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ⓘ Solita forma




Solita forma
                                     

ⓘ Solita forma

Solita forma è una locuzione coniata nel 1859 dal musicologo e compositore Abramo Basevi e rimessa in circolo come definizione da Harold S. Powers per descrivere la struttura standard del duetto operistico negli anni dellOttocento. La definizione si intende estesa anche allaria solistica, ai concertati ed ai finali.

Il musicologo americano Philip Gossett ha spesso usato la definizione di doppia aria o forma multipartita per il tipo di struttura utilizzato, ovvero unaria divisa da un tempo di mezzo ed intervallata da pertichini per conferire dinamicità.

                                     

1. La "struttura standard"

In particolare, la solita forma si articola generalmente in diverse sezioni:

  • Scena recitativo accompagnato: nei numeri solistici e nei duetti, testo in endecasillabi e settenari sciolti;
  • Tempo di mezzo, testo generalmente ma non solo in endecasillabi e settenari sciolti;
  • Tempo d’attacco: nei duetti ma non sempre e nei concertati, testo generalmente ma non solo in endecasillabi e settenari sciolti;
  • Cabaletta nei numeri solistici o nei duetti o stretta nei finali concertati, testo in versi rimati.
  • Adagio o cantabile nei numeri solistici o nei duetti, largo concertato nei finali e nei concertati, testo in versi rimati;

Nellaria e nel duetto la sequenza cantabile-tempo di mezzo-cabaletta è preceduta di norma dalla scena ; nei finali può invece essere preceduta da cori, danze, marce, brevi ariette o duettini, pezzi caratteristici.

Il carattere dinamico del tempo dattacco e del tempo di mezzo, carichi di azioni drammaturgiche, si alterna a quello statico del cantabile e della cabaletta, momenti in cui emergono le passioni e la psicologia dei personaggi.

Come fa notare Giorgio Pagannone, il modello della "solita forma" è sufficientemente flessibile da potersi adattare a situazioni diversissime, e da permettere un numero amplissimo di varianti macro- e microformali.