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ⓘ Valli di Lanzo




Valli di Lanzo
                                     

ⓘ Valli di Lanzo

Le Valli di Lanzo sono tre valli delle Alpi Graie piemontesi, comprese tra la Valle dellOrco a settentrione e la Val di Susa a meridione. Prendono il nome dalla cittadina di Lanzo Torinese, posta su unantica morena glaciale al termine delle valli. Sono solcate da vari torrenti, che confluiscono nel fiume Stura di Lanzo.

                                     

1.1. Geografia Le tre valli

Da Nord verso Sud si incontrano:

  • Val Grande di Lanzo con centri principali: Cantoira, Chialamberto e Groscavallo
  • Valle di Viù con centri principali: Viù, Lemie e Usseglio.
  • Val dAla con centri principali: Ala di Stura e Balme

La Val Grande di Lanzo si unisce alla Val dAla a Ceres; di qui le due valli scendono congiunte attraverso gli abitati di Mezzenile e Pessinetto; nel comune di Traves si uniscono alla Valle di Viù e di qui proseguono insieme, incrociando labitato di Germagnano fino ad arrivare a Lanzo Torinese.

A Lanzo la Stura riceve in sinistra idrografica le acque di unaltra importante valle laterale, quella del torrente Tesso.

                                     

1.2. Geografia Monti

Le Valli di Lanzo sono contornate da alcune delle maggiori vette del Piemonte, soprattutto lungo la linea di confine con la Francia. Partendo da nord e scendendo verso sud incontriamo:

  • Levanna Centrale - 3.619 m
  • il Gruppo delle Levanne composto da
  • Levanna Orientale - 3.555 m
  • Levanna Occidentale - 3.593 m
  • Rocciamelone - 3.538 m.
  • Uia di Ciamarella - 3.676 m
  • Uia di Bessanese - 3.606 m
  • Croce Rossa - 3.566 m
  • Punta dArnas - 3.560 m
                                     

1.3. Geografia Valichi alpini

Le valli di Lanzo sono valli chiuse, ovvero non hanno dei facili valichi alpini di collegamento con la Francia e con le valli italiane vicine. Si possono tuttavia indicare i seguenti colli raggiungibili attraverso sentiero:

  • Passo Paschiet - 2.431 m - da Balme Val dAla a Lemie Valle di Viù
  • Colle dArnas - 3.014 m - da Bessans a Balme Val dAla
  • Colle di Girard - 3.044 m - da Bonneval-sur-Arc a Forno Alpi Graie Val grande di Lanzo
  • Ghicet di Sea - 2.735 m - da Balme Val dAla a Forno Alpi Graie Val grande di Lanzo
  • Colle Croce di Ferro - 2.546 m - da Bussoleno Valsusa a Usseglio Valle di Viù
  • Colle dellAutaret - 3.070 m - da Bessans a Usseglio Valle di Viù
  • Collarin dArnas - 2.850 m - da Balme Val dAla a Usseglio Valle di Viù
  • Colle della Crocetta - 2.636 m - da Ceresole Reale Valle dellOrco a Forno Alpi Graie Val grande di Lanzo
  • Passo della Croce - 1.254 m - da Vallo Torinese Val Ceronda a Germagnano valle principale di Lanzo.
  • Colle di Sea - 3.083 m - da Bonneval-sur-Arc a Forno Alpi Graie Val grande di Lanzo
  • Passo Collerin - 3.202 m - da Bessans a Balme Val dAla

Fanno eccezione il Colle del Lys, percorso dalla provinciale che collega Viù con la bassa Valle di Susa, il Colle della Dieta, che collega la frazione Asciutti di Viù con la frazione Monti di Mezzenile, ed in parte anche il Colle del Colombardo, per il quale transita una strada sterrata, aperta solo alcuni mesi allanno, che da Villa di Lemie raggiunge Condove.



                                     

2. Storia

In epoca preistorica si stabilirono tribù liguri, che furono inglobate successivamente dalle popolazioni celtiche originarie dellattuale Maurienne denominati Graioceli. Resti di questi antichi tempi sono visibili tuttoggi nei numerosi siti e reperti archeologici rinvenuti su tutto il territorio delle valli. Il dialetto e la cultura popolare conservarono segretamente nei millenni parte di originari culti druidici.

Il territorio fu soggetto a una scarsa romanizzazione, principalmente per il fatto che i romani preferirono utilizzare le vicine valli di Susa e dAosta per gli scambi doltralpe per ragioni geografiche e orografiche, che portò ad un povero sviluppo e investimento dal punto di vista infrastrutturale. Venne edificata una strada che da Augusta Taurinorum Torino portava ai valichi dellAutaret e dellArnas in Val di Viù ma che furono molto poco utilizzati se non dalla popolazione locale per scambi e incontri con le genti doltralpe.

Nel Medioevo le valli venivano dette Mategasche, proprio dalla città di Mathi, situata prima di Balangero. Vennero edificate fortificazioni nei villaggi alla base delle valli come Lanzo Torinese e Balangero. Proprio in questo periodo in queste valli si estendeva la signoria del vescovo di Torino; nel mentre i Savoia si erano già insediati in Caselle e Cirié e si impadronirono delle valli poco dopo il XIII sec.

Il territorio della valli di Lanzo conobbe, come peraltro gran parte delle Alpi occidentali, un notevole aumento della popolazione tra Settecento e Ottocento e raggiunsero un picco demografico verso la fine del XIX secolo. Nel corso del XX secolo tale tendenza si invertì e molti dei comuni delle valli arrivarono a perdere anche più del 70% della propria popolazione, che si spostò in genere nei centri industriali della pianura piemontese o allestero. Una delle conseguenze di tale calo demografico fu la soppressione di molti comuni: varie borgate della zona oggi censite come frazioni erano infatti comuni autonomi fino allinizio del Novecento. Tra questi possono essere citati paesi ricchi di storia come Bonzo, infeudato alla potente famiglia dei conti Valfrè, oppure Col San Giovanni, sede della più antica chiesa delle valli.

Dal 25 giugno 1944 alla fine di settembre dello stesso anno le Valli di Lanzo furono protagoniste dellinstaurazione dellomonima Repubblica partigiana.

                                     

3. Trasporti

Dalla fine del XIX secolo le valli di Lanzo sono collegate con la città di Torino con la ferrovia Torino-Ceres, la prima ferrovia dEuropa elettrificata con corrente continua ad alta tensione. Tale ferrovia raggiunse nel 1916 il comune di Ceres.

In seguito alla disastrosa alluvione del 1993 la ferrovia era attiva soltanto fino a Germagnano; il tratto da Germagnano a Ceres era assicurato con pullman sostitutivi; dal 14 novembre 2008 il servizio ferroviario è tornato sullintera tratta da Torino a Ceres.

Le valli sono inoltre collegate con il capoluogo attraverso le strade provinciali n.1 detta, appunto, "Direttissima delle Valli di Lanzo" e nº 2 "di Germagnano"

                                     

4. Turismo

Soprattutto allinizio del XX secolo le Valli di Lanzo hanno conosciuto una forte vocazione turistica, legata soprattutto al turismo estivo delle famiglie agiate di Torino. Durante il decennio che va dal 1990 al 2000 questa vocazione si è alquanto spenta anche per la mancanza di grandi strutture dedicate al turismo. Per quanto riguarda il turismo invernale sono attivi gli impianti sciistici presso i comuni di Usseglio a Pian Benot, Ala di Stura e Balme. Le valli, negli ultimi decenni, sono sempre più gettonate come meta dagli sciatori freeride. Tra gli edifici di culto meta di pellegrinaggi possono essere segnalati i santuari della Madonna di Ciavanis, di Santa Cristina e di SantIgnazio. Oggi stiamo riscoprendo una notevole rinascita del turismo naturalistico portata da una sempre più crescente necessità di vivere luoghi incontaminati, anche solo per qualche giorno, lontano dalla frenesia dei tempi odierni.

                                     

5. Prodotti tipici

Il territotio offre numerose tipicità sviluppatesi nel corso del tempo sfruttando le risorse disponibili nei vari ambienti valligiani.

  • Salumi: tra i salumi prodotti ricordiamo il tipico salame di turgia prodotto a base di carne di vacca, lardo e pancetta suina, sale, pepe, aglio, vino rosso, spezie. Viene insaccato nel budello torto di bovino. La parola turgia in piemontese indica una vacca sterile, giunta alla fine della sua carriera riproduttiva. Può pertanto anche essere un animale giovane.
  • Agricoltura: di antica tradizione è la coltivazione di meli e peri che si inerpicano nei pendii sino ai 1500 metri che a seguito di un incessante lavoro di selezione colturale presentano caratteristiche organolettiche uniche, infatti sono molto numerose le varietà di questi frutti che si adattarono ai vari contesti pedoclimatici sviluppando tipicità uniche nel loro genere. Decisiva per leconomia agricola delle valli è stata anche la coltivazione della segale e della canapa. La fibra di canapa veniva conciata, cardata e filata per produrre tessuti di pregio. Numerose sono anche le coltivazioni di patate, di ortaggi e legumi.
  • Dolci: Nei dolci tipici possiamo annoverare i torcetti di Lanzo le paste di meliga.
  • Selvicoltura: tante sono le specie che crescono spontaneamente nei boschi decidui delle valli come meli, peri, ciliegi, prugne, frutti di bosco, castagni, noci e faggi. Questultimi costituiscono una buona fonte di grassi vegetali olio di faggio o noci e di carboidrati farina di castagne.
  • Miele: Nelle valli di Lanzo si produce un miele di qualità grazie alla presenza di specie vegetali mellifere spontanee. Le varietà principali prodotte sono miele di castagno, millefiori, acacia e rododendro.
  • Liquori: Le distillerie locali producono, secondo tradizione centenaria, amari a base di erbe di montagna come il Genepi, lArquebuse, Amaro alla Genziana ecc. e la grappa ottenuta tramite la fermentazione della frutta.
  • Formaggi: Lallevamento di bovini e ovini ha favorito un ricco sviluppo nellarte casearia valligiana; come formaggi tipici possiamo ricordare la toma, la toma del lait brusc e molte altre tipicità casearie come la Toma adLans le gustose tome di alpeggio. Il latte costituiva una delle principali fonti proteiche per i valligiani e per questo veniva usato anche per produrre primi piatti molto nutrienti come la mnéstra aou làit a base di riso latte e burro.


                                     

6. Filmografia

  • Flavio Giacchero e Luca Percivalle, Lou Soun amis - Il suono amico. Una tradizione musicale delle Alpi Occidentali, Valli di Lanzo. Film Documentario, 2017