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ⓘ Architettura neoclassica




Architettura neoclassica
                                     

ⓘ Architettura neoclassica

Per architettura neoclassica si intende lo stile architettonico che, in linea con la più generale tendenza artistica del neoclassicismo, riprende ideali e apparato formale dellarchitettura classica greca e romana e la razionalità nelle forme stesse, assimilando gli elementi architettonici tradizionali a elementi costruttivi. Nella storia dellarchitettura, questo stile emerse successivamente al tardobarocco e al rococò, in anni in cui il Grand Tour segnava la formazione culturale di intere generazioni di nuovi artisti e di tutta la classe aristocratica e dellalta borghesia.

Il periodo di sviluppo di questo stile corrisponde a quello che gli storici delleconomia definiscono della rivoluzione industriale. Sempre in questo periodo comincia il distacco dellarchitettura dai problemi della pratica costruttiva.

Nonostante veri e propri stili precursori, come quello italiano di Andrea Palladio successivamente seguito dal palladianesimo, diffusosi poi in Inghilterra e in seguito in tutto il mondo che influì notevolmente larchitettura neoclassica, il neoclassicismo vero e proprio cominciò dopo la metà del XVIII secolo, sviluppandosi quindi in tutti i paesi occidentali e non mancando di influenzare la produzione architettonica in Russia, negli Stati Uniti e nellAmerica Latina.

Pur trattandosi di un fenomeno internazionale, larchitettura del neoclassicismo fu caratterizzata da correnti diverse a seconda del periodo e delle diverse tradizioni stabilitesi in precedenza nei vari paesi. A questo proposito è difficile stabilire una periodizzazione rigorosa: infatti, il Neoclassicismo, non solo può essere inserito in una corrente più ampia fondata sullo studio dellarchitettura classica già a partire dallarchitettura cinquecentesca, ma restò in voga per tutto il XIX secolo, caratterizzandosi durante leclettismo e finendo per lasciare le sue tracce nellarchitettura più recente si vedano le varie tendenze monumentaliste novecentesche.

                                     

1. Neoclassicismo settecentesco

Il Neoclassicismo settecentesco fu essenzialmente una reazione al Rococò. Senza risalire ai contenuti dellarchitettura cinquecentesca e palladiana, linizio del razionalismo neoclassico in chiave antibarocca può essere fatto risalire alle opere teoriche secentesche di François Blondel, Claude e Charles Perrault e a quelle settecentesche di Colen Campbell.

Allo sviluppo dellarchitettura neoclassica contribuirono tre principali orientamenti. Il primo si ebbe nel campo della critica architettonica, con la divulgazione degli scritti di Marc-Antoine Laugier, Carlo Lodoli, Francesco Milizia, Étienne-Louis Boullée, Claude-Nicolas Ledoux e altri, che favorirono la trasposizione dellIlluminismo in architettura, affermando quei principi legati al razionalismo e al funzionalismo, con un nuovo ideale estetico basato sul ricorso a forme geometriche elementari. Marc-Antoine Laugier, nel suo Essai sur larchitecture, sosteneva che la natura fosse il principio originario dellarchitettura; il suo edificio ideale era impostato su colonne libere, senza pilastri, basamenti ed altri elementi della tradizione rinascimentale e post-rinascimentale. Inoltre, nel suo trattato espose una concezione razionale del classicismo, sostenendo il concetto della cosiddetta "capanna rustica" delluomo primitivo quale espressione veritiera del bisogno umano di riparo.

Tra i capisaldi del pensiero del Lodoli cera lopposizione allinterpretazione del dogma vitruviano, che aveva offuscato il vero significato dellarchitettura: la sua funzionalità. Continuatore del Lodoli fu il Milizia, i cui principi erano quelli del Classicismo, di Vitruvio, della capanna lignea ecc. Inoltre, egli sosteneva che larchitettura non doveva essere una mera imitazione della natura, ma della bella natura. Tuttavia, non tutte le teorie settecentesche furono caratterizzate da questo rigore. Giovanni Battista Piranesi fu un vivace contestatore di Lodoli e Laugier, rivendicando la "pazza libertà di lavorare a capriccio". Importante, anche se in via indiretta, fu lopera del filosofo Jean-Jacques Rousseau che, affermando loriginaria libertà delluomo ormai smarrita allinterno di una rigida società, indirizzò larchitettura neoclassica verso una maggiore libertà formale eclettismo.

Il secondo orientamento allorigine del Neoclassicismo venne dallattività antiquaria e dallinizio degli scavi archeologici di Ercolano e Pompei 1719 e 1738, oltre alla pubblicazione di importanti opere letterarie come la Storia dellarte antica di Winckelmann, che introdussero quellideale di "quieta semplicità e nobile grandezza" in antitesi agli sfarzi del Barocco e del Rococò, considerati, da alcuni critici del periodo, bugiarde espressioni dellirrazionale e dellingannevole. Non secondaria fu la diffusione di pubblicazioni che contenevano riproduzioni raffiguranti le antichità greche e romane.

Fra queste ebbero un grande impatto le Antiquities of Athens di James Stuart che, in parallelo con la progressiva pubblicazione, influenzarono la formazione del nuovo stile architettonico, soprattutto doltralpe, le numerose stampe di Giovanni Battista Piranesi raffiguranti le antichità romane.

In questo contesto, gran parte della critica è solita attribuire allambiente romano un ruolo di primo piano nella definizione dei nuovi gusti architettonici. Secondo lo storico David Watkin il linguaggio del Neoclassicismo internazionale fu fondato a Roma intorno al 1740 dai pensionnaires francesi dellAccademia di Francia, che, rifiutando gli esuberanti ornamenti dellarchitettura tardobarocca, si dedicarono alla progettazione di vasti edifici pubblici, ispirati a quelli dellantica Roma.

Il terzo orientamento, di natura socio-politica, è invece legato latteggiamento della nuova classe borghese, che trasferì sul Neoclassicismo lo spirito conservatore, lideale repubblicano della rivoluzione politica 1789, il razionalismo della rivoluzione industriale 1760-1830 e il romanticismo nazionalista e individualista.

Dal punto di vista ideologico, nel Neoclassicismo settecentesco è possibile individuare sostanzialmente tre periodi: un primo 1715-1740 nel quale emergono i caratteri dellIlluminismo; un secondo di consolidamento 1740-1780, dove prevalgono aspetti filologici, archeologici e accademici; infine, un terzo 1780-1805 che fa riferimento allarchitettura rivoluzionaria di Boullée e Ledoux, le cui opere come il cenotafio di Newton o le Saline Reali di Arc-et-Senans, si inseriscono perfettamente nel clima culturale dominato da personalità del calibro di Isaac Newton, Voltaire, Denis Diderot e Montesquieu, costituendo lemblema del Neoclassicismo legato allIlluminismo e alla Rivoluzione francese.

Per quanto concerne il codice-stile, la maggiore differenza che si coglie al passaggio tra il Rococò e il Neoclassicismo risiede nella forte prevalenza del "lineare" rispetto al "pittorico", intesa come il dominio della ragione sul sentimento: "quanto più una linea racchiudeva pochi corpi semplici, disposti frontalmente come in un ideale bassorilievo, tanto più essa, per lartista neoclassico, poteva esaltare la funzione". Il carattere lineare divenne espressione di unintenzionalità progettuale propria di tutta larte neoclassica. In particolare, il principio di corrispondenza tra forma e funzione statica portò al calcolo scrupoloso degli sforzi e delle resistenze dei materiali, rivalutando, sul piano estetico, la ricerca scientifica degli ingegneri.

Luso degli ordini e di timpani, la simmetria di prospetti e piante, la corrispondenza tra interni ed esterni e il ricorso a volumi chiari e ben definiti nella definizione dei vari corpi di fabbrica, divennero elementi caratterizzanti della composizione architettonica. Tuttavia, nonostante lapparente rigidezza delle regole combinatorie, il codice-stile si rivelò abbastanza flessibile, spaziando dal minimalismo di Boullée, allarticolata conformazione che spesso caratterizzò gli ambienti interni. Gli ideali di purezza formale maturati nelletà neoclassica portarono ad unestrema autonomia dellimpianto architettonico dalle altri componenti pittura e scultura. Le fastose decorazioni pittoriche dei soffitti, che avevano raggiunto lapice nellepoca precedente, tramontarono definitivamente. Notevoli innovazioni furono apportate soprattutto in urbanistica, negli interventi promossi dal Settecento allOttocento in Inghilterra, Francia e Russia, con la formazione di ambienti e complessi urbanistici formati dallaggregazione di singole unità edilizie.

In ogni caso, il maggior influsso esercitato dallIlluminismo in campo architettonico non è tanto riscontrabile nel linguaggio, ma nella tipologia, poiché alcune tipologie edilizie, come i teatri, le biblioteche, gli ospedali ed altre architetture di pubblica utilità, si prestavano più di altre ai mutamenti.

                                     

2. Neoclassicismo tra Ottocento e Novecento

Il Neoclassicismo restò la maggiore corrente in Europa dal secondo decennio del Settecento alla fine dellOttocento. Ad esso si affiancarono comunque nuove correnti culturali, espressione dei molteplici cambiamenti della società, come il Neogotico, il Neorinascimento, il Neobarocco ed il Neoromanico. LOttocento infatti fu il secolo di Napoleone Bonaparte, della Restaurazione e dellaffermazione degli Stati nazionali; fu un secolo travolto dalla Rivoluzione industriale, che cambiò gli scenari sociali e creò nuove prospettive di sviluppo, soprattutto in Inghilterra.

Lapparato formale risentì profondamente di questi cambiamenti così alla severità e allimponenza dellarchitettura napoleonica lo Stile Impero, databile al 1805-1814 fece seguito il cosiddetto Classicismo della Restaurazione 1814-1840. Nella seconda metà del secolo il Neoclassicismo divenne poi lo stile degli Stati borghesi arricchitisi con lindustrializzazione, mentre nei primi decenni del Novecento sarà presente in tutte le anacronistiche architetture ufficiali di numerosi paesi, quali Stati Uniti, Italia e Germania, caricandosi ideologicamente e perdendo di fatto ogni rilevanza storica.

Dal punto di vista della composizione, larchitettura ottocentesca divenne più rigorosa, prestando una maggiore attenzione filologica nellutilizzo delle forme antiche e il linguaggio decorativo si fece più ricco ed espressivo; tuttavia, la ricerca del risultato deffetto prevalse sullespressione di un elevato ideale intellettuale. Così, il Neoclassicismo sopravvisse in Europa, negli Stati Uniti e nelle colonie sparse nei vari continenti, ma i numerosi edifici realizzati, malgrado i loro elevati standard di qualità, mostrano una scarsa capacità di evoluzione. Paradossalmente, i principi base della tradizione neoclassica furono ripresi, in chiave decisamente anticlassica, dagli architetti del Neogotico.

Le invarianti del codice-stile, ereditate in parte da quelle del secolo precedente, sono: le piante bloccate, costituite da figure regolari; la ricerca della simmetria in pianta ed in alzato; la predilezione per edifici a sviluppo orizzontale. I materiali impiegati allesterno furono la pietra, lintonaco bianco o colorato, il marmo, che spesso occultavano gli elementi metallici atti a rinforzare le murature.

                                     

3.1. Neoclassicismo in Europa Francia

Larchitettura civile francese volge al Neoclassicismo a partire dalla metà del Settecento con la realizzazione di impianti lucidi e sobri come Place de la Concorde a Parigi e il Petit Trianon di Versailles, entrambi di Ange-Jacques Gabriel, che trovano comunque le premesse nel classicismo barocco francese. I progetti per la Place de la Concorde, allepoca Place Louis XV, risalgono al 1753: i disegni originari definivano uno spazio assai diverso da quello attuale, frutto di piani redatti in epoca napoleonica, con due palazzi che delimitavano uno spazio chiuso da una serie di balaustre. Gli edifici erano chiaramente ispirati al prospetto di Claude Perrault per la facciata del Louvre. Per larchitettura francese, lopera di Perrault 1613-1688 per il completamento del celebre palazzo reale di Parigi era infatti un esempio di assoluta maestria: il suo disegno chiaro e ordinato, caratterizzato da un frontone centrale e da una teoria di colonne binate erette sopra un massiccio basamento, ebbe una notevole influenza nella definizione dei nuovi canoni estetici dellarchitettura. Di poco posteriore alla celebre piazza parigina è appunto il Petit Trianon, costruito tra il 1761 ed il 1768, dove gli ambienti interni sono distribuiti in base alla loro funzione e non tanto ad esigenze estetiche di simmetria. Lesterno è molto semplificato e privo di eccessive decorazioni, ma è definito da un rigoroso ordine di grandi aperture vetrate.

La successiva generazione si indirizzò verso una concezione dellarchitettura più classica e severa. Di oltre trentanni più giovane di Gabriel, Marie-Joseph Peyre 1730-1785 si recò in Italia, dove vinse un concorso indetto dallAccademia di San Luca per una cattedrale e due palazzi annessi. Rientrato in Francia, progettò una villa per Mme Leprêtre de Neubourg nei dintorni di Parigi, forse il primo edificio francese autenticamente classico. La villa è posta su uno stilobate ed è costituita da volumi compatti, disadorni, con una pianta nella quale si attenua ogni enfasi: la disposizione delle stanze è semplice, non vi sono ambienti di disimpegno le scale non sono evidenziate, essendo chiuse allinterno di un vano. Nel 1763, Peyre si dedicò alla casa per il principe di Condé, un impianto meno austero, il cui elemento più interessante è un colonnato che avvolge il cortile dingresso. Con lamico Charles De Wailly progettò il Teatro dellOdéon di Parigi, innalzato tra il 1779 ed il 1782, ma ricostruito più volte dopo essere andato distrutto in due incendi. Laspetto del teatro è sobrio e severo, con lesterno rivestito in bugnato e la facciata principale schermata da un portico di colonne doriche.

In questo clima di rinnovamento, numerosi teatri sorsero in tutta la Francia, anche nei centri minori, come Amiens e Besançon. A Bordeaux, negli anni settanta del Settecento, fu eretto il Grand Théâtre, il più bel teatro francese dellepoca. Progettato da Victor Louis, è costituito da un blocco rettangolare, con una facciata preceduta da dodici grandi colonne corinzie.

Se Peyre, De Wailly, Louis e, come vedremo in seguito, Jean Chalgrin, sono annoverati tra i principali esponenti dello stile classico del tardo Settecento, altrettanto importanti furono artisti quali Jacques Gondouin, Étienne-Louis Boullée e Claude-Nicolas Ledoux. Il primo viene oggi ricordato per l École de Chirurgie di Parigi, costruita tra nel 1769-1775. Essa rappresenta unopera paradigmatica per lepoca, tanto è vero che Quatremère de Quincy scriverà: "Questa è lopera classica del tardo XVIII secolo". La sua aula semicircolare, destinata ad ospitare lanfiteatro di anatomia, presenta gradinate, pareti curve spoglie e una semicupola a cassettoni ispirata al Pantheon di Roma. Il successo di questa commissione, che influenzerà persino lo statunitense Benjamin Latrobe, frutterà allautore molti altri incarichi fino allo scoppio della Rivoluzione e la sua opera servirà da modello per diverse sale di riunioni.

Questa predilezione per le volumetrie pure troverà in Étienne-Louis Boullée e Claude-Nicolas Ledoux i due maggiori esponenti; malgrado molti dei loro progetti siano rimasti solo su carta o, nel caso di Ledoux, siano andati distrutti, entrambi aspiravano a creare unarchitettura "parlante", cioè simbolica, in grado di comunicare la propria funzione attraverso luso sapiente delle forme. Boullée costruì pochissimo, ma esercitò un notevole influsso. Il suo progetto più famoso, che si inserisce nella cosiddetta Architettura della Rivoluzione, è quello per il Cenotafio di Newton, unimmensa sfera che avrebbe dovuto accogliere le spoglie del grande scienziato: tutto ha dimensioni colossali ed è trattato con unespressiva elementarità astratta. In epoca napoleonica i concetti espressi da Boullée troveranno un fedele seguace in Jean-Nicolas-Louis Durand, insegnante alla École polytechnique e precursore delle teorie sul funzionalismo, ovvero della stretta relazione che deve sussistere tra edificio e funzione.

Gli studi teorici di Boullée gettarono comunque le premesse per laffermazione di Claude-Nicolas Ledoux, il cui lavoro, influenzato anche da Piranesi, è anchesso caratterizzato da unestrema semplicità geometrica. Edificò numerosi hôtel e nel 1775 iniziò le Saline Reali di Arc-et-Senans: un complesso a pianta di emiciclica, costituito da un portale dorico che nasconde una grotta primitiva. Il complesso, realizzato solo in parte, si muove attraverso un linguaggio fortemente simbolico, tipico dellarchitettura di Ledoux, che viene ripreso nel più maturo progetto della città ideale di Chaux, dai connotati utopici. Questopera visionaria ed essenzialmente allegorica presenta degli edifici senza precedenti tanto per la loro funzione quanto per la singolarità della forma. Non è un caso ad esempio che una delle sue più originali soluzioni, ovvero quella per la Casa dei sorveglianti del fiume, sia stata immaginata come un cilindro cavo posto attorno al fiume. Negli anni prerivoluzionari Ledoux si occupò della cinta daziaria di Parigi, offrendo un ampio repertorio di soluzioni nel disegno delle barriere doganali, alcune delle quali si sono conservate; tra queste la Barrière de la Villette, formata da una croce greca sormontata da un cilindro.

Nella trattazione delle principali opere neoclassiche del Settecento francese, vanno ricordati anche alcuni edifici sacri. Una delle prime manifestazioni di reazione al Rococò è la facciata Saint Sulpice, edificata in stile classico dal fiorentino Giovanni Niccolò Servandoni e più volte alterata nel corso del tempo.

Il maggior esempio nel campo dellarchitettura sacra resta comunque il Pantheon di Parigi, originariamente sorto come chiesa di Ste-Geneviève e successivamente trasformato in mausoleo della Nazione. Delledificio, progettato da Jacques-Germain Soufflot e costruito tra il 1757 e il 1791, colpiscono la cupola ispirata a quella della cattedrale londinese di San Paolo e laudace struttura interna che ricorda, per la sua leggerezza, quella delle antiche cattedrali gotiche. Infatti, durante la costruzione di Ste-Geneviève, Soufflot ed i suoi collaboratori perlustrarono la Francia alla ricerca delle pietre più adatte ed allestirono un laboratorio per analizzarne le caratteristiche di resistenza ed elasticità. Lo scopo era quello di rendere la struttura sempre più raffinata, così da ridurre gli elementi portanti, prendendo ad esempio le chiese medievali francesi, ma anche la Cappella della Sacra Sindone di Torino e Santa Maria della Salute a Venezia.

Unaltra chiesa parigina, quella di Saint-Philippe-du-Roule 1772-1784, è da rimarcare per la sua navata coperta da una volta a botte decorata a cassettoni e impostata su una trabeazione sorretta da una teoria di colonne ioniche. Il disegno si deve al citato Jean Chalgrin, ma ledificio sarà stravolto verso la metà del secolo successivo con lapertura di finestre lungo la volta e la costruzione di due cappelle. Malgrado ciò, lo schema di Saint-Philippe esercitò una certa influenza nellarchitettura dellepoca.

Tra le architetture neoclassiche del XIX secolo un posto di rilievo spetta invece alla chiesa della Maddalena, costruita tra allinizio dellOttocento in una Parigi fulcro del nuovo Impero napoleonico si parla infatti di Stile Impero. Destinata inizialmente ad essere una chiesa a pianta basilicale, nel 1806 Napoleone volle farne un Tempio della Gloria, modificando radicalmente il progetto originario e rendendolo simile ad un colossale tempio romano. Se per lesterno questa relazione è evidentissima, per linterno larchitetto si limitò ad articolare lo spazio mediante una serie di volte a vela, ispirandosi vagamente alla modularità dellarchitettura termale romana.

Proprio lascesa di Napoleone coincise con la costruzione di altre imponenti opere pubbliche, destinate a mutare il volto di Parigi. Nel 1806 fu iniziato lArc de Triomphe, progettato da Jean Chalgrin; nei medesimi anni François-Joseph Bélanger coprì il cortile della Halle aux Blés con una cupola in ghisa; Alexandre-Théodore Brongniart disegnò la sede della Borsa di Parigi e, tra il 1806 ed il 1810, fu innalzata la Colonna Vendôme. Inoltre, è doveroso citare il principale intervento urbanistico di matrice neoclassica nella Parigi dinizio Ottocento. Si tratta della sistemazione di Rue de Rivoli, avviata nel 1801 ad opera di Charles Percier e Pierre-François-Léonard Fontaine. I due progettisti realizzarono un lunghissimo rettilineo uniformato da prospetti continui degli edifici porticati; lopera sarà portata a termine solo sotto Napoleone III, modificando però i disegni originari con laggiunta di grandi coperture mansardate.

Con la fine dellimpero napoleonico, gli architetti francesi si ritrovarono senza una guida sicura. Le nuove tendenze furono pertanto individuate dallAcadémie des beaux-arts e dal Conseil Génèral des Bàtiments Civils. Figura di spicco di questa fase fu Antoine Chrysostome Quatremère de Quincy 1755-1849, segretario dellAcadémie per ben ventitré anni e convinto sostenitore dellarte classica. I limiti del suo gusto, dovuti alleccessiva rigidezza dei suoi ideali dottrinari, emergono in numerosi edifici costruiti nella Francia dellepoca, come nel Palazzo di Giustizia di Lione, iniziato nel 1835 da Louis-Pierre Baltard e caratterizzato da una severa facciata composta da ventiquattro colonne dordine corinzio.

Alcune innovazioni si registrano nellopera di Jakob Ignaz Hittorff, sostenitore della teoria secondo la quale larchitettura greca doveva essere ricca di colore. Le sue opere principali, tutte a Parigi, sono la chiesa di San Vincenzo de Paoli, la sistemazione di Place de la Concorde e la Gare de Paris Nord. Nella chiesa di San Vincenzo, alla cui costruzione subentrò intorno al 1830, egli dimostrò come larchitettura classica potesse essere variata senza allontanarsi dai modelli antichi. Esternamente la chiesa è preceduta da un portico ionico sormontato da un frontone, affiancato da due torri quadrate, mentre linterno, suddiviso in navate da due ordini di colonne, risulta policromo e riccamente decorato, con unarticolazione più affine allarchitettura paleocristiana che a quella neoclassica: le colonne sono color albicocca, il registro superiore è affrescato le capriate sono rosse e blu, dorate ad imitazione di quelle presenti nel Duomo di Monreale. Pochi anni dopo si occupò del riassetto di Place de la Concorde, dove aggiunse statue, innalzò lobelisco e pose la fontana di ghisa. Nel 1859 progettò la Gare de Paris Nord, la sua maggiore realizzazione, la cui facciata presenta però un miscuglio di motivi classici in scala sproporzionata.



                                     

3.2. Neoclassicismo in Europa Gran Bretagna

LInghilterra conobbe larchitettura di Andrea Palladio allinizio del XVII secolo, grazie allopera di divulgazione di Inigo Jones. Da allora la fortuna del palladianesimo fu tanta che dominò larchitettura inglese fino a quando non fu modificato in maniera più elegante da Robert Adam 1728-1792, la cui attività oscilla tra Neoclassicismo pittoresco e un Neogotico in versione classicheggiante.

Per tutto il XVIII secolo si registra la costruzione di numerose residenze improntate proprio allo "stile italiano", come la Holkham Hall e la Chiswick House, disegnate da William Kent e Lord Burlington. Dalla collaborazione tra i due scaturì la sala dingresso di Holkham Hall 1734 circa, definita come "uno dei più spettacolari interni del XVIII secolo". Al modello di base, derivato da un progetto non realizzato del Palladio, essi aggiunsero unabside ancora una volta ispirata alle chiese veneziane dello stesso architetto italiano; diversi particolari, come lincavo a cassettoni, sono ispirati alle ricostruzioni archeologiche pubblicate sul volume Edifices antiques de Rome sin dal 1682. Leffetto finale è decisamente classico, per una sala che rivela una concezione drammatica dispirazione barocca.

Il primo interno neoclassico inglese è comunque da ricercare nella sala che James Stuart eseguì nella Spencer House di Londra nel 1758. Stuart costruì assai poco nel corso della sua carriera, ma è noto soprattutto per aver riscoperto il gusto greco: il suo tempio nel parco di Hagley Hall è il primo esempio di Neogreco dorico di tutta Europa.

Invece, in campo urbanistico sono significative le trasformazioni di tendenza classicheggiante promosse nella cittadina termale di Bath dove, a partire dalla prima metà del Settecento, John Wood il Vecchio realizzò una serie di interventi ispirandosi ai modelli del passato come il Foro Romano; lopera fu completata dal figlio John Wood il Giovane con laggiunta del Crescent, un corpo curvilineo caratterizzato da un prospetto continuo e definito da un ordine gigante di colonne. Le trasformazioni di Bath influenzeranno, come vedremo in seguito, numerosi interventi urbanistici in Inghilterra e negli Stati Uniti.

Parallelamente, a partire dal 1740, con laffermazione del pittoresco, in architettura si diffuse la passione per le rovine, tanto che numerosi architetti incominciarono a ideare i loro edifici in decadenza, ridotti in rovina dallazione del tempo. In questa corrente si inserisce il primo progetto inglese che rientra a pieno titolo nel Neoclassicismo, ovvero il mausoleo del Principe di Galles 1751, di William Chambers; eppure, i caratteri neoclassici di questo progetto si dissolvono nella concezione romantica del mausoleo, che fu presentato nella forma che esso avrebbe assunto una volta andato in rovina.

Il pittoresco traeva origine dallarte dei giardini più che dallarchitettura; il parco allinglese derivava invece dai giardini rinascimentali italiani, lodati da Alexander Pope e il citato William Kent. Il primo giardino allinglese degno di nota fu proprio quello che Alexander Pope volle realizzare a Twickenham, iniziato nel 1719 e caratterizzato da una zona selvatica, da una grotta e da un tempietto a conchiglia. Successivamente, nei cosiddetti Elysian Field Buckinghamshire, William Kent progettò il tempio a pianta circolare della Virtù Antica 1734, ispirandosi allo schema di Palladio per il Tempio di Vesta a Tivoli. Lo stesso Kent disegnò il giardino di Rousham, nellOxfordshire, analogo al precedente, ma al contempo più vario e unitario. Entrambe le opere di Kent costituiscono il termine di paragone del giardino realizzato tra il 1740 ed il 1760 a Stourhead, nel Wiltshire. Il parco, nato dalla fusione di architettura, archeologia, poesia, giardinaggio, topografia ed esoterismo, sorse a breve distanza da Salisbury e Glastonbury, in una vallata lacustre, dalla vegetazione lussureggiante; qui furono incastonati numerosi tempietti di imitazione classica, come il Pantheon di Claudio e Virgilio, completato nel 1754 e ornato allinterno con statue raffiguranti Ercole, Flora e Livia Augusta nelle vesti di Cerere, questultima proveniente proprio dagli scavi archeologici di Ercolano.

A Robert Adam va il merito di aver compiuto una sintesi tra la tradizione inglese ed i gusti europei. Nato in Scozia nel 1728, visitò la Francia e lItalia, dove divenne amico di personalità del calibro di Piranesi. E proprio al Piranesi rimanda lo stile retorico con il quale riprodusse i propri edifici pubblici nel volume The Works in Architecture of Robert and James Adam. Il suo stile è una combinazione che parte dallarte classica fino ad arrivare al palladianesimo e al pittoresco. Nei suoi interni si ritrovano molti riferimenti alle terme romane, ma anche elementi di compromesso tra larchitettura greca e quella romana, come nellanticamera di Syon House, dove Adam impiegò decorazioni della trabeazione tratte dallEretteo, colonne provenienti direttamente da Roma e un soffitto di stampo palladiano: a ben vedere, Adam creò una sintesi non tanto di origine intellettuale, ma scenografica e pittoresca.

Sul finire del XVIII secolo si registra anche lattività di Joseph Bonomi il Vecchio, James Wyatt e Henry Holland. Il primo, nato in Italia, si era trasferito in Inghilterra nel 1767. Tra le sue opere, in cui confluiscono accurate reminiscenze archeologiche, si ricorda la chiesa per il parco Packington, nel Warwickshire, che denuncia affinità con la coeva architettura rivoluzionaria di Ledoux in Francia e Gilly in Germania, ed è unica nel panorama inglese. Di forme austere e spoglie, lesterno è in puro laterizio ed è alleggerito da grandi finestroni a lunetta semicircolare di derivazione termale; linterno sembra ispirarsi al Tempio di Nettuno a Paestum, con colonne doriche che sostengono le volte di copertura. Probabilmente questa conformazione interna influenzò diversi architetti, tra cui James Wyatt.

Wyatt era rivale di Adam e acquistò fama con il Pantheon di Oxford Street in Londra 1770, distrutto, un edificio destinato ai divertimenti che costituiva una singolare versione neoclassica della basilica di Santa Sofia di Istanbul. Costruì moltissimo, anche se è ricordato soprattutto per i suoi contributi in campo neogotico e per i massicci restauri delle cattedrali inglesi; tuttavia edificò diverse residenze di campagna in stile neoclassico, come quella di Dodington, nel Gloucestershire, in cui confluiscono particolari del mondo greco e romano.

Strettamente legato al linguaggio di Wyatt e Adam è Henry Holland, che nella sua prima commissione importante, il Brooks’s Club di Londra 1776 disegnò, dietro una facciata palladiana, ambienti con sobrie e misurate decorazioni. Due anni dopo cominciò a lavorare a una dimora nellHerefordshire, alla quale fecero seguito le ampie trasformazioni di Carlton House, dove si riscontrano influenze francesi, come francesi erano gli artigiani che si occuparono della decorazione e del disegno del mobilio.

Anche lOttocento produce risultati notevoli: esempi importanti sono il British Museum a Londra, la Saint Georges Hall a Liverpool e alcune opere di John Soane.> Il British Museum è un monumentale edificio costruito a partire dagli anni venti e schermato da una teoria di eleganti colonne ioniche: larticolato complesso riprende il tema dei templi classici e concentra al suo interno un grande cupola in ghisa che sovrasta la sala di lettura.

Di poco posteriore è la St. Georges Hall di Liverpool, severa costruzione destinata ad ospitare la vita civica della città. Questa sorta di basilica civile altro non è che un insieme di volumi diversi accostati tra loro e uniti da una trabeazione che corre su tutte le facciate delledificio. Il complesso fu progettato da Harvey Lonsdale Elmes, ma alla sua morte i lavori furono continuati da Charles Robert Cockerell, che vi aggiunse il volume della Concert Hall, la cui ricca decorazione classica contrasta con la sobrietà dellesterno.

John Soane è ritenuto quasi il rappresentante esclusivo del Neoclassicismo rivoluzionario inglese. Influenzato da George Dance e soprattutto da Ledoux, ottenne fama verso la fine del Settecento per i suoi interventi nel cantiere della Banca dInghilterra, a Londra, un vasto complesso caratterizzato da cupole ribassate e da unestrema semplicità strutturale. Tra le sue creazioni merita alcune annotazioni la casa che larchitetto progettò per se stesso a Londra ora Sir John Soanes Museum: il disegno originario, non eseguito integralmente, era impostato alla massima semplicità, con grandi archi aperti in facciata, avvicinandosi quindi alle architetture rivoluzionarie di Claude-Nicolas Ledoux. Di contro, linterno, assai congestionato e claustrofobico, annulla il classicismo dellesterno, rivelando un linguaggio estremamente personale e più affine alla tradizione pittoresca: numerosi specchi oltre 90 in una delle stanze più piccole simulano vani più ampi, lilluminazione proviene dallalto, mentre archi goticizzanti distaccano i soffitti dalle pareti.

Tra le trasformazioni urbanistiche occorre ricordare Regents Park e Regent Street a Londra, opera di John Nash. Larchitetto, influenzato dalle citate sistemazioni intraprese a Bath, realizzò una serie di snodi allinterno del tessuto urbano della città, progettando abitazioni con colonne, trabeazioni e timpani, in linea con i dettami del Neoclassicismo; tuttavia il sinuoso percorso abbandona la staticità vista nelle trasformazioni parigine e, offrendo scorci prospettici sempre nuovi, riesce a coniugare in sé anche il gusto romantico per la continua scoperta e per il pittoresco.

In ogni caso, i migliori progettisti inglesi dellepoca subirono il fascino del Neogotico, spesso associato a una tradizione religiosa, architettonica e intellettuale che si affermò nei centri di Oxford, Cambridge e Londra. Invece, dalla metà dellOttocento, in Scozia e nel nord del Paese fiorì unintensa stagione neoclassica, riscontrabile ad esempio nella Town hall di Leeds 1853, nella Picton Reading Room di Liverpool 1875 o nelle chiese che Alexander Thomson edificò a Glasgow sotto linfluenza di Schinkel e Cockerell.

                                     

3.3. Neoclassicismo in Europa Germania

Larchitettura che introduce con vigore il Neoclassicismo in Germania è la Porta di Brandeburgo, innalzata a Berlino da Carl Gotthard Langhans tra il 1789 ed il 1793: si tratta di un severo monumento in stile dorico, il primo nel suo genere basato sulle ricostruzioni, pubblicate a metà del Settecento, dei Propilei di Atene. Pur rifacendosi al modello ateniese, Langhans impiegò una versione di dorico romano semplificato: a differenza del dorico autentico, le colonne presentano basamenti e sono spaziate in modo ineguale nei padiglioni laterali, mentre compaiono mezze metope alla fine del fregio i greci invece usavano far terminare il fregio con un triglifo. La Porta di Brandeburgo esercitò notevole influenza sui contemporanei: ad esempio il progetto per lingresso al Downing College di Cambridge, di William Wilkins, o il propileo di Chester Castle, di Thomas Harrison, nel Regno Unito.

Altre opere da prendere in considerazione sono gli studi di Friedrich Gilly. Il giovane architetto costruì poco nella sua breve vita e non visitò mai lItalia, tuttavia dopo il 1790 approntò alcuni progetti indubbiamente significativi: il disegno per il Teatro Nazionale di Berlino e il monumento a Federico il Grande. In particolare, nel Teatro si avverte lo stretto legame con la coeva architettura francese di Ledoux: Gilly rinuncia a gran parte delle decorazioni e rafforza i volumi, questi ultimi definiti nella loro conformazione dalla specifica funzione che avrebbero dovuto assolvere. Così come Ledoux in Francia e John Soane in Inghilterra, Gilly sembrò preannunciare unarchitettura totalmente nuova, che però non troverà spazio nella società ottocentesca, dominata dalle committenze di proprietari di industrie e di miniere: uomini dotati di grandi ricchezze, ma generalmente di scarsa cultura.

Allievo di Gilly fu Karl Friedrich Schinkel, che dopo un esordio neogotico, si avvicinò al Neoclassicismo di matrice greca, stile che ebbe molta fortuna in Germania. In generale, lopera di Schinkel, con i suoi elementi gotici, classici e pittoreschi, si avvicina più allInghilterra che alla Francia o allItalia, ma la sua interpretazione funzionale del Classicismo, che tornerà ancora in auge tra il 1910 ed il 1940, venne identificata come uno stile profondamente nazionale. Nei primi anni dellOttocento realizzò la Neue Wache e altri edifici a Berlino, dalle forme chiare ed eleganti che influenzeranno persino larchitettura di paesi più lontani, come la Finlandia. Altri capolavori di Schinkel sono il Berliner Schauspielhaus e lAltes Museum di Berlino. Nel teatro berlinese larchitetto esaltò la funzionalità delle varie parti, conferendo alledificio e alle sue marcate volumetrie, una straordinaria tridimensionalità: lelemento più vicino alla tradizione è il colonnato esastilo sormontato da un frontone riccamente decorato.

Al funzionalismo del Berliner Schauspielhaus si contrappone il più classicheggiante Altes Museum, che unisce il tema del lungo porticato della stoà dellantica Grecia, alla rotonda del Pantheon posta allinterno: il risultato è un prospetto fortemente dilatato, che affida la propria carica comunicativa ad una teoria di ben diciotto colonne ioniche.

Rivale di Schinkel fu Leo von Klenze, la cui fama è legata soprattutto al progetto del Walhalla presso Ratisbona e della Gliptoteca di Monaco; si tratta di due complessi neogreci, innalzati nei primi decenni dellOttocento. Tra i due, sorprendente per imponenza è certamente il Walhalla, tempio nel quale, secondo la mitologia, si riunivano le anime degli eroi caduti in battaglia: si tratta di un tempio periptero in stile dorico, posto su un possente basamento al quale si accede mediante ampie scalinate. La costruzione richiama in maniera straordinaria il citato monumento ideato da Gilly per Federico il Grande, ma von Klenze conferisce allopera unimpronta più romantica: il Walhalla infatti ripropone al suo interno i busti delle più importanti personalità tedesche, con un bassorilievo che illustra la storia della Germania.

                                     

3.4. Neoclassicismo in Europa Italia

A partire dalla seconda metà del Settecento anche in Italia si registra la costruzione di alcuni edifici classicheggianti. Il Neoclassicismo tuttavia non si affermò in modo unitario su tutto il territorio, allepoca ancora suddiviso in molti piccoli stati, spesso sotto il diretto controllo di governi stranieri. Linizio del secolo, inoltre, aveva coinciso con lultimo capitolo della stagione barocca: a Roma si erano realizzati straordinari monumenti scenografici come Piazza di Spagna e la Fontana di Trevi, mentre in Piemonte erano allopera Filippo Juvarra e Bernardo Antonio Vittone; lattività si era spostata poi nel Regno di Napoli, dove Ferdinando Fuga e Luigi Vanvitelli costruirono rispettivamente il Real Albergo dei Poveri e la Reggia di Caserta, grandiosi episodi di unintensa produzione barocca.

                                     

3.5. Neoclassicismo in Europa Veneto

Sebbene gran parte della critica ritenga che il Neoclassicismo italiano abbia avuto la sua origine a Roma, fu tuttavia in Veneto, dove non era mai venuto meno il riferimento al Palladio, che già nella prima metà del Settecento iniziò lentamente a delinearsi un gusto architettonico più aderente alle tendenze europee. Il Museo lapidario maffeiano di Verona, terminato nel 1745 da Alessandro Pompei, può essere considerato unanticipazione del Neoclassicismo. Al contempo, Venezia ebbe un ruolo nellelaborazione teorica dei principi neoclassici con la presenza di Carlo Lodoli e Francesco Algarotti, sostenitori di idee funzionaliste e antibarocche, che operarono in un contesto ancora in gran parte dominato dalla tradizione palladiana portata avanti da Giorgio Massari e Antonio Visentini, senza pertanto riuscire a influenzare particolarmente i contemporanei. A Venezia, tuttavia, è possibile individuare una linea architettonica di una certa coerenza, riscontrabile già nel portico della chiesa di San Nicola da Tolentino 1706-1714 di Andrea Tirali, al quale fecero seguito le chiese di San Simone Piccolo di Giovanni Scalfarotto, maestro di Giovanni Battista Piranesi, e della Maddalena 1780 di Tommaso Temanza che già 1748 aveva proposto a Padova una facciata di sapore razionale per la chiesa di Santa Margherita, lavoro che fu accolto con asprezza dai critici dellepoca.

Il principale artefice di questo rinnovamento fu comunque Giannantonio Selva. Suoi i progetti per il Teatro La Fenice 1790-1792, rimaneggiato successivamente e ricostruito dopo il disastroso incendio del 1996 e per le chiese veneziane di San Maurizio 1806 e del Nome di Gesù 1815. I suoi edifici, ben proporzionati e basati su pochi temi, oltrepassarono linteresse provinciale. A Selva è stato anche attribuito, non senza incertezze, il Tempio Canoviano a Possagno 1819-1833, felice fusione tra i modelli del Partenone e del Pantheon.

Dopo lintervallo napoleonico, che non produsse risultati particolarmente interessanti, si affermò Giuseppe Jappelli 1785-1852; allievo di Selva, egli deve la sua fama al Caffè Pedrocchi e al Pedrocchino di Padova, eclettico edificio in cui si unisco pure forme neogotiche. Lavorò anche in numerose ville venete, mostrando uno stile deciso e competente, degno del Neoclassicismo internazionale.



                                     

3.6. Neoclassicismo in Europa Roma

La stagione architettonica romana del secondo Settecento non fu particolarmente vivace. Piranesi, giunto da Venezia, edificò soltanto la chiesa di Santa Maria al Priorato 1764; Giacomo Quarenghi ricostruì la cattedrale di Santa Scolastica a Subiaco, mentre Carlo Marchionni diresse i lavori di Villa Albani, ripiegando poi su un repertorio decisamente distante dallideale classico per la Sagrestia di San Pietro in Vaticano.

A Roma il Neoclassicismo giunse con linizio delle trasformazioni presso i Musei Vaticani decise da Giovanni Battista Visconti, Commissario dei Musei e Soprintendente alle Antichità, succeduto a Winckelmann dopo il 1768; su progetto di Michelangelo Simonetti e Pietro Camporese furono aggiunte imponenti sale come quella delle Muse, mentre, tra il 1817 e il 1822, Raffaele Stern realizzò il cosiddetto Braccio Nuovo. Nel loro insieme, questi ambienti costituiscono una sequenza di spazi diversi, tutti caratterizzati da uninsolita correttezza archeologica, che però risulterà difficilmente applicabile ad opere minori.

Larrivo dei francesi coincise con laffermazione di Giuseppe Valadier, autore dei restauri del Colosseo e dellArco di Tito, nonché dei progetti di Villa Torlonia, del famoso Caffè del Pincio noto come Casina Valadier, della facciata di San Rocco e della sistemazione di Piazza del Popolo. Questultima in particolare rappresenta un capolavoro del Neoclassicismo italiano. Fino ad allora la celebre piazza romana appariva come uno spazio caotico, dominato solo dalle chiese di Carlo Rainaldi e delimitato su un lato dalla Porta del Popolo; lintervento di Valadier, che faceva seguito a una prima sistemazione eseguita dai francesi, fece assumere alla piazza una forma ellittica, con linserimento di due muraglioni monumentali ai lati delle chiese gemelle del Rainaldi. Di conseguenza, nella realizzazione di Piazza del Popolo, il Neoclassicismo non appare come lelemento dominante, ma contribuisce alla perfetta coesistenza tra le diverse emergenze architettoniche.

Negli anni postunitari il Neoclassicismo non produsse risultati di rilievo; simbolo di questa deriva può essere ricercato nel Monumento a Vittorio Emanuele II a Roma noto come Vittoriano, terminato solo nel 1911, nellanno dellEsposizione Universale. In questo caso gli intenti celebrativi fin troppo pomposi dellopera, volti ad osannare lo Stato monarchico, confluirono in una mera ed inutile retorica di stato.

                                     

3.7. Neoclassicismo in Europa Napoli

A Napoli gli elementi di rottura con la tradizione barocca, già in parte riscontrabili in vari ambienti della monolitica Reggia di Caserta di Luigi Vanvitelli, vanno ricercati nella produzione architettonica operata durante il decennio francese 1806-1815 e nella successiva restaurazione borbonica, in particolar modo in due importanti architetture: la facciata del Teatro San Carlo e la Basilica di San Francesco di Paola, inserita nellemiciclo di Piazza del Plebiscito.

La prima, iniziata nel 1810 dal toscano Antonio Niccolini, è strettamente francese e fiorentina, con un leggero colonnato ionico aperto al di sopra di un alto basamento porticato che si pone a margine del Palazzo Reale; Niccolini fu infatti notevolmente influenzato dal prospetto della Villa di Poggio Imperiale di Firenze, progettato in buona parte da Pasquale Poccianti solo pochi anni prima. Negli anni seguenti lattività di Niccolini fu intensa: disegnò il complesso della Villa Floridiana al Vomero, al cui interno costruì la Villa Lucia, ideò la nuova facciata del Palazzo Partanna in piazza dei Martiri e si dedicò anche a numerosi progetti, non eseguiti, per il riassetto del Palazzo Reale, in cui è viva la sensibilità al giardino allinglese.

La chiesa di San Francesco di Paola, di Pietro Bianchi, si colloca invece tra le più importanti architetture sacre del periodo, tanto che viene annoverata dalla critica come "la più ricca e accurata delle nuove chiese italiane". La sua costruzione, legata alle complesse vicende politiche del Regno di Napoli, fu intrapresa per realizzare il Foro murattiano, ma nel 1817 fu convertita in chiesa come ex voto da parte di Ferdinando per la restaurazione al potere dei Borbone di Napoli. Il suo architetto, dopo un concorso che vide coinvolti i principali artisti del tempo, realizzò un tempio fortemente ispirato al Pantheon di Roma, differenziandolo solo nelle proporzioni e nella presenza di due cupole minori ai lati della calotta principale.

Altre figure di rilievo dellarchitettura neoclassica del primo Ottocento furono Stefano Gasse impegnato in numerose opere pubbliche durante il periodo francese e durante la Restaurazione, come lOsservatorio astronomico di Capodimonte e il Palazzo San Giacomo e Gaetano Genovese lavori nella Reggia vanvitelliana.

                                     

3.8. Neoclassicismo in Europa Sicilia

Collegata allattività di Napoli, ma distinta da essa, è quella siciliana. Generalmente si ritiene che in Sicilia il superamento del fastoso Barocco locale si avviasse con la presenza del francese Léon Dufourny, studioso degli antichi templi presenti nella regione, che a partire dal 1789 progettò ledificio principale del nuovo Orto botanico di Palermo, con un pronao in stile dorico.

Tuttavia, già nel 1750 era stato completato Palazzo Isnello, la cui facciata principale, opera di architetto ignoto, presenta elementi stilistici che precorrono il Neoclassicismo nella regione.

Successivamente, larchitettura palermitana volse al Neoclassicismo grazie allopera di un allievo del Vanvitelli e amico di Duforny, Giuseppe Venanzio Marvuglia, il quale realizzò numerose costruzioni ascrivibili al nuovo stile. Tra il 1799 ed il 1802 Marvuglia edificò anche la cosiddetta Palazzina Cinese; in questa curiosa costruzione convivono elementi classici e altri desunti dallarchitettura orientale, che manifestano la vocazione eclettica del Neoclassicismo siciliano, mentre nel giardino si trova ancora una fontana avente la forma di una grande colonna dorica sormontata dalla figura di Ercole.

La Sicilia dette, inoltre, un contributo indiretto allaffermazione del Neoclassicismo grazie alla presenza di molte testimonianze dellarte greca, per visitare e studiare le quali soggiornarono sullisola molti artisti che furono protagonisti del dibattito architettonico tra fine XVIII secolo ed inizio XIX secolo, come Schinkel nel 1804, Hittorff, von Klenze, Labrouste, ed altri.

Molto più tarda ed ascrivibile piuttosto alleclettismo ottocentesco, è invece la costruzione, su progetto di Giovan Battista Filippo Basile e del figlio Ernesto, del Teatro Massimo di Palermo 1875-1897, impreziosito da un imponente apparato decorativo in antitesi allo stretto funzionalismo auspicato allinizio del XIX secolo da Jean-Nicolas-Louis Durand.



                                     

3.9. Neoclassicismo in Europa Toscana

In Toscana il clima è particolarmente interessante. Sotto Pietro Leopoldo e nei primi decenni del dominio lorenese, cominciò un graduale avvicinamento ai temi neoclassici in contrapposizione alla moda tardobarocca. I principali esponenti di questo rinnovamento, che si concentrò soprattutto su opere di pubblica utilità, furono Gaspare Paoletti, Giuseppe Manetti, Giuseppe Salvetti, Grato e Giocondo Albertolli, Bernardo Fallani, Giuseppe Valentini e Giovan Battista Ciardi.

Con la Restaurazione i modelli classici furono filtrati attraverso larchitettura rinascimentale, in quello che la critica ha identificato come "Classicismo Romantico". Uno degli architetti più significativi dellepoca fu Pasquale Poccianti, allievo di Gaspare Paoletti e che, allinizio della sua carriera, aveva collaborato con Giuseppe Cacialli per la sistemazione della Villa di Poggio Imperiale, a Firenze. La fama di Poccianti è legata soprattutto al completamento dellacquedotto di Livorno: qui realizzò opere straordinariamente vicine a quelle dellarchitettura di Claude-Nicolas Ledoux, come il Cisternone 1829-1842, il serbatoio posto al termine del percorso delle condotte e caratterizzato da unoriginale semicupola decorata a cassettoni. Per lacquedotto progettò inoltre altre due cisterne, ovvero il serbatoio di Pian di Rota e il cosiddetto Cisternino di città, sempre a Livorno. Si tratta in entrambi i casi di edifici dalle volumetrie chiare e contrastanti, dove alle influenze francesi si somma levidente conoscenza delle architetture termali romane e della tradizione toscana del XIV secolo questultima riscontrabile nelle strette finestre a feritoia aperte lungo i massicci corpi di fabbrica dei serbatoi. Poccianti fu impegnato anche a Firenze, dove, ai lavori per Palazzo Pitti e per la Biblioteca Medicea Laurenziana, si aggiunsero i progetti non realizzati per la facciata di San Lorenzo, immaginata come una rigorosa sovrapposizione di due porticati classicheggianti.

Ma la Toscana del primo Ottocento presenta un panorama architettonico assai vivace forse a causa degli intensi scambi culturali con lestero e la Francia in particolare, con molte figure di rilievo: Luigi de Cambray Digny, le cui opere subirono linfluenza dal Neoclassicismo francese delletà napoleonica; Lorenzo Nottolini che, negli stessi anni in cui Poccianti portava a termine lacquedotto di Livorno, lavorò allimponente sistema di approvvigionamento idrico della città di Lucca, realizzando un condotto sopraelevato, perfettamente rettilineo, lungo tre chilometri e sostenuto da oltre 400 arcate il cosiddetto Acquedotto del Nottolini; Alessandro Manetti che realizzò la cinta daziaria di Livorno, alcuni ponti sospesi ed altre opere dingegneria; Carlo Reishammer, autore di sorprendenti progetti che ebbero per protagonista la ghisa, come la chiesa di San Leopoldo a Follonica e la Porta San Marco a Livorno, in cui sembra richiamare, anchesso, alcuni stilemi dellarchitettura di Ledoux; Agostino Fantastici, autore di numerosi interventi nellarchitettura civile e religiosa del territorio senese.

                                     

3.10. Neoclassicismo in Europa Trieste

Anche Trieste riveste un ruolo di primo piano nel Neoclassicismo italiano. Come città multietnica e porto dellImpero Austro-Ungarico, Trieste tende a differenziarsi, in questo periodo, dalle altre maggiori città italiane. Le sue particolarità storiche influenzano laspetto urbanistico della città fino al giorno doggi.

Linflusso germanico si riscontra nel Teatro Verdi iniziato nel 1798, opera di Matteo Pertsch, che si avvicina ai canoni del Neoclassicismo milanese. Sempre di Pertsch è il Palazzo Carciotti, schermato da un portico esastilo leggermente aggettante che sorregge una balaustra monumentale dietro la quale si apre una cupola emisferica.

Larchitettura più emblematica è però la chiesa di SantAntonio, progettata nel 1808 da Pietro Nobile e innalzata solo a partire dagli anni venti dello stesso secolo. La conformazione del lotto, lungo e stretto, indusse larchitetto ticinese a variare il tema del Pantheon, disegnando un corpo di fabbrica a pianta rettangolare con una cupola al centro. La particolarità più evidente della chiesa è la sua posizione scenografica, alla fine del Canal Grande, così spettacolare tanto da farne uno dei simboli della città triestina.

                                     

3.11. Neoclassicismo in Europa Lombardia

Nei territori sotto la dominazione austriaca, come Milano, si assiste ad uneccezionale stagione artistica. A Milano la scena è inizialmente dominata da Giuseppe Piermarini, autore del Palazzo Belgioioso 1772-1781, della Villa Reale di Monza dal 1776, del Teatro alla Scala 1776-1778, dove confluiscono anche elementi neorinascimentali e della Villa Cusani Tittoni Traversi a Desio.

Rivale del Piermarini fu Simone Cantoni, che aveva lavorato anche per Vanvitelli e si era formato allAccademia di Parma, sotto Ennemond Alexandre Petitot, e a Genova. A Milano si dedicò alla progettazione del Palazzo Serbelloni, che presenta un corpo centrale con colonne che sorreggono un frontone, mentre a Como, verso la fine del Settecento, costruì la Villa Olmo.

A Leopoldo Pollack e Luigi Canonica, allievi del Piermarini, va il merito di aver affermato le nuove tendenze architettoniche. Del primo si ricordano la Villa Belgioioso poi Reale, ora Villa Comunale, la Villa Casati a Muggiò e la Rotonda di via Borgovico, a Como, opere che però non presentano piante particolarmente interessanti; del secondo è doveroso citare il progetto per lArena, frutto di un disegno più vasto, promosso anche da Giovanni Antonio Antolini, per la sistemazione delle aree attorno al Castello Sforzesco.

A questi fece seguito Luigi Cagnola, che nelle sue creazioni cercò ispirazione esclusivamente nelle opere della tradizione italiana: questi progettò la Rotonda di Inverigo una massiccia e vistosa villa e la chiesa di San Lorenzo a Ghisalba 1822, ancora una volta cimentandosi sul tema della rotonda. Suo è lArco della Pace di Milano, ennesima trasposizione del modello dellarco trionfale romano. Degno di nota è pure lArco di Porta Nuova, realizzato nel 1813 su progetto dellarchitetto Giuseppe Zanoia che fu preferito al disegno del Cagnola.

Ledificio che chiude il Neoclassicismo milanese, e più in generale quello italiano, è la chiesa di San Carlo al Corso, di Carlo Amati, ritenuta tuttavia troppo imponente nelle sue dimensioni.

                                     

3.12. Neoclassicismo in Europa Genova

Altra personalità di rilievo nella storia del Neoclassicismo italiano è Carlo Barabino, il più importante architetto genovese del XIX secolo. Tra le sue creazioni vanno ricordate il Teatro Carlo Felice e il Cimitero di Staglieno a Genova. Del Carlo Felice, inaugurato nel 1828 oggi resta solo la facciata, arricchita da un grande porticato esastilo: il corpo del teatro fu inesorabilmente colpito dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nel Cimitero di Staglieno, completato dallallievo Giovanni Battista Resasco, si inseriscono invece molti elementi della tradizione classica, come una copia del Pantheon romano, posta in posizione sopraelevata rispetto alla base del cimitero.

A Genova lavorò pure il citato Simone Cantoni, che vinse il concorso per la ricostruzione del Palazzo Ducale; il sontuoso salone del primo piano fu lodato persino da Milizia, che ebbe modo di visitare il cantiere ancor prima della fine dei lavori.

                                     

3.13. Neoclassicismo in Europa Piemonte

Il Piemonte conobbe una vivace fase di transizione al Neoclassicismo tra Sette ed Ottocento, con personalità attive anche teoricamente sul versante classicista, spesso in rapporto stretto con le società di studiosi subalpini impegnati nel confronto con la nuova circolazione di cultura, in direzione romana e parigina; si ricordano Giuseppe Battista Piacenza, Carlo Randoni, ed alcune precoci realizzazioni di Filippo Castelli.

Il Neoclassicismo piemontese ebbe un notevole sviluppo grazie allurbanistica e alle trasformazioni che, sotto linfluenza diretta dei francesi, interessarono Torino nei primi anni dellOttocento. Fulcro dei nuovi ampliamenti fu la chiesa della Gran Madre di Dio 1814-1831, un edificio a pianta circolare, preceduto da pronao su modello del Pantheon di Roma, che fu innalzato da Ferdinando Bonsignore a margine della coeva piazza Vittorio Veneto.

Linsegnamento di Bonsignore, alluniversità ed allaccademia torinesi creò più generazioni di abili architetti, i quali diffusero per tutto il Piemonte ed anche nel genovesato e nel nizzardo i risultati di una scuola di grande validità e spessore culturale. Si ricordano, tra gli altri, il colto Giuseppe Maria Talucchi, braccio destro di Bonsignore alluniversità ed autore dellimponente chiesa di Santa Maria del Borgo a Vigone 1835 sgg., Benedetto Brunati, Luigi Canina, Ernesto Melano, questultimo attivo anche nei cantieri carloalbertini di corte, lo svizzero Giuseppe Leoni, Giuseppe Formento, leporediese Pessatti, Michelangelo Bossi, ecc.

Nei cantieri di corte, a partire dagli anni di Carlo Alberto di Savoia-Carignano, a Palazzo Reale di Torino, nella tenuta di Pollenzo, al castello di Racconigi, operò come direttore artistico Pelagio Palagi, coadiuvato per le architetture, anche con realizzazioni autonome, da Carlo Sada.

Nella seconda metà dellOttocento è da segnalare Alessandro Antonelli, allievo di Bonsignore e Talucchi, autore del Duomo di Novara, che rivestì di elementi classici gli enormi edifici della Mole Antonelliana di Torino e della cupola di San Gaudenzio nella stessa Novara, forzando le proporzioni canoniche verso una nuova idea di architettura, fortemente segnata da sperimentazioni strutturali.

                                     

3.14. Neoclassicismo in Europa Russia

In Russia, le contaminazioni del mondo occidentale ebbero molta fortuna, in particolar modo a San Pietroburgo. Qui, fino a circa il 1760, trovavano ancora spazio i gusti rococò dellitaliano Bartolomeo Rastrelli vedi il Palazzo dInverno; fu Caterina la Grande ad introdurre il Neoclassico nella capitale, commissionando ad un architetto francese, Jean-Baptiste Michel Vallin de La Mothe, alcuni palazzi, come lAccademia delle Belle Arti. Nel 1779 Giacomo Quarenghi 1744-1812 accettò linvito di recarsi a San Pietroburgo, ove rimase per il resto della sua vita, divenendo larchitetto ufficiale di Caterina II; egli tra il 1780 ed il 1785 trasformò Pietroburgo in una città classica. Realizzò numerosi palazzi e portò in auge un originale stile monumentale, dispirazione palladiana, riscontrabile, ad esempio, sia nel sobrio e severo palazzo inglese del parco di Peterhof 1781-1789, distrutto che nel più ricco Teatro dellErmitage 1782-1785.

Nello stesso periodo fu attivo anche lo scozzese Charles Cameron 1743-1812, autore della Galleria Cameron nel Palazzo di Caterina a Tsarskoye Selo, dove riprese lo stile dellinglese Adam ed il Palazzo del Granduca Paolo a Pavlovsk, costruito dal 1781 al 1796. Nel parco del palazzo di Pavlovsk, Cameron fece erigere il primo tempietto dorico di tutta la Russia.

La moda del Neoclassico che era cominciata con la grande Caterina giunse al suo culmine con Alessandro I. Il Palazzo della Borsa di San Pietroburgo, disegnato dal francese Jean-François Thomas de Thomon nel 1804 costituisce un significativo esempio di architettura neogreca ispirata al Tempio di Era di Paestum. Alla Borsa, sorta mentre Andrey Voronikhin innalzava la Cattedrale di Kazan, seguirono quindi limmenso Ammiragliato di Andrejan Zacharov, 1806-1815, dove riecheggiano le proporzioni in grande scala di Boullée, la Cattedrale di SantIsacco le architetture italianeggianti di Carlo Rossi ad esempio il Palazzo del Senato e il Palazzo Michajlovskij, che resero San Pietroburgo, con le sue facciate in stucco colorato e dettagli emergenti in bianco, una delle città più coerentemente neoclassiche dEuropa. Con Rossi, il più importante architetto neoclassico di San Pietroburgo fu Vasilij Petrovič Stasov, a cui si devono ampie caserme e scuderie comprendenti chiese a cinque cupole e lultimo capolavoro della città, ovvero larco di trionfo sulla via di Mosca 1834.

Anche Mosca fu investita dal gusto neoclassico e, pur evidenziando episodi interessanti, non raggiunse mai i risultati di San Pietroburgo. Il nome legato a molte architetture classicheggianti di Mosca è quello di Matvej Kazakov 1738-1812, al quale si deve il Palazzo del Senato al Cremlino. Invece, sul finire del Settecento, un certo numero di edifici classicheggianti di Mosca sono riconducibili al suddetto Giacomo Quarenghi, al quale, sulla scia di Kazakov, fecero seguito architetti quali Domenico Gilardi che si rifà allo stile imperiale e Osip Beauvais attivo durante la ricostruzione della città dopo il disastroso incendio del 1812.

                                     

3.15. Neoclassicismo in Europa Scandinavia

LEuropa del Nord offre un ricco repertorio di opere neoclassiche, generalmente di matrice tedesca o francese. In Danimarca il Neoclassicismo comparve già verso gli anni sessanta del Settecento. Infatti, la sala da pranzo disegnata in da Nicolas-Henri Jardin nel Palazzo di Amalienborg 1755-1757 viene ricordata come "la più antica stanza ancora esistente decorata in stile neoclassico da un architetto francese". Allievo di Jardin fu Caspar Frederik Harsdorff, che ad esempio lavorò nella Cattedrale di Roskilde, dove eseguì la cappella di funebre di Federico IV. In seguito, con laffermarsi dello stile neogreco, la figura più interessante fu Christian Frederik Hansen 1756-1845, che eseguì il disegno della Cattedrale di Copenaghen, con la grande volta a botte sostenuta da colonnati dorici che si richiama al progetto di Boullée per linterno di una biblioteca.

Agli inizi dellOttocento si registra anche la pianificazione di Helsinki, granducato russo dal 1809. I maggiori edifici pubblici della città si devono a Carl Ludwig Engel, che fu impegnato nella piazza del Senato, dominata dalla classicheggiante cattedrale, dal Palazzo del Senato 1818-1822 e dallUniversità. Il progetto iniziale della cattedrale risale al 1818, ma i lavori, avviati nel 1830, si conclusero solo nel 1851. La pianta è rigorosamente centrale, essendo costituita da una croce greca schermata da quattro portici esterni: al centro della composizione si innalza una svettante cupola, affiancata da quattro calotte minori aggiunte successivamente. Invece, per lUniversità Engel costruì una biblioteca con sale di lettura colonnate, collegate con imponenti scalinate doriche, che trovano affinità con quelle presenti nel Palazzo del Senato: nel primo caso, due ordini di colonne sostengono i piani darrivo delle rampe, mentre nel secondo, sulle colonne di tipo dorico gravano le volte a crociera della copertura.

                                     

3.16. Neoclassicismo in Europa Altre nazioni dellEuropa

La diffusione del revival classico fu pressoché uniforme in tutta Europa, anche se con alcune eccezioni: la Spagna ad esempio non portò nessun contributo significativo al Neoclassicismo.

A Vienna alcune influenze neoclassiche si registrano, sin dai primi decenni del XVIII secolo, nella Karlskirche di Johann Bernhard Fischer von Erlach, capolavoro del Rococò austriaco: ledificio è infatti schermato da un pronao esastilo, al quale si affiancano due colonne coclide ispirate alla Colonna Traiana di Roma. Un classicismo più rigoroso si avverte nellOttocento, con il Theseustempel e il Burgtor, due complessi neogreci del citato Pietro Nobile.

In Polonia, già verso la fine del Settecento, si diffuse unarchitettura derivata dai modelli rivoluzionari di Ledoux, ma un monumento precoce del primo Neoclassicismo si ritrova nella Cattedrale di Vilnius oggi in Lituania, che allepoca era unita alla Polonia nella Confederazione Polacco-Lituana. Nel secolo successivo Antonio Corazzi fu protagonista della costruzione di diversi palazzi di Varsavia, mentre la nobiltà polacca commissionò a Karl Friedrich Schinkel alcune residenze di campagna.

Se a Praga il Neoclassicismo fu accolto in ritardo rispetto al resto dEuropa, in Ungheria la rottura con il linguaggio barocco avvenne già negli anni settanta del Settecento: la Cattedrale di Vác, con il suo portico sormontato da un massiccio attico, risale al 1763-1777. NellOttocento questo stile culmina nella Cattedrale di Esztergom a pianta centrale, dotata di cupola e nel neogreco Museo Nazionale di Budapest questultimo opera di Mihály Pollack.

Tra il XVIII e il XIX secolo il Belgio fu influenzato dal Neoclassicismo di scuola francese come la sede Accademia Reale, ma sul finire dellOttocento il paese ritrovò la via di un barocco esuberante.

Nei Paesi Bassi, tra le prime opere si ricordano: la chiesa di Santa Rosalia a Rotterdam 1777-79, che segue lo schema della cappella reale di Versailles; il palazzo Felix Meritis ad Amsterdam 1778; la sala da ballo del palazzo Kneuterdijk a LAia Jan de Greef, 1820-1830, realizzata a modello della sala egizia vitruviana. Più tarde il padiglione di Scheveningen 1826 e i tribunali di Leeuwarden 1846, che precedettero gli anni dellaffermazione del Neogotico.

Paradossalmente lo stile neoclassico si sviluppa in Grecia solo verso la metà del XIX secolo, quando fu introdotto per i piani di rinnovamento di Atene. Intervennero pertanto progettisti da diverse località dEuropa, in particolare tedeschi, danesi e francesi. Tra le opere più originali occorre segnalare la corte rotonda dello Zappeion, iniziata solo nel 1874 secondo i piani di Theophil Hansen.

                                     

4. Neoclassicismo in America

Nella storia dellarchitettura, il linguaggio del Neoclassicismo fu il primo ad assumere una dimensione globale, avviando anche nella produzione architettonica un processo di europeizzazione della cultura. Fuori dallEuropa, tuttavia, larchitettura neoclassica fu generalmente un fenomeno legato al colonialismo, spesso senza alcun carattere di autonomia figurativa; solo nel centro e nel sud America si ebbero alcuni spunti originali.

                                     

4.1. Neoclassicismo in America Il Settecento e lOttocento

Le origini del Neoclassicismo statunitense vanno ricercate nella intensa diffusione che qui ebbe il Palladianesimo; inoltre a partire dalla fine del Settecento grande fu pure il successo del revival greco. Gli architetti più interessanti dellepoca furono Thomas Jefferson e Benjamin Latrobe. Il primo, a partire dal 1771, aveva cominciato a lavorare alla sua casa di Monticello, in Virginia, opera non particolarmente innovativa se confrontata con le contemporanee costruzioni inglesi. Ispirandosi alla Maison Carrée di Nîmes, tra il 1785 ed il 1789, eseguì il poco originale progetto per il Virginia State Capitol. La sua opera più celebre resta comunque il campus dellUniversità della Virginia, i cui disegni definitivi risalgono al 1817: elemento dominante del nuovo complesso è certamente la Rotonda, destinata ad ospitare la biblioteca e che, al porticato vagamente palladiano, unisce un corpo circolare, ispirato al Pantheon. Altra caratteristica delledificio, ricostruito a seguito di un grave incendio che si sviluppò sul finire dellOttocento, sono le sale che si aprono allinterno, di forma ellittica.

Fu proprio Benjamin Latrobe a suggerire a Jefferson la soluzione della Rotonda. I primi lavori importanti di Latrobe sono il penitenziario di Richmond e la Banca di Pennsylvania, oggi scomparsa. Nei primi anni dellOttocento riceve la commissione per il completamento del Campidoglio di Washington, il grande palazzo al quale avevano collaborarono molti architetti dellepoca e con un risultato assai discutibile. Successivamente, sotto la ricostruita ala del Senato, inserì la Supreme Court Chamber, dove il gusto della geometria e i dettagli forti suggeriscono una stretta affinità con i modelli del francese Ledoux e dellinglese Soane. Tra il 1809 ed il 1818 realizzò la Cattedrale di Baltimora, sottoposta in seguito a modifiche ed ampliamenti, ma che resterà la sua costruzione più felice.

Lo stile classico viene poi consolidato dalle opere di Robert Mills e William Strickland, allievi proprio di Latrobe. Del primo si ricordano alcune chiese a pianta centrale di Filadelfia e Richmond, lenorme Colonna di Washington a Baltimora e numerosi edifici nella capitale federale della nazione, caratterizzati da severi porticati. Al secondo invece, dopo la fama ottenuta con il disegno della Second Bank of the United States, si devono i progetti per loriginale Borsa di Filadelfia e del Campidoglio di Nashville 1845-1849, dotati di lanterne ispirate al Monumento coragico di Lisicrate.

La prima metà dellXIX secolo si conclude con la costruzione di alcuni edifici decisamente classicheggianti, come ad esempio: il Campidoglio di New Haven, opera di Ithiel Town, degna imitazione della Borsa di Filadelfia; il Girard College di Filadelfia, di Thomas Walter, con un ingegnoso complesso di tre piani coperti a volta a crociera; il Campidoglio dellOhio a Columbus 1838, ancora di Walter, che sembra richiamare la Barrière de la Villette di Ledoux.

Il Neoclassicismo si impone sulla scena americana sostanzialmente fino alla seconda metà dellOttocento. Le ultime opere degne di nota sono alcuni progetti di stampo accademico degli associati William Rutherford Mead, Stanford White e Charles Follen McKim, come la Biblioteca della Columbia University a New York, del 1893, imponente costruzione in cui si riflettono i fasti dellarchitettura civile romana secondo i modelli del Neoclassicismo francese.

                                     

4.2. Neoclassicismo in America Il Novecento

Verso la fine dellOttocento la pura classicità diviene il fulcro teorico e culturale per la realizzazione di intere città come Washington: nella città, concepita come una "scacchiera", trovarono posto freddi edifici classicheggianti. A New York invece furono concepite intere porzioni di nuove urbanizzazioni, che coinvolsero le aree disposte lungo la Wall Street. In questo spirito urbanistico si collocano diverse importanti costruzioni in stile antico. Nel Novecento infatti il Neoclassicismo divenne lo stile preferito per le architetture governative: si tratta di edifici realizzati in chiave anti-moderna, in cui si riflettono quei gigantismi volti a enfatizzare il ruolo e il prestigio internazionale della Nazione.

Numerosi sono gli esempi, i più celebri concentrati prevalentemente nellarea di Washington. Ad esempio il Lincoln Memorial ultimato nel 1922 di Washington è uno degli edifici che tentano di imprimere alla città unimpronta tesa a ricalcare quella della Roma imperiale. Progettato come un monumento in memoria del Presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln, celebre per le sue battaglie contro la schiavitù, il memoriale era stato concepito a livello ideale nel 1867, ma linizio dei lavori risale ai primi decenni del Novecento. Allinterno delledificio, disegnato da Henry Bacon, furono poste sculture e statue ideate su modello delle celebri "copie romane" statue realizzate in epoca romana che ricalcano i bronzi perduti della Grecia classica, come nel caso della grande statua di Lincoln, posta proprio al centro dello stesso memoriale.

Sempre nella capitale statunitense, negli anni trenta del secolo fu innalzato il maestoso Palazzo della Corte Suprema, completato nel 1935. Ledificio, che nella facciata anteriore mostra un pronao in stile corinzio, fu progettato da Cass Gilbert, che allora era già noto a tutta la critica darte internazionale per il suo Woolworth Building di New York, allepoca uno dei grattacieli più alti del mondo.

Lultimo edificio di questo filone è il Jefferson Memorial, inaugurato a Washington solo nel 1943. Ideato nel 1939 da John Russell Pope, sorse ad imitazione delle ville palladiane e dei templi romani e greci. Ledificio si dipana lungo una rotonda di colonne in stile ionico che culmina in un grande pronao, affacciato al fiume Potomac; il monumento riprende a modello anche la Rotonda che larchitetto e Presidente Thomas Jefferson, al quale è dedicato lo stesso memoriale, aveva realizzato per lUniversità della Virginia. Si tratta però di un revival assai distante dalle nuove tendenze dellarchitettura del Novecento, che già da tempo aveva visto aprirsi nuove strade, in completa rottura col passato le sue tradizioni stilistiche si veda ad esempio la Casa sulla cascata, che Frank Lloyd Wright aveva completato nel 1939.

                                     

4.3. Neoclassicismo in America America Latina

In Brasile le prime reazioni al Barocco si ebbero dopo il 1815 grazie allapporto di alcuni architetti francesi, come Auguste-Henri-Victor Grandjean de Montigny; suoi, ad esempio, i progetti per la Praça do Comércio costruita intorno al 1820 e lImperiale Accademia di Belle Arti inaugurata 1826 in Rio de Janeiro. Una delle opere di maggiore importanza, sebbene realizzata verso la metà del secolo, è il Teatro di Santa Isabella a Recife, dellingegnere Louis Léger Vauthier, cui fece seguito il Teatro di Nostra Signora da Paz, a Belém, dove però prevalse lo stile coloniale americano.

Dopo le guerre dindipendenza ispanoamericana il Neoclassicismo divenne lo stile ufficiale di importanti architetture di rappresentanza dellAmerica Latina: a titolo desempio si ricorda il Campidoglio di Bogotà.

                                     

5. Influenze neoclassiche nellarchitettura del Novecento

Come si è potuto osservare, lo stile neoclassico caratterizza unepoca assai lunga, confluendo nelleclettismo e spingendosi fino ai primi decenni del XX secolo. Nel Novecento, accanto a vere e proprie citazioni del passato, come quelle che si ritrovano nei principali monumenti di Washington, in diversi paesi si svilupparono una serie di tendenze ispirate al Classicismo e al Neoclassicismo.

In Italia, dopo i fasti retorici del già citato Monumento di Vittorio Emanuele II, si assiste a una semplificazione del lessico architettonico, che però, durante il Fascismo, rimane sostanzialmente di stampo classicista; i nuovi modelli proposti in quellepoca sono, con alcune eccezioni vedi la Stazione di Firenze Santa Maria Novella, ancora legati alla simmetria e a una decorazione allantico ridotta ai suoi elementi essenziali. I risultati, sono annoverarsi in quel Neoclassicismo semplificato tipico di Marcello Piacentini e che è da inquadrare nella corrente architettonica definita più propriamente monumentalista. Tali esempi, sebbene in parte rivalutati dalla critica più recente, furono spesso ritenuti grotteschi ed espressione di un provincialismo lontano dalle correnti architettoniche e di pensiero più evolute ed internazionali del Movimento Moderno; ne è un esempio il Palazzo della Civiltà Italiana, che riprende il modello del Colosseo, spogliandolo di ogni decoro viene infatti chiamato anche Colosseo quadrato.

Anche in Germania i piani di Adolf Hitler avrebbero dovuto cambiare il volto della capitale, trasformandola in una città monumentale. Autore dei progetti, che però non saranno mai concretizzati, fu Albert Speer, amico personale del Führer. La poderosa cupola a cassettoni della Große Halle, basata sul modello del Pantheon di Roma, avrebbe rappresentato, con i suoi oltre 200 metri di diametro, il fulcro della nuova Berlino; allesterno, i disegni mostrano un poderoso colonnato classicheggiante aperto su una vasta piazza per le adunate, il tutto in scala colossale. Esempi analoghi si ritrovano anche in Russia e nei paesi direttamente influenzati dallUnione Sovietica, quali Polonia e Cina.

Il Neoclassicismo semplificato si può rinvenire anche nelle opere tarde di Auguste Perret e persino nel crematorio di Stoccolma, di Gunnar Asplund "Neoclassicismo scandinavo". Alcuni critici hanno definito neoclassico anche il Movimento Moderno includendovi anche Ludwig Mies van der Rohe quando ha perseguito monumentalità e simmetria.

Il repertorio classico troverà un periodo di intensa fortuna a partire dalla fine degli anni settanta, nellambito del Postmoderno e nella cosiddetta nuova architettura classica, movimento che esprime una libertà stilistica sgombra dai vincoli modernisti. Frontoni, colonne ed altri elementi della tradizione torneranno quindi in auge: un celebre esempio viene offerto dal frontone classicheggiante del grattacielo AT&T Building ora Sony Building, che Philip Johnson costruirà a New York nel 1984.

                                     
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