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ⓘ Grottesca




Grottesca
                                     

ⓘ Grottesca

Le grottesche sono un particolare tipo di decorazione pittorica parietale che affonda le sue radici nella pittura romana di epoca augustea e che fu riscoperto e reso popolare a partire dalla fine del Quattrocento.

La decorazione a grottesca è caratterizzata dalla raffigurazione di esseri ibridi e mostruosi, chimere, spesso ritratte quali figurine esili ed estrose, che si fondono in decorazioni geometriche e naturalistiche, strutturate in maniera simmetrica, su uno sfondo in genere bianco o comunque monocromo.

Le figure sono molto colorate e danno origine a cornici, effetti geometrici, intrecci e quantaltro, ma sempre mantenendo una certa levità e ariosità, per via del fatto che in genere i soggetti sono lasciati minuti, quasi calligrafici, sullo sfondo. Lillustrazione prevalentemente fantasiosa e ludica, non sempre persegue una funzione puramente ornamentale, ma riveste talvolta anche uno scopo didascalico ed enciclopedico, riproducendo inventari delle arti e delle scienze o raffigurazioni a carattere eponimo.

                                     

1. Etimologia

Il nome, come spiega Benvenuto Cellini nella sua autobiografia, deriva dalle grotte del colle Esquilino a Roma che altro non erano che i resti sotterranei della Domus aurea di Nerone, scoperti nel 1480 e divenuti immediatamente popolari tra i pittori dellepoca che spesso vi si fecero calare per studiare le fantasiose pitture rinvenute. Tra questi vi furono Filippino Lippi, il Pinturicchio, Raffaello, Giovanni da Udine, il Morto da Feltre, Bernardo Poccetti, Marco Palmezzano, Gaudenzio Ferrari e altri che in seguito diffusero questo stile dando vita a quella che il Longhi definisce la "curiosa civiltà delle grottesche ".

                                     

2. Fasi storiche

Le grottesche erano utilizzate nellantichità romana e stando agli scavi delle ville imperiali del Palatino i primi esempi noti risalgono alla seconda metà del I secolo a.C. 42-36 a.C. per la casa di Augusto, 30 a.C. per l Aula Isiaca che si distingue per luso di preziosi inserti a foglia doro. Vitruvio, nel suo De architectura libro VII, cap. V, §§3-4, condannò la moda di questi ornamenti. La polemica vitruviana si affida tanto ad una criterio estetico le creazioni ibride contravvenendo alle leggi di Natura sono contrarie al canone della mimesis, quanto ad un criterio morale le pitture fantasiose sono puro pretesto a sfoggio di ricchezza smodata privilegiando luso di colori costosi quali il blu di Armenia o il porpora ed il cinabro, in contrasti cromatici violenti tesi ad impressionnare lo sguardo secondo un gusto alieno alla sobrietà dellarte ufficiale che vuole opporsi allo stile dellOriente ellenistico. Ma allora, come nel Cinquecento, la loro diffusione fu inarrestabile, essendo adottata dalla stessa famiglia imperiale.

Nel 1480, in seguito al ritrovamento di questo genere di decorazione nella Domus Aurea di Nerone, le grottesche vennero riproposte sotto pretesto della imitatio antiquitatis. Il Vasari dedica loro il capitolo XXVII della sua Introduzione alle tre arti del disegno. e seguendo lesempio vitruviano le definì "pitture licenziose e ridicole molto", traendo tuttavia motivo di orgoglio dal fatto che il modello antico sia stato reinterpretato dai moderni con esiti superiori allarchetipo neroniano. Di fatto, pittori illustri come Filippino Lippi, il Pinturicchio, Amico Aspertini e il Sodoma furono tra i primi a utilizzare queste stravaganze antiche. Secondo il Vasari il primo fu il pittore chiamato "Morto da Feltre".

Fu la bottega di Raffaello Sanzio ad effettuare una vera e propria riforma di questo genere aumentando così il numero di richieste da parte dei committenti e instaurando una sorta di canone che sarà ripreso dal manierismo. Giovanni da Udine, contrariamente a Morto da Feltre, diede vitalità e vivacità a questo genere, ponendo laccento sugli aspetti più naturalistici ed eliminando le componenti più fantastiche le inquietanti mostruosità pagane.

Con la fine del Manierismo non si estinse del tutto la grottesca. Il criticato ornamento si nascose per riapparire nel Seicento sotto forma di geroglifico, arabesco o chinoiserie.

                                     

3. Significato metaforico

Il termine grottesco col tempo ha cambiato significato, passando dalle arti figurative alla letteratura fantastica: da lì è entrato nel linguaggio comune ed oggi indica qualcosa di bizzarro e inconsueto, assumendo poi la connotazione di "ridicolo", ironizzante e caricaturale.

La critica estetica vi individuava, già nei secoli scorsi, i caratteri della fantasia, dellassenza di proporzioni e della comicità, con una linea di confine assai tenue con il tragico.