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ⓘ Villa Del Bene




Villa Del Bene
                                     

ⓘ Villa Del Bene

Villa Del Bene è una villa veneta situata in località Volargne, nel comune di Dolcè, lungo lantica via tridentina che costeggia il fiume Adige. La villa fu costruita a partire dal XV secolo ed è stata ampliata nel secolo XVI dalla famiglia Del Bene.

Per il suo valore storico-artistico, nel 1926 la villa fu dichiarata monumento di interesse nazionale. Dal 1956 il complesso è di proprietà dello Stato Italiano.

                                     

1. Storia e architettura

La parte più antica del complesso architettonico fu edificata nel Quattrocento ed è testimoniata da alcuni resti di affreschi visibili sulla parete interna della loggia.

Il corpo originario, che si affaccia sul primo cortile, è a pianta veneta con salone mediano passante. Nei primi decenni del Cinquecento fu edificato un avancorpo a doppia loggia, rispettivamente di quattro e otto arcate. Queste ultime sono sorrette da colonne con capitelli a foglie uncinate e basi unghiate.

Allepoca era proprietario della villa il cavaliere Jacopo Antonio Malfatti, originario da una famiglia di mercanti di legname proveniente da Ala Trento. Nel 1539 Jacopo Antonio Malfatti vendette la villa a Giovan Battista Del Bene, altro esponente del patriziato veronese di origine trentina i Del Bene provenivano da Rovereto.

Giovan Battista Del Bene diede alla villa lodierna veste rinascimentale e la fece decorare con affreschi. Fu rinnovata la facciata ovest, prospiciente lantica via tridentina, da cui sporgono due balconcini con balaustri a doppio fuso nello stile dellarchitetto rinascimentale veronese Michele Sanmicheli 1484-1559. Fu edificato il nuovo portale sulla strada, collegato allapprodo sul fiume Adige da un viale di cipressi. Datato 1551 anno inciso in numeri romani sul soprastante disco-meridiana, il portale ricalca quello di palazzo dArco ad Arco, presso Rovereto, e denota influssi nordici nei manieristici accostamenti tra superfici rustiche e lisce. Nel secondo cortile, infine, fu innalzata una torre colombaia, aperta, al piano terra, da una loggia a tre arcate in poderoso bugnato rustico, ancora nella maniera del Sanmicheli.

Nella parte settentrionale del primo cortile si trova ledificio più antico, realizzato con una loggia sorretta da un porticato. Il secondo cortile è invece dominato da una torre merlata che aveva funzione di colombaia, anchessa con portico. Nelle vicinanze vi si trovano le stalle settecentesche, strutture per lallevamento del baco da seta, un pozzo ottagonale le cucine.

Tutto il complesso architettonico è decorato con ricchi affreschi di Domenico Brusasorzi, Nicola Crollalanza e Bernardino India.

                                     

2. Il ciclo iconografico: il portale e gli affreschi

Il ciclo iconografico della villa comprende il già citato portale 1551 e gli affreschi, distribuiti su quattro stanze più la loggia e il vano scale, che nel 1549 risultavano in via di ultimazione.

I soggetti, insoliti per una residenza nobiliare, sono di ispirazione religiosa e riflettono inquietudini suscitate dalla Riforma protestante, negli anni in cui, nella vicina Trento, si svolgeva il Concilio.

                                     

2.1. Il ciclo iconografico: il portale e gli affreschi Portale

Liconografia del portale fa da prologo alla parte pittorica. Sulla chiave darco è scolpito, con espressione serena e bocca socchiusa, il volto barbato di Cristo ; mentre in sommità si erge un disco in pietra, simbolo del biblico "Sole di Giustizia" Malachia 3.20: è il preannuncio del giorno del Giudizio finale, tema ripreso, allinterno della villa, negli affreschi della Sala dellApocalisse.

                                     

2.2. Il ciclo iconografico: il portale e gli affreschi Vano scala

Vi sono dipinti: Lorazione nellorto in cui Cristo ha la prefigurazione del calice eucaristico e La vigna mistica con putti altro simbolo delleucaristia seguiti dallesordio del motto dei Cavalieri templari, solo parzialmente leggibile: Non nobis Domine non nobis, che immette nellambiente successivo loggia.

                                     

2.3. Il ciclo iconografico: il portale e gli affreschi Loggia

Gli affreschi, attribuiti a Nicola Crollalanza, eccetto il fregio superiore attribuito a Domenico Brusasorzi, svolgono il tema della vanità pagana contrapposta alla ricerca della salvezza cristiana, ovvero al dualismo, tratto da santAgostino, tra "città terrena" e "città di Dio". Lo annunciano due figure giacenti, i cui cartigli recano citazioni bibliche: Vanitas vanitatum et omnia vanitas Ecclesiaste 1.2 e Non habemus hic civitatem permanentem Paolo, Ebrei 13.14. Sulle pareti si susseguono quattro paesaggi. Il primo scarsamente leggibile allude alla vita mondana; il secondo raffigura la Conversione di santAgostino sotto una pianta di fico ; nel terzo, due aruspici scrutano il volo di uccelli divinazione pagana; nel quarto, la caduta di un fulmine è premonizione del castigo divino. Sulla parete est, due finti rilievi sono esempi di eroismo pagano: Sacrificio di Muzio Scevola e Sacrificio di Publio Decio Mure. Il fregio superiore allinea ventidue teste coronate di alloro altra allusione alla vanagloria dei pagani.



                                     

2.4. Il ciclo iconografico: il portale e gli affreschi Sala dellApocalisse

Nella sala mediana o sala dellApocalisse, attribuita a Nicola Crollalanza, quattro grandi scene, tratte dal Libro dellApocalisse, mostrano gli eventi che porteranno alla sconfitta del male e al trionfo del regno dei cieli: Flagello dei quattro angeli, Elezione dei giusti, Adorazione della Bestia immonda e Sconfitta di Satana. I quattro riquadri sono intervallate da telamoni, cariatidi e otto Sibille.

                                     

2.5. Il ciclo iconografico: il portale e gli affreschi Stanza dello Studiolo

La stanza, attribuita a Nicola Crollalanza, deve laspetto di studiolo umanistico ai "quadri riportati" dipinti sulle pareti, i quali raffigurano episodi dellAntico Testamento Sogno della scala di Giacobbe e della vita di Gesù.

                                     

2.6. Il ciclo iconografico: il portale e gli affreschi Stanza di Giuseppe

La stanza, datata 1550-1560 circa e attribuita a Domenico Brusasorzi o Bernardino India, presenta, inquadrate da finte architetture e telamoni, scene della Storia di Giuseppe tratte dallAntico Testamento: Sogno di Giuseppe, Giuseppe venduto dai fratelli, Giuseppe che fugge dalla moglie di Putifarre e Giuseppe che mette alla prova i suoi fratelli.

                                     

2.7. Il ciclo iconografico: il portale e gli affreschi Stanza di Davide e Giuditta

La stanza, datata 1550-1560 circa e attribuita a Bernardino India, mostra, nella fascia superiore, Davide e la Giustizia entro nicchie e altri episodi dellApocalisse: Prima tromba, Terza tromba, Tempesta di fuoco, Caduta della stella infuocata, Terremoto seguito allapertura del sesto sigillo e Caduta di Babilonia. Nella fascia inferiore, incorniciati da festoni di frutta e fogliame, compaiono episodi della vita di Davide e di Giuditta, tra cui Saul che consegna larmatura a Davide e Davide che uccide Golia.

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