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ⓘ Entità spirituale




Entità spirituale
                                     

ⓘ Entità spirituale

Uno spirito inteso quale entità spirituale è nella storia delle religioni un fenomeno variamente definibile, a seconda del contesto storico e della tradizione in cui il termine viene adoperato. Come nella sua accezione filosofica, esso connota in linea generale un principio immateriale, che può caratterizzare sia una facoltà mentale che unintelligenza personificata, comunque distinta dalla materia corporea.

                                     

1. Uso del termine

Si possono designare come spiriti sia quelle entità difficilmente inquadrabili entro precise forme di culto o cornici mitologiche, ma anche esseri da tenere distinti tra loro, come geni, demoni, persino divinità come quelle del pantheon egizio, oppure i defunti.

In questultimo caso, si parla di "spiriti dei morti" per indicare le anime dei trapassati che danno luogo a manifestazioni di tipo spiritistico, con sembianze di spettri, riferendosi a un loro presenza attiva nel mondo dei vivi più che in un aldilà.

                                     

1.1. Uso del termine Contesto animistico

È però soprattutto in ambito sciamanico e animistico che ricorre la nozione di spirito, con cui si designano genericamente le entità incorporee o invisibili che presiedono ai fenomeni della natura, o che abitano le sue singole parti: si parla, ad esempio, sin dallantichità, di spiriti degli alberi, dei fiumi, dei monti, dei boschi, ecc.

Il filosofo ilozoista Talete affermava in proposito che "tutte le cose sono piene di dei". Anche la medicina greca, nella versione perfezionata da Galeno, si basava sulla presenza nellorganismo umano di tre tipologie di "spiriti animali", ognuno con una sua specifica funzione.

La filosofia naturale in Occidente rimane caratterizzata dal pampsichismo, cioè da una visione per cui ogni oggetto o elemento della realtà è pervaso da una coscienza: fino al Rinascimento la Natura viene concepita come tutta viva, animata da forze sensibili o da centri di energia monadi. Fu inoltre allinizio delletà moderna che gli spiriti della natura, ricorrenti nelle mitologie nordiche con gli appellativi di fate, gnomi, folletti, vengono studiati con piglio scientifico da Paracelso che scrisse un trattato su di loro, il Liber de nymphis, sylphis, pygmaeis et salamandris, distinguendoli in base ai loro rispettivi elementi di appartenenza, ovvero fuoco, aria, acqua, terra.

Il significato animistico di spirito ritorna in età romantica in riferimento alla personificazione dei tratti comuni ad una determinata stirpe Spirito del popolo o ad una data epoca Spirito del tempo.

                                     

1.2. Uso del termine Spiritismo

Nella seconda metà dellOttocento fu coniato il termine spiritismo come branca del più vasto movimento dello spiritualismo, per indicare gli studi le pratiche rivolti a indagare i fenomeni della medianità e del paranormale riguardanti in particolare levocazione degli spiriti disincarnati dei defunti, talora attinenti al recupero di pratiche divinatorie come la negromanzia.

La credenza negli spiriti sembra essere in ogni caso una caratteristica comune ad ogni religione.