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ⓘ T-19




T-19
                                     

ⓘ T-19

Il T-19 era un carro armato leggero sovietico prodotto nel periodo interbellico. Concepito come il pilastro delle nuove forze corazzate sovietiche, era unevoluzione del T-18, a sua volta basato sul carro francese Renault FT, risalente alla prima guerra mondiale. Quando entrò in produzione nel 1931 il carro era quindi già obsoleto. Il progetto venne interrotto in favore del T-26, basato sul moderno Vickers 6-Ton.

                                     

1.1. Storiɑ Decisioni politiche

La decisione della sessione del Consiglio Militare Rivoluzionario del 17-18 luglio 1929 pose lindustri della difesa di fronte ad un problema complessoː creare un nuovo veicolo militare in pochissimo tempo, ovvero il "carro cingolato T-19 basico". Il bureau GBK OAT venne incaricato del progetto nellautunno dello stesso anno. Il termine di consegna del progetto venne fissato ottimisticamente per il 15 gennaio 1930, ma le numerose denunce e critiche verso i progettisti le intromissioni dei capi dellArmata Rossa rallentarono pesantemente il processo di progettazione ed alcuni prototipi parziali vennero semplicemente smantellati. Nonostante i vari problemi, lispezione sul prototipo finito ebbe luogo il 1 marzo 1930.

                                     

1.2. Storiɑ Produzione

La produzione dei primi T-19 iniziò nel giugno 1931 ed alla fine di agosto iniziarono le consegne. Tuttavia le caratteristiche del carro si dimostrarono inferiori alle aspettative, il peso superava quello delle specifiche e la produzione risultava estremamente complessa. Tutto ciò era aggravato dal fatto che gli stock aziendali di carri Vickers 6-Ton erano disponibili immediatamente a costi inferiori. Così nel 1931 le attività sul T-19 vennero interrotte e tutte le energie vennero dirottate sulla produzione di serie di un derivato del Vickers, il T-26.

                                     

2. Tecnica

Il T-19 venne concepito come la punta di lancia delle grandi unità mobili dellURSS. I requisiti principali del carro erano:

  • la capacità di superare alla massima velocità la maggioranza delle fortificazioni campali e dei reticoli spinati senza laiuto della coda presente sui derivati del FT-17 francese.
  • una corazzatura capace di proteggere lequipaggio dalle pallottole di fucili e mitragliatrici a tutte le distanze e da grate da 37 mm da oltre 1.000 metri.
  • una potenza di fuoco tale da assicurare la superiorità sul campo di battaglia contro tutti i contemporanei veicoli da combattimento della stessa massa.

In accordo con tali specifiche, la massa del carro non doveva superare le 7.3 tonnellate, la velocità massima doveva raggiungere i 30 km/h su terreno buono grazie ad un motore da 100 hp; larmamento doveva essere basato su un cannone da 40 mm e due mitragliatrici; la corazzatura compresa tra 18 e 20 mm. La realizzazione del T-19 venne assegnata al bureau di Semen Aleksandrovič Ginzburg.

Le sospensioni, punto critico dei carri dellepoca, furono mutuate da quelle del carro francese Renault NC. Lo scafo del T-19 era più lungo di quello del T-18 ed offriva migliori prestazioni senza la classica coda, la cui rimozione riduceva inoltre le vibrazioni longitudinali dello scafo stesso.



                                     

2.1. Tecnica Corazza

La forma dello scafo era critica in termini di protezione. Spesso gli storici sostengono che le piastre inclinate per aumentare la protezione furono usate per la prima volta sul T-34. Ciò non corrisponde a realtà. Sul T-19 i progettisti non potevano superare la massa consentita e usarono piastre corazzate di uno spessore massimo di 16 mm; il successo del T-19 dipendeva quindi dalle piastre inclinate, come quelle proposte da Ginzburg a M. I. Taršinovym, già impegnato negli stabilimenti ChPZ nella produzione del T-12/T-24.

                                     

2.2. Tecnica Armamento

Larmamento principale era costituito dal cannone semiautomatico da 37 mm M1930 in torretta brandeggiabile; quello secondario da due mitragliatrici DT, una sulla parte frontale dello scafo vicino alla postazione delloperatore radio ed una nella torretta. Larmamento in torretta venne prodotto in due versioniː una con armi su affusti indipendenti ed una con le armi accoppiate.

La torretta era la stessa del T-18. Il cannone non poteva essere prodotto subito in massa e mano a mano che si rendeva disponibile venne utilizzato anche sui carri della serie BT. Il previsto motore esacilindrico da 100 hp raffreddato ad aria di produzione nazionale non venne realizzato e linstallazione del più grande motore Franklin da 95 hp richiese la riprogettazione della scatola del cambio, il riposizionamento di componenti ed un vano motore più grande. Il ̤T-19 richiedeva cuscinetti a sfera che allepoca non venivano prodotti in Russia e dovevano essere acquistati allestero. Il prezzo finale del carro variava inoltre in funzione dellinstallazione di equipaggiamenti per la guerra chimica, dispositivi di galleggiamento ed altri accessori.

                                     

2.3. Tecnica Protezione da agenti chimici

Il T-19 fu il primo carro progettato per operare in condizioni di guerra chimica, equipaggiato con un dispositivo di ventilazione forzata da 180 m³/h di aria filtrata, capace di neutralizzare fosgene, acido cianidrico, acido picrico, monossido di carbonio e vapori tossici per 3 ore, dopo le quali lequipaggio doveva sostituire i filtri con altre 3 ore di autonomia oppure ricorrere alle maschere antigas individuali.

                                     

2.4. Tecnica Manovrabilità

Il T-19 era dotato di equipaggiamento di galleggiamento, costituito da galleggianti pneumatici o scheletrati, che potevano essere distaccati dallequipaggio dallinterno del veicolo. Per la produzione di serie vennero adottati i galleggianti dellingegnere navale B.S. Smirnov. Inizialmente vi era lintenzione di montare due eliche rimovibili per la propulsione in acqua, ma infine il carro venne dotato di speciali "cingoli acquatici", creati nel 1931.

Il carro non era dotato di coda ma poteva superare trincee e fossati di due metri grazie alla sola propria lunghezza. Invece, per superare trincee di 2.5–3 m di larghezza, due carri T-19 potevano essere accoppiati raddoppiando la lunghezza del complesso grazie a speciali agganci predisposti sul retro e sulla parte frontale dello scafo.

Per la sorveglianza del campo di battaglia il carro non era più dotato di semplici feritoieː inizialmente vennero previste ottiche stroboscopiche del tipo usato sul carro di E. Grote, sostituiti poi da visori con vetri blindati del tipo "simplex-triplex" facilmente sostituibili.