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ⓘ Accademia medico-fisico fiorentina




Accademia medico-fisico fiorentina
                                     

ⓘ Accademia medico-fisico fiorentina

L Accademia medico-fisica fiorentina fu una società scientifica fondata nel 1824, il cui scopo era quello di incoraggiare nuove ricerche scientifiche sui problemi più importanti della medicina dellepoca.

                                     

1. Le origini e i fondatori

Antonio Cocchi, medico e anatomista dellOspedale di Santa Maria Nuova di Firenze, fu il primo ad avere lidea concreta di unaccademia medica nella città, tuttavia la sua proposta, formulata in una relazione del 23 dicembre 1742, non ebbe seguito.

Successivamente i medici Alessandro Bicchierai e Giovanni Targioni Tozzetti il 17 luglio 1778 ottennero dal granduca Pietro Leopoldo il permesso di ideare un piano per listituzione di una società annessa allOspedale per lincoraggiamento della medicina. Ma anche questo secondo tentativo non andò a buon fine, sia per il problema di trovare un luogo adeguato allinterno, sia per lingente spesa economica necessaria.

Un ulteriore tentativo fu quello di Lorenzo Nannoni, chirurgo dellOspedale, che compilò nel 1806 un abbozzo di statuto per lAccademia. Ma anche in questo caso il progetto non fu concretizzato.

Nel 1822 alcuni medici che frequentavano il Gabinetto Vieusseux, nato appena due anni prima, fra i quali Cosimo Ridolfi, Pietro Betti e Giuseppe Gazzeri, formarono il primo nucleo della futura Accademia. Giovan Pietro Vieusseux fornì loro una stanza per le riunioni settimanali e, dietro pagamento di una tassa annua da parte degli iscritti, si impegnò a far giungere a Firenze i più importanti giornali di medicina italiani e stranieri. La prima adunanza ufficiale si tenne il 4 febbraio 1824. Il 7 dicembre 1824 fu ufficialmente approvata la costituzione della Società medico-fisico fiorentina ne fu compilato lo Statuto, che entrò in vigore lanno successivo.

La Società era composta da soci conservatori, soci onorari e soci corrispondenti. Fu stabilito che il segretario facesse ogni anno un resoconto accademico e che venissero stampati i processi delle sedute ordinarie. Nel 1826 venne creato lemblema della Società con leffigie di Francesco Redi.

Dopo i primi anni di splendore, gli anni 30 dellOttocento furono un periodo di debolezza per la Società, sia per i dissensi interni di natura personale e politica, sia dal punto di vista finanziario. Nonostante questo, proprio in questi anni si ebbero momenti di grande importanza per le scoperte in campo medico, basti pensare a Filippo Pacini, che nelladunanza del 22 novembre 1835 comunicò la sua relazione intorno ai corpuscoli nervosi terminali del tatto.

Dopo la morte di Angiolo Nespoli, divenne presidente della Società Maurizio Bufalini e lAccademia si risollevò dalle difficoltà, aumentando notevolmente il numero dei propri membri con lapertura anche a soci corrispondenti dallestero.

Nelladunanza del 28 marzo del 1886, la denominazione ufficiale della Società, dietro proposta del fisiologo Luigi Luciani, fu cambiata in quella di Accademia medico-fisica fiorentina.

                                     

2. LAccademia nel Novecento

Agli inizi del secolo XX, in seguito alle numerose epidemie di difterite, gli studi le discussioni accademiche si accentrarono sui metodi per prevenire questa malattia. Nel periodo bellico i temi maggiormente affrontati furono le malattie le ferite di guerra. In anni più recenti sono state discusse relazioni su molteplici problemi a tema medico-scientifico, fra cui le malattie del fegato, le ecografie renali e luso della tomografia assiale. Negli anni 80 lAccademia cessò la sua attività.

                                     

3. La sede

Già nel maggio del 1824, a distanza di pochi mesi dalla fondazione, la Società fu costretta a cambiare sede. Il Vieusseux, infatti, fece sapere che non gli era più possibile tenere a disposizione le stanze del suo Gabinetto per le riunioni dellAccademia. Con autorizzazione ufficiale del 7 dicembre 1824, le riunioni della Società si spostarono in alcuni locali messi a disposizione dal socio Gaetano Buzzi in Via delle Belle Donne.

Il 26 marzo 1838 il Granduca concesse che la sede della Società fosse spostata presso lOspedale di Santa Maria Nuova, come era stato proposto nel secolo precedente. In occasione del trasferimento, il Museo patologico della Società fu incorporato in quello che faceva già parte dellArcispedale e la biblioteca della Società fu data in custodia a quella presente nellOspedale.

Poco prima della chiusura definitiva, lAccademia spostò nuovamente la sede in Viale Morgagni.

                                     

4. Il Museo patologico

Fin dalla sua fondazione, uno degli scopi principali dellAccademia fu quello di creare un Museo patologico. Già nella seconda adunanza, quella del 3 marzo 1824, Francesco Camici e Pietro Betti presentarono ed illustrarono alcuni pezzi anatomici, così come il presidente Nespoli nella riunione del 7 aprile dello stesso anno. Il Betti fu nominato conservatore degli oggetti patologici e divenne il principale promotore del Museo. Nel maggio del 1824 ne presentò il primo catalogo, che comprendeva sedici pezzi patologici di cui si spiegava la storia se ne presentava lanalisi chimica. Negli anni di vita dellAccademia molti furono i medici, anche non soci, che contribuirono ad ampliare la raccolta sia con donazioni di pezzi anatomici sia con somme di denaro.

Il Museo nel corso degli anni fu visitato da medici illustri e fu citato dallAcadémie nationale de médecine di Parigi come uno dei migliori musei patologici dItalia.

Nel 1959 il Museo fu trasferito a Careggi presso lIstituto di Anatomia patologica dellUniversità di Firenze.



                                     

5. Pubblicazioni

Alla fine di ogni anno il segretario dellAccademia aveva il compito di redigere un resoconto accademico. Dal 1826 al 1828 tale resoconto fu pubblicato nell Antologia del Vieusseux, così come i processi delle sedute ordinarie, che uscirono nella rivista con il titolo di Atti della Società medico-chirurgica fiorentina.

La pubblicazione degli Atti non fu però continua le interruzioni furono dovute a svariati motivi. Nel 1838, in seguito al trasferimento della Società presso lArcispedale, si decise di pubblicare i verbali delle riunioni nell Archivio delle scienze medico-fisiche. Nel 1843 passarono nella Gazzetta toscana delle scienze fisico-mediche e dal 1852 nella Gazzetta medica italiana federativa toscana. Questultima rivista nel 1858 cambiò nome diventando Lo Sperimentale, che divenne lorgano ufficiale dellAccademia fino al 1971.