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ⓘ Kulturkampf




Kulturkampf
                                     

ⓘ Kulturkampf

Il Kulturkampf è il nome con il quale fu definita la accesa lotta politica e culturale che vide coinvolti la Chiesa cattolica e gli Stati tedeschi nel periodo che va dalla fine del Concilio Vaticano ai primi decenni successivi alla fondazione dellImpero tedesco. Più specificatamente, con il termine si riassume anche tutta la legislazione anticuriale e anticlericale posta in essere dal governo tedesco in quegli anni.

                                     

1. Significato del termine

Il termine fu coniato da Rudolf Virchow, esponente di spicco del partito liberale progressista Deutsche Fortschrittspartei in un suo vibrante discorso tenuto al Reichstag il 17 gennaio 1873. Nel corso delle discussioni sulla proposta di legge relativa allo status e della preparazione dei religiosi, indicò con queste parole il compito che lo stato tedesco doveva assumersi.

Dopo aver descritto la contrapposizione ormai insanabile tra la gerarchia della Chiesa cattolica, espressione ormai di pochi vescovi italiani di cultura ultramontana, e lo sviluppo delle scienze umane e naturali, descrisse lobiettivo della orgogliosamente definita "battaglia di civiltà":

Nel concludere il discorso, e nel difendere le leggi che limitavano la cosiddetta libertas Ecclesiae, disse espressamente:

Eppure, non fu proprio questa la posizione che caratterizzò il Kulturkampf tedesco, che può essere quindi ben distinta, pur apparentemente simile nei suoi effetti, dalla successiva politica laicista della Terza Repubblica francese. Le peculiarità del Kulturkampf furono infatti dovute soprattutto alla figura che lo realizzò in Prussia: il principe e cancelliere dellImpero, Otto von Bismarck.

Se infatti la "battaglia per la civiltà" era il problema spirituale in cui versò la Mitteleuropa, de facto tra il 1859 e il 1879, laspetto politico del problema era rappresentato dal rapporto tra Curia romana e Stati sovrani. Ed è esattamente questo aspetto, il conflitto di competenza tra Stato e Chiesa, che maggiormente rilevò ed assunse maggiore rilevanza nella prospettiva di Bismarck.

Particolarmente chiara è la posizione di Bismarck in un suo discorso alla Herrenhaus la Camera Alta dellImpero:

Simili negli effetti e daccordo dunque nella legislazione, i due modelli culturali erano diversi. La prospettiva bismarckiana era conservatrice e affondava le sue origini, pur in una rinnovata prospettiva ottocentesca, molto più indietro, allo scontro medievale tra papato e impero, se non, come amava dire lo stesso Bismarck, alla lotta "tra Agamennone e Calcante".

                                     

2. Il Kulturkampf nella Mitteleuropa 1859-1879

La posizione di Virchow, ed in genere quella del suo partito, non era diversa dal forte anticlericalismo e anticristianesimo che si diffondeva negli stessi tempi in Francia o anche in Italia, soprattutto a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Il materialismo, il positivismo delle scienze naturali ed il diffondersi delle prime idee socialiste faceva da contesto e dava fondamento a queste posizioni, che nella lotta al Cattolicesimo vedevano una lotta della ragione contro la superstizione ed i residuati del medioevo.

In senso lato, dunque, una prima forma di Kulturkampf potrebbe essere considerata la politica ateistica o laicista della Francia rivoluzionaria, figlia dellilluminismo giacobino. In Francia, del resto, la lotta tra la Chiesa cattolica e la terza Repubblica fu aspro per tutto linizio del XX secolo. Anche in Italia, a partire dalle leggi Siccardi eversive della manomorta ecclesiastica, cominciò un periodo di forte contrapposizione.

Il termine Kulturkampf definisce tuttavia più da vicino laspetto peculiare che questa lotta, come si è detto, assunse negli Stati tedeschi. Alcuni storici parlano, a proposito, del periodo tra il 1859 e il 1879 di un Kulturkampf mitteleuropeo. A partire da quel momento, infatti, nei paesi dellEuropa centrale, Svizzera, Austria, Regni dellImpero Germanico, la questione del rapporto Stato-Chiesa cominciò ad essere posta in termini particolarmente conflittuali e si avviò una lotta condotta senza esclusione di colpi.

A partire dal 1879, alla fine, le parti incominciarono invece ad avviare trattative e si giunse ad un compromesso, che significò, nei fatti, una vittoria della posizione difensiva della Chiesa, soddisfacendo tuttavia in parte i poteri nazionali. Il conflitto continuò invece negli altri paesi, Francia ed Italia, dove però aveva assunto caratteristiche diverse.

                                     

2.1. Il Kulturkampf nella Mitteleuropa 1859-1879 Prodromi della battaglia culturale

Il terreno per questo aspro scontro era stato preparato dai successi ottenuti dalla Chiesa a partire dalla Restaurazione fino al 1854, anno della proclamazione del Dogma dellImmacolata Concezione. In quellanno infatti la Chiesa, nonostante il ritorno politico del liberalismo nel 1830 le rivoluzioni del 1848, aveva raggiunto il punto più alto della restaurazione di quanto aveva perduto a seguito della politica napoleonica.

Negli stati di lingua tedesca ciò si tradusse concretamente nel Concordato con lAustria del 1855, che orientava limpero in modo assolutamente confessionale e concedeva alla Chiesa notevoli privilegi.

La risposta liberale tuttavia non si fece aspettare e la Chiesa dovette arretrare. Le sconfitte militari dellAustria nella seconda guerra di indipendenza italiana indebolirono, in politica internazionale, le posizioni conservatrici. La Chiesa reagì alloffensiva e nel 1864, insieme allenciclica Quanta cura, pubblicò il Sillabo, il Compendio degli errori del tempo, con cui condannava definitivamente il liberalismo già condannato da Gregorio XVI nellenciclica Mirari vos, il socialismo già in forte crescita e, nel complesso, tutte le dottrine filosofiche, politiche e religiose di derivazione illuministica.

Leffetto della condanna fu forte. Ma, ancora una volta, la terribile sconfitta subita dallAustria nel 1866 a Königgrätz segnò definitivamente la fine della supremazia austriaca e del vecchio equilibrio conservatore in Europa. La Chiesa reagì, ancora, nel 1867, con la convocazione del Concilio Vaticano I e, infine, nel 1870, con la proclamazione del dogma dellinfallibilità papale. Ma, nello stesso anno, la sconfitta della Francia di Napoleone III che aveva puntato molto allaccordo con i cattolici isolò definitivamente la politica curiale.



                                     

2.2. Il Kulturkampf nella Mitteleuropa 1859-1879 Il Kulturkampf in Austria

In Austria era già cominciata una reazione del pensiero laico. Già il primo governo costituzionale austriaco 1861-1865 propose una serie di norme che puntavano allequiparazione delle confessioni allinterno dello stato. Successivamente venne messa in discussione la disciplina del matrimonio confessionale. Ma la politica liberale, il cui esponente di spicco era il dr. Muhlfelds leader dellala sinistra del partito costituzionalista, puntava al superamento del concordato confessionale del 1855.

I vescovi reagirono già nel 1861 opponendosi alle proposte del governo. Appellandosi allimperatore, si lamentarono di una politica che superava addirittura lodiata legislazione giuseppinista fino alla Rivoluzione francese, una delle legislazioni anticuriali più dure in un paese cattolico. Nel 1867 papa Pio IX scrisse personalmente allimperatore, il quale tuttavia, in un momento politicamente molto difficile, non poté, pur lamentando la politica anticlericale, venire incontro alle richieste del pontefice di lottare per il mantenimento del concordato.

Nel 1874, infine, vennero presentate quattro proposte di legge dal governo:

  • sulla regolamentazione dei rapporti pubblici della Chiesa cattolica;
  • sul riconoscimento legale delle Congregazione religiose.
  • sulla regolamentazione dei rapporti giuridici di Conventi e Monasteri
  • sul contributo al fondo per il culto delle prebende ecclesiastiche

Le leggi vennero approvate nel 1874 e sancite dallimperatore, con eccezione di quella sui conventi e i monasteri, che venne approvata dalla Herrenhaus la Camera Alta solo nel 1876, ma non ottenne la sanzione imperiale.

Questa legislazione non portò, tuttavia, come in Italia o negli USA, ad una "privatizzazione" della Chiesa Cattolica "libera Chiesa in libero stato", né ad una separazione dallo stato il "principio di separazione" che poi si realizzò in Italia, bensì ad un riconoscimento del ruolo pubblico della Chiesa, con un forte controllo da parte dello stato: il ruolo cioè, come si legge nella motivazione della legge, di una "corporazione pubblica privilegiata".

                                     

3. Il Kulturkampf nellImpero germanico

Fu nellImpero germanico che il fenomeno scoppiò in maniera virulenta. Bisogna tuttavia distinguere, data la natura federale dellimpero, tra i diversi stati, alcuni dei quali, come la Baviera, erano a maggioranza cattolica. Delle norme del Kulturkampf solo due furono però Reichsgesetze, leggi imperiali: quella contro luso del pulpito per fini politici e quella che espulse i gesuiti. Le altre interessarono esclusivamente il Regno di Prussia che era però il più vasto della federazione.

                                     

3.1. Il Kulturkampf nellImpero germanico Il Kulturkampf in Baviera

Come paese ad assoluta maggioranza cattolica, la posizione del Regno di Baviera era particolarmente importante nella legislazione del Reich. Per questo motivo la lotta alla Chiesa cattolica in Germania interessò le gerarchie statali.

Con la legge "contro labuso del pulpito per fini politici", varata dal Reichstag il 10 dicembre 1871, si ebbe un primo attacco: la proposta venne proprio dal Ministro della cultura del Regno di Baviera. Le difficoltà e la resistenza alla legislazione antiecclesiastica provennero in questo paese dal fortissimo partito di Centro Deutsche Zentrumspartei, lantenato "morale" dellodierna CDU, da poco costituitosi e braccio politico della Chiesa cattolica.

La legge, passata alla storia come Kanzelparagraph articolo sul pulpito, inseriva nel codice penale tedesco il § 130a, che recitava:

In una lettera di Bismarck al re Ludovico II, il Cancelliere rese chiaro come, proprio per questo motivo, il Kulturkampf fosse assolutamente necessario e non fosse possibile alcun accordo con il Papa. Questi, secondo lo statista della Realpolitik, non aveva nulla da offrire in cambio di un trattamento di favore, dato che non aveva alcuna influenza sulla politica filo-socialista tenuta dal partito di Centro.

Laumentato pericolo socialista e il pratico appoggio che lo Zentrum dava talvolta ai deputati socialisti costituiva per Bismarck un atto contro lo stato e come tale bisognava, indipendentemente dal cattolicesimo, ribadirlo:



                                     

3.2. Il Kulturkampf nellImpero germanico Il Kulturkampf in Prussia

Nulla di sorprendente che il conflitto fosse dunque ferocissimo nel Regno di Prussia. Bisogna però premettere una considerazione: è vero che i leader del secondo impero, Bismarck su tutti, diedero una personale impronta alla questione politica. Questa aveva tuttavia davvero assunto aspetti tali, che si sarebbe dovuta necessariamente, prima o poi, porre.

Per di più, il Regno di Prussia era di tradizione protestante e, come tale, anti-papista da sempre. Proprio per questo motivo, dunque, non aveva bisogno, a differenza della Baviera, di una politica anticlericale. Anzi, la Prussia, come paladina del protestantesimo, aveva già la presunzione di aver raggiunto la massima libertà per i gruppi religiosi, evangelici come cattolici.

Secondo lo storico Armando Saitta, lantiprussianesimo dei cattolici della Baviera e della Germania meridionale assunsero una connotazione religiosa nei confronti del potere centrale. Gli stati federati non riuscirono mai a controbilanciare il potere centrale del Kaiser e del cancelliere imperiale, che già avevano ottenuto per sé la competenza esclusiva su diplomazia, esercito e finanza, e desideravano introdurre anche un rigido controllo statale sulla chiesa cattolica tedesca. Bismark fece perno sul partito liberalnazionale, per iniziare una lotta contro il partito cattolico ed il Vaticano. Tuttavia, lequazione "opposizione alla Chiesa Cattolica= liberalismo" è sostanzialmente inesatta, tenuto conto che le posizioni liberali radicali, ateiste, anticristiane, massoniche spesso anche vicine al socialismo, erano più forti negli stati cattolici che in quelli protestanti.

La proclamazione del Concilio Vaticano I e la diffusione della notizia già annunciata da La Civiltà Cattolica nel febbraio del 1869 della prossima proclamazione del Dogma della infallibilità papale avevano già portato ad un radicalizzazione dello scontro. In Germania la stessa gerarchia episcopale, sulle prime, temeva una proclamazione del dogma. Allavvenuta proclamazione, tuttavia, non vi fu, allinterno della Chiesa, opposizione di rilievo se si eccettua la scissione dei vecchi cattolici in Germania e la monarchia assoluta allinterno della Chiesa fu perfettamente realizzata.

Il dogma, però, con le sue implicazioni politiche, cozzava con la dottrina del nuovo Stato: coincidenza davvero storica, la proclamazione coincise con la sconfitta della Francia, lunificazione della Germania e la fondazione dellImpero. Ora era dunque possibile fare i conti con la Chiesa cattolica.

                                     

3.3. Il Kulturkampf nellImpero germanico Gli obiettivi di Bismarck e la situazione politica

I compiti che il nuovo impero si prefiggeva erano la pace esterna e la stabilità interna. In questo senso, Bismarck puntava alla lotta del mantenimento dello stato monarchico, sia contro lassolutismo della Chiesa cattolica che contro le forze parlamentari democratiche, ora organizzate anche in partiti confessionali.

Contro queste forze si diresse lattacco dello stato, nemico del quale fu innanzitutto considerata quindi la cosiddetta ecclesia militans ed in particolare l ultramontanismo. Ma lattacco era diretto in generale contro tutte le forze che indebolivano la difesa dello stato nazione: polacchi, alsaziani e lorenesi, tutti paesi a maggioranza cattolica e di recente annessione, il partito del centro e i socialdemocratici.

Lordine di priorità che Bismarck aveva era chiaro: in primo luogo, colpire il partito di Centro, poi occuparsi degli aspetti di politica esterna, quindi le conseguenze dellinfallibilità pontificia. I liberali erano, nella visione di Bismarck, anche loro pericolosi, ma in questo momento cercò il loro appoggio e quelli credettero che il Cancelliere fosse con loro daccordo. In realtà fu lui ad usar loro. Il partito di Centro, però, giocò in Germania un ruolo molto importante fin dallinizio: il suo programma del 1871 pose politicamente la questione confessionale. Ed era troppo.

Il 30 gennaio del 1872, Bismarck disse chiaramente:

                                     

3.4. Il Kulturkampf nellImpero germanico Prima fase del Kulturkampf: 1872-1876: lattacco

La prima legge significativa è quella dell8 giugno 1871, con cui fu soppresso il reparto cattolico del ministero della cultura, cosa che incontrò la forte opposizione del partito di centro.

Seguì poi la già citata Kanzelparagraph, che portò allarresto di quasi tutti i vescovi cattolici di Prussia, tra cui larcivescovo di Posen, il conte Mieczysław Halka Ledóchowski, condannato a due anni di reclusione.

I successivi quattro anni videro lattacco più duro: la formazione di una serie di leggi, che devono la loro ideazione soprattutto alla figura di Adalbert Falk, Ministro della Cultura dal gennaio 1872.

Queste norme non furono un attacco al Centro, ma divennero un attacco fortissimo alla Chiesa cattolica e sono state impregnate dello spirito liberale, opera soprattutto di Falk, entrato nella carica di ministero dei culti il gennaio del 1872.

Sua è la legge dell11 marzo 1872 sulla scuola, che sanciva il controllo statale sulle lezioni scolastiche pubbliche e private, con conseguente cacciata degli insegnanti cattolici. Questa legge addirittura trovò lopposizione dei conservatori.

Il 4 luglio 1872 invece, unaltra legge imperiale espulse i Gesuiti dal territorio dellimpero. Qui si distinse il Principe di Hohenlohe-Schillingsfürst, loro acerrimo nemico.

Nello stesso anno intanto il regno di Prussia, al motto di "non andremo a Canossa" nach Canossa gehen wir nicht, ruppe i rapporti col Vaticano.

Con la legge del 5 aprile 1873, furono modificati gli articoli 15 e 18 della costituzione prussiana del 1850. Con questa, si eliminavano de facto le garanzie costituzionali per i cattolici e serviva per preparare il pacchetto di leggi del maggio del 1873.

Queste, le cosiddette Maigesetze, sono un gruppo a sé:

  • Legge del 12 maggio 1873, sul potere disciplinare della Chiesa e sulla creazione di un Tribunale reale per le questioni ecclesiali. Era ora possibile fare appello ad un tribunale statale contro una sanzione ecclesiastica.
  • Legge dell11 maggio 1873, sulla formazione ed assunzione dei religiosi, che, da allora in avanti, avrebbero potuto assumere il loro incarico solo previo esame statale. Tutti i religiosi avevano obbligo di registrarsi.
  • Legge del 14 maggio 1873, che facilitava luscita dalla Chiesa.
  • Legge del 13 maggio 1873, sui limiti del diritto alluso di mezzi ecclesiastici penali o di reclusione

Lanno dopo, sempre in maggio, seguì un altro gruppo di leggi:

  • Legge del 20 maggio 1874, sullamministrazione di diocesi cattoliche libere
  • Legge del 21 maggio 1874, che conteneva unintegrazione della legge dell11 maggio 1873
  • Legge del 4 maggio 1874, sullimpedimento di esercizio illecito di ministero ecclesiastico

Nel 1874 venne anche introdotto il matrimonio civile, con sanzioni per i parroci che avessero celebrato quello religioso precedentemente a quello civile.

La legislazione non riuscì: alle elezioni del 1874 il partito di centro raddoppiò i voti. Latmosfera era incandescente e il 13 luglio del 1874 lartigiano cattolico Eduard Franz Ludwig Kullmann attentò addirittura alla vita di Bismarck, che però fu solo leggermente ferito. Ma questi non cedette.

Le leggi del 1875 invece sono invece leggi penali, concepite per sanzionare le mancate applicazioni delle leggi precedenti:

  • Legge del 4 luglio 1875, sui diritti delle comunità vetero-cattoliche al patrimonio ecclesiale. Con questa si finanziarono ufficialmente i vetero-cattolici.
  • Legge del 31 maggio 1875, sugli ordini religiosi e sulle congregazioni cattoliche. Tutti gli ordini religiosi in Prussia furono sciolti, con eccezione di quelli aventi finalità assistenziali.
  • Legge del 18 giugno 1875, ampliamento della portata della legge del 5 aprile 1873
  • Legge del 22 aprile 1875, sui finanziamenti pubblici a religiosi e vescovadi cattolici, cui vennero tolti i finanziamenti statali.
  • Legge del 20 giugno 1875, sullamministrazione di patrimoni nelle parrocchie cattoliche.

Infine:

  • Legge del 26 febbraio 1876, integrazioni alla legge del 10 dicembre 1871
  • Legge del 7 giugno 1876, sui diritti di controllo dello stato nellamministrazione dei patrimoni delle diocesi cattoliche
                                     

3.5. Il Kulturkampf nellImpero germanico Seconda fase 1877-1887: tentativi di pacificazione e conclusione

Durante lo scontro ci furono trattative, anche attraverso il principe Hohenlohe, che però, nemico dichiarato dei Gesuiti, non riuscì a realizzare molto. Lintesa non pareva possibile.

Nel 1872 Bismarck aveva incominciato a preoccuparsi di un nuovo conclave e proposto di stabilire, insieme alla altre potenze, in particolare lAustria, alcune condizioni per il riconoscimento dellelezione. Cercò di fare un fronte unico, appoggiando in Italia e in Francia le posizioni più anticlericali e stringendo, daccordo con la Russia, la repressione in Polonia. Il papa reagì con un discorso natalizio di cui in Germania fu proibita la diffusione.

Dopo il 1876, invece, lo scontrò cominciò ad attenuarsi. Nel 1876 morì il cardinal Antonelli e nel 1878, dopo lungo regno, infine, Pio IX. Il successore, papa Leone XIII, pose la pace religiosa con la Germania tra i primi obiettivi.

A maggio e giugno del 1878, il Kaiser aveva subito due attentati da parte di socialisti indipendenti e anarchizzanti. La lettera di cordoglio di Leone XIII per questi accadimenti fu ben accolta a corte.

Nello stesso anno, in un incontro tra le parti, a Bad Kissingen vennero discusse le richieste del papa: libertà religiosa e rafforzamento del Centro. Ma Bismarck riuscì a fare lintesa a prescindere dal Centro. E la Chiesa fu daccordo, dato che anchessa non vedeva almeno non ancora di buonissimo occhio il cattolicesimo politico. Anche il Vaticano insomma giocò la carta del conservatorismo, e del pericolo socialdemocratico, cui Bismarck era ovviamente sensibile.

Nel 1879 le trattative si spostarono a Vienna. Qui il contrasto si fece giuridico: per lo stato prussiano lo stato doveva essere la fonte della legge; il diritto canonico, viceversa, non poteva ammettere questo. Ad ogni modo, le leggi vennero mitigate.

Nellestate del 1882 la Prussia riallacciò i rapporti con il Vaticano.

Infine, nel 1886 e nel 1887, furono emanate le cosiddette Leggi di pacificazione Friedensgesetzte, che conclusero il conflitto.

Leone XIII, il 23 maggio 1887, dichiarò ufficialmente conclusa "la lotta, che tanto ha danneggiato la Chiesa e nulla ha portato allo Stato".



                                     

3.6. Il Kulturkampf nellImpero germanico Il Kulturkampf nelle regioni polacche del regno di Prussia

Nelle regioni polacche del regno di Prussia, il Kulturkampf ebbe un impatto ancora maggiore. Soprattutto, ebbe un carattere nazionalista ben maggior che altrove in Germania.

La maggior parte delle zone della Polonia sottoposte alla Germania la provincia della Posnania erano infatti cattoliche, e videro la battaglia contro la Chiesa finalizzato piuttosto ad una politica di germanizzazione di quelle zone, per meglio amalgamarle al Reich.

Labolizione del reparto cattolico del ministero dellistruzione era strettamente collegato con la questione polacca. Esso permetteva infatti che nelle scuole si insegnasse il polacco. Bismarck scrive infatti:

Anche nel Reichsland Alsazia-Lorena, dove la popolazione era cattolica, le proteste della Chiesa contro loccupazione mostravano a Bismarck il pericolo da questa rappresentato.

Dopo le leggi di maggio, la maggior pare delle scuole in cui si insegnava polacco furono chiuse, a vantaggio di quelle tedesche.

Nel novembre del 1872 Falk pretese che linsegnamento della religione fosse tenuto in tedesco a partire dallanno successivo. Alle proteste del clero e dei cattolici polacchi, seguì la chiusura dei seminari di Posen e di Gnesen, e il controllo da pare dello stato delleducazione. I possedimenti della chiesa furono confiscati le modifiche costituzionali introdotte impedirono che i cattolici potessero ricorrere a questa per garantirsi la loro libertà.

La protesta polacca fu repressa duramente: 185 sacerdoti furono arrestati, e diverse centinaia furono esiliati. Tra gli imprigionati il Primate di Polonia, larcivescovo Mieczysław Halka Ledóchowski. Gli altri cercarono di continuare il loro servizio di nascosto.

La prova che il Kulturkampf in Polonia ebbe motivazioni ulteriori a quelli religiosi è data dal fatto che non terminò con la fine della decade. Nel 1886 infatti con il tentativo di sradicare gli slavi dal suolo tedesco fu avviata una nuova politica di germanizzazione. Tuttavia, va detto, questa, alla lunga, fallì.

                                     

4. Considerazioni

Si parla in genere di fallimento del Kulturkampf di Bismarck. Come già detto, la sua posizione personale sulla Chiesa cattolica non era quella dei liberali. Ancora durante la guerra con la Francia, addirittura, Bismarck si pronunciò favorevolmente, al contrario del Re, ad un asilo per il papa "prigioniero in Roma".

Nel 13 febbraio 1871, a Versailles, il cancelliere luterano spiegava infatti:

La posizione, al solito, è di assoluta Realpolitik ed alquanto diversa dalla legislazione e dal tono della "battaglia di civiltà". Ma Bismarck si trovò di fronte un osso duro: Pio IX. Nel giugno del 1873, durante uno dei tentativi di conciliazioni tra le parti, esclamò:

Daltro canto, la Chiesa cattolica aveva il presentimento che uomini come Bismarck avessero intenzione di cementare limpero a spese dei cattolici. Bismarck aveva capito il pericolo del partito di Centro ed aveva realizzato a suo modo quello che serviva alla Germania per unirsi; ma, in un certo senso, aveva considerato il papa e il cattolicesimo solo ed esclusivamente dal punto di vista politico.

Per lui i partiti erano solo mezzi: lo Stato si trovava a gestire una lotta tra liberali e clericali e non nel contesto del parlamentarismo anglosassone. La lotta contro il Centro si trasformò invece ben presto in lotta contro la Chiesa e alla lunga così non poteva continuare, soprattutto quando questo poteva trasformarsi in un boomerang per la politica conservatrice.

La maggior parte delle leggi rimasero in vigore. La legge contro i gesuiti fu ritirata solo nel 1917, quella sul pulpito addirittura nel 1953, nella Repubblica federale. Ma la regolamentazione scolastica rimane tuttora invariata. Il rapporto con la Chiesa rimase insomma regolamentato in questo modo attraverso le successive fasi della storia tedesca.

Visti dal punto di vista della situazione precedente il 1870, fu una grande vittoria dello Stato nazionale. Ma dal punto di vista degli obiettivi proclamati, fu vittoriosa la difesa della Chiesa e il risultato fu unintesa tra Chiesa e Stato. Il partito di centro ne uscì incredibilmente rafforzato. Sconfitti, paradossalmente, ne uscirono i liberali; sebbene infatti avessero ottenuto molto ne fossero usciti politicamente rafforzati, lo furono meno del centro, e non furono i veri protagonisti della battaglia, abbandonati quando gli obiettivi si distinsero.

Lintesa venne, però, raggiunta. Ben diversa sarà la situazione in Francia, dove la tradizione rivoluzionaria si rivitalizzò, proprio nel momento in cui si era sopita la battaglia in Germania, e scavò un solco profondo che ancora oggi non è mai stato colmato. Ma, appunto, ben più radicale era lobiettivo:

                                     

5. Kulturkampf nella terminologia politica contemporanea

Il termine ha avuto, per la sua forza, grande successo.

Ancora di recente lo troviamo utilizzato negli Stati Uniti, dove Pat Buchanan, tra gli altri, lo utilizzò per descrivere la lotta tra conservatori religiosi e i liberali laici, che cominciò a delinearsi a partire dagli anni sessanta. Ironia della sorte, Buchanan è discendente di cattolici tedeschi per parte di madre.

Il termine culture war fu infatti alla base di un discorso di Buchanan tenuto alla Republican National Convention, che però, pare, non abbia troppo aiutato la posizione repubblicana ed anzi favorito lelezione di Clinton.

Ad ogni modo, dal 2004 il termine in traduzione inglese è diventato comune negli USA, sia per i liberali che per i conservatori.