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ⓘ Effetto spettatore




                                     

ⓘ Effetto spettatore

L effetto spettatore, definito anche apatia dello spettatore o effetto testimone, è un fenomeno della psicologia sociale che si riferisce ai casi in cui gli individui non offrono alcun aiuto ad una persona in difficoltà, in una situazione demergenza, quando sono presenti anche altre persone. La probabilità dintervento è inversamente correlata al numero degli spettatori. In altre parole, maggiore è il numero degli astanti, minore è la probabilità che qualcuno di loro presterà aiuto. Numerose variabili intervengono nel determinare leffetto spettatore. Esse comprendono lambiguità, la coesione sociale e la diffusione della responsabilità.

                                     

1. Ricerche della psicologia sociale

Leffetto spettatore fu dimostrato per la prima volta in laboratorio da John Darley e Bibb Latané nel 1968 dopo che si erano interessati allargomento seguendo lomicidio di Kitty Genovese nel 1964. Questi ricercatori lanciarono una serie di esperimenti che ebbero come risultato uno dei più importanti e più replicati effetti della psicologia sociale. In un tipico esperimento, il partecipante è o da solo o in un gruppo di altri partecipanti o alleati. Venne inscenata una situazione di emergenza e i ricercatori misurano quanto tempo occorre perché i partecipanti intervengano, se intervengono. Questi esperimenti hanno trovato che la presenza di altri inibisce laiuto, spesso di un largo margine. Ad esempio, Bibb Latané e Judith Rodin 1969 inscenarono un esperimento intorno a una donna in pericolo. Solo il 70 per cento delle persone gridarono o andarono ad aiutare la donna dopo che avevano creduto che fosse caduta e ferita, ma quando cerano altre persone nella stanza soltanto il 40 per cento offrì aiuto.

                                     

1.1. Ricerche della psicologia sociale Situazioni di emergenza contro non emergenza

Latané e Darley eseguirono tre esperimenti per testare il comportamento in situazioni di non emergenza. I loro risultati indicavano che il modo in cui si chiedeva aiuto ai soggetti importava. In una prova, gli studiosi chiedevano il nome a uno spettatore. Più persone davano una risposta quando gli studiosi si presentavano per primi. In unaltra prova, gli studiosi chiedevano agli spettatori un nichelino. Quando lo studioso dava una spiegazione cioè, "Mi hanno rubato il portafoglio", la percentuale di persone che offrivano assistenza era più alta 72% di quando lo studioso chiedeva semplicemente un nichelino 34%. Essenzialmente, quando si chiede assistenza, più informazioni si danno a uno spettatore, più è probabile che aiuterà.

Secondo Latané e Darley, ci sono cinque caratteristiche delle emergenze che influenzano gli spettatori:

  • Le emergenze implicano la minaccia di un danno o un danno effettivo
  • Le emergenze non possono essere previste o attese
  • Il tipo di azione richiesta in unemergenza differisce da situazione a situazione
  • Le emergenze richiedono unazione immediata.
  • Le emergenze sono insolite e rare

A causa di queste cinque caratteristiche, gli spettatori subiscono processi cognitivi e comportamentali:

  • Forma di assistenza
  • Grado di responsabilità avvertito
  • Interpretano che la situazione è unemergenza
  • Implementano la scelta dellazione.
  • Notano che qualcosa sta succedendo

Notare Per testare il concetto di "notare", Latane e Darley 1968 inscenarono unemergenza usando studenti dellUniversità della Columbia. Gli studenti furono posti in una stanza - o da soli, o con due o tre estranei a completare un questionario mentre aspettavano che lo sperimentatore ritornasse. Mentre stavano completando il questionario del fumo fu pompato nella stanza attraverso unapertura nel muro per simulare unemergenza. Quando gli studenti stavano lavorando da soli notavano il fumo quasi immediatamente entro 5 secondi. Tuttavia, gli studenti che stavano lavorando in gruppi impiegavano più tempo fino a 20 secondi per notare il fumo. Latané e Darley sostenevano che questo fenomeno potesse essere spiegato dalla norma sociale di ciò che è considerato etichetta ben educata in pubblico. Nella maggior parte delle culture occidentali, la buona educazione impone che sia inappropriato guardarsi intorno oziosamente. Questo potrebbe indicare che una persona è impicciona o scortese. Di conseguenza, è più probabile che i passanti mantengano lattenzione su sé stessi quando sono intorno a grandi gruppi di quando sono da soli. Le persone che sono da sole è più probabile che siano consapevoli di quanto accade intorno a loro e perciò è più probabile che notino una persona che ha bisogno di assistenza.

Interpretare Una volta che una situazione è stata notata, affinché uno spettatore intervenga deve interpretare lincidente come unemergenza. Secondo i principio dellinfluenza sociale, gli spettatori monitorano le reazioni delle altre persone in una situazione di emergenza per vedere se gli altri pensano che sia necessario intervenire. Se si è determinato che gli altri non stanno reagendo alla situazione, gli spettatori interpreteranno la situazione non come unemergenza e non interverranno. Questo è un esempio di ignoranza pluralistica o prova sociale. Riferendosi allesperimento del fumo, anche se gli studenti nei gruppi avevano notato chiaramente che il fumo era diventato così denso che stava oscurando la loro visione, irritando loro gli occhi o facendoli tossire, era ancora improbabile che lo segnalassero. Solo un partecipante nella condizione di gruppo segnalò il fumo entro i primi quattro minuti, e verso la fine dellesperimento, nessuno di cinque degli otto gruppi aveva affatto segnalato il fumo. Nei gruppi che non segnalarono il fumo, fu anche interpretata in maniera meno grave la sua causa e la probabilità che fosse veramente minaccioso, nessuno infatti suggerì un incendio come possibile causa, ma alcuni preferirono spiegazioni meno gravi come la possibilità che il condizionatore dellaria stesse perdendo. Similmente, le interpretazioni del contesto giocavano un ruolo importante nelle reazioni della gente dinanzi a un uomo e una donna che avevano uno scontro in strada; quando la donna gridava: "allontanati da me, non ti conosco" gli spettatori intervenivano nel 65% delle volte, ma solo nel 19% delle volte quando la donna gridava: "allontanati da me, non so perché mai ti ho sposato".

Le ricerche generali sulleffetto spettatore furono condotte principalmente nel contesto di emergenze non pericolose e non violente. Uno studio 2006 testò leffetto spettatore in situazioni di emergenza per vedere se avrebbero ottenuto gli stessi risultati di altri studi che testavano non emergenze. In situazioni con basso pericolo potenziale, veniva dato significativamente più aiuto quando la persona era sola rispetto a quando vi erano intorno altre persone. Tuttavia, in situazioni con alto pericolo potenziale, i partecipanti messi di fronte a unemergenza da soli o alla presenza di unaltra persona avevano una probabilità simile di aiutare la vittima. Questo suggerisce che in situazioni di maggiore gravità è più probabile che la gente interpreti la situazione come una nella quale occorre aiuto e sarà più probabile che intervenga.

Grado di responsabilità Darley e Latané determinarono che il grado di responsabilità che sente uno spettatore dipende da tre cose:

  • La competenza dello spettatore
  • Se sente no che la persona sia meritevole di aiuto
  • La relazione tra lo spettatore e la vittima

Forme di assistenza Ci sono due categorie di assistenza come definite da Latané e Darley:

  • Intervento diretto: assistere direttamente la vittima
  • Intervento di deviazione. Lintervento di deviazione si riferisce alla segnalazione di unemergenza alle autorità cioè la polizia, i vigili del fuoco

Implementazione Dopo aver superato i passi 1-4, lo spettatore deve implementare lazione prescelta.

In uno studio fatto da Abraham S. Ross, gli effetti dellaccresciuta responsabilità sullintervento dello spettatore furono studiati aumentando la presenza dei bambini. Questo studio era basato sulla reazione di 36 studenti universitari maschi messi di fronte a situazioni di emergenza. Il risultato previsto era che le azioni di intervento avrebbero avuto un picco con la presenza di bambini intorno agli studenti partecipanti. La previsione si dimostrò però infondata e dallo studio non risultatarono differenze significative nellintervento.

Una meta-analisi 2011 delleffetto spettatore riferì che: "Leffetto spettatore era attenuato quando le situazioni erano percepite come pericolose in confronto a non pericolose, i perpetratori erano presenti in confronto a non presenti e i costi dellintervento erano fisici in confronto a non fisici. Questo schema di scoperte è coerente con il modello di compensazione dei costi di eccitazione, che propone che le emergenze pericolose sono riconosciute più velocemente e più chiaramente come emergenze reali, inducendo in tal modi più elevati livelli di eccitazione e quindi più aiuto." Essi inoltre "identificarono situazioni in cui gli spettatori forniscono sostegno fisico gradito allindividuo potenzialmente intervenente e riducono così leffetto spettatore, come quando gli spettatori erano esclusivamente maschi, quando erano alleati ingenui piuttosto che passivi o persone presenti solo virtualmente, e quando gli spettatori non erano estranei".

Una spiegazione alternativa è stata proposta da Stanley Milgram, che ipotizzò che il comportamento insensibile degli spettatori fosse causato dalle strategie che essi avevano adottato nella vita quotidiana per affrontare il sovraccarico cognitivo. Questa idea è stata convalidata in varia misura dalle ricerche empiriche.

Timothy Hart e Ternace Miethe usarono i dati del Rilevamento nazionale sulle vittimizzazioni di crimini National Crime Victimization Survey, NCVS e trovarono che uno spettatore era presente nel 65 per cento delle vittimizzazioni nei dati. La loro presenza era più comune nei casi di aggressioni fisiche 68%, che ammontavano alla maggioranza di queste vittimizzazioni violente e meno probabile nelle rapine 49% e nelle aggressioni sessuali 28%. Le azioni degli spettatori era giudicate dalle vittime più frequentemente come "né utili né dannose" 48%, seguite da "utili" 37%, "dannose" 10% e "sia utili sia dannose" 3%. Metà degli attacchi ai quali era presente uno spettatore si verificavano la sera in cui la vittima e lo spettatore erano estranei.

                                     

1.2. Ricerche della psicologia sociale Ambiguità e conseguenze

Lambiguità è un fattore che influenza se una persona assiste no unaltra che ha bisogno. Nelle situazioni in cui lo spettatore/gli spettatori non sono sicuri se una persona richieda assistenza una situazione ad alta ambiguità, il tempo di reazione è lento sentono una persona cadere, ma non sono sicuri se si sia fatta male. Nelle situazioni a bassa ambiguità una persona che grida aiuto il tempo di reazione è più rapido che nelle situazioni ad alta ambiguità. In alcuni casi di alta ambiguità, a una persona o a un gruppo può occorrere fino a 5 volte di più prima di agire rispetto ai casi di bassa ambiguità. Il numero di spettatori in ciascuna condizione non è un fattore significativo. In questi casi, gli spettatori determinano la propria sicurezza prima di procedere. È più probabile che gli spettatori intervengano nelle situazioni a bassa ambiguità e con conseguenze insignificanti rispetto alle situazioni ad alta ambiguità e con conseguenze significative.



                                     

1.3. Ricerche della psicologia sociale Comprensione dellambiente

Il fatto che uno spettatore intervenga no può avere a che fare con la sua familiarità con lambiente dove si verifica lemergenza. Se lo spettatore ha familiarità con lambiente, è più probabile che sappia dove trovare aiuto, dove sono le uscite, ecc. Gli spettatori che si trovano in un ambiente nel quale non hanno familiarità con i dintorni è meno probabile che prestino aiuto in una situazione di emergenza.

                                     

1.4. Ricerche della psicologia sociale Innescare leffetto spettatore

Le ricerche fatte da Garcia et al. 2002 indicano che linnesco di un contesto sociale può inibire il comportamento di aiuto. Immaginare di essere intorno a una persona o essere intorno a un gruppo di persone può influenzare la disponibilità di una persona ad aiutare.

                                     

1.5. Ricerche della psicologia sociale Coesione e appartenenza al gruppo

La coesione sociale è unaltra variabile che può influenzare il comportamento di aiuto di uno spettatore. Come definita da Rutkowski et al., la coesione si riferisce a una relazione consolidata amici, conoscenti tra due o più persone. Sono stati fatti esperimenti per testare la prestazione degli spettatori quando sono in gruppi con persone che conoscono. Secondo Rutkowski et al., la norma della responsabilità sociale influenza il comportamento di aiuto. La norma della responsabilità sociale afferma che "le persone dovrebbero aiutare gli altri che hanno bisogno di aiuto e che dipendono da loro per esso". Come suggerito dalle ricerche, più un gruppo è coeso, più è probabile che il gruppo agirà in accordo con la norma della responsabilità sociale. Per testare questa ipotesi, i ricercatori usarono studenti universitari e li divisero in quattro gruppi: un gruppo scarsamente coeso con due persone, un gruppo scarsamente coeso con quattro persone, un gruppo altamente coeso con due persone e un gruppo altamente coeso con quattro persone. Gli studenti nel gruppo altamente coeso furono poi fatti conoscere tra loro presentandosi e discutendo ciò che piaceva/non piaceva loro della scuola e altri argomenti simili. Il punto dellesperimento era determinare se i gruppi coesi erano no più disponibili ad aiutare una "vittima" ferita dei gruppi scarsamente coesi. I gruppi altamente coesi con quattro membri erano quelli più rapidi e più probabili a rispondere alla vittima che credevano fosse ferita. I gruppi scarsamente coesi con quattro membri erano i più lenti e i meno probabili a rispondere a una vittima.

Le ricerche sullaltruismo suggeriscono che il comportamento di aiuto è più probabile quando ci sono somiglianze tra chi aiuta e la persona che viene aiutata. Recenti ricerche hanno considerato il ruolo della somiglianza, e più specificamente, hanno condiviso lappartenenza al gruppo nellincoraggiare lintervento dello spettatore. In un esperimento 2005, i ricercatori trovarono che era più probabile che gli spettatori aiutassero una persona ferita se quella persona stesse indossando una maglia da football di una squadra che piaceva allo spettatore rispetto a una squadra che non gli piaceva. Tuttavia, quando la loro identità condivisa come tifosi di football era resa rilevante, era probabile che i sostenitori di entrambe le squadre fossero aiutati, significativamente più di una persona che indossasse una semplice maglietta.

Le scoperte di Mark Levine e Simon Crowther 2008 illustrarono che la dimensione crescente del gruppo inibiva lintervento in uno scenario di violenza stradale quando gli spettatori erano estranei, ma incoraggiavano lintervento quando gli spettatori erano amici. Essi trovarono anche che quando lidentità di genere era rilevante la dimensione del gruppo incoraggiava lintervento quando gli spettatori e la vittima condividevano lappartenenza alla categoria sociale. In aggiunta, la dimensione del gruppo interagiva con norme specifiche del contesto che da una parte inibiscono dallaltra incoraggiano laiuto. Lo spettatore non è una conseguenza generica della dimensione crescente del gruppo. Quando gli spettatori condividono le relazioni psicologiche a livello di gruppo, la dimensione del gruppo incoraggiano come pure inibiscono laiuto.

Queste scoperte possono essere spiegate in termini di autocategorizzazione ed empatia. Dal punto di vista della teoria dellautocategorizzazione, lidentità sociale, il benessere di una persona è legato alla sua appartenenza al gruppo così che quando unidentità basata sul gruppo è rilevante, si può considerare che la sofferenza di un membro del gruppo influenzi direttamente il gruppo stesso. A causa di questa identità condivisa, definita come fusione sé-altro, gli spettatori sono in grado di simpatizzare, il che si è scoperto prevede il comportamento di aiuto. Ad esempio, in uno studio relativo allaiuto dopo lo sfratto si trovò che sia lidentificazione sociale sia lempatia inducevano laiuto. Tuttavia, quando si controllò lidentificazione sociale, lempatia non induceva più il comportamento di aiuto.



                                     

1.6. Ricerche della psicologia sociale Differenze culturali

Nel discutere il caso di Wang Yue e un successivo incidente in Cina nel quale le riprese a circuito chiuso in una metropolitana di Shanghai mostravano i passeggeri che fuggivano da uno straniero che era svenuto, Yunxiang Yan, antropologo dellUCLA, asserì che le reazioni possono essere spiegate da differenze storico-culturali profondamente radicate nella società agraria, nella quale vi era un netto contrasto tra come gli individui si associavano con i membri del gruppo interno ingroup e di quello esterno outgroup, dicendo: "Come trattare gli stranieri gentilmente è una delle più grosse sfide nella società cinese contemporanea.Il sistema etico prevalente nella Cina tradizionale si basa su legami di comunità, di consanguineità molto stretti." Egli continuava: "Una persona potrebbe trattare altre persone nel suo gruppo sociale molto, molto gentilmente. Ma allopposto, quando fosse messa di fronte a un estraneo, e tendere ad essere molto sospettosa. E ogni volta che fosse possibile, potrebbe approfittare di quellestraneo."

                                     

1.7. Ricerche della psicologia sociale Diffusione della responsabilità

Darley e Latané 1968 condussero ricerche sulla diffusione della responsabilità. Le scoperte suggerirono che, nel caso di unemergenza, quando le persone credono che ci siano altre persone intorno sono meno propense o più lente ad aiutare una vittima, perché credono che qualcun altro se ne prenderà la responsabilità. Le persone potrebbero anche evitare di prendersi la responsabilità per una situazione a seconda del contesto. Potrebbero presumere che altri spettatori, come medici o agenti di polizia, siano più qualificati per aiutare, e che il loro intervento sarebbe non necessario. Potrebbero anche temere di essere rimpiazzati da un soccorritore migliore, di offrire assistenza non voluta, o di affrontare le conseguenze legali di offrire unassistenza inferiore e forse pericolosa. Per questa ragione, alcune legislazioni limitano la responsabilità per coloro che tentano di fornire servizi medici e non medici in unemergenza.

                                     

1.8. Ricerche della psicologia sociale Ricerche dei professionisti dellOmbudsman organizzativo

Uno studio del 2009 pubblicato dallAssociazione Internazionale degli Ombudsman nel Journal of the International Ombudsman Association suggerisce che - in realtà - ci sono dozzine di ragioni per cui le persone non agiscono sul momento né si fanno avanti sul posto di lavoro quando vedono un comportamento che considerano inaccettabile.

Le più importanti ragioni citate per non agire erano: la paura della perdita di relazioni importanti dentro e fuori del posto di lavoro, e una paura di "cattive conseguenze". Vi erano anche molte ragioni fornite da persone che non agivano sul momento né si facevano avanti con le autorità.

Questo studio di professionisti suggerisce che leffetto spettatore" può essere studiato e analizzato in maniera molto più ampia. La prospettiva più ampia include non solo a) ciò che gli spettatori fanno nelle singole emergenze, b) aiutare gli estranei nel bisogno, quando c) ci sono o non ci sono altre persone intorno. Le reazioni degli spettatori possono essere analizzate anche a) quando gli spettatori percepiscono uno qualsiasi di unampia varietà di comportamenti inaccettabili nel corso del tempo, b) sono allinterno di un contesto organizzativo, e c) con persone che conoscono. Lo studio dei professionisti segnalava molte ragioni per le quali alcuni spettatori allinterno delle organizzazioni non agiscono o non segnalano un comportamento inaccettabile. Lo studio suggerisce anche che il comportamento dello spettatore, in realtà, spesso è utile, in termini di agire sul momento per aiutare e di segnalare un comportamento inaccettabile le emergenze le persone nel bisogno. Lo studio dei professionisti dellombuds suggerisce che ciò che gli spettatori faranno nelle situazioni reali è effettivamente molto complesso, riflettendo le visioni del contesto e i loro responsabili le relative strutture organizzative se ve ne sono e anche molte ragioni personali.

A sostegno dellidea che alcuni spettatori agiscono in modo effettivamente responsabile, Gerald Koocher e Patricia Keith Spiegel scrissero un articolo del 2010 relativo a uno studio finanziato dalla NIH che mostra che lintervento informale di pari e spettatori possa interrompere o rimediare a un comportamento scientifico inaccettabile.

                                     

1.9. Ricerche della psicologia sociale What would you do?

Lo spettacolo in prima serata di John Quiñones, What Would You Do? ossia "Che cosa fareste voi?" sul network American Broadcasting Company, testa leffetto spettatore. Si usano attori per rappresentare recitando situazioni tipicamente non di emergenza mentre le telecamere catturano le reazioni le azioni di spettatori innocenti. Gli argomenti includono imbrogliare in un esame milionario, una persona anziana che ruba in un negozio, il razzismo e lomofobia.

                                     

1.10. Ricerche della psicologia sociale Computer contro non computer: intervento mediato dal computer

Le ricerche suggeriscono che leffetto spettatore può essere presente in situazioni di comunicazione mediata dal computer. Levidenza dimostra che le persone possono essere spettatori anche quando non possono vedere la persona in difficoltà. Nellesperimento, furono osservati 400 gruppi di conversazione in linea. Uno di due alleati fu usato come vittima in ciascuna chat room: o una vittima maschile il cui nome sullo schermo era Jake Harmen o una vittima femminile denominata Suzy Harmen. Lo scopo dellesperimento era determinare se il genere della vittima importasse o no, se la dimensione di ciascun gruppo di conversazione avesse qualche effetto se chiedere laiuto di una persona usando direttamente il suo nome sullo schermo avrebbe no avuto qualche effetto. I risultati indicarono che non aveva alcun effetto sul fatto che uno spettatore assistesse no la vittima. In accordo con le conclusioni di Latané e Darley, il numero di persone presenti nella chat room ha effetto. Il tempo di risposta per i gruppi di conversazione più piccoli era più rapido di quello nei gruppi di conversazione più grandi. Tuttavia, questo effetto era inesistente quando la vittima Suzy o Jake chiedeva aiuto a una persona specifica nel gruppo di conversazione. Il tempo medio di risposta per i gruppi nei quali era chiamata in causa una persona specifica era 36.38 secondi. Il tempo medio di risposta per i gruppi nei quali non era indicato nessun nome sullo schermo era 51.53 secondi. Una conclusione significativa della ricerca è che lintervento dipende dal fatto se una vittima chiedeva aiuto specificando un nome sullo schermo. Leffetto della dimensione del gruppo era inibito quando la vittima chiedeva specificamente aiuto a una determinata persona. Lo stesso effetto non era invece inibito se la vittima non chiedeva aiuto a una persona specifica.



                                     

1.11. Ricerche della psicologia sociale Bambini come spettatori

Sebbene la maggior parte delle ricerche siano state condotte sugli adulti, anche i bambini possono essere spettatori. Uno studio condotto da Robert Thornberg nel 2007 identificò varie ragioni per le quali i bambini non aiutano quando un altro compagno di classe è in difficoltà. Esse comprendono: banalizzazione, dissociazione, imbarazzo associato, priorità agli impegni di lavoro, conformità a una norma competitiva, modellamento sul pubblico e trasferimento di responsabilità. In uno studio ulteriore, Thornberg concluse che ci sono sette stadi di deliberazione morale dello spettatore nelle situazioni tra gli alunni svedesi che egli aveva osservato e intervistato: a notare che qualcosa non va, cioè, i bambini prestano unattenzione selettiva al loro ambiente, e a volte non si sintonizzano su un coetaneo in difficoltà se hanno fretta o se la loro visuale è ostruita; b interpretare un bisogno di aiuto - a volte i bambini pensano che gli altri stiano solo giocando piuttosto che essere effettivamente in difficoltà oppure mostrano ignoranza pluralistica, c provare empatia, cioè, essendosi sintonizzati su una situazione e avendo concluso che occorre aiuto, i bambini potrebbero essere dispiaciuti per un coetaneo ferito o arrabbiati per laggressione ingiustificata rabbia empatica, d elaborare le cornici morali della scuola - Thornberg identificò cinque ingredienti contestuali che influenzano il comportamento dei bambini nelle situazioni delle spettatore, e esplorazione dello status e delle relazioni sociali, cioè, era meno probabile che gli studenti intervenissero se non si definivano amici della vittima o appartenenti alla stessa categoria sociale significativa della vittima, o se cerano studenti di status elevato presenti o coinvolti come aggressori - per converso, era più probabile che gli studenti di status inferiore intervenissero se vi erano intorno solo pochi altri studenti di status basso, f condensare i motivi per lazione, vale a dire considerare un numero di fattori come possibili costi e benefici, e g agire, cioè, tutti i suddetti elementi si univano nella decisione di intervenire oppure no. È impressionante come questa fosse meno una decisione individuale che il prodotto di un insieme di processi interpersonali e istituzionali.

                                     

2.1. Implicazioni della ricerca Processi per omicidio sudafricani

In uno sforzo di rendere i tribunali sudafricani più equi nelle loro sentenze di condanna, fu introdotto il concetto di circostanze attenuanti. Tuttavia, nessuna definizione concreta di circostanze attenuanti fu mai data. I tribunali sudafricani cominciarono a usare la testimonianza di esperti di psicologia sociale per definire che cosa significasse circostanze attenuanti nel sistema giudiziario. Esempi includono: la deindividuazione, lapatia dello spettatore e il conformismo. Nel caso di S. contro Sibisi e Altri 1989 otto membri del Sindacato dei Lavoratori ferroviari e portuali sudafricani South African Railways and Harbours Workers Union, SARHWU erano implicati nellomicidio di quattro lavoratori che avevano scelto di non aderire allo sciopero del SARHWU. Gli psicologi Scott Fraser e Andrew Colman presentarono prove per la difesa usando le ricerche della psicologia sociale. Anche lantropologo sociale Boet Kotzé fornì prove per la difesa. Egli testimoniò che le culture africane sono caratterizzate da una coscienza collettiva. Kotzé testimoniò che il conscio collettivo aveva contribuito alla disponibilità degli accusati ad agire con il gruppo piuttosto che ad agire come individui. Fraser e Colman affermarono che l apatia dello spettatore, la deindividuazione, il conformismo e la polarizzazione di gruppo erano circostanze attenuanti nelluccisione dei quattro crumiri. Essi spiegarono che la deindividuazione può influenzare la capacità dei membri del gruppo di rendersi conto che sono ancora responsabili delle loro azioni individuali anche quando stanno con un gruppo. Usarono anche le ricerche sullapatia dello spettatore di Latané e Darley per illustrare perché quattro degli otto imputati erano rimasti a osservare mentre gli altro quattro uccidevano quattro uomini. Le testimonianze di Fraser e Colman aiutarono effettivamente quattro degli imputati a sfuggire alla pena di morte.

                                     

2.2. Implicazioni della ricerca Leggi

Molti paesi nel mondo hanno emanato leggi che ritengono gli spettatori responsabili quando assistono ad unemergenza senza intervenire.

  • La Carta dei diritti e delle libertà delluomo del Québec Quebec Charter of human rights and freedoms afferma che "ogni persona deve venire in aiuto di chiunque la cui vita sia in pericolo, o personalmente o chiamando aiuto, a meno che ciò implichi pericolo per sé stesso o per una terza persona, o abbia unaltra valida ragione". In Quebec è perciò un obbligo giuridico assistere le persone.
  • Parimenti, il Codice penale brasiliano afferma che è reato non soccorrere o non chiamare i servizi di emergenza quando è opportuno persone ferite o disabili, comprese quelle che si trovano in grave e imminente pericolo finché è sicuro farlo. Questo include anche i bambini abbandonati.
  • Il Codice penale tedesco considera reato per una persona omettere di prestare aiuto in caso di incidenti o altri pericoli comuni, a meno che tale persona in tal modo non mettesse in pericolo sé stessa o ciò fosse contrario a qualche altra importante obbligazione.
  • Nellordinamento italiano è punita la omissione di soccorso, delineando il dovere di "dare avviso immediato allautorità di aver trovato abbandonato o smarrito un fanciullo minore di anni dieci o altra persona incapace di provvedere a sé stessa", oppure di "prestare assistenza o di dare avviso allautorità di aver trovato un corpo umano che sembri inanimato ovvero una persona ferita o che necessiti assistenza".

Negli Stati Uniti dAmerica, sono state attuate le cosiddette "Leggi del buon samaritano" Good Samaritan laws per tutelare gli spettatori che, agendo in buona fede, prestano soccorso a persone in difficoltà. Molte organizzazioni inoltre stanno predisponendo programmi di formazione per il comportamento da assumere quando si è spettatori di questo tipo di situazioni. Ad esempio, lEsercito degli Stati Uniti sta facendo formazione per gli spettatori di casi di aggressione sessuale. Alcune organizzazioni fanno abitualmente formazione per gli spettatori riguardo ai temi della sicurezza. Altre la stanno facendo riguardo ai temi delle disuguaglianze. Organizzazioni come le università americane stanno usando le ricerche sugli spettatori anche per favorire gli interventi di fronte ai tentativi di stupro. Tra gli esempi sono da citare il programma InterACT di prevenzione delle aggressioni sessuali e il programma Green Dot.

Molte istituzioni hanno lavorato per fornire opzioni di intervento o segnalazione agli spettatori che assistono a comportamenti che considerano inaccettabili. Queste opzioni di solito sono fornite attraverso sistemi di reclamo - in modo che gli spettatori possano scegliere a chi rivolgersi. Unaltra opzione che è particolarmente utile è quella di un ombudsman organizzativo, che non tiene registrazioni per il datore di lavoro ed è quasi completamente confidenziale.

                                     

3.1. Esempi notevoli Kitty Genovese

Il caso di Kitty Genovese è spesso citato e occasionalmente criticato come un esempio dell"effetto spettatore". È anche il caso che stimolò originariamente la ricerca psicologica sociale in questo campo. Il 13 marzo 1964 Kitty Genovese, una ragazza statunitense di 28 anni, stava ritornando dal lavoro al suo appartamento del Queens, New York, alle 3 del mattino, quando fu pugnalata a morte da uno stupratore e omicida seriale. Secondo i resoconti dei giornali, lattacco durò almeno mezzora, tempo durante il quale la Genovese urlò e supplicò aiuto. Lomicida attaccò la Genovese e la pugnalò, poi fuggì dalla scena dopo aver attirato lattenzione di un vicino. Lassassino ritornò poi 10 minuti più tardi e finì laggressione. Le notizie dei giornali dopo la morte della Genovese asserirono che 38 testimoni avevano osservato le pugnalate e omesso di intervenire o perfino di contattare la polizia dopo che lassalitore era fuggito e la Genovese era morta. Questo condusse a una diffusa attenzione dellopinione pubblica e a molti editoriali.

Secondo un articolo pubblicato nel 2007 in American Psychologist, la storia originaria dellomicidio di Kitty Genovese era stata esagerata dai mezzi di comunicazione. Specificamente, non cerano 38 testimoni oculari, la polizia fu contattata almeno una volta durante lassalto, e molti degli spettatori che avevano sentito per caso lassalto non poterono in realtà vedere. Gli autori dellarticolo suggeriscono che la storia continua a essere travisata nei manuali di psicologia perché funge da parabola e serve come esempio drammatico per gli studenti.

                                     

3.2. Esempi notevoli Larry Froistad 1998

Lunedì 22 marzo 1998, Larry Froistad scrisse un messaggio in una chat room usata come gruppo di sostegno per persone che combattevano lalcolismo. Nel suo messaggio, confessò di essersi intenzionalmente ubriacato e di aver appiccato il fuoco alla sua casa uccidendo così sua figlia. Più di 200 persone erano in linea a vedere il messaggio. Molti erano furiosi, ma alcuni intervennero in difesa di Froistad e asserirono che stava "sperimentando una fantasia guidato dalla colpa per il suo divorzio". Dopo un dibattito, tre persone su più di 200 denunciarono lincidente alle autorità. Froistad confessò lomicidio il 27 marzo 1998.

                                     

3.3. Esempi notevoli Axel Casian

Il 16 giugno 2008, su una strada di campagna fuori da Turlock California, amici, familiari ed estranei, compreso un capo dei vigili del fuoco volontari, rimasero a guardare mentre Sergio Aguiar ammazzava metodicamente di botte suo figlio Axel Casian di due anni, spiegando con voce calma che "doveva far uscire i demoni" dal ragazzo. A un certo punto si fermò per accendere le luci di emergenza del suo camion. Nessuno si mosse per prendere il bambino o attaccare Aguiar. I testimoni dissero che erano tutti impauriti per intervenire perché Aguiar "avrebbe potuto avere qualcosa in tasca", sebbene alcune persone abbiano cercato sassi o tavole sperando di trovare qualcosa per sottometterlo. La fidanzata del capo dei vigili del fuoco chiamò il 911. Lagente di polizia Jerry Ramar arrivò in elicottero e disse ad Aguiar di fermarsi. Aguiar mostrò a Ramar il dito medio e Ramar gli sparò in testa. Gli agenti di polizia e gli psicologi spiegarono più tardi che linazione della folla era giustificata perché "le persone comuni non vogliono affrontare uno psicotico", che non erano "psicologicamente preparate" a intervenire e che essere bloccati dallindecisione e dalla paura è una reazione normale.

                                     

3.4. Esempi notevoli Esmin Green, Kings County Hospital

Nel giugno 2008 la quarantanovenne Esmin Green si accasciò nella sala dattesa del Kings County Hospital Center a Brooklyn dopo aver aspettato quasi 24 ore per le cure. Fu ignorata dalle altre persone presenti nella sala e da due guardie di sicurezza. Fu aiutata dopo che era passata unora, ma morì. Il personale dellospedale falsificò i registri per minimizzare il tempo che la Green era rimasta distesa sul pavimento senza assistenza. Il Kings County Hospital era stato citato in precedenza per condizioni insalubri e abbandono di paziente.

                                     

3.5. Esempi notevoli Brian Sinclair, Winnipeg Health Sciences Centre

Nel settembre 2008 il quarantacinquenne Brian Sinclair si recò in una clinica medica di Winnipeg, lamentandosi di dolori addominali e di un possibile problema con il suo catetere. La clinica lo indirizzò al pronto soccorso di Scienze della Salute Health Sciences. Dopo aver parlato a uninfermiera nellarea di triage, gli fu detto di andare nella sala dattesa finché qualcuno non gli parlasse. Sinclair rimase seduto nella sala dattesa per 34 ore. Nessuno gli parlò, gli diede cibo o cure, o gli prestò altrimenti attenzione finché uno degli altri pazienti disse al personale di sicurezza che non poteva dire se Sinclair stesse respirando. Sinclair morì di una malattia trattabile nella sala dattesa. La morte ebbe come conseguenza uninchiesta nella provincia di Manitoba sulle cure dei pronti soccorsi e degli individui marginalizzati.

                                     

3.6. Esempi notevoli Hugo Alfredo Tale-Yax

Nellaprile 2010 Hugo Alfredo Tale-Yax fu pugnalato a morte a New York dopo essere corso in aiuto di una donna che stava venendo assalita da un rapinatore. Yax rimase sul marciapiede per più di unora prima che arrivassero i vigili del fuoco. Quasi venticinque persone gli passarono accanto mentre lui giaceva morente su un marciapiede del Queens, parecchi fissarono Yax, uno di loro fece fotografie; tuttavia, nessuno di loro lo aiutò o chiamò i servizi di emergenza.

                                     

3.7. Esempi notevoli Raymond Zack

Nel Memorial Day del 2011, il cinquantatreenne Raymond Zack, di Alameda California, entrò nelle acque al largo di Robert Crown Memorial Beach e rimase immerso fino al collo nellacqua grosso modo a 150 metri al largo per quasi unora. Sua madre adottiva, Dolores Berry, chiamò il 9-1-1 e disse che suo figlio stava tentando di affogarsi. Ci sono rapporti confliggenti sulle intenzioni di Zack. I vigili del fuoco e la polizia risposero, ma non entrarono in acqua. I vigili del fuoco chiamarono una barca della Guardia costiera degli Stati Uniti per intervenire sulla scena. Secondo i rapporti di polizia, la polizia di Alameda si aspettava che i vigili del fuoco entrassero in acqua. I vigili del fuoco in seguito dissero che non avevano la formazione le certificazioni correnti per eseguire il soccorso in acqua con base a terra. Dozzine di civili sulla spiaggia, o che osservavano dalle loro case dallaltra parte della spiaggia, non entrarono in acqua, apparentemente aspettandosi che gli agenti di pubblica sicurezza operassero un soccorso. Alla fine, Zack si accasciò in acqua, apparentemente per ipotermia. Perfino allora nessuno entrò in acqua per parecchi minuti. Infine, un buon samaritano entrò in acqua e tirò Zack a riva. Zack morì dopo in un ospedale locale.

                                     

3.8. Esempi notevoli Wang Yue

Nellottobre 2011, una bambina di due anni, Wang Yue, fu urtata da un piccolo furgone bianco nella città di Foshan Cina e poi investita da un grosso camion quando non fu spostata dagli spettatori. Un totale di 18 persone la ignorarono, alcune arrivando perfino a camminare intorno al sangue. La bambina fu abbandonata per sette minuti prima che un riciclatore, Chen Xianmei, la raccogliesse e chiamasse aiuto. La bambina morì otto giorni dopo.

                                     
  • L effetto spettatore indotto dalle radiazioni effetto spettatore è il fenomeno in cui le cellule non irradiate esibiscono effetti irradiati come risultato
  • Peter Brook, lo spettatore è una delle tre corde che l attore deve sempre mantenere equilibrate. Sbilanciarsi a favore dello spettatore rende infatti
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  • Il David di Donatello dello spettatore è un premio cinematografico assegnato annualmente nell ambito dei David di Donatello, a partire dall edizione del
  • Effetto Toro è un film del 1985 diretto da Nemesio Beltrame e Valter Buccino. Benché buona parte del film sia di stampo documentaristico, il filo conduttore
  • la scienza Biologia Forense, R.I.S. ed effetto C.S.I. Centro Ulisse, Istituto di Studi Superiori Effetto CSI, Le Scienze, La Repubblica Lo scienziato
  • provocandone la morte. L evento appena descritto prende il nome di effetto spettatore A oggi l uso del ganciclovir per questo scopo ha permesso la riduzione
  • è probabilmente più famoso per il suo lavoro con John Darley sull effetto spettatore nelle emergenze, ma ha pubblicato anche molti articoli sull attrazione
  • Belmont CA Wadsworth, Cengage Learning, 2006, pp. 280 2309. Comune popolare Diffusione di responsabilità Effetto spettatore Kolchoz Pigrizia sociale