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ⓘ Niccolò Nobili




                                     

ⓘ Niccolò Nobili

Figlio di un patrizio di Firenze compie gli studi inferiori e superiori nelle Scuole Pie fiorentine e luniversità a Pisa. Fautore dellunità italiana nel 1848 è un giovanissimo membro del battaglione universitario che combatte gli austriaci nella Battaglia di Curtatone e Montanara. Dopo la partenza in volontario esilio del Granduca Leopoldo II è in prima fila nella pacifica annessione della Toscana al Regno dItalia e dal 1862 ricopre per circa quattro decenni le cariche di consigliere comunale e provinciale di Firenze.

Alla Camera viene eletto per la prima volta nel 1862 e riconfermato per le successive tre legislature; amico di lunga data e sostenitore di Bettino Ricasoli nel marzo 1876, allavvento della sinistra storica al governo, aderisce al gruppo dissidente dei deputati di destra, che accusano Marco Minghetti di non aver fatto tutto quello che si poteva per salvare lesecutivo e si schierano a favore del nuovo governo formato da Agostino Depretis. La scelta gli costa la mancata rielezione alle elezioni politiche del 1880: dopo aver sempre vinto al ballottaggio perde il collegio di Montevarchi al primo turno per il mancato sostegno del suo partito.

Socio da lungo tempo della casa editrice Successori Le Monnier è lartefice dellindovinata scelta dellazienda di inserirsi nelleditoria scolastica. Già proprietario della Gazzetta del Popolo, dallaprile 1870 acquista il quotidiano La Nazione, di cui assume poi la direzione per otto anni succedendo a Celestino Bianchi.

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