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ⓘ More veneto




                                     

ⓘ More veneto

Il termine more veneto indica la presentazione di una data secondo il calendario vigente nellantica Repubblica di Venezia, che in precedenza era vigente anche nellImpero romano ed era da sempre usato dai Veneti.

                                     

1. Storia

Il ciclo dellanno il capodanno ha inizio il 1º marzo, di cui ci resta testimonianza nei nomi dei mesi di settembre settimo mese a partire da marzo, ottobre ottavo mese a partire da marzo, novembre nono mese dellanno e dicembre decimo mese, seguiti dai mesi di rinnovamento e morte. Lintroduzione del calendario gregoriano nel Veneto, quindi, non stravolse luso ufficiale della Repubblica Veneta, per cui per secoli indicando "more veneto" nei mesi di gennaio e febbraio si indicavano in pratica i mesi dellanno successivo gregoriano esempio: gennaio 1571 "more veneto" era il gennaio 1572 gregoriano.

                                     

2. Datazione more veneto

Per evitare fraintendimenti le date dei documenti venivano dunque già allora affiancate dalla dicitura latina more veneto, ossia "secondo luso veneto": in tal modo, ad esempio, la data 14 febbraio 1702 more veneto corrispondeva alla data generale 14 febbraio 1703, in quanto lanno 1703 iniziava in Veneto solo a partire dal mese seguente e quindi febbraio risultava essere lultimo mese del 1702 il vecchio anno. Luso, di origini molto antiche, faceva sì che secondo tale sistema i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre fossero effettivamente il settimo, lottavo, il nono e il decimo mese dellanno, come indicato dal nome.

                                     

3. Capodanno veneto

Il capodanno veneto, fissato il 1º marzo, era quindi una festività ufficiale della Serenissima Repubblica. Luso di fissare linizio dellanno in corrispondenza dellinizio della primavera e del risveglio naturale della vita era pratica arcaica molto diffusa e riscontrabile anche in altri calendari, come nel caso del capodanno cinese.

La tradizione del capodanno veneto tuttora sopravvive nelle tradizioni di alcune zone della pedemontana berica, dellaltopiano di Asiago e in varie feste locali del Trevigiano, del Padovano a Onara e del Bassanese, che la ricordano con lusanza del Bruza Marzo o Bati Martho o Bati Marzo o ciamàr Marzo, che significa risvegliare lanno nuovo.

In certe zone si offre tuttoggi lo spettacolo di grandi falò per propiziare lanno nuovo; in altre, come a Valdagno nella valle dellAgno in provincia di Vicenza, si fa "Fora Febraro" con i "sciòchi col carburo" botti provocati facendo scoppiare lacetilene, prodotto unendo il carburo di calcio con lacqua e i bimbi girano per le strade battendo su pentole e coperchi, o trascinando in bicicletta o a piedi delle lattine vuote un tempo si usava trascinare la catena del camino, che così diventava lucida, con lidea che il rumore scacci il freddo Febbraio.

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