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ⓘ Abate commendatario




                                     

ⓘ Abate commendatario

L abate commendatario è un ecclesiastico, o, qualche volta, un laico, che tiene unabbazia in commendam. Tale situazione si verifica quando il governo effettivo del monastero è separato dalla titolarità dellabbazia. In questo caso allabate spetta solo il percepimento dei redditi prodotti dal convento, mentre lautorità sui monaci è esercitata dal priore. Labate commendatario generalmente non risiede nel monastero, ma in un luogo diverso. Se ecclesiastico, può avervi anche giurisdizione, ma, in ogni caso, non esercita alcuna autorità sulla disciplina monastica interna.

In origine furono affidate in commendam solo le abbazie vacanti, o quelle che si trovavano temporaneamente senza un superiore; in tal caso soltanto fino a che non veniva eletto o nominato un nuovo superiore. Unabbazia si dice che è tenuta in commendam, ovvero provvisoriamente, per distinguerla da quella tenuta in titulum, che è un beneficio permanente.

In alcuni casi vi erano in contemporanea sia un abate commendatario, che godeva della rendita del monastero ma non ci viveva, sia un vero abate per la comunità di monaci residenti: tale abate era chiamato "abate claustrale" per distinguerlo dal commendatario.

                                     

1. Storia

Fin dai tempi di papa Gregorio Magno 590-604 le abbazie vacanti venivano affidate in commendam ai vescovi che erano stati scacciati dalle loro sedi dalle invasioni barbariche. La pratica cominciò ad essere seriamente abusata nellVIII secolo, quando i re anglosassoni e franchi pretesero il diritto di nominare abati in commendam per i conventi occupati da comunità religiose. Spesso questi abati in commendam erano laici, vassalli dei re o altri che venivano autorizzati ad incamerare i redditi e gestire gli affari temporali dei conventi come ricompensa per i servizi militari resi. Gli abusi raggiunsero il culmine, a Roma e in Italia, durante il periodo di influenza di Marozia circa 892 - 955, in Germania durante il regno di Enrico IV, in Francia durante il regno di Filippo I, in Inghilterra sotto Guglielmo il Conquistatore, Guglielmo il rosso, Enrico I ed Enrico II. Spesso furono nominate abati in commendam le persone più indegne, e, in molti casi, questi personaggi portarono i monasteri alla rovina materiale e spirituale. Quando, però, nel 1122 la lotta per le investiture si risolse in favore della Chiesa, la nomina dei laici ad abate in commendam fu abolita. Gli abusi aumentarono nuovamente durante la cattività avignonese 1309-1377, specialmente durante il grande scisma 1378-1417, quando i papi, e gli antipapi, concessero numerose abbazie in commendam per aumentare il numero dei loro sostenitori.

Già dallVIII secolo i papi, attraverso i concili, fecero vari tentativi per regolare le nomine di abati in commendam. Tuttavia gli abusi continuarono. Papa Bonifacio VIII 1294-1303 decretò che un beneficio collegato con la cura delle anime dovrebbe essere accordato in commendam solamente in caso di grande necessità o quando ci sia un evidente vantaggio per la Chiesa, ma mai per più di sei mesi. Papa Clemente V 1305-1314 revocò addirittura i benefici in commendam, che aveva accordato in precedenza. Il Concilio di Trento stabilì che i conventi vacanti avrebbero dovuto essere concessi solamente a regolari pii e virtuosi, e che la casa madre o il convento principale di un ordine religioso le abbazie e priorati fondati da quel momento in poi non potessero più essere concesse in commendam. La bolla pontificia Superna di papa Gregorio XIII, e la Costituzione Pastoralis di papa Innocenzo X diminuirono di molto gli abusi, ma non li abolirono del tutto. Essi continuarono, specialmente in Francia, a tutto detrimento dei conventi. Finalmente, però, la Rivoluzione francese e la generale secolarizzazione dei conventi allinizio del XVIII secolo eliminarono gli abusi. Da questa data gli abati in commendam cominciarono a diventare molto rari e gli abusi precedenti vennero eliminati da regolamenti ad hoc. Tra i cardinali esistono ancora degli abati in commendam. Lo stesso papa Pio X lo era dellabbazia territoriale di Subiaco, vicino a Roma.

                                     

2. Poteri dellabate in commendam

I poteri di un abate in commendam sono i seguenti: se il convento è occupato da una comunità religiosa dove cè una mensa abbatialis separata, cioè dove labate ed il convento hanno ciascuno un reddito separato, labate in commendam, che deve essere un ecclesiastico, ha giurisdizione sui membri della comunità solo in foro externo e gode di tutti i privilegi e di tutti i diritti di un abate regolare, e se, come avviene generalmente, il convento ha un superiore, questi è soggetto allabate in commendam come un priore di clausura è soggetto al suo abate regolare. Se non cè mensa abbatialis separata, il potere dellabate in commendam si esplicita solamente sugli affari temporali del convento. In caso di conventi vacanti labate in commendam, generalmente, gode di tutti i diritti e di tutti i privilegi di un abate regolare.

A livello araldico lo stemma di un abate commendatario era del tutto identico a quello di un abate regolare con lunica eccezione di non avere dietro lo scudo, in palo, il pastorale, simbolo del potere giudiziario sulla comunità, proprio in virtù del ruolo particolare del commendatario che è stato descritto qui sopra.

                                     
  • Collegio degli Avvocati di Milano. Nel 1693 ottenne la nomina ad abate commendatario di Sant Antonio di Valenza e nel 1703 fu nominato cameriere segreto
  • dell Assemblea del Clero dal 1750 al 1755. Ricevette la nomina ad abate commendatario dell Abbazia di Cluny nel 1757, succedendo al suo cardinale protettore
  • 27 luglio 1759. Entrato nella prelatura romana, nel 1749 divenne abate commendatario di Sant Antonio a Milano e fu inizialmente sotto la protezione del
  • nel 1551 fu nominato abate commendatario di Sant Abbondio di Como prese Abbondio come secondo nome. Fu poi anche abate commendatario del monastero di Aquaefrigidae
  • nominato vescovo coadiutore a Santes. Ricevette quindi le nomine ad abate commendatario di Saint - Martin de Nevers, di Saint Denis, di Tournous e di Mas - Garnier
  • retta da abati commendatari Ritornò ad essere possesso camaldolese nel 1566 per intervento di San Carlo Borromeo, ultimo abate commendatario e restò al
  • dalla sua diocesi nel 1531, in cambio della quale il re lo nominò abate commendatario di Ferrières. Ludovico di Canossa, in Dizionario biografico degli
  • 1436 dopo il concilio di Basilea, Ferrara e Firenze. La figura dell abate commendatario venne in uso nel corso del XV secolo ed ebbe come risultato il

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