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ⓘ Strage di Caluso




                                     

ⓘ Strage di Caluso

La strage di Caluso, avvenuta il 7 aprile 1944, fu un atto di rappresaglia compiuto dai soldati del XI Battaglione Milizia Armata ai danni di detenuti antifascisti.

                                     

1. Fatti

In seguito alluccisione di alcuni fascisti sulla strada di San Giusto Canavese, il Comando tedesco operante nella zona ordina una rappresaglia. Il 7 aprile 1944 dalle Carceri delle Nuove di Torino vengono prelevati diciotto partigiani e sospetti antifascisti. Durante il tragitto due riescono a fuggire, mentre gli altri sedici vengono schierati sulla piazza per parecchie ore mentre la popolazione assiste allevento; poi nel pomeriggio, i 16 prigionieri sono fucilati dai fascisti dellXI Battaglione Milizia Armata.

Un giovane, il partigiano Giovanni "Oscar" Borca, già scampato alleccidio del Pian del Lot, riesce a sopravvivere, colpito da una pallottola che gli sfiora il cranio facendogli perdere i sensi e venendo creduto morto. Racconterà che il plotone desecuzione era composto da fascisti ubriachi. Il bilancio finale è di 15 fucilati. Appena il plotone di fascisti si allontanò, la popolazione si accinse allopera pietosa di comporre le salme per dar loro sepoltura, rinvenendo fra i cadaveri anche il corpo del partigiano ferito che verrà portato in salvo.

                                     

2. Le vittime

  • Giovanni Maccari
  • Romolo Petroni
  • Aldo Srà
  • Guido Verson
  • Luigi Giay Finco
  • Emilio Cavallero
  • Carlo Verson
  • Donato Bottero
  • Gino Porta
  • Antonio Cenna
  • Pietro Carpanese
  • Mario DAtrino
  • Mario Maccari
  • Mario Graziola
  • Chiaffredo Carignano
                                     

3. Il ricordo della strage

Nellinterno cortile del civico 37/E di corso Svizzera, in prossimità del cancello di ingresso, è presente una lapide in memoria di Donato Bottero. La lapide recita: "Donato Bottero. Impiegato e partigiano nato a Mondovì l8 luglio 1924 fucilato a Caluso il 7 aprile 1944. È caduto per la libertà. Il Paese lo ricordi e lo ammiri. Nessuno lo compianga".

Il pronipote di uno dei caduti, il castellamontese Corrado Bianchetti parente del partigiano Aldo, laureato allAccademia Albertina di Belle arti di Torino e in possesso del diploma di fumettista, fece della vita del prozio una storia raccolta in un fumetto. In unintervista sulla presentazione del suo fumetto ha detto: " Non ti scordar di me” non è solo un fumetto che tratta di Resistenza ma un vero e proprio progetto che ha avuto inizio proprio con la pubblicazione del fumetto sulla storia di Aldo, che ho fatto mia e che porterò avanti, organizzando presentazioni nelle scuole e in occasione di commemorazioni e ricorrenze. Il mio obiettivo è che si traduca nellopportunità di parlare ai ragazzi della mia età e quelli più giovani ancora, delle centinaia di ragazzi loro coetanei le cui vite sono state spezzate dal Fascismo durante la Seconda guerra mondiale".

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