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ⓘ Cacciatori di teste (antropologia)




Cacciatori di teste (antropologia)
                                     

ⓘ Cacciatori di teste (antropologia)

Quella dei cacciatori di teste è la pratica di prendere e conservare la testa di una persona dopo averla uccisa. Essa è stata praticata in tempi storici in varie parti dellOceania, dellAsia meridionale e del Sudest asiatico, dellAsia occidentale e dellAfrica centrale, oltre che in Mesoamerica, così come tra alcune tribù dei Celti, delle tribù germaniche occidentali, dei Vichinghi e degli Sciti dellantica Europa. Il fatto ha continuato a verificarsi in Europa fino al XIX secolo, in Montenegro, Croazia e nelle parti occidentali dellErzegovina; mentre fino alla fine del Medioevo in Irlanda e lungo le regioni del confine anglo-scozzese.

Come pratica, quella dei cacciatori di teste è stata oggetto di intense discussioni allinterno della comunità antropologica per i suoi possibili ruoli sociali, funzioni e motivazioni. Temi che si presentano negli scritti antropologici circa la caccia alle teste includono la mortificazione del rivale, la violenza rituale vedi sacrificio umano, lequilibrio cosmologico, la visualizzazione della virilità delluomo, il cannibalismo, una forma di prestigio acquisito, e come mezzo per assicurare i servizi della vittima come schiavo nella vita ultraterrena.