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ⓘ Copriferro




Copriferro
                                     

ⓘ Copriferro

Il copriferro nelle strutture in calcestruzzo armato è la distanza fra la superficie esterna dellarmatura, più prossima alla superficie del calcestruzzo e la superficie stessa del conglomerato cementizio.

Normalmente si usa il termine di copriferro sia per indicare la quantità di calcestruzzo che ricopre le armature sia la distanza tra il bordo teso della sezione e il baricentro delle armature resistenti nel calcolo delle sezioni in cemento armato secondo la teoria e tecnica delle costruzioni.

Per tale motivo spesso per evitare equivoci il primo viene indicato anche ricoprimento.

                                     

1. Funzioni

Il copriferro serve ad assicurare sia la corretta trasmissione delle forze di aderenza delle barre di armatura, sia unadeguata protezione dellarmatura resistente dallambiente esterno che potrebbe causare la corrosione dei tondini che tenderebbero a danneggiare il calcestruzzo armato fino a comprometterne le caratteristiche meccaniche richieste.

Un altro compito del copriferro è quello di garantire una maggiore resistenza al fuoco della membratura ed evitare lo spalling.

Pertanto lo strato di ricoprimento di calcestruzzo deve essere dimensionato in funzione dellaggressività dellambiente e della sensibilità delle armature alla corrosione, tenendo conto della tolleranza della posa, e delle tensioni di aderenza acciaio - calcestruzzo.

Inoltre per consentire un getto omogeneo del calcestruzzo deve essere rapportato alle dimensioni massime degli aggregati utilizzati.

In generale tutte le normative per le costruzioni stabiliscono dei valori minimi di copriferro che possono essere adottati in ambienti scarsamente aggressivi da elevare opportunamente in presenza di ambiente fortemente aggressivi, quali possono ad esempio essere ambienti marini o condotte fognarie, e in funzione della porosità del calcestruzzo e della sensibilità dellarmatura alla corrosione.

                                     

1.1. Funzioni Copriferro e corrosione

Oltre ad un idoneo spessore, il copriferro deve risultare compatto in modo da non favorire la penetrazione degli agenti ambientali che promuovono la corrosione dei ferri, come lanidride carbonica e i cloruri, e/o che la alimentano, come lacqua e lossigeno.

Per ridurre la porosità del copriferro bisogna prevedere un calcestruzzo con bassi rapporti acqua/cemento e adottare in fase di stagionatura tutti quegli accorgimenti necessari a garantire il completo grado di idratazione del cemento.

                                     

2. Distanziatori

Per garantire la posizione corretta delle armature devono essere utilizzati un idoneo numero di distanziatori.

I distanziatori devono essere in plastica o a base di malta cementizia, in modo da non innescare la corrosione dei ferri di armatura, e di forma e geometria tali da minimizzare la superficie di contatto con il cassero.

Spesso, ma erroneamente, specialmente nelle strutture di fondazione, vengono utilizzati al posto dei distanziatori spezzoni di tondino di ferro.

In questo caso, gli spezzoni, non essendo idoneamente protetti dalla azione degli agenti atmosferici, si ossidano creando dei punti in cui si può innescare la corrosione delle armature che si trovano a contatto diretto con questi.

I distanziatori devono essere inoltre capaci di sopportare il carico trasmesso dalle barre di armatura fino allindurimento del conglomerato cementizio.

I distanziatori possono essere:

Lineari Utilizzati nelle strutture di fondazione o nelle piastre, con lo scopo di mantenere in posizione più di una barra dellarmatura inferiore della membratura bidimensionale. Possono essere in materiali plastici o in acciaio zincato o inossidabile; Puntuali Che agiscono sulla singola barra. Possono essere in plastica di forma diversa o in malta cementizia cavallotti sia lineari che puntuali e si ottengono dal taglio e piegatura di una rete elettrosaldata. Possono essere in acciaio zincato o inossidabile pinne o cavalletti Che servono a sostenere le armature interne superiori di più strutture bidimensionali e si ottengono direttamente in cantiere dalla piegatura di barre darmatura. La forma della parte verticale è quella di una U rovescia con le gambe di appoggio orizzontali realizzate da parti opposte per garantirne la stabilità. Non hanno nessuna funzione strutturale e per creare problemi di innesco della corrosione si deve evitare di poggiarli direttamente sul cassero ma vanno poggiati sul reticolo di armatura inferiore o su distanziatori puntuali o lineari. Distanziale integrato In tempi relativamente recenti è comparsa sul mercato anche una casseratura metallica a perdere nota come QuikJet che integra anche i distanziali per larmatura. In questo modo si ha la certezza del corretto copriferro uniformemente su tutto il manufatto in cls Oltre ad offrire numerosi altri vantaggi, questa casseratura corregge eventuali disallineamenti dovuti alle inevitabili imperfezioni dellarmatura.

La normativa vigente non riporta alcuna indicazione a proposito delle modalità di posa dei distanziatori. Comunque esistono delle regole generali in merito:

  • cavalotti lineari distanti fra loro s ≤ 50 d dove d è il diametro della barra e comunque s ≤ 50 m;
  • elementi bidimensionali orizzontali piastre, piastre di fondazione
  • il registro superiore di armatura deve poggiare su
  • cavallotti puntuali distanti fra loro s ≤ 50 d dove d è il diametro della barra e comunque s ≤ 50 m in entrambe le direzioni;
  • il registro inferiore del reticolo inferiore di armatura deve poggiare su distanziatori che garantiscano lo spessore di copriferro di progetto. Nel caso di distanziatori lineari questi devono distare tra loro s ≤ 50 d dove d è il diametro della barra e comunque s ≤ 1 m. Se i distanziatori sono puntuali i suddetti limiti valgono in entrambe le direzioni;
  • pilastri: i distanziatori vanno posti in corrispondenza delle staffe, che sono i ferri più esterni della griglia di armatura di pilastro, e distanti in senso longitudinale s ≤ 100 d = diametro armatura principale e comunque s ≤ 2 m
  • travi: i distanziatori vanno posti in corrispondenza delle staffe, che sono i ferri più esterni della griglia di armatura di una trave, distanti in senso longitudinale s ≤ 1 m. In corrispondenza delle testate delle travi vanno posti distanziatori per garantire il copriferro.
  • elementi bidimensionali verticali
  • cavallotti distanti fra loro s ≤ 50 d dove d è il diametro della barra e comunque s ≤ 50 m in entrambe le direzioni;
  • sia sul reticolo di armature interno che esterno vanno disposti distanziatori idonei a garantire il copriferro di progetto. Nel caso di distanziatori lineari questi devono distare tra loro s ≤ 50 d dove d è il diametro della barra e comunque s ≤ 50 m. Se i distanziatori sono puntuali i suddetti limiti valgono in entrambe le direzioni. Inoltre tra due barre contigue i distanziatori devono essere sfalsati;
  • per garantire la distanza di progetto fra i due reticoli si possono utilizzare cavallotti o cavaletti distanti s ≤ 1 m;


                                     

3. Copriferro e classi di esposizione

Lo strumento normativo più adeguato con il quale determinare lo spessore di ricoprimento è lEurocodice 2.

La UNI EN 1992-1-1, che rappresenta la versione italiana dellEurocodice 2, stabilisce per ogni classe strutturale S, il relativo copriferro minimo meglio indicato con il termine copristaffa dovuto alle condizioni ambientali, determinate attraverso la norma UNI EN 11104:2004, indicato con c min,dur mm

LEurocodice prevede 6 classi strutturali, la S4 è quella di riferimento e corrisponde ad una vita utile di progetto della struttura di 50 anni.

Nel caso di calcestruzzi con armatura lenta o ordinaria i valori di c min,dur in funzione delle più comuni classi di esposizione e classi strutturali sono le seguenti:

Nel caso di calcestruzzi con armatura precompressa i valori di c min,dur in funzione delle più comuni classi di esposizione e classi strutturale sono le seguenti:

Il valor di c min,dur è funzione di alcuni parametri come ad esempio la classe di resistenza del calcestruzzo e la vita utile di progetto della struttura.

Nel caso di vita utile di 100 anni, per ogni classe di esposizione, la UNI EN 1992-1-1:2005 consiglia di aumentare di 2 classi strutturali S6 mentre per un calcestruzzo con classe di esposizione ad esempio XC4, nel caso di classe di resistenza ≥ C40/50 R ck 50 consiglia di ridurre di 1 classe strutturale.

                                     

4. Calcolo del copriferro

Poiché bisogna garantire alle armature un copriferro minimo, c min, al fine di assicurare:

  • la protezione dellacciaio contro la corrosione;
  • unadeguata resistenza al fuoco UNI EN 1992-1-2.
  • la corretta trasmissione delle forze di aderenza;

Il c min dovrà essere assunto dal progettista pari al maggiore tra:

  • ove richiesto, il copriferro minimo per garantire la resistenza al fuoco c min,f;
  • 10 mm.
  • il copriferro minimo per garantire la durabilità prevista c min,dur
  • il copriferro minimo per garantire laderenza acciaio - calcestruzzo c min,b

Noto il valore minimo del copriferro bisogna determinare il valore del copriferro nominale di progetto che è definito come il copriferro minimo c min più un margine per gli scostamenti Δc dev tolleranza di esecuzione relativa al copriferro e che deve essere indicato negli elaborati progettuali:

  • c nom = c min + Δc dev

Nel caso di controlli in cantiere del copriferro non accurati, il valore raccomandato di Δc dev è pari a 10 mm. Nel caso di controlli più accurati, Δc dev può essere ridotto.

                                     

5. Copriferro per resistenza al fuoco

Fra gli agenti potenzialmente aggressivi dellacciaio, particolare e peculiare importanza riveste il fuoco, siccome la sua azione comporta un riscaldamento brusco dellacciaio che, oltre a dilatarsi, tendendo a fessurare lo stesso calcestruzzo, superata una certa soglia di temperatura solitamente attorno agli 815 °C perde repentinamente circa il 90% della sua resistenza meccanica, potendo, in tal modo, causare la crisi e il collasso strutturale.

Per questo motivo, quando unossatura portante in conglomerato cementizio armato deve possedere una predeterminata resistenza al fuoco che si esprime con la lettera R seguita dal numero di minuti minimo per il quale deve essere garantita la resistenza: ad esempio, R120 equivale a due ore di resistenza al fuoco, le normative tecniche forniscono spessori minimi di ricoprimento delle barre maggiorati rispetto ai casi ordinari, e maggiorati tanto più, quanto più elevata devessere la R e quanto più lelemento strutturale è potenzialmente esposto allazione del fuoco. Ad esempio, una trave alta che può essere esposta su tre facce allazione del fuoco necessita, a parità di R, un copriferro assai maggiore di quello richiesto per una trave in spessore di solaio che ha una sola faccia, quella intradossale, esposta al fuoco. A maggior ragione ha importanza lo spessore del copriferro in relazione alla presenza di barre dacciaio armonico pretese in elementi strutturali in conglomerato cementizio armato precompresso, siccome una diminuzione di resistenza delle barre dacciaio armonico o anche solo una dilatazione rilevante delle stesse con conseguente rilassamento delleffetto di pretensione, potrebbe comportare limmediato collasso strutturale.



                                     

6. Spessore di ricoprimento delle armature di precompressione

Fermo restando che il ricoprimento va accuratamente studiato e definito nelle verifiche di fessurazione previste dalla normativa vigente in prima approssimazione si possono prendere come riferimento i seguenti valori:

  • per le armature pre-tese, in corrispondenza della testata i trefoli devono essere protetti da un ricoprimento di almeno 35 mm, ovvero vanno protetti con un equivalente materiale protettivo.
  • le superfici esterne dei cavi post-tesi devono distare dalla superficie del conglomerato cementizio non meno di 30 mm. In ambiente aggressivo la distanza deve essere superiore a 50 mm;
                                     
  • allegati progettuali anche le seguenti prescrizioni: lo spessore del copriferro in funzione della classe di esposizione la durata della stagionatura
  • dimensioni massime dell aggregato sono in relazione con lo spessore del copriferro e con l interferro minimo delle armature metalliche. La dimensione massima
  • delle barre longitudinali è però limitata dalla possibilità che salti il copriferro e il suo contributo può essere quantizzato valutando la resistenza del
  • servizio molto lunga. In questi casi infatti la protezione offerta dal copriferro può risultare insufficiente a prevenire la corrosione, e pertanto l acciaio
  • indicatori della reazione Alcali - aggregati spalling: espulsione locale del copriferro dovuta a fenomeni come la corrosione dei ferri di armatura o quando i
  • dimensioni massime dell aggregato sono in relazione con lo spessore del copriferro e con l interferro minimo delle armature metalliche. Se il calcestruzzo
  • perdere I distanziatori per casseforme si distinguono da quelli per copriferro che vengono montati sempre all interno dei casseri ma in corrispondenza
  • conferire la necessaria resistenza alle sollecitazioni meccaniche, l esatto copriferro e interferro in conformità alle norme vigenti. Il calcestruzzo viene gettato
  • non accompagnato dalla formazione di ruggine e quindi da distacco del copriferro e quindi estremamente pericoloso in quanto il danno non è facilmente
  • essere chiuse e con ripiegature che entrino all interno della sezione. Il copriferro misurato all esterno delle staffe deve risultare maggiore od eguale a

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