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ⓘ La crisi della democrazia. Rapporto sulla governabilità delle democrazie alla Commissione trilaterale




La crisi della democrazia. Rapporto sulla governabilità delle democrazie alla Commissione trilaterale
                                     

ⓘ La crisi della democrazia. Rapporto sulla governabilità delle democrazie alla Commissione trilaterale

La crisi della democrazia. Rapporto sulla governabilità delle democrazie alla Commissione trilaterale fu uno studio del 1975 scritto da Michel Crozier, Samuel P. Huntington e Joji Watanuki e commissionato dalla Commissione Trilaterale e pubblicato nello stesso anno come libro.

Ledizione italiana fu invece curata nel 1977 e pubblicata con la prefazione di Gianni Agnelli.

                                     

1. Contenuti e tesi

Lo studio osservava la condizione politica degli Stati Uniti, dellEuropa e del Giappone, affermando che negli Stati Uniti i problemi di governabilità "nascono da un eccesso di democrazia" e sostenendo "il ripristino del prestigio e dellautorità delle istituzioni del governo centrale". Al di là della sistematizzazione della tesi e del conio di termini originali la parola "governabilità" da allora entrò nel linguaggio politologico ed anche in quello legale, in realtà "già Schumpeter stabiliva che tra le condizioni per il funzionamento corretto della democrazia vi fosse l’ "autocontrollo democratico", cioè la rinuncia, da parte dei cittadini elettori, a tentare di influire attraverso manifestazioni, petizioni o pressioni di altro tipo, sull’operato degli eletti".

Questo report fu un punto di partenza per tutti gli studi successivi che mettono in evidenza una supposta crisi contemporanea delle democrazie da risolvere con lintroduzione di tecnocrazie.

                                     

1.1. Contenuti e tesi Europa

Lo studio sostiene che negli anni 60 i governi dellEuropa occidentale erano "stracarichi di partecipanti e richieste" che i sistemi burocratico-politici erano incapaci di gestire, con la conseguenza di rendere le loro società ingovernabili. Questo generò una decisione politica presa dalla Francia in "semisegreto, senza un dibattito politico aperto, ma con una quantità tremenda di incitamento e di conflitto intrabureaucratico".

Ne è discesa la tesi della necessaria inerenza del segreto alla politica, di cui l’uomo, animale politico, deve accettare le leggi essenziali; anche il rafforzamento dellEsecutivo era un insegnamento tratto di frequente da quel tipo di approccio. In realtà, "il predominio dell’esecutivo, grazie al surplus di sovranità di cui esso strutturalmente dispone grazie al potere di segretazione, sposta in suo favore quell’equilibrio che, nella forma di governo parlamentare, dovrebbe sempre sussistere tra Parlamento e Governo, e quindi tra rappresentatività e governabilità ".

                                     

1.2. Contenuti e tesi Stati Uniti

Lo studio sostiene che i problemi dagli Stati Uniti negli anni 60 derivavano dall "impulso della democrazia. che rendeva il governo meno potente e più dinamico, per un aumento delle sue funzioni ed una diminuzione della sua autorità" concludendo che tali richieste erano contraddittorie.

È un paradigma "che riflette tendenze più generali la crisi del keynesismo e del welfare state nel nuovo contesto definito dai processi di globalizzazione e che al tempo stesso rappresenta l’esito di quel" conflitto di cittadinanza” che negli anni settanta aveva visto contrapporsi da un lato spinte all’inclusione sociale e alla redistribuzione di poteri e risorse materiali e, dall’altro, la denuncia dell’eccesso di domanda proveniente dalla società, del sovraccarico della democrazia e della crisi della governabilità".

                                     

2. Le reazioni

È stato osservato da alcuni critici che molti membri della Commissione Trilaterale ebbero successivamente ruoli di primo piano nellamministrazione Carter che fu fortemente influenzata da questo studio. In particolar modo Zbigniew Brzezinski ripresentò le conclusioni di The Crisis Of Democracy in un op-ed per il St. Petersburg Times. Noam Chomsky citò questo studio come esempio delle politiche oligarchiche e reazionarie sviluppate dal "vento liberista delle élite dello stato capitalista".