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ⓘ Regime fluviale




                                     

ⓘ Regime fluviale

Per regime fluviale si possono intendere due caratteristiche riscontrabili in un fiume:

  • La variabilità nel suo deflusso superficiale nel corso di un anno in risposta a precipitazioni, temperatura, evapotraspirazione e caratteristiche del bacino di drenaggio;
  • Una serie di caratteristici rapporti tra scarico e larghezza, profondità e pendenza.
                                     

1. Modello fisico

La relazione che descrive il deflusso di un fiume a sezione rettangolare approssimata è:

Q = u ¯ b h {\displaystyle Q={\bar {u}}bh}

dove Q {\displaystyle Q} è il deflusso volumetrico, u ¯ {\displaystyle {\bar {u}}} la velocità di flusso, b {\displaystyle b} è la larghezza del canale ampiezza e h {\displaystyle h} è la profondità.

A causa di questa relazione, allaumentare del deflusso, deve aumentare anche la profondità, la larghezza e/o la velocità media di flusso.

Determinati empiricamente, i rapporti tra profondità, pendenza e velocità sono:

b ∝ Q 0.5 {\displaystyle b\propto Q^{0.5}} h ∝ Q 0.4 {\displaystyle h\propto Q^{0.4}} u ∝ Q 0.1 {\displaystyle u\propto Q^{0.1}}

Q {\displaystyle Q} si riferisce a un "deflusso dominante", che in genere è il flusso di 1-2 anni, anche se cè una grande dispersione intorno a questa media. Questo è levento che causa una significativa erosione e deposizione di detriti e determina la morfologia del canale.

La variabilità di deflusso nel corso di un anno è comunemente rappresentata da un idrogramma con variazioni di portata media mensile tracciate sulla scala temporale annuale. Nellinterpretare tali regimi di deflusso, è importante valutare il fattore di tempo in cui sono stati calcolati i valori medi mensili. È particolarmente difficile stabilire un regime tipico annuale per i fiumi con elevata variabilità interannuale di deflusso mensile e/o cambiamenti significativi nelle caratteristiche di prelievo ad esempio per influenze tettoniche o introduzione di pratiche di gestione delle acqua.

                                     

2.1. Classificazione Regime semplice

Il regime semplice può essere nivale, pluviale o glaciale, in funzione dellorigine dellacqua.

Glaciale

Il regime glaciale è caratterizzato da:

  • deflusso molto elevato in estate dopo la fusione del ghiaccio,
  • variabilità giornaliera di deflusso molto elevata durante lanno.
  • ampiezza di variazione mensile di scarico superiore a 25 %
  • deflusso molto basso da fine autunno a primavera,

Si trova a quote elevate, superiori a 2500 metri, oppure nelle zone polari. Ad esempio: Rodano a Briga-Glis, oppure la Lena nei pressi della foce.

Nivale

Il regime nivale è simile ad un regime glaciale attenuato, ma la portata massima si verifica in anticipo, indicativamente in giugno. Può essere montano o di pianura. Le caratteristiche del regime nivale di pianura, riscontrabili ad esempio nel Simme a Oberweis, sono:

  • grande variabilità nel corso dellanno,
  • grande variabilità giornaliera,
  • grande variabilità interannuale.
  • breve e violento flusso ad aprile-maggio dopo lo scioglimento massiccio, in primavera, delle nevi invernali,
Pluviale

Il regime pluviale è caratterizzato da:

  • deflusso ridotto in estate,
  • grande variabilità interannuale.
  • forti portate in inverno e primavera,

Alle medie latitudini è il regime tipico dei fiumi che scorrono a quote medio-basse 500/1000 metri. Esempio: Senna.

Pluviale tropicale

Il regime pluviale tropicale presenta:

  • scarse portate nella stagione fredda e portate abbondanti precipitazioni nella stagione calda,
  • il minimo può raggiungere valori molto bassi o addirittura annullarsi, se il fiume ghiaccia completamente,
  • grande variabilità di deflusso durante lanno,
  • deflussi relativamente uniformi da un anno allaltro.
                                     

2.2. Classificazione Regime misto

Nivo-glaciale

Il regime nivo-glaciale presenta:

  • un unico vero massimo, che si verifica nella tarda primavera o allinizio dellestate da maggio a luglio nel caso dellemisfero Nord,
  • variazioni diurne relativamente durante la stagione calda,
  • variazioni annue significative, ma inferiori a quelle del regime nivale.
Nivale-pluviale

Il regime nivale-pluviale presenta:

  • significative variazioni interannuali.
  • due minimi, attorno ad ottobre e a gennaio,
  • due massimi, il primo in primavera e il secondo in autunno,

Esempio: Issole, Francia

Pluvio-nivale

Il regime pluvio-nivale presenta:

  • un minimo che si verifica in autunno.
  • un periodo di piena nel tardo autunno a causa di abbondanti piogge, seguito da un leggero aumento a causa della neve che si scioglie in primavera,

Esempio: Mississippi.



                                     

2.3. Classificazione Regime complesso

Il regime complesso è caratteristica dei grandi fiumi, il cui flusso è sensibilmente influenzato dai numerosi affluenti dalle diverse quote, climi ecc. Diminuiscono le piene estreme e aumenta la regolarità della portata media mensile da monte a valle.

                                     
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