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ⓘ Sogno




Sogno
                                     

ⓘ Sogno

Il sogno è un fenomeno psichico legato al sonno, in particolare alla fase REM, caratterizzato dalla percezione di immagini e suoni riconosciuti come apparentemente reali dal soggetto sognante. Lo studio e lanalisi dei sogni inducono a riconoscere un tipo di funzionamento mentale avente leggi e meccanismi diversi dai processi coscienti di pensiero che sono invece oggetto di studio della psicologia tradizionale.

Larte divinatoria che pretende di interpretare i sogni si chiama oniromanzia; mentre la capacità di prendere coscienza dei sogni viene definita onironautica o sogno lucido.

                                     

1. Le principali teorie

Nel 900 Sigmund Freud nella sua celebre opera Linterpretazione dei sogni tentò di spiegare questa modalità di funzionamento dellapparato psichico descrivendo la psicologia dei processi onirici e suddivise il funzionamento dellapparato psichico in due forme che chiamò processo primario e processo secondario. Secondo questa teoria psicoanalitica classica, il sogno sarebbe la realizzazione allucinatoria durante il sonno di un desiderio rimasto inappagato durante la vita diurna.

Dopo Freud molti analisti di varie correnti si sono interessati al sogno. Contributi originali sono stati portati nel 1952 da Ronald Fairbairn, per cui il sogno sarebbe un fenomeno schizoide, da interpretare alla luce della teoria degli oggetti parziali della Klein, ponendo laccento sullaspetto simbiotico della personalità.

Walter Bonime nel 1962 propone una teoria del sogno basata sulla concezione che il sogno sia un autoinganno volto a preservare e a rafforzare un modello di vita, ponendo laccento sullaspetto comportamentale sociale della personalità.

                                     

2. Neurologia dei sogni

Non esiste una definizione biologica universalmente accettata dei sogni. In generale si osserva una forte corrispondenza con la fase REM, in cui lelettroencefalogramma rileva unattività cerebrale paragonabile a quella della veglia. I sogni che siamo in grado di ricordare, non avvenuti durante la fase REM, sono a confronto più banali. Un uomo in media sogna complessivamente per sei anni durante la sua vita, circa due ore per ogni notte. Non si conosce ancora larea del cervello in cui hanno origine i sogni, né sappiamo se abbiano origine in una singola area o se più parti del cervello vi concorrano, né conosciamo la funzione dei sogni per il corpo e la mente.

                                     

2.1. Neurologia dei sogni Fasi del sonno

Quando il corpo avverte la necessità di dormire, i neuroni situati nelle vicinanze degli occhi iniziano a mandarvi segnali. Secondo Michael Smith, questi neuroni sono situati tanto vicino a quelli che controllano le palpebre che queste iniziano ad apparire "pesanti". Le ghiandole secernono un ormone che favorisce il sonno e i neuroni inviano segnali al midollo spinale che rilassa il corpo.

                                     

2.2. Neurologia dei sogni Scoperta della fase REM

Nel 1953 Eugene Aserinsky, allora studente di dottorato, mentre usava un poligrafo per registrare le onde cerebrali durante il sonno, scoprì la fase REM notando che gli occhi dei dormienti si muovono pur con le palpebre chiuse. In una sessione svegliò un paziente che stava piangendo durante la fase REM, potendo quindi trovare conferma in quanto aveva presupposto precedentemente. Aserinsky e il suo relatore, Nathaniel Kleitman, pubblicarono gli studi sulla rivista Science.

Nel 1976, J. Allan Hobson e Robert McCarley proposero una nuova teoria che cambiò radicalmente il sistema di ricerca, sfidando la precedente visione freudiana dei sogni come desideri del subconscio che dovrebbero essere interpretati. La teoria di attivazione di sintesi asserisce che le esperienze sensitive sono fabbricate dalla corteccia come un mezzo per interpretare i segnali caotici dai ponti neuronali. Questi propongono che, durante la fase REM, le onde della sinapsi ascendente PGO ponto-genicolo-occipitale stimolino la parte alta del mesencefalo e del prosencefalo, producendo rapidi movimenti degli occhi. Il proencefalo, così attivato, sintetizza il sogno allesterno delle informazioni generatesi internamente. Questi presumono inoltre che le stesse strutture indurrebbero anche le informazioni sensoriali della fase REM.

Le ricerche di Hobson e McCarley nel 1976 suggerirono che i segnali interpretati come sogni hanno origine nel tronco del cervello durante la fase REM. Comunque la ricerca di Mark Solms suggerisce che i sogni sono generati nel romboencefalo e che la fase REM e i sogni non sono direttamente correlati. Lavorando nel reparto di neurochirurgia in ospedali a Johannesburg e Londra, Solms aveva accesso a pazienti con vari danni al cervello. Cominciò quindi a interrogare pazienti sui loro sogni e scoprì che coloro che avevano registrato danni al lobo parietale avevano smesso di sognare; questa scoperta era in linea con la teoria del 1977 di Hobson. Comunque Solms non incontrò casi di perdita della capacità di sognare nei pazienti che avevano danni al tronco cerebrale. Questa conclusione lo portò a mettere in discussione la teoria prevalente di Hobson, secondo cui il tronco è la fonte dei segnali che vengono interpretati come sogni. Solms formulò lidea del sogno come una funzione di molteplici e complesse strutture cerebrali, confermando quanto presupposto dalla teoria freudiana dei sogni, idea che aveva incontrato le critiche di Hobson.



                                     

2.3. Neurologia dei sogni Teoria dellattivazione continua

Combinando le ricerche di Hobson e Solms, la teoria di continual-activation del sognare presentata da Jie Zhang propone che sognare è un risultato dellattivazione del cervello e della sintesi allo stesso tempo, poiché il sogno e la fase REM del sonno sono controllati da differenti meccanismi cerebrali. Zhang ipotizzò che le funzioni del dormire sono una sorta di trasferimento delle informazioni dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine, sebbene non vi sia unassoluta certezza sulla teoria del "consolidamento" della memoria. Il sonno non-REM tratta la memoria consapevole-relativa, e il sonno-REM tratta la memoria relativa e inconscia memoria procedurale

Zhang presunse che, durante la fase REM, la parte inconscia del cervello sia occupata nel processare la memoria procedurale; nel frattempo, il livello di attività nella parte consapevole del cervello scende a un livello molto basso come i contributi dal sensorio, che risulta fondamentalmente disconnesso. Questo provoca il meccanismo di "continuo-attivazione" che genera un fiume di dati dalla memoria immagazzinata alla parte consapevole del cervello. Zhang propone che, con il coinvolgimento del sistema pensante e associativo, sognando, il cervello del sognante mantenga la stessa memoria finché si verifica la sua successiva inserzione. Questo spiegherebbe perché i sogni hanno ambo le caratteristiche della continuità allinterno di un sogno e dei cambi improvvisi tra due sogni.

                                     

2.4. Neurologia dei sogni Sogni e memoria

Eugen Tarnow suggerì che i sogni sono una forma di stimolazione continua della memoria a lungo termine, durante tutto il corso della vita. La stranezza dei sogni è dovuta alla configurazione della memoria a lungo termine, memore delle scoperte di Wilder Penfield e Rasmussen, secondo cui le stimolazioni elettriche della corteccia cerebrale darebbero origine a esperienze sensoriali del tutto simili ai sogni.

Durante la normale attività giornaliera una funzione esecutiva interpreta la memoria a lungo termine, verificando la veridicità dei singoli eventi. La teoria di Tarnow è una riscrittura della teoria di Sigmund Freud sui sogni, in cui linconscio è sostituito con il sistema di memoria a lungo termine e il Lavoro di Sogno di Freud descrive la struttura di memoria a lungo termine.

                                     

2.5. Neurologia dei sogni Ippocampo e memoria

Uno studio del 2001 ha mostrato levidenza che le ubicazioni illogiche, i caratteri e i flussi di sogno possono aiutare il cervello a fortificare il concatenamento e il consolidamento della memoria semantica. Questa occasione potrebbe realmente verificarsi in quanto durante la fase REM il flusso di informazioni tra lippocampo e la corteccia si riduce. Livelli in aumento dellormone dello stress Cortisolo fanno inoltre decrescere spesso durante il sonno di REM la comunicazione. Una tappa del consolidamento della memoria è il concatenamento di ricordi distanti ma correlati. Payne e Nadel hanno ipotizzato che i ricordi vengano concatenati in un resoconto liscio simile al processo che accade quando la mente è sotto stress.

                                     

2.6. Neurologia dei sogni Funzione dei sogni

Ci sono molte ipotesi relative alla funzione dei sogni. Durante la notte ci possono essere molti stimoli esterni, ma la mente rielabora gli stimoli ne fa parte integrante dei sogni, nellordine in cui il sonno procede. La mente sveglia lindividuo nel caso si dovesse trovar in pericolo o se qualificato a rispondere a certi suoni; ad esempio un bambino che piange. I sogni possono permettere anche alle parti represse della mente di essere soddisfatte attraverso la fantasia mentre tiene la mente lontana da pensieri che ne causerebbero un risveglio improvviso.

Freud suggerì che gli incubi lasciano al cervello la funzione di controllare le emozioni; esse sono il risultato delle esperienze "dolorose". I sogni lasciano anche esprimere alla mente sensazioni che sarebbero normalmente soppresse da svegli, tenendoci così in armonia. Inoltre, lattività onirica, può offrire una vista sulle emozioni legate ad eventi futuri.

Carl Gustav Jung suggerì che i sogni possono compensare atteggiamenti unilaterali attuati da svegli.

Ferenczi propose che il sogno può comunicare qualcosa che non si sta dicendo completamente. Ci sono state anche analogie con le operazioni di manutenzione automatica dei computer operate quando questi sono in modalità offline. I sogni possono rimuovere "nodi parassiti" ed altra "spazzatura" mentale. Essi possono creare anche nuove idee, attraverso la generazione di mutazioni di "pensieri casuali"; alcune di queste possono essere rifiutate dalla mente come inutili, altre possono essere viste come preziose e mantenute. Blechner definì questa come la teoria dell Onirismo Darwiniano. I sogni possono, inoltre, regolare lumore.

Hartmann disse che i sogni possono funzionare come la psicoterapia "attivando connessioni in un posto sicuro" e, quindi, permettono al sognante di integrare "cose e pensieri" che, altrimenti, verrebbero dissociati nella fase conscia.

Recenti studi di Griffin hanno condotto alla formulazione della teoria di adempimento dellaspettazione di sognare" che suggerisce che sognando metaforicamente si completino modelli di aspettazione emotiva e, consequenzialmente, si abbassino i livelli di stress diminuzione della produzione del cortisolo.



                                     

2.7. Neurologia dei sogni Sogni lucidi

A volte capita di acquisire consapevolezza del fatto di trovarsi in un sogno. Essendo coscienti del fatto che tutto lambiente è una creazione della nostra mente, è possibile manipolare a piacimento gli oggetti e gli eventi del nostro sogno. Alcune persone, definite "sognatori lucidi naturali" oppure "onironauti", hanno la capacità di rendersi conto di trovarsi in un sogno senza applicare tecniche particolari. Al contrario, molte persone ricercano queste esperienze impegnandosi nellapplicazione di alcune tecniche che possono aiutarli nel raggiungere lobiettivo.

                                     

3. Storia

Il ruolo dellinterprete dei sogni è presente nella storia delle principali civiltà del mondo antico, dove era tenuto in grande considerazione e prestigio presso la corte dei Re. La facoltà di interpretare sogni e visioni era in genere associata al dono della profezia, e al privilegio di un colloquio personale con entità spirituali, quali angeli e Dio stesso.

Personalità storiche che rivestirono questo ruolo di potere furono ad esempio:

  • larabo Achmet, figlio dellinterprete dei sogni alla corte del califfo al-Maʾmūn, fondatore della oniromanzia islamica, che a sua volta afferma nell Oneirocriticon di essere stato allievo dei consiglieri di corte dei re Inddi India, Persia, Egitto.
  • il greco Artemidoro di Daldi che dedica i primi tre dei quattro libri dell Oneirocritica a Massimo di Tiro, retore a Roma presso limperatore Commodo.
  • il greco Artemidoro di Efeso inviato come ambasciatore a Roma.
                                     

3.1. Storia Il sogno nella preistoria

Il sogno è unattività del pensiero umano che ha interessato luomo fin dai primordi della civiltà. Il disegno a carboncino in una delle Grotte di Lascaux può essere considerato la rappresentazione di un sogno. In questo documento lautore disegna ciò che vede con la fantasia: luccisione del bisonte durante una battuta di caccia. Esso è analogo a un sogno ad occhi aperti, disegnato a memoria.

                                     

3.2. Storia Lepopea di Gilgamesh

La prima testimonianza scritta è riportata in uno dei primi libri prodotti dal genere umano, l Epopea di Gilgameš, composta intorno al 2000 a.C. su tavolette di creta asciugata al sole e rinvenute nella biblioteca di Assurbanipal, a Ninive nel 1852 ma riconosciute solo nel 1870 dall assiriologo inglese George Smith. Gilgameš sogna di incontrare Enkidu, con cui dapprima ingaggia una lotta, ma poi, riconosciutane la forza, lo porta davanti alla madre e lo adotta come gemello. Quando Gilgamesh racconta questo sogno alla madre Ninsun, lei lo interpreta in questo modo:

In questo caso la madre la dea-sacerdotessa Rimat-Ninsun, fornisce uninterpretazione profetica del sogno.

                                     

3.3. Storia Il sogno presso i Sumeri

Nella civiltà sumerica troviamo il rituale dellincubazione. Questa pratica richiedeva che un individuo scendesse in un luogo sacro sotterraneo, dormisse una notte intera e andasse poi da un interprete a raccontare leventuale sogno, che di solito rivelava una profezia.

                                     

3.4. Storia Il sogno nella mitologia norrena

Nei testi principali della mitologia norrena, come lEdda poetica e lEdda in prosa di Snorri Sturluson, il dio Baldr compie sogni premonitori della sua morte, confermati dal padre Odino, che disceso in Hel, scopre che li tutto è pronto per accogliere il morituro. La madre Frigg allora fa promettere ad ogni cosa o essere vivente che mai verrà offeso in alcun modo Baldr, tranne al giovane vischio. Alla fine, Loki ucciderà Baldr proprio con un ramo di vischio.

                                     

3.5. Storia Antico Testamento

Nel Libro della Genesi Gen 40:8, il patriarca Giuseppe attribuisce ad un dono di Dio tanto la profezia quanto la facoltà di interpretare i sogni. In questo libro, è presente il maggiore dei sogni menzionati nella Bibbia, quello del faraone che sogna sette vacche grasse e sette vacche magre: nessuno sa interpretare il sogno, finché è chiamato Giuseppe. Linterpretazione del sogno in questione è di tipo profetico ma assume anche un carattere religioso: Giuseppe, infatti, pensa che si tratti di una teofania, ovvero di una visione inviata direttamente da Dio.

Il sogno di re Salomone in Gàbaon, raccontato per ben due volte nella Bibbia, è invece caratterizzato dalla particolarità di non presentare un contenuto profetico che necessita di uninterpretazione successiva, ma di riferire un dialogo sincero, diretto e personale fra la divinità e il Suo servitore, che chiede e ottiene il dono della sapienza e del discernimento spirituale.

La storia di Ahikar, gran visir di Assiria, che riguarda il primo interprete di sogni e visioni noto nei tempi antichi, è accennata nella Bibbia Libro di Tobia, cap. 10, oltreché in vari testi greci e in un manoscritto per ognuna delle seguenti civiltà: accadico, egiziano, armeno, siriaco, arabo.

Vanno poi ricordati due profeti ebraici, Sofonia e Daniele questultimo attivo presso il Re di Babilonia, esplicitamente indicati come neviìm nella Scrittura: sono figure di mediatori che ricevono visioni e parlano con Dio o con gli angeli.



                                     

3.6. Storia Nuovo Testamento

Nel Nuovo Testamento si ricorda il sogno fatto da Claudia Procula, moglie di Ponzio Pilato: mentre il funzionario stava decidendo se condannare a morte o meno Gesù, la donna capì interpretando la propria visione che quelluomo era innocente.

                                     

3.7. Storia Il sogno presso i Greci e i Romani

I Greci ripresero lusanza dellincubazione, andando in un bosco sacro o in una grotta, dove scavavano una buca, o recandosi presso un tempio di Asclepio. Lì si accoccolavano sperando di riuscire a dormire e quindi a sognare; in seguito consultavano lesperto in oniromanzia. Le interpretazioni assumevano un ruolo di cura e guida spirituale. Tra gli interpreti ve ne erano di famosi, come Artemidoro di Daldi, forse il primo a scrivere un libro sullargomento, intitolato Linterpretazione dei sogni.

Le interpretazioni fornite da Artemidoro e altri furono tramandate di generazione in generazione. Il primo a riprendere in mano largomento in epoca moderna fu Sigmund Freud, che pubblicò a sua volta, nel 1899, la sua Interpretazione dei Sogni, un testo fondamentale nella storia del pensiero.

Inoltre sono testimoniate antiche forme di esorcismo utili a liberarsi da sogni angosciosi, come la purificazione attraverso luso dellacqua, il sacrificio agli dei e il racconto della visione alla luce del sole.

Le notizie più antiche sui sogni nella letteratura greca si trovano nell Iliade. Un sogno di natura ingannevole venne inviato da Zeus ad Agamennone, per indurlo ad attaccare i Troiani senza Achille, affinché sul campo "muoiano molti Achei". Un altro sogno, che è invece tragicamente profetico, viene descritto nel decimo libro del poema, dove si dice che il giovane re tracio Reso, alleato di Priamo durante la guerra di Troia, sognò la persona che lo stava sgozzando in quel momento, il nemico Diomede, penetrato di sorpresa nella sua tenda. Sempre nel poema omerico si accenna a due anziani interpreti di sogni, il troiano Euridamante e Merope di Percote, entrambi padri di due figli guerrieri: i quattro giovani, destinati anchessi a finire vittime di Diomede ma in combattimenti veri e propri, avevano ripetutamente sognato prima di partire per la guerra; Merope cercò di convincere i propri figli Adrasto e Anfio a non partecipare al conflitto, avendo ravvisato nelle loro visioni segnali di morte, ma essi non lo ascoltarono e mal gliene incolse, mentre Euridamante sbagliò linterpretazione dei sogni fatti dai figli Abante e Polido, che a suo dire non sarebbero caduti in battaglia. Fonti non omeriche dicono che Merope ebbe anche una figlia, Arisbe, destinata a diventare la prima moglie di Priamo: da questa unione nacque Esaco, che eccelse in oniromanzia come il nonno.

Nell Odissea si dice che i sogni possono provenire dagli dei o dal mondo dei morti, e possono essere ingannevoli o veritieri, ma sempre costituiti da una qualche inconsistente materialità, una sorta di fumo o nebbia, tale cioè da renderli percepibili dai sensi umani e connessi in qualche modo con la vita reale. Il sogno è dunque concepito come una via proveniente dallal di là che permette di scoprire lessenza intima delluomo e il suo destino.

Secondo Esiodo i sogni erano figli della Notte. Lidea di una divinità specifica dei sogni è più tarda e viene generalmente attribuita ad Ovidio, che nelle sue Metamorfosi diede un nome ai tre figli di Ipno, il sonno: Morfeo, Fobetore e Fantaso.

                                     

4.1. Sogno e filosofia Filosofia antica

Secondo Platone i sogni non sono altro che i nostri stessi pensieri caricati emotivamente così da formare un intreccio di ragione e sentimenti che genera inganno poiché i sensi con la loro essenza ingannevole travolgono la ragione stessa. Così accade che qualcuno viva da sveglio come se sognasse, conducendo la sua esistenza nellinganno e nellillusione e non agendo secondo ragione ma seguendo i suoi sogni, i suoi desideri e passioni causando così la sua stessa rovina. Le caratteristiche dei sogni sono legate alla stessa personalità di chi sogna: essi saranno malvagi se il sognatore è malvagio, buoni se chi li sogna è danimo buono.

Per gli atomisti, non vi è nulla di misterioso e oscuro nel mondo dei sogni: mentre nel sonno i nostri sensi sono intorpiditi, una particolare aggregazione di atomi resta attiva nella nostra mente, che è sempre vigile, così che attraverso di essa si apre una strada materiale e sensibile che porta alla visione degli dei. I sogni sono dunque spiegabili meccanicamente come immagini che provengono dagli oggetti esterni e che più ci hanno colpito nella veglia e che, attraverso i pori, quando dormiamo, penetrano nei nostri corpi: "I sogni non hanno natura divina né potenza divinatoria, ma succedono a causa di immagini che ci hanno impressionati."

Per Aristotele, particolarmente interessato ai sogni, tanto da scriverne nei Parva naturalia in tre saggi dedicati a questo tema specifico: De divinatione per somnium, De somniis De Somno et vigilia, il sogno è un esaltatore della realtà: il sogno, cioè, evidenzia quei piccoli stimoli sensoriali che abbiamo ricevuto durante la veglia e che attraverso il sangue giungono al cuore che ce li restituisce in una forma molto più intensa durante il sonno. Il sogno è "una sorta di immagine che compare nel sonno". Limmaginazione ha la caratteristica di conservare unimmagine di qualcosa anche senza la sua presenza nellintuizione sensibile per cui "limmaginazione in realtà è un movimento prodotto dal senso quandè in atto: ora il sogno pare che sia unimmagine e noi diciamo sogno limmagine prodotta durante il sonno sia in maniera assoluta, sia in quella maniera: è chiaro, pertanto, che il sognare appartiene alla facoltà sensitiva, le appartiene in quanto è immaginativa" Per Aristotele la funzione del sogno è quella di informare sulle condizioni di salute di chi sta sognando e quella di indicare il migliore comportamento possibile per il futuro:

Aristotele non crede che gli dei parlino agli uomini attraverso i sogni; se volessero farlo si mostrerebbero loro apertamente alla luce del giorno e sceglierebbero con cura i destinatari del loro messaggio:

Artemidoro nel II secolo d.C. è lautore di uno dei pochi trattati del mondo greco a noi pervenuto sullinterpretazione dei sogni, dal titolo Onirocritica Ὀνειροκριτικά, in cinque libri. Le sue fonti dovevano essere molto ampie se, come egli stesso scrive, aveva letto sullargomento tutto ciò che era disponibile al suo tempo, raccolto durante i suoi viaggi in Asia, Grecia e Italia. Egli introduce una separazione: tra i sogni veri e propri e quelli falsi che sono delle semplici visioni, riferite a una condizione presente dell’anima o del corpo. Nei sogni veritieri si possono trovare quelli diretti, che non necessitano di un’interpretazione ma risultano chiari e comprensibili, e quelli simbolici e allegorici, per i quali è indispensabile uninterpretazione, costituendo essi possibili ammonimenti e indicazioni per il futuro.

Questa classificazione fu ripresa da Macrobio V secolo d.C. nei suoi Commentarii in Somnium Scipionis. Secondo Macrobio ci sono cinque tipi di sogni. Tre di essi riguardano i sogni veritieri e sono utili a prevedere gli avvenimenti futuri: il somnium, sogno oscuro che rivela il suo valore predittivo solo se viene interpretato; l oraculum, dove appare un personaggio autorevole che formula una profezia e la visio, nella quale appare chiaramente ciò che è destinato ad avvenire. Sogni falsi sono invece l insomnium, che corrisponde alle "visioni" della classificazione di Artemidoro, e il visum, presenti nel dormiveglia, nello stadio intermedio fra la veglia ed il sonno vero e proprio.

                                     

4.2. Sogno e filosofia Cartesio

Già Platone aveva notato la difficoltà che talora sussiste nel distinguere il sogno dalla veglia: "Nulla vieta di credere che i discorsi che ora facciamo siano tenuti in sogno, e quando in sogno crediamo di raccontare un sogno, la somiglianza delle sensazioni nel sogno e nella veglia è addirittura meravigliosa". Cartesio ribadisce che il sogno è la quintessenza dellinganno perché può essere così incisivo, nelle sensazioni che provoca, da confondersi con la realtà poiché nel sogno, sia pure superficialmente, si presentano talvolta quegli elementi della chiarezza e della distinzione che danno evidenza di verità alla realtà.

                                     

4.3. Sogno e filosofia Gottfried Wilhelm von Leibniz

Nel pensiero di Leibniz la vita stessa della monade non è altro che "un sogno ben regolato". Infatti "Non è impossibile, metafisicamente parlando, che ci sia un sogno continuo e duraturo come la vita di un uomo Ma posto che i fenomeni siano legati non importa che li si chiamino sogni no poiché lesperienza mostra che non ci si inganna nella misura in cui si apprendono i fenomeni, quando essi sono appresi secondo le verità di ragione"

                                     

4.4. Sogno e filosofia Immanuel Kant

La visione illuministica di Kant lo porta ad escludere dal sogno un qualsiasi aspetto che possa riguardare la vita reale regolata da quei principi razionali che permettono quella comunanza e scambio di pensiero tra gli uomini che cessano se ciascuno crede nelle proprie visioni della realtà

                                     

4.5. Sogno e filosofia Arthur Schopenhauer

Tra i pensatori che hanno dedicato la loro attenzione in modo specifico alla problematica del sogno cogliendone il contraddittorio aspetto di un avvenimento reale che si manifesta nella materialità del sonno, che è grande parte della nostra vita, e che tuttavia si percepisce come parvenza e finzione, è Arthur Schopenhauer il quale si chiede se si possa risolvere la contraddittorietà rifacendosi a un elemento chiaro e distinto che ci permetta di distinguere la diversità tra il sogno e la realtà.

Sostenere che una maggiore vivacità caratterizza la realtà in confronto alla frequente nebulosità del sogno non è possibile poiché il paragone tra luna e laltro dovrebbe avvenire confrontando i due eventi contemporaneamente mentre invece noi possiamo solo notare la differenza dopo aver sognato: in effetti noi confrontiamo non il sogno ma il "ricordo del sogno con la realtà presente." Schopenhauer contesta la soluzione kantiana che credeva che il principio di causalità che si presenta costantemente nel mondo reale permettesse di distinguerlo dal sogno. Ma, osserva Schopenhauer ". anche nel sogno ciascun particolare dipende parimenti in tutte le sue forme dal principio di ragione". La risposta di Kant potrebbe quindi essere formulata così: Tutto è sogno: la vita è un lungo sogno connotato da sogni brevi: entrambe le realtà presentano connessioni costanti ma non cè rapporto tra il lungo sogno della vita e i sogni brevi che vi compaiono.

"L’unico criterio sicuro per distinguere il sogno dalla realtà è in effetti quello affatto empirico del risveglio, con il quale in verità il nesso causale fra le circostanze sognate e quelle della vita cosciente viene espressamente e sensibilmente rotto."

Come i poeti hanno fantasiosamente immaginato la vita come un sogno anche Schopenhauer metaforicamente descrive la vita e il sogno come "le pagine di uno stesso libro. La lettura continuata si chiama la vita reale. Ma quando l’ora abituale della lettura il giorno è terminata e giunge il tempo del riposo, allora noi spesso seguitiamo ancora pigramente, senza ordine e connessione, a sfogliare ora qua ora là una pagina: ora è una pagina già letta, ora una ancora sconosciuta, ma sempre dello stesso libro." Dunque sogno la vita, sogno i sogni "Se, dunque, per giudicare scegliamo un punto di riferimento esterno ad entrambi, non troviamo nella loro essenza nessuna distinzione precisa e siamo così costretti a concedere ai poeti che la vita è un lungo sogno."

                                     

5.1. Sogno e psicoanalisi Lanalisi dei sogni pietra miliare della psicoanalisi

Più volte Freud espresse la sua concezione attraverso la sua ormai nota formulazione secondo la quale "il sogno è la via maestra per esplorare linconscio". È infatti con linterpretazione dei sogni che nasce quella disciplina di indagine psicologica profonda chiamata psicoanalisi. Lo sviluppo della psicoanalisi è andata di pari passo con lelaborazione e quindi lanalisi e linterpretazione dei sogni non solo dei pazienti ma anche degli stessi analisti. Freud dedicò una gran quantità di tempo, così come Jung e ogni altro psicoanalista esperto, allanalisi dei propri sogni. Anzi su questa questione si può tranquillamente dire che la psicoanalisi nasce con latto di ripiegamento riflessivo dello stesso Freud sui contenuti provenienti dallinconscio che a lui si palesavano tramite le immagini oniriche dei suoi sogni. Così facendo egli per primo iniziò a percorrere una nuova via di conoscenza che fece di lui il pioniere e padre di quella moderna psicologia detta psicoanalisi che ben presto attrasse a sé una quantità enorme di medici e pazienti desiderosi di intraprendere tale percorso che tuttavia, come Freud fin dallinizio precisò, solo secondariamente era psicoterapeutica essendo la psicoanalisi principalmente una via di conoscenza. Freud per sua formazione tendeva ad andare in sintonia con la scienza ufficiale, ma la psicoanalisi nasce proprio perché Freud invece non si conformò alla scienza del tempo, che non dava alcun serio significato al sogno e al suo specifico linguaggio, e si ritrovò più in sintonia con la lunga tradizione delle credenze popolari. La psicoanalisi ha sempre visto unintelligenza in azione nei contenuti di pensiero che via emergevano dallattività onirica, contenuti che pur provenienti dalla medesima attività onirica alcuni psicoanalisti hanno chiamato più semplicemente contenuti dellinconscio e altri anche messaggi dellinconscio ma che per entrambi hanno unintelligenza. Mentre questo lavoro di interpretazione dei sogni andava progredendo, la psicoanalisi come scienza viva ha precisato, modificando via nel tempo la sua teoria generale del sogno, creando anche varie scuole di pensiero al proposito. Resta il fatto che il sogno e linterpretazione del sogno costituiscono il fondamento che ha dato origine a questa disciplina ed anche ne ha determinato lo sviluppo e la creatività.

                                     

5.2. Sogno e psicoanalisi Il sogno secondo Sigmund Freud

Secondo Freud il sogno costituisce un mezzo tra i più efficaci per osservare le fantasie rimosse dallarea della coscienza durante il giorno, ma che vengono rappresentate come in una specie di teatro durante la notte. I due meccanismi principali che sono deputati alla trasformazione e rappresentazione del materiale onirico sono lo spostamento di oggetto rappresentato e la condensazione una crasi di temi e simbolismi. Questo permette al mattino di ricordare, per un certo tempo, immagini mentali e relative emozioni, normalmente censurate. Gli psicoanalisti imparano a interpretare i sogni dopo un lunghissimo periodo di analisi, detto training.

                                     

5.3. Sogno e psicoanalisi Critiche interne alla psicoanalisi delle concezioni freudiane del sogno

Oggi anche molti psicoanalisti trovano discutibili alcuni punti delle teorie di Freud. Raramente, infatti, i sogni riguardano la soddisfazione dei desideri, come in parte originariamente teorizzato da Freud: essi possono aiutare a ricostruire alcuni processi intrapsichici più ampi, mettendo in luce aspetti endopsichici conflittuali o strutturali, e possono assumere un ruolo importante nella guida interiore del soggetto per la propria reintegrazione psichica.

                                     

6. Il sogno nella cultura di massa

Linterpretazione dei sogni nelle culture popolari è spesso semplicistica le stesse formule chiave sono applicate indifferentemente a individui completamente diversi. La famosa smorfia napoletana è un elenco delle associazioni di immagini, situazioni, oggetti, avvenimenti con i numeri del gioco del lotto, un dizionario prêt-à-porter dei desideri di uscire dalla necessità con una vincita risolutiva.

                                     

7. Il sogno nellarte

  • Sogno di santOrsola di Vittore Carpaccio
  • Sogno del nobiluomo di Antonio de Pereda
  • Sogno di Innocenzo III di Giotto
  • Incubo di J. H. Fussli
  • Sogno di una sedicenne di Natale Schiavoni
  • Sogno di Costantino di Piero della Francesca
  • Il sogno di Henri Rousseau
  • Sogno causato dal volo di unape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio di Salvador Dalì
  • Sogno del cavaliere di Raffaello