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ⓘ Martino di Tours




Martino di Tours
                                     

ⓘ Martino di Tours

Martino di Tours è stato un vescovo cristiano del IV secolo. Originario della Pannonia, nellodierna Ungheria, esercitò il suo ministero nella Gallia del tardo impero romano. Tra i primi santi non martiri proclamati dalla Chiesa cattolica, è venerato anche da quella ortodossa e da quella copta. Si celebra l11 novembre, giorno dei suoi funerali avvenuti nellodierna Tours.

È considerato uno dei grandi santi della Gallia insieme a Dionigi, Liborio, Privato, Saturnino, Marziale, Ferreolo e Giuliano. In Italia vi sono oltre 900 chiese a lui dedicate. È uno dei fondatori del monachesimo in Occidente.

                                     

1. Biografia

Martino nacque a Sabaria Sicca odierna Szombathely, in Ungheria in un avamposto dellimpero romano alle frontiere con la Pannonia. Il padre, tribuno militare della legione, gli diede il nome di Martino in onore di Marte, il dio della guerra. Ancora bambino si trasferì coi genitori a Pavia, dove suo padre aveva ricevuto un podere in quanto ormai veterano, e in quella città trascorse linfanzia. A dieci anni fuggì di casa per due giorni che trascorse in una chiesa probabilmente a Pavia.

Nel 331 un editto imperiale obbligò tutti i figli di veterani ad arruolarsi nellesercito romano. Fu reclutato nelle Scholae imperiali, corpo scelto di 5 000 unità perfettamente equipaggiate: disponeva quindi di un cavallo e di uno schiavo. Fu inviato in Gallia, presso la città di Amiens, nei pressi del confine, e lì passò la maggior parte della sua vita da soldato. Faceva parte, allinterno della guardia imperiale, di truppe non combattenti che garantivano lordine pubblico, la protezione della posta imperiale, il trasferimento dei prigionieri o la sicurezza di personaggi importanti.

                                     

1.1. Biografia La tradizione del taglio del mantello

In qualità di circitor, il suo compito era la ronda di notte e lispezione dei posti di guardia, nonché la sorveglianza notturna delle guarnigioni. Durante una di queste ronde avvenne lepisodio che gli cambiò la vita e che ancora oggi è quello più ricordato e più usato dalliconografia. Nel rigido inverno del 335 Martino incontrò un mendicante seminudo. Vedendolo sofferente, tagliò in due il suo mantello militare la clamide bianca della guardia imperiale e lo condivise con il mendicante.

La notte seguente vide in sogno Gesù rivestito della metà del suo mantello militare. Udì Gesù dire ai suoi angeli: "Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito". Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro. Il mantello miracoloso venne conservato come reliquia ed entrò a far parte della collezione di reliquie dei re Merovingi dei Franchi. Il termine latino medievale per "mantello corto", cappella, venne esteso alle persone incaricate di conservare il mantello di san Martino, i cappellani, e da questi venne applicato alloratorio reale, che non era una chiesa, chiamato cappella.

                                     

1.2. Biografia Conversione al cristianesimo

Il sogno ebbe un tale impatto su Martino, che egli, già catecumeno, venne battezzato la Pasqua seguente e divenne cristiano. Martino rimase ufficiale dellesercito per una ventina danni raggiungendo il grado di ufficiale nelle alae scholares un corpo scelto. Giunto alletà di circa quarantanni, decise di lasciare lesercito, secondo Sulpicio Severo dopo un acceso confronto con Giuliano, il Cesare delle Gallie in seguito noto come Apostata. Lì Iniziò la seconda parte della sua vita.

Martino si impegnò nella lotta contro leresia ariana, condannata al I concilio di Nicea 325, e venne per questo anche frustato nella nativa Pannonia e cacciato, prima dalla Francia, poi da Milano, dove erano stati eletti vescovi ariani. Nel 357 si recò quindi nellIsola Gallinara ad Albenga in provincia di Savona, dove condusse quattro anni di vita in eremitaggio parziale, poiché non del tutto solo, visto che le cronache segnalano che sarebbe stato in compagnia di un prete, uomo di grandi virtù, e per un periodo con Ilario di Poitiers; su quest’isola, dove vivevano le galline selvatiche, si cibava di elleboro, una pianta che ignorava fosse velenosa. Una leggenda narra che trovandosi in punto di morte per aver mangiato quest’erba, pregò e venne miracolato. Tornato quindi a Poitiers, al rientro del vescovo cattolico, divenne monaco e venne presto seguito da nuovi compagni, fondando uno dei primi monasteri doccidente, a Ligugé, sotto la protezione del vescovo Ilario.



                                     

1.3. Biografia Vescovo di Tours

Nel 371 i cittadini di Tours lo vollero loro vescovo, anche se alcuni chierici avanzarono resistenze per il suo aspetto trasandato le origini plebee. Come vescovo, Martino continuò ad abitare nella sua semplice casa di monaco e proseguì la sua missione di propagatore della fede, creando nel territorio nuove piccole comunità di monaci. Avviò unenergica lotta contro leresia ariana e il paganesimo rurale, interrompendo anche cortei funebri per il sospetto di paganesimo. Inoltre predicò, battezzò villaggi, abbatté templi, alberi sacri e idoli pagani, dimostrando comunque compassione e misericordia verso chiunque. La sua fama ebbe ampia diffusione nella comunità cristiana dove, oltre ad avere fama di taumaturgo, veniva visto come un uomo dotato di carità, giustizia e sobrietà.

Martino aveva della sua missione di" pastore” un concetto assai diverso da molti vescovi del tempo, uomini spesso di abitudini cittadine e quindi poco conoscitori della campagna e dei suoi abitanti. Uomo di preghiera e di azione, Martino percorreva personalmente i distretti abitati dai servi agricoltori, dedicando particolare attenzione allevangelizzazione delle campagne. Nel 375 fondò a Tours un monastero, a poca distanza dalle mura, che divenne, per qualche tempo, la sua residenza. Il monastero, chiamato in latino Maius monasterium monastero grande, divenne in seguito noto come Marmoutier. Nelle comunità monastiche fondate da Martino non cera comunque ancora lattenzione liturgica che si riscontrerà successivamente nellesperienza benedettina grazie allapostolato di san Mauro: la vita era piuttosto incentrata nella condivisione, nella preghiera e, soprattutto, nellimpegno di evangelizzazione.

Martino morì l8 novembre 397 a Candes-Saint-Martin, dove si era recato per mettere pace tra il clero locale.

La sua morte, avvenuta in fama di santità anche grazie ai miracoli attribuitigli, segnò linizio di un culto nel quale la generosità del cavaliere, la rinunzia ascetica e lattività missionaria erano associate. Tra i miracoli che gli sono stati attribuiti, ci sono anche tre casi di risurrezione, per cui veniva designato "Trium mortorum suscitator", cioè "Colui che resuscitò tre morti".

San Perpetuo, vescovo di Tours dal 461 al 491, commissionò al poeta e retore Paolino di Périgueux una biografia di San Martino di Tours, che fu redatta in versi, distribuiti in sei libri.

                                     

2. Culto

San Martino di Tours viene ricordato l11 novembre, sebbene questa non sia la data della sua morte, ma quella della sua sepoltura. Questa data è diventata una festa straordinaria in tutto lOccidente, grazie alla sua popolare fama di santità e al numero notevole di cristiani che portavano il nome di Martino. Nel Concilio di Mâcon era stato deciso che sarebbe stata una festa non lavorativa.

In Europa sono state dedicate al santo moltissime chiese, fin dal pieno Medioevo. La basilica a lui dedicata in Tours, ledificio religioso francese più grande di quei tempi, fu tradizionale meta di pellegrinaggi medievali. Nel 1562, in seguito alle lotte di religione che insanguinarono la Francia, fu messa a sacco dai protestanti le sue spoglie date alle fiamme, tanto era il suo richiamo simbolico. Durante il periodo della rivoluzione francese la basilica fu demolita quasi completamente; rimasero due torri, ancora oggi visibili. Nel 1884 fu progettata una nuova basilica che fu consacrata nel 1925.

Molte chiese in Europa sono dedicate a San Martino. Tra queste Lucca e Belluno hanno dedicato a San Martino la propria Cattedrale.

L11 novembre i bambini delle Fiandre e delle aree cattoliche della Germania e dellAustria, nonché dellAlto Adige, partecipano a una processione di lanterne, ricordando la fiaccolata in barca che accompagnò il corpo del santo a Tours. Spesso un uomo vestito come Martino cavalca in testa alla processione. I bambini cantano canzoni sul santo e sulle loro lanterne. Il cibo tradizionale di questo giorno è loca. Secondo la leggenda, Martino era riluttante a diventare vescovo, motivo per cui si nascose in una stalla piena di oche; il rumore fatto da queste rivelò però il suo nascondiglio alla gente che lo stava cercando. In anni recenti la processione delle lanterne si è diffusa anche nelle aree protestanti della Germania, nonostante il fatto che la Chiesa protestante non riconosca il culto dei santi.

Lepisodio delle oche è rimasto nella tradizione scandinava. Una volta si celebrava in tutta la Svezia, mentre ora è rimasto nella regione meridionale della Scania. La sera del 10 novembre si festeggia la tradizione con un menu a base di svartsoppa, zuppa a base di brodo, sangue preferibilmente doca e spezie, oca e torta di mele.

In Italia il culto del Santo è legato alla cosiddetta estate di San Martino la quale si manifesta, in senso meteorologico, allinizio di novembre e dà luogo ad alcune tradizionali feste popolari. Nel comune abruzzese di Scanno, ad esempio, in onore di San Martino si accendono grandi fuochi detti "glorie di San Martino" le contrade si sfidano a chi fa il fuoco più alto e durevole.

A Venezia e provincia l11 novembre è usanza preparare il dolce di San Martino, un biscotto dolce di pasta frolla con la forma del Santo con la spada a cavallo, decorato con glassa di albume e zucchero ricoperta di confetti e caramelle tuttavia questa tradizione si è ormai diffusa in gran parte del Veneto; è usanza inoltre che i bambini della città lagunare intonino un canto daugurio casa per casa e negozio per negozio, suonando padelle e strumenti di fortuna, in cambio di qualche monetina o qualche dolcetto vedi Festa di San Martino.

A Palermo si preparano i biscotti di San Martino abbagnati nno muscatu inzuppati nel vino moscato di Pantelleria, a forma di pagnottella rotonda grande come unarancia e laggiunta nellimpasto di semi danice o finocchio selvatico che conferisce loro un sapore e un profumo particolare.

Nel Salento, in particolare a Lecce e provincia, il culto del Santo è molto sentito sia a livello religioso che folcloristico. Si organizzano imponenti pranzi e cene con famiglia e amici festeggiando con carne, castagne, pittule salentine e soprattutto vino. Spesso il giorno successivo viene concesso un ingresso posticipato a scuola o al lavoro.

In molte regioni dItalia l11 novembre è simbolicamente associato alla maturazione del vino nuovo da qui il proverbio "A San Martino ogni mosto diventa vino" ed è unoccasione di ritrovo e festeggiamenti nei quali si brinda, appunto, stappando il vino appena maturato e accompagnato da castagne o caldarroste. Sebbene non sia praticata una celebrazione religiosa a tutti gli effetti salvo nei paesi dove San Martino è protettore, la festa di San Martino risulta comunque particolarmente sentita dalla popolazione locale.

Nel nord Italia, specialmente nelle aree agricole, fino a non molti anni fa tutti i contratti avevano inizio e fine l11 novembre, data scelta in quanto i lavori nei campi erano già terminati senza però che fosse già arrivato linverno. Per questo, scaduti i contratti, chi aveva una casa in uso la doveva lasciare libera proprio l11 novembre e non era inusuale, in quei giorni, imbattersi in carri strapieni di ogni masserizia che si spostavano da un podere allaltro, facendo "San Martino", nome popolare, proprio per questo motivo, del trasloco. Ancora oggi in molti dialetti e modi di dire del nord "fare San Martino" mantiene il significato di traslocare.

Il santo è inoltre ricordato ad Arezzo dal Quartiere di Porta Crucifera, di cui è protettore, uno dei quattro quartieri che disputano la Giostra del Saracino. Il pittore trecentesco Simone Martini dipinse un ciclo di affreschi sulla vita del santo in una cappella nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco ad Assisi cappella di San Martino Assisi).

Una curiosità: nella antica Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello, San Martino è raffigurato nel mosaico dei 4 grandi Dottori della Chiesa con Ambrogio, Agostino e Gregorio Magno al posto di Girolamo.

                                     

2.1. Culto Patronati

In Italia, San Martino è considerato patrono dellarma di fanteria dellesercito e dei seguenti comuni e frazioni italiani:

La Cattedrale di Pistoia venne dedicata a San Martino data la sua dipendenza dalla diocesi di Lucca dallVIII secolo.

                                     

2.2. Culto Pellegrinaggi

Dal 2009, per iniziativa dei governi della Repubblica dUngheria e della Repubblica di Slovenia, con laiuto dellUnione europea, è stato inaugurato un itinerario di pellegrinaggio dedicato a San Martino che, sotto il nome di Via Sancti Martini, unisce, oltre ai luoghi di nascita e di morte del santo, anche varie località in Italia, Croazia e Germania. Il progetto europeo nel 2019 sta arrivando alla sua tappa finale; una parte del tracciato percorso dal Santo è stata studiata durante il pellegrinaggio organizzato partendo dalla città natale di Martino, Szombathely in Ungheria, fino ad Albenga. Il progetto vuole mettere al centro la figura di Martino come pellegrino tra i popoli europei, nello spirito dellaccoglienza reciproca.

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