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ⓘ Silurus glanis




Silurus glanis
                                     

ⓘ Silurus glanis

Silurus glanis, conosciuto volgarmente come siluro o siluro dEuropa o anche pesce siluro, è un pesce dacqua dolce europeo, appartenente alla famiglia dei Siluridae.

                                     

1. Distribuzione e habitat

È originario dellEuropa orientale, dal bacino del Danubio verso est. È presente naturalmente in tutta lEuropa centro-orientale, a ovest fino allAustria e Germania bacino del Danubio, a nord fino allestremo sud della Finlandia e della Danimarca e a sud fino alla Grecia settentrionale e alla Turchia europea. È stato introdotto in Gran Bretagna, Paesi Bassi, Belgio, Cipro, Germania, Francia, Spagna, Italia, Danimarca, Finlandia, Svezia e in alcune località extraeuropee tra cui Algeria, Tunisia, Cina e Afghanistan. È stato anche trovato nelle acque salate del Lago dAral, in prossimità della penisola di Kulandy.

In Italia è stato introdotto da circa mezzo secolo e si è molto diffuso soprattutto nei bacini del Po e dellAdige; più recentemente è stato introdotto nei fiumi Adda, Volturno, Arno e Tevere.

Il suo habitat ideale è costituito da grandi fiumi zona dellAbramis brama, ma anche paludi, stagni, laghi, lanche, bracci morti e canali di bonifica. Si avvicina saltuariamente al mare, in prossimità delle foci dei grandi fiumi, ma non è ancora chiaro quanto possa spingersi allinterno di ambienti caratterizzati da acque salmastre. È una specie bentonica che quindi abita le zone più profonde, senza però disdegnare acque decisamente più basse, soprattutto durante la caccia. Ama nascondersi tra rami e fanghiglia, riposando durante la maggior parte della giornata. Col giungere delle tenebre inizia a nutrirsi, portandosi spesso nelle zone dacqua più vicine alla superficie.

                                     

2. Descrizione

Laspetto di questo grosso pesce è singolare. I piccoli esemplari sono spesso confusi con il Pesce gatto, al quale il siluro somiglia. Gli occhi sono piccoli, il corpo cilindrico, ma si assottiglia e si comprime sempre di più verso la coda. Larma subacquea chiamata "siluro" deve il suo nome alla somiglianza tra la sua forma e quella di questo pesce. La grande bocca è provvista di tre paia di barbigli, un paio sulla mascella e 2 sulla mandibola, che aiutano il pesce nella ricerca di cibo oltre che nel combattimento non è raro vedere pesci siluro adulti che attaccano piccole imbarcazioni come canotti o canoe. La pinna caudale è a delta, corta e tozza, le pettorali sottili, così come la dorsale le ventrali. La pinna anale invece è molto lunga.

La livrea è chiara sul ventre, bruna su fianchi e dorso, marezzata di marrone e bianco. È privo di squame e totalmente coperto di muco.

In acque molto limpide - acque britanniche, grandi laghi prealpini italiani, corsi dacqua pedemontani - mostra livree tendenti a sottolineare il contrasto tra dorso nero e ventre bianco. In acque torbide - laghi molto organici, lanche morte dei delta dei fiumi kazaki, cave e stagni del basso corso dellAdige - assume colorazioni tendenti al marrone fino a giungere al giallo screziato di marrone, tipico degli esemplari che vivono in paludi.

                                     

3. Dimensioni

I siluri di solito raggiungono i 1.3-1.6 metri e raramente superano i 2 metri. Si ritiene che possano raggiungere i 4 metri di lunghezza ma tali lunghezze sono estremamente rare e inoltre non si hanno delle prove certe. Secondo alcuni rapporti, tra i quali il libro Vita degli Animali di Alfred Edmund Brehm, nel XIX secolo sono stati pescati siluri lunghi 3 metri e pesanti 200–250 kg nel Danubio.

Nei fiumi di Polonia, Ucraina, Francia, Spagna, Italia e Grecia, i siluri possono raggiungere grandezze considerevoli grazie alla scarsa concorrenza, allabbondanza di cibo e alle condizioni di vita favorevoli. Il più grande siluro registrato è stato pescato nel Delta del Po ed era lungo 2.78 m per un peso di 144 kg. Il 20 agosto 2018 a Manoppello in provincia di Pescara, nel lago Hot lake, dopo 40 anni, il figlio del proprietario del lago, Gianni Santomo ha catturato il pesce siluro gettato nel lago 40 anni prima dal padre. Il pesce era lungo 2.70 m con un peso di 140 kg. Il 19 febbraio 2015, in provincia di Mantova, i fratelli gemelli Dino e Dario Ferrari hanno pescato nel Po un esemplare lungo 2.67 m e pesante 127 kg. Ci sono rapporti di siluri di 5 m ma probabilmente sono solo storie o confusioni con lo storione.



                                     

4. Alimentazione

Il pesce siluro è tra i maggiori predatori delle acque interne e si nutre di pesci vivi e morti, vermi, larve e quantaltro possa trovare sul fondo. Nello specifico, durante la fase giovanile la sua alimentazione è composta da invertebrati di fondale, mentre nella fase adulta si alimenta di pesci quali anguille e ciprinidi. In certi casi quando il siluro è a caccia risale dal fondo per vedere se cè pesce nelle vicinanze e spesso è attirato da animali in movimento esca efficace: un verme agganciato allamo e un pezzo di carne "possibilmente sanguinante". La quantità di pesce di cui si nutre giornalmente è pari al 1.99% del peso corporeo, difatti un esemplare di 10 kg di peso si nutre di 72.8 kg di pesce allanno, ovvero 0.199 kg al giorno. La sua arma principale sono i barbigli, che gli consentono di individuare la preda al buio e in presenza di torbidità elevata. A dimostrazione di questo, numerosi sono i pescatori che sottolineano lelevato numero di catture realizzate quando i fiumi risultano essere in piena.

Molte leggende ruotano intorno allaggressività e voracità del pesce siluro verso luomo. Tra le tante, alcune lo vogliono assalitore di cani, bestiame, bambini e sommozzatori. Scientificamente è documentato un comportamento aggressivo durante il periodo riproduttivo e in condizioni di particolare stress. Il siluro è un predatore particolarmente versatile che nella fase adulta sa adattare le strategie di caccia al tipo di prede più facilmente disponibili nellambiente in cui vive, siano essi pesci, piccoli mammiferi, anatidi o uccelli. Diversi studi scientifici hanno evidenziato come una percentuale significativa nella dieta degli esemplari più grossi sia basata su piccoli mammiferi ed uccelli acquatici ed ipotizzato per questo un impatto ecologico negativo anche sullavifauna palustre.

                                     

5. Pesca

La pesca professionale di questa specie, attiva soprattutto nella zona del Danubio ed in Russia, è pressoché inesistente in Italia ed Europa occidentale, sia per lo scarso apprezzamento dei mercati sia per la scomparsa quasi totale dei pescatori fluviali.

Nel contempo la pesca sportiva è in crescita, in particolare in alcune zone dove la presenza di questo pesce è elevata ad esempio nel Delta del Po, così come nelle zone dorigine dove il consumo delle carni è molto apprezzato.

La pesca sportiva è praticata per le difficoltà di cattura soprattutto degli esemplari più grandi. Sono usate lenze di fondo molto robuste con esche quali vermi e pesci. In Italia, dati i tassi di crescita elevati e labbondanza del siluro, esso è oggetto di bracconaggio allo scopo di rivendere gli esemplari sui mercati dellEuropa orientale.

                                     

6. Riproduzione

Dopo laccoppiamento, che avviene quando la temperatura dellacqua supera i 20 °C, la femmina depone le uova, che vengono poi curate dal maschio fino a quando gli avannotti non saranno indipendenti. Famose tra i pescatori sono le abrasioni, riscontrabili nel periodo di frega, sul dorso degli esemplari catturati.

                                     

7. Acquariofilia

Il siluro viene anche allevato in grandi acquari pubblici o in laghetti privati. Oltre alla livrea naturale, esistono altre variazioni melaniche: si trovano in commercio esemplari albini e mandarino, che risultano molto più vistosi ed apprezzati. Anche in natura sono possibili incontri, rarissimi, con queste variazioni.

                                     

8. Stato di conservazione e problemi creati dalla sua introduzione

Minacciato nei paesi dorigine dalla pesca, dallinquinamento e dalla costruzione di bacini e dighe, nelle acque in cui è stato introdotto è fonte di problemi e di impatti drammatici sulle popolazioni autoctone: nelle acque interne italiane, ad esempio, è auspicabile ma irrealizzabile la sua totale eradicazione. La sua immissione nellecosistema è avvenuta quando la situazione ambientale dei fiumi del nord Italia era più compromessa dalla canalizzazione e dalle bonifiche, che avevano eliminato canneti le zone di acqua bassa nei corsi più imponenti, molto importanti ai fini riproduttivi per numerose specie, tra cui la tinca ed il luccio. La scomparsa dello storione provocata dalla realizzazione di numerose dighe, e la lenta uscita di scena del luccio, hanno favorito notevolmente linsediamento del siluro nelle acque italiane. Lintroduzione di altre specie alloctone, come il carassio e la breme, ha fatto il resto, fornendo abbondanti risorse trofiche a questo grande predatore da non dimenticare che nel Po è quasi esclusivamente piscivoro e che i suoi tassi di accrescimento sono sensibilmente maggiori che nelle zone di origine. A causa delle sue elevate dimensioni è alla sommità della catena alimentare è bene ricordare come il siluro si sia insediato oramai da oltre mezzo secolo nelle acque italiane; in talune zone sono stati presi provvedimenti per salvaguardare le specie autoctone, vietando ai pescatori la reimmissione in acqua del pesce siluro come di ogni altra specie alloctona invasiva. La presenza di questa specie è considerata uno dei principali ostacoli alla rinaturalizzazione dei corsi dacqua del Nord Italia anche se, stante il grande interesse sportivo ed economico che la sua presenza ha sollevato nel bacino padano, si sono sollevate voci favorevoli al suo mantenimento. Da non dimenticare il carattere di massa dellinvasione del siluro nel Po: indagini in provincia di Rovigo hanno mostrato come in media il 27% della biomassa del fiume Po sia costituito da questa specie, che è anche la più rappresentata come numero di individui.

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