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ⓘ Where to Invade Next




Where to Invade Next
                                     

ⓘ Where to Invade Next

Lo stato maggiore del Pentagono è sconfortato per aver perso tutti i conflitti armati a cui gli Stati Uniti hanno preso parte dopo la seconda guerra mondiale. Michael Moore si propone di "invadere" da solo lEuropa per conquistare diversi stili di vita da introdurre nella propria patria. La missione inizia in Italia, con lintervista ad una coppia di Firenze, seguita da una visita allazienda di abbigliamento Lardini e allindustria motociclistica Ducati, durante cui il registra scopre che in Italia i lavoratori dipendenti ricevono la tredicesima mensilità e godono di 30-35 giorni di ferie pagate in aggiunta ai giorni festivi e ai 15 giorni di permesso matrimoniale, le lavoratrici in gravidanza hanno diritto a cinque mesi di assenza pagata tramite lindennità di maternità, gli operai possono fare una pausa-pranzo di due ore, il tutto con piena soddisfazione degli amministratori delegati delle aziende che ritengono che il benessere lavorativo dei dipendenti aumenti la produttività.

Moore si sposta in Francia, dove vi sono ottime mense scolastiche, per poi studiare il sistema rieducativo delle carceri norvegesi, la liberalizzazione delle droghe in Portogallo, le cure ginecologiche gratuite in Tunisia le pari opportunità in Islanda. Il viaggio termina, non prima di aver visitato gli operai dellindustria tedesca Faber-Castell, luniversità gratuita in Slovenia le ottime scuole finlandesi che si basano su un limitato numero di ore di insegnamento. Al termine del film, Moore si rammarica del fatto che molte di queste "conquiste di civiltà" europee erano state in realtà già raggiunte negli Stati Uniti nel passato, ma poi perse a causa del capitalismo disumano e della corsa al profitto.

Durante il flm, girato con lo stile del documentario-inchiesta di viaggio, Moore viaggia in diversi paesi come Francia, Finlandia, Germania, Islanda, Italia, Norvegia, Portogallo, Slovenia e Tunisia, verificando il diverso approccio di queste nazioni nellaffrontare i temi economici e sociali, confrontandolo con la sua esperienza negli Stati Uniti.

                                     

1. Produzione

Secondo Moore, il film è stato prodotto in segreto ed è stato girato con una piccola troupe cinematografica. La produzione è avvenuta in tre continenti.

                                     

2. Distribuzione

A distanza di sei anni dallultimo film di Moore Capitalism: A Love Story, Where to Invade Next è stato presentato al Toronto International Film Festival 2015 e ha avuto la sua première statunitense al New York Film Festival il 2 ottobre 2015.

Moore era stato occupato durante le attività di promozione del film ed è rimasto a Flint, dove ha subito unintossicazione per lacqua contaminata da piombo. Malato di polmonite, è stato per breve tempo ricoverato nel reparto di terapia intensiva di un ospedale di New York, dove ha recuperato abbastanza bene. Tuttavia, le sue attività di promozione sono state annullate per consentigli una migliore guarigione.

Where to Invade Next è stato lanciato il 23 dicembre negli Stati Uniti e in Canada, in un numero limitato di proiezioni per una settimana in teatri di Los Angeles e New York al fine di potersi qualificare per gli Oscar ma alla fine non ha ottenuto alcuna nomination. Il 12 febbraio 2016 lopera è stata nuovamente distribuita in 308 sale statunitensi.

Il film doppiato in lingua italiana, distribuito da Nexo Digital e Good Films in collaborazione con Radio Deejay e MyMovies, è stato proiettato in 207 cinema italiani il 9, 10 e 11 maggio 2016.

                                     

3. Accoglienza

Il film ha ricevuto recensioni positive dalla critica, ma anche alcune critiche per la semplificazione e la parzialità delle sue inchieste.

Il 1º dicembre 2015 il film è stato selezionato come uno dei 15 in lizza per lOscar al miglior documentario, non ricevendo però poi alcuna nomination.

                                     

4. Premi e riconoscimenti

Premi
  • 2015 – Hamptons International Film Festival: premio del pubblico per il miglior documentario
  • 2016 – Film Clubs The Lost Weekend: miglior documentario
  • 2015 – Chicago International Film Festival: premio del pubblico per il miglior documentario
  • 2016 – Iowa Film Critics Award: secondo posto per il miglior documentario
Nomination
  • 2016 – Festival Internazionale del Cinema di Berlino: nomination per lorso doro
  • 2015 – Phoenix Film Society Award: nomination per i critici per il miglior documentario
  • 2016 – Houston Film Society Award: nomination per i critici per il miglior documentario
  • 2016 – Cinema Eye Honors Awards: Nomination per il premio scela del pubblico cinematografico
  • 2015 – Chicago Film Critics Association Award: nomination per il miglior documentario
  • 2015 – Satellite Award: nomination per il miglior documentario
  • 2015 – Kansas City Film Circle Award: nomination dei critici per il miglior documentario
  • 2016 – Festival Internazionale del Cinema di Palm Springs: nomination per il premio del pubblico
  • 2016 – Broadcast Film Critics Association Award: nomination per il miglior documentario
  • 2015 – Premio della Critica Austin Film: nomination per il miglior documentario