidio e di vari omicidi. Anche allestero venne dato risalto al caso e i crimini del gruppo vennero definiti dalla BBC tra i più scioccanti della storia dItalia del secondo dopoguerra.

La sentenza definitiva del 2007 ha ritenuto i membri del gruppo responsabili degli omicidi di Mariangela Pezzotta, Chiara Marino, Fabio Tollis e del relativo occultamento di cadavere, così come del suicidio indotto di Andrea Bontade e di altri giovani che avevano rapporti con lorganizzazione.

Successivamente si sono rivelati collegamenti con altri omicidi rimasti irrisolti commessi nella stessa zona arrivando a ipotizzare altri diciotto collegamenti con casi di omicidio e di suicidio sospetti, tra i quali quelli di Andrea Bontade e Christian Frigerio, ma non è stata aperta nessuna nuova inchiesta, e gli imputati sono ritenuti responsabili dei soli crimini sopraccitati.

                                     

1. Storia

Il gruppo si ispirava al cosiddetto satanismo acido, anche se la vocazione satanista era alquanto confusa, limitandosi allo sfoggio di simboli esoterici quali pentacoli, croci rovesciate e il numero 666, numero che nell Apocalisse di Giovanni, viene usato per indicare un personaggio satanico. Nata nella seconda metà degli anni novanta, la setta era più che altro dedita alluso di sostanze stupefacenti, come ammesso anche dagli stessi membri nel corso dei processi. Alcuni membri della setta erano noti nel circondario come spacciatori di droghe. I luoghi abituali di ritrovo della setta erano il parco Sempione e la fiera di Sinigallia a Milano. Il clima di esaltazione dovuto alle droghe e la connotazione simil-satanica del luogo facevano sì che le pratiche degli aderenti alla setta fossero delle" prove di coraggio” che venivano eseguite a cuor leggero a causa dello stordimento come durante i riti daffiliazione oppure, in un ambito che era più o meno consapevolmente nichilista, le sedute consistevano nellinfliggere dolore fisico.

Dalla testimonianza di Andrea Volpe, emerge, ad esempio, che una volta al giovane Fabio Tollis vennero spenti mozziconi di sigaretta sul corpo, mentre un altro membro, Eros Monterosso, lo mordeva sul collo. In unaltra occasione, Paolo Leoni, capo carismatico della setta, venne fermato dalla polizia ed accompagnato a casa dopo essere stato sorpreso a camminare sui binari della metropolitana, completamente ubriaco e sotto leffetto di stupefacenti, mentre gridava frasi sconnesse. Nel corso di unintervista rilasciata in carcere, il giovane, ricordando lepisodio, raccontò che in realtà fu un tentativo di suicidio a seguito della perdita, a pochi mesi di distanza luno dallaltra, del padre e della sorella. I riti di affiliazione si svolgevano tramite il superamento di prove di coraggio, suggellate nel momento della riuscita da un patto di sangue, una volta compiuto il quale si sarebbe potuti uscire dalla setta soltanto da morti.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i membri di più vecchia data erano Nicola Sapone e Paolo Leoni, conosciutisi casualmente durante una visita di leva. Nicola Sapone, idraulico e incensurato, di origine calabrese, ma da anni residente a Dairago, aveva condotto fino ad allora una vita normale, mentre Leoni, commesso in un ipermercato di Corsico, era figlio di un ex-detenuto per omicidio, noto nella zona come satanista. Gli altri membri del gruppo si unirono in un secondo tempo. Andrea Volpe, di Busto Arsizio, disoccupato e tossicodipendente, descritto come un giovane squilibrato, ma con un forte carisma personale, fu introdotto nel gruppo da Sapone. Nonostante Volpe fosse tra gli esecutori materiali in tutti e tre i delitti accertati, non fu mai considerabile come leader, probabilmente a causa del suo stato di tossicodipendenza - che lo costrinse a diversi ricoveri in ospedale e in alcune comunità per disintossicarsi. Tutti i rei confessi sono concordi sul fatto che proprio dopo lentrata di Volpe si cominciò a progettare gli omicidi rituali.

Le attività criminali del gruppo vennero scoperte il 24 gennaio 2004, quando Andrea Volpe ricevette lordine da Nicola Sapone di assassinare Mariangela Pezzotta, ex-ragazza di Volpe, in quanto conosceva troppi dettagli sulla scomparsa di Fabio Tollis e Chiara Marino, due ex membri del gruppo dei quali si erano perse le tracce nel gennaio del 1998. Con il pretesto di una videocassetta da farsi restituire, Volpe invitò a cena la Pezzotta nella baita di Golasecca. Mentre Elisabetta Ballarin, la sua nuova fidanzata, era in cucina a preparare due dosi di speedball, egli, dopo una violenta discussione con la sua ex compagna, le sparò due colpi al volto, senza però ucciderla. Volpe e la Ballarin, in condizioni alterate a causa delle droghe assunte, chiamarono in aiuto Sapone, il quale finì lagonizzante vittima a colpi di badile nella serra antistante lo chalet e, subito dopo, tornò a casa propria a Dairago, presso Legnano. Prima di andarsene, ordinò di lavare via ogni traccia di sangue, di seppellire la Pezzotta nel giardino e di spingere nel fiume la sua automobile. Sapone dirà poi di non essere stato lui a commettere quel delitto, ma di essere stato chiamato da Volpe a omicidio già commesso.

Una volta seppellita la Pezzotta, la Ballarin guidò lauto della vittima per farla scivolare nel canale Villoresi vicino alla diga di Panperduto a Somma Lombardo, con Volpe che la seguì con la sua auto. La ragazza, però, a causa delle condizioni psicofisiche alterate per lassunzione di cocaina ed eroina, non riuscì a condurre nel fiume la macchina e andò ad incastrarsi su un muretto. Volpe scese dalla sua auto, si accorse delle condizioni della Ballarin ormai prossima al collasso, e si recò verso un parcheggio poco distante, invocando soccorso e dando in escandescenze.

A una pattuglia dei carabinieri accorsa sul posto inizialmente dichiarò che lui e la fidanzata erano stati aggrediti da alcuni balordi, mentre si trovavano appartati in auto, ma i carabinieri realizzarono velocemente che in realtà la coppia aveva avuto un incidente dauto causato dallassunzione di stupefacenti e alcol e fece trasportare entrambi i giovani in ospedale. Qui Elisabetta, ancora sotto leffetto della droga, cominciò a mugugnare e ripetere frasi, apparentemente sconnesse, riguardanti la morte di una certa "Mariangela". A questo punto i carabinieri, assieme alla procura, iniziarono a indagare e il giorno successivo venne ritrovato il corpo della Pezzotta nella serra dello chalet dei Ballarin, dove era stata sepolta che ancora respirava - come dichiarato da Volpe durante gli interrogatori.

                                     

2.1. Le indagini Omicidio Pezzotta

Dopo il ritrovamento del cadavere della Pezzotta, dalla confessione di Volpe emerse che egli fu costretto ad agire sotto ricatto da Sapone, che lo aveva minacciato "se non lo fai tu lo facciamo noi", lasciandogli intendere che anche lui e la Ballarin sarebbero stati uccisi qualora non si fossero liberati della vittima. Inizialmente Volpe sostenne davanti agli investigatori di aver sparato a Mariangela durante una lite degenerata a causa della droga e la pista satanica non venne inizialmente presa in considerazione.

Michele Tollis, padre dello scomparso Fabio amico di vecchia data di Volpe, da anni cercava di capire dove fosse finito suo figlio e aveva cominciato a frequentare lambiente per farsi unidea; portò il caso alla trasmissione di Rai 3 Chi lha visto? partecipando a numerose puntate nel corso degli anni; sin dal principio, non si fidò degli affiliati alle" bestie di Satana”, i quali sostenevano che Fabio fosse scappato con Chiara per ragioni sentimentali.

Quando Michele Tollis seppe dellarresto di Volpe, ipotizzò agli inquirenti che la scomparsa del figlio avrebbe potuto essere collegata col delitto Pezzotta. Durante un interrogatorio Volpe decise di collaborare e confessò gli omicidi di Mariangela Pezzotta, per il quale era già trattenuto, ma anche quelli di Chiara Marino, amica di Fabio Tollis, di Fabio Tollis stesso e di Andrea Bontade.

                                     

2.2. Le indagini Il primo tentativo di omicidio di Fabio Tollis e Chiara Marino

La diciannovenne Chiara Marino, amica di Paolo Leoni, era innamorata di lui ed era lunica ragazza stabilmente affiliata al gruppo, mentre altre giovani si allontanarono in quanto turbate dai rituali, dalle violenze e dalle minacce subite. Una ex-fidanzata di Leoni, amica della Marino, dichiarò che in diverse occasioni Leoni laveva aggredita e percossa, ferendola al collo, e aveva descritto il giovane come una persona esaltata, pericolosa e del tutto inaffidabile.

Uno dei membri, Mario Maccione, dichiarò agli altri membri che la Marino "incarnava la Madonna", generando ulteriori ritorsioni contro di lei. Ciò provocò nella ragazza un trauma psicologico e lintenzione di uscire dalla setta. A seguito di questo, gli altri, una volta che ne furono al corrente, decisero di ucciderla. Sapevano inoltre che la giovane aveva da parte circa 110 milioni di lire circa 55.000 euro, avuti come risarcimento in seguito ad un incidente stradale in cui era rimasta coinvolta, e verosimilmente puntavano ad impadronirsene. Nel primo tentativo Sapone e gli altri la stordirono con una dose di tranquillanti, la portarono in un posto frequentato da tossicodipendenti per drogarla e simulare una morte per overdose di eroina ma larrivo di una volante li fece desistere e scappare.

Nel frattempo, il sedicenne Fabio Tollis si era reso conto della piega che stava prendendo la setta e manifestò lintenzione di andarsene, cosicché il gruppo decise di eliminare anche lui. Tollis, il membro più giovane della setta, era cantante e bassista di un gruppo chiamato Infliction ; si unì alla setta soprattutto in virtù dellinteresse per lheavy metal e aveva più volte lasciato intendere di non prendere sul serio i rituali satanici, giungendo anche a imitare per gioco gli stati di presunta trance in cui cadeva Maccione. La notte del 31 dicembre 1997 i componenti della setta fecero in modo che Tollis e la Marino si ritrovassero da soli in unauto messa a disposizione da Pietro Guerrieri, uno dei membri. Gli altri posizionarono un petardo nel tubo di scappamento e la vettura esplose e prese fuoco molto lentamente, in modo che i due poterono allontanarsi senza nemmeno avvedersi dello scampato pericolo e credendo di aver inavvertitamente provocato loro stessi lincendio, lasciando a bordo un mozzicone di sigaretta acceso mentre facevano lamore. Tollis era dunque conscio del destino della sua amica, ma non del proprio.



                                     

2.3. Le indagini Il duplice omicidio di Fabio Tollis e Chiara Marino

Nel gennaio 1998 il gruppo decise di ritentare lomicidio e, col pretesto di un rito, Sapone, Volpe e Maccione attirarono i due ragazzi in una trappola, conducendoli nottetempo nei boschi di Mezzana Superiore, dove li aspettava una fossa profonda quasi due metri, scavata giorni prima da Sapone e Volpe, unitamente a Pietro Guerrieri e Andrea Bontade. Questultimo doveva farsi trovare sul posto per fare da palo, ma non ne ebbe il coraggio e non si presentò sul luogo; Guerrieri, invece, non partecipò al delitto, ma, a partire da quel momento, rendendosi conto delle proprie responsabilità, piombò in un profondo stato di depressione, aggravato dalluso sempre più pesante di stupefacenti.

Una volta giunti sul luogo, la Marino venne uccisa a pugnalate da Sapone, mentre Volpe e Maccione si avventarono sul Tollis che, forte della sua prestanza fisica, tentò invano di difendere lamica. Tollis venne sopraffatto a coltellate da Maccione e poi colpito ripetutamente sul capo con una mazzetta da muratore; Sapone gli infilò in bocca un riccio di castagno per soffocare le sue urla e gli inflisse una coltellata alla gola. Al termine le due vittime vennero gettate nella fossa. Due settimane dopo Sapone e Bontade si recarono nuovamente nel bosco per far sparire le tracce dellassassinio, rimuovendo il fogliame macchiato di sangue e versando ammoniaca sulla fossa, per evitare che qualche animale fiutasse lodore dei cadaveri. I corpi di Tollis e della Marino, ormai mummificati, saranno ritrovati dai carabinieri il 18 maggio 2004, a seguito delle indagini relative allomicidio di Mariangela Pezzotta.

Poco prima di allontanarsi con gli amici verso Somma Lombardo, Fabio Tollis fu costretto da Sapone a telefonare a casa per avvisare il padre che non sarebbe rientrato a dormire, ma avrebbe trascorso la notte in casa dellamica Chiara Marino. Il padre del giovane si insospettì e si diresse verso un locale abitualmente frequentato dalla compagnia di amici, arrivando però troppo tardi, quando il figlio era già partito con gli amici. Michele Tollis in seguito dichiarerà che Leoni aveva tentato di tranquillizzarlo, asserendo che Fabio si era appartato per flirtare con la Marino, che sarebbe tornato presto e non era assolutamente il caso di preoccuparsi.

Nei giorni successivi i membri della setta collaborarono attivamente alle indagini, distribuendo volantini con le fotografie degli amici da loro stessi uccisi, lasciandosi intervistare dal programma televisivo Chi lha visto? e dichiarandosi molto preoccupati per la sorte degli amici, facendo anche appelli televisivi perché tornassero a casa. Qualche mese dopo alle ricerche iniziò a contribuire anche la rivista Metal Shock, che inserì in copertina una foto di Tollis. Leoni suggerì che la Marino e Tollis potessero essere fuggiti insieme in Spagna, dove la ragazza aveva stretto diverse amicizie nel corso di una vacanza.

                                     

2.4. Le indagini Il suicidio indotto di Andrea Bontade

Andrea Bontade, colpevole di non essersi presentato la sera dellomicidio di Tollis e della Marino, fu vittima di vari tentativi degli altri membri di stordirlo con un cocktail a base di droghe pesanti con lo scopo di indurlo al suicidio. Infine, una sera gli intimarono: "Se non lo fai tu lo facciamo noi". Il 21 settembre 1998 Bontade, al termine di una serata trascorsa in un locale con gli altri membri, durante la quale aveva bevuto parecchi alcolici e assunto stupefacenti, prese la sua auto e si schiantò contro un muro ad alta velocità, morendo sul colpo.

                                     

2.5. Le indagini Altri sospetti

Il coinvolgimento delle "bestie di Satana" è stato sospettato in altri casi di omicidi, scomparse e morti sospette di persone legate in vario modo a membri della setta, fino a quattordici. Tra di essi:

  • Christian Frigerio, 23 anni, operaio edile di Brugherio scomparso il 14 novembre 1996 e mai ritrovato;
  • Luca Colombo, 21 anni, lavorava anche lui nel cimitero di Legnano come fioraio, viene trovato impiccato nella sua casa di Legnano vicino al corpo un biglietto recitava "sono perseguitato" il 5 maggio 2004;
  • Ettore Incasola, 25 anni, cuoco di Milano, viene trovato morto a causa di un colpo darma da fuoco autoinflittosi alla testa mentre trascorreva le vacanze in Puglia, nellestate del 2001.
  • Andrea Ballarin, 21 anni, trovato impiccato nella scuola di Somma Lombardo che aveva frequentato, il 7 maggio 1999;
  • Alberto Scaramuzzino, 18 anni, falegname di Dairago, trovato carbonizzato nella sua macchina ad Arconate il 23 maggio 2004.
  • Doriano Molla, 26 anni, trovato impiccato nei boschi di Cavaria con Premezzo il 27 dicembre 2000;
  • Angelo Lombardo, 28 anni, custode del cimitero di Legnano, viene bruciato vivo nel cimitero il 14 dicembre 1999;
  • Antonio Grasta, non legato alla setta ma conoscente di alcuni componenti, viene trovato cadavere nei boschi di Lonate Pozzolo il 13 ottobre 2000.
  • Stefano Longone, 20 anni, tatuatore di Somma Lombardo, investito da un camion mentre andava in bicicletta il 19 maggio 1998;

In nessuno di questi casi, tuttavia, è mai stato dimostrato il coinvolgimento della setta; le morti di Ballarin, Dennis Carullo, Colombo, Lombardo, Molla e Scaramuzzino sono state archiviate come suicidi. Mario Maccione ha accusato altri membri della setta della responsabilità di tali delitti, accuse tuttavia da essi respinte e mai dimostrate.

La madre di Molla morì suicida nel 2011, poco tempo larchiviazione del caso da parte della Procura di Busto Arsizio.

Tre anni più tardi, anche la madre di Elisabetta Ballarin fu trovata nella propria abitazione, morta a causa di un malfunzionamento della caldaia.



                                     

3. Controversie

  • La vicenda ha suscitato enorme scalpore in tutta Italia e ha dato inizio a una lunga serie di dibattiti sulla devianza giovanile e sul legame tra heavy metal di cui il gruppo era appassionato, satanismo e violenza. Nel febbraio 2005, ununiversità cattolica romana collegata al Vaticano programmò un corso di due mesi sulla possessione diabolica e lesorcismo per sacerdoti e seminaristi. Don Aldo Buonaiuto, sacerdote responsabile del "Numero Verde Antisette" dellAssociazione Giovanni XXIII, manifestò forti allarmismi riguardo alla musica metal dicendo: "Se la musica diventa uno strumento di atti nefandi e morte deve essere fermata". Anche lesorcista Gabriele Amorth espresse la sua opinione: "Sicuramente cè Satana che agisce in queste occasioni. Prima le tre ragazze di Chiavenna, poi Erica e Omar, e adesso la banda giovanile di Somma Lombardo. Tutti casi che ho studiato bene. Quei ragazzi erano dediti al Demonio, leggevano libri satanici. E che ferocia inaudita nei loro atti!".
  • Gli Slayer, famoso gruppo metal statunitense, vennero accusati di aver influenzato il comportamento dei membri della setta con i testi delle proprie canzoni sia in Italia che negli USA per un caso analogo, quello di Elyse Marie Pahler. I giovani passavano nottate intere ad ascoltare la loro musica al massimo del volume, sia mentre celebravano i rituali, sia vagando in auto nei pressi di Cardano al Campo ove frequentavano spesso un locale di musica rock e nei boschi della Malpensa. Una loro canzone avrebbe poi istigato un ragazzo affiliato alla setta, Davide R., a impiccarsi nel bosco dietro casa sua ma le ipotesi ritengono che il suicidio sia stato causato dalle continue minacce di morte ricevute da Volpe. Venuto a conoscenza dellaccaduto, Jeff Hanneman, chitarrista degli Slayer, rigettò le accuse: "Chi ha cercato nella musica le ragioni di un delitto non ha capito nulla e ha dimostrato una volta per tutte la propria ignoranza. Tutto ciò è tremendamente stupido, perché se qualcuno arriva a compiere un gesto così estremo è mosso da ragioni che vanno ben oltre lascolto degli Slayer. Se una persona non ci sta con la testa può essere spinta a uccidere da un disco ascoltato, ma anche da un film visto in televisione, dalla rottura con la fidanzata. da tutto!".
  • Marco Dimitri, leader dellassociazione bolognese "Bambini di Satana", arrestato con laccusa di aver abusato di una minorenne e di un bimbo di tre anni, disse: "Penso sia un fenomeno più legato ai drammi personali che al satanismo. Le indagini hanno fatto emergere realtà più drammatiche come, ad esempio, la droga. Alcuni erano da tempo in cura psichiatrica. Non vi è nulla di culturale, solo un dramma nel dramma." Secondo Maria Greca Zoncu, GUP di Busto Arsizio, le Bestie di Satana "non erano unassociazione per delinquere ispirata al satanismo, ma solo unaggregazione di personalità deboli, immature, ineducate, sostanzialmente svantaggiate, che hanno costruito un maldestro edificio nel quale albergare la loro assoluta povertà morale". Lo stesso Mario Maccione, che iniziò a suonare la chitarra a 15 anni, dichiarò: "Se avessi pensato solo a suonare non sarei finito in questa storia. La musica non centra niente".
                                     

4. Processi

Le vittime certe sono state:

  • Andrea Bontade, 21 settembre 1998 - suicidio indotto, presso Somma Lombardo
  • Chiara Marino, 17 gennaio 1998 - presso Somma Lombardo
  • Mariangela Pezzotta, 24 gennaio 2004 - presso Golasecca
  • Fabio Tollis, 17 gennaio 1998 - presso Somma Lombardo

Per gli omicidi di Chiara Marino, Fabio Tollis e Mariangela Pezzotta, il 31 gennaio 2006 la Corte dassise di Busto Arsizio condannò Nicola Sapone a due ergastoli e allisolamento diurno per tre anni; Paolo Leoni e Marco Zampollo a 26 anni, Elisabetta Ballarin a 24 anni e tre mesi ed Eros Monterosso a 24 anni.

Nel giugno 2006, la Corte dAssise dAppello di Milano ridusse la pena per Andrea Volpe già condannato in primo grado a 30 anni per gli omicidi commessi alla guida della setta a 20 anni di carcere, e a 12 anni e 8 mesi la pena di Pietro Guerrieri, in precedenza condannato a 16 anni.

Il 15 maggio 2007 la Corte dAssise dAppello di Milano condannò Nicola Sapone a un doppio ergastolo e isolamento diurno per 18 mesi; Paolo Leoni allergastolo e isolamento diurno per 9 mesi; Elisabetta Ballarin a 23 anni di carcere; Eros Monterosso a 27 anni e 3 mesi e Marco Zampollo a 29 anni e 3 mesi. Andrea Volpe a 20 anni per aver collaborato con la giustizia alla risoluzione del caso.

Il 25 ottobre 2007 la Corte di Cassazione confermò le condanne. Il 9 novembre 2007 la Corte dAssise e dAppello di Brescia condannò a 19 anni e mezzo Mario Maccione, allepoca dei fatti contestati minorenne, inasprendo la precedente sentenza a 16 anni di reclusione.

Sviluppi successivi

  • Mario Maccione dopo aver scontato 13 dei 19 anni e mezzo a cui era stato condannato nel 2007 dalla corte dAppello di Brescia, viene scarcerato nellottobre del 2017.
  • Pietro Guerrieri dopo aver scontato 7 dei 12 anni e 8 mesi a cui era stato condannato nel 2007 dalla Corte dappello di Milano, viene dato in prova in affidamento ad una comunità di recupero nel maggio 2012. Nel 2013 viene definitivamente scarcerato.

Dopo sette anni dallarresto, a Elisabetta Ballarin è stata concessa la semilibertà per motivi di studio: la ragazza può uscire dal carcere per frequentare le lezioni universitarie al di fuori del carcere di Verziano. Dopo una laurea triennale in Didattica dellarte presso lAccademia di Santa Giulia di Brescia, ha intrapreso il biennio specialistico in grafica e comunicazione ed alla ragazza è stata consegnata una borsa di studio nel febbraio 2013. Lo stesso anno ha lavorato come guida turistica nel Comune di Monte Isola. Successivamente ha chiesto la grazia al Presidente della Repubblica, sottoscritta anche dal sindaco di Brescia Adriano Paroli. Il 12 maggio 2017, usufruendo dellaffidamento in prova, ottiene lautorizzazione a non soggiornare più in carcere. Fino a questa data, nessuno degli altri condannati ha usufruito di alcun permesso premio.

                                     

5. Riconoscimenti

L8 giugno 2005, a seguito della Giornata nazionale dellArma dei Carabinieri, il comandante dellArma riconobbe pubblicamente loperato dei pubblici ministeri Antonio Pizzi e Tiziana Masini e degli ufficiali coinvolti nelle indagini per gli omicidi delle Bestie di Satana: il tenente Enzo Molinari, il comandante della stazione dei carabinieri di Somma Lombardo luogotenente Michelangelo Segreto e i marescialli Attilio Quaranta, Giuseppe Notaro e Paolo Marcolli. I loro encomi dei 48 militari premiati furono riconosciuti dal generale Girone, Comandante Regionale dellArma, e conferiti per mano dei magistrati varesini.