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ⓘ Amministrazione separata dei beni frazionali di uso civico




                                     

ⓘ Amministrazione separata dei beni frazionali di uso civico

L Amministrazione separata dei beni frazionali di uso civico, nota anche con la sigla ASUC, è un ente che ha il compito di amministrare, tutelare e valorizzare i beni di uso civico le proprietà collettive di appartenenza delle frazioni comunali.

In base allo statuto speciale di autonomia la provincia autonoma di Trento, che ha competenza primaria in materia di usi civici, ha stabilito che i beni di uso civico di originaria appartenenza alle frazioni sono amministrati separatamente, a profitto dei frazionisti, da un comitato eletto mediante una consultazione alla quale possono partecipare tutti titolari del diritto di uso civico sui beni frazionali.

                                     

1. Situazione dal 1952

Le disposizioni erano contenute nella legge provinciale 16 settembre 1952, n. 1 completamente riscritta con legge provinciale 9 maggio 1956, n. 6 e nel regolamento per lesecuzione della legge approvato con decreto del Presidente della Giunta Provinciale 11 novembre 1952, n.4. Alla nomina del comitato si provvedeva con una consultazione alla quale potevano partecipare tutti i capifamiglia titolari del diritto di uso civico sui beni frazionali. Per capofamiglia si intendeva colui che rivestiva tale qualifica nel foglio anagrafico di famiglia. In base alle normativa allora in vigore lamministrazione separata dei beni di uso civico ASUC era sottoposta al controllo economico e amministrativo del Comune. Infatti dopo soddisfatti i diritti della popolazione, la frazione con amministrazione separata doveva concorrere nel sopportare le spese generali del comune a cui doveva erogare un contributo annuo concordato col sindaco, salvo ratifica del consiglio comunale. Nella misura in cui vigeva il controllo preventivo di legittimità e di merito, allora esercitato in Provincia di Trento dalla Giunta provinciale, il Comitato ASUC doveva consegnare due esemplari delle deliberazioni e dei contratti al sindaco, che col semplice "visto" o con le proprie osservazioni li trasmetteva alla Giunta provinciale. Il sindaco vigilava sui servizi e sulla gestione dei beni patrimoniali, esistenti nella frazione ed esaminava landamento dellamministrazione separata le contabilità. Lamministrazione separata era soggetta alla sorveglianza del consiglio comunale.

                                     

2. La riforma del 2005

La nuova disciplina dellamministrazione dei beni di uso civico è contenuta nella legge provinciale 14 giugno 2005, n. 6 e nel relativo regolamento di esecuzione approvato con decreto del Presidente della Provincia 6 aprile 2006, n. 6-59/leg." La Provincia autonoma di Trento, nellambito delle competenze ad essa attribuite dallo Statuto speciale di autonomia, tutela e valorizza i beni di uso civico le proprietà collettive quali elementi fondamentali per la vita e per lo sviluppo delle popolazioni locali e quali strumenti primari per la salvaguardia ambientale e culturale del patrimonio e del paesaggio agro-silvo-pastorale trentino. La Provincia tutela altresì i diritti di uso civico sui beni medesimi quali diritti inalienabili, imprescrittibili ed inusucapibili.” I titolari dei diritti e del godimento dei beni sono i nuclei familiari. Allamministrazione separata dei beni frazionali di uso civico ASUC provvede un comitato eletto dagli aventi diritto. LASUC è dotata di autonomia amministrativa, contabile e finanziaria. Il consiglio comunale non ha più poteri di sorveglianza. Il sindaco non ha più poteri di vigilanza e controllo ma solo le competenze obbligatorie ed esecutive del procedimento di consultazione dei frazionisti titolari dei diritti. LASUC adotta uno statuto ove può prevedere che alla consultazione popolare per lelezione del comitato possano partecipare tutti i componenti maggiorenni dei nuclei familiari aventi diritto o solo i capofamiglia leggasi intestatari di scheda anagrafica che siano residenti nella frazione e con regolamento può fissare un periodo minimo di residenza quale condizione per lesercizio dei diritti e per il godimento dei beni di uso civico.

                                     

3. Le proprietà collettive

La riforma del 2005 riconosce e sancisce in via definitiva le proprietà collettive dei frazionisti. Nel caso di alienazione di un bene soggetto ad uso civico, prima della riforma il Comitato Asuc poteva proporre lalienazione chiedendo alla Giunta provinciale il decreto di estinzione del vincolo di uso civico in caso di permuta lo spostamento. Spettava poi al Consiglio comunale adottare la delibera di alienazione e il sindaco era competente a sottoscrivere latto traslativo avanti allufficiale rogante. Dopo la riforma la delibera di alienazione o permuta adottata dallAsuc e il decreto di estinzione del vincolo di uso civico sono titoli sufficienti a consentire al Presidente dellAsuc di sottoscrivere latto traslativo. Il rogito può essere ricevuto dal segretario comunale. In Trentino vige il sistema tavolare in uso nellimpero austroungarico con efficacia costitutiva, oltre che probatoria, per i trasferimenti immobiliari. Il servizio provinciale competente con apposita circolare a commento della riforma chiarisce che" lASUC non potrebbe risultare titolare formale di beni frazionali, in quanto è solo organo di gestione di tali beni, la cui titolarità sostanziale spetta alla Comunità di tutti gli abitanti e la titolarità formale allEnte di imputazione: il Comune per i beni di uso civico comunale, la Frazione per i beni di uso civico frazionale.”



                                     
  • esprime una Amministrazione separata dei beni di uso civico che gestisce i boschi frazionali Il caratteristico campanile dipinto della frazione di Givigliana
  • circonvicini, gravitanti sul centro Vedi ad es. lo statuto dell amministrazione separata dei beni civici di Tempéra. C è una obiettiva oscillazione terminologica