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ⓘ Geografia del territorio siracusano




Geografia del territorio siracusano
                                     

ⓘ Geografia del territorio siracusano

La geografia del territorio siracusano viene delimitata dai comuni che amministrativamente fanno parte della provincia di Siracusa, o libero consorzio comunale di Siracusa, un tempo denominato Val di Noto, che a sua volta trae la propria origine dalla provincia Siracusana: sorta in epoca romana ed estintasi nel medioevo.

Rappresenta la parte geografica più meridionale dItalia, lestrema punta sud-orientale dellisola; Capo Passero è uno dei tre vertici che formano il nome di Trinacria, lisola dalle tre punte.

La sua attuale superficie, 2108 km², è una delle più piccole della regione - supera solo quella di Ragusa - ma, come si è potuto constatare, si tratta di una delle aree più complesse e densamente popolate dellintera Sicilia. Al suo interno sono state istituite zone naturalistiche a protezione speciale di rilevanza internazionale. Larea inoltre risulta estremamente interessante anche da un punto di vista antropico: numerose le testimonianze provenienti dallarcheologia e soprattutto dalla trimillenaria storia del territorio. In tempi odierni lUNESCO vi ha individuato numerose aree che sono state quindi dichiarate patrimonio mondiale dellumanità, rispondendo a criteri significativi come lunicità dellinsieme culturale e il collegamento ad eventi di universale importanza.

                                     

1. Geologia

Il territorio siracusano funge da cerniera nellordito territoriale della Sicilia sud-orientale. Il suo maggiore tratto distintivo viene dato dalla presenza dei monti Iblei; il plateau ibleo è un complesso vulcanico sottomarino emerso tra il Miocene e il Pleistocene, composto da roccia lavica e carbonatica; contenente un elevato numero di fossili e conchiglie.

Nel mar Ionio, a est di Siracusa nella quale la piattaforma continentale è quasi del tutto assente sorge la scarpata Ibleo-Maltese o di Malta-Siracusa che separa il blocco Pelagiano avampaese africano dal bacino ionico, delimitando la piana abissale più profonda del Mediterraneo.

La vastità di caratteristiche geomorfologiche ha portato alla suddivisione del territorio in quattro sub-aree fisiche, che per le singole peculiarità danno luogo a paesaggi anche molto diversi tra loro:

  • A oriente si apre la lunga fascia litorale: a nord essa assume un aspetto geormorfologico omogeneo, caratterizzato da analoghe dinamiche di trasformazione coesistenza di siti archeologici e densa industrializzazione.
  • A sud continua il paesaggio costiero qui condizionato dallazione delle acque: da una parte, la presenza del mare, che con le sue infiltrazioni salmastre penetra nella falda acquifera costiera creando il fenomeno dei pantani; dallaltra, i torrenti che modellano il tavolato carsico su cui scorrono.
  • A ovest si erge la barriera naturale del complesso montuoso degli Iblei, contrassegnato da numerosi corsi dacqua che hanno dato vita a vallate ricolme di boschi e in generale di fitta vegetazione, e dalle cave per lestrazione mineraria. Nella sua parte più occidentale sfiora i 1000 metri di altezza. Gli altipiani degli Iblei, data la loro complessa natura orografica, non hanno permesso un espansivo fenomeno insediativo; concentratosi invece nella bassa Valle dellAnapo.
  • A nord viene accolta una porzione della pianura alluvionale di Catania, caratterizzata dai fiumi Gornalunga e San Leonardo, dal Biviere di Lentini e dai terreni lavici etnei che danno vita a vaste coltivazioni agrumicole.
                                     

2. Antropizzazione

I monti Iblei hanno una storia antichissima; nella parte costiera, lungo la fascia nord-orientale, vi fiorì circa 8000 anni fa una civiltà detta di Stentinello nelle immediate vicinanze dellingresso nord di Siracusa, la quale venne riscontrata anche nella regione calabra, nelleoliano e nel maltese. Nellentroterra le più complesse tracce di antropizzazione sono date dalle necropoli di Pantalica XIII secolo a.C. e da quella di Cassibile X secolo a.C., abitate dalle popolazioni dei Sicani e dei Siculi; Pantalica, secondo diversi studiosi, sarebbe stata la capitale del popolo dei Siculi - dalle origini incerte - e proprio da uno di essi, da un sovrano chiamato Iblone, i monti avrebbero tratto la loro denominazione oppure, come sembra più probabile, fu Iblone a trarre il nome da Ibla; unantica città degli indigeni di Sicilia che sembrerebbe essere la vera chiave per comprendere lorigine dellappellativo di questi monti. Verso lVIII secolo a.C. giunsero sulle coste del territorio i coloni provenienti dallAntica Grecia: Siracusa e Megara Iblea furono le prime due città a sorgere, ne seguirono diverse altre seppur nessuna eguagliò per potenza e ricchezza la colonia corinzia, che assunse ben presto un ruolo primario su gran parte dellarea iblea, fondando essa stessa delle colonie come Akrai, Kasmene, Akrillai a nord-ovest, Eloro a sud e Kamarina a sud-ovest.

Con il passare dei secoli, il territorio fu interamente conquistato dallAntica Roma e dopo circa un millennio passò sotto il dominio degli Arabi; lantico e vasto possedimento di Syrakousai fu definitivamente diviso in tre valli: Val Demone, Val di Mazara e Val di Noto - in questultimo ricadde lattuale intera area siracusana. Con alterne vicende, alcune delle quali del tutto prive di documentazione storica, come quella araba, il Vallo attraversò lepoca medievale, ovvero lepoca nella quale vennero fondati la maggior parte dei comuni siracusani; specialmente durante lepoca tardo-medievale. Durante la monarchia dei Borboni, la provincia di Siracusa, facente parte del regno delle Due Sicilie, subì vari tumulti fino a provocare un cambio di capoluogo da Siracusa a Noto; situazione che durò diversi anni, fino alla stabilizzazione del neonato regno dItalia. Odiernamente la provincia di Siracusa, divenuta di fatto nel 2015 libero consorzio comunale di Siracusa, conta oltre i 400.000 abitanti ed unimportante densità abitativa, soprattutto in prossimità delle coste.

                                     

3.1. Orografia Monti Iblei

Dal punto di vista geologico il territorio siracusano è legato alla formazione dei Monti Iblei, i quali costituiscono un complesso montuoso formato da un massiccio calcareo-marnoso bianco conchiglifero del Miocene Plateau degli Iblei.

Larea Iblea, in base agli studi geologici, è insieme a quella maltese e pugliese, parte delle propaggini settentrionali della placca africana, che nellarea mediterranea e quindi in Sicilia, ha il suo punto di scontro con la placca europea. Inoltre si deve considerare la scoperta fatta dagli geofisici che hanno stabilito la presenza della micro-placca siculo-iblea ; una placca appartenente alla placca africana ma con caratteristiche peculiari, per questo singolare. Essa sarebbe la responsabile dei terremoti verificatisi nella parte orientale della Sicilia. Infine bisogna menzionare il Graben di Floridia detto anche Graben dellAnapo per via del fiume che lo attraversa, esso si trova nellarea che comprende i monti Climiti appartenenti ai monti Iblei e il promontorio di Belvedere. Questo Graben, ovvero questa fossa tettonica o valle, è molto importante per la geografia della provincia, poiché esso ha da sempre condizionato levoluzione paleogeografia dellarea in questione e di quella circostante. Il Graben di Floridia infatti dal periodo del pleistocene inferiore sino al superiore, fu sede di un grande golfo, dove il mare ha più volte trasgredito e regredito. Il territorio mostra anche un aspetto carsico interessante; esso infatti dispone di stalattiti e stalagmiti, situati allinterno delle grotte siracusane.

Lorografia dellintera provincia mostra i segni di antichi fenomeni vulcanici che hanno dato origine a sollevamenti superficiali a carattere prevalentemente collinare e che costituiscono la maggior parte del territorio interno, mentre lungo la costa sono dislocate le poche aree in pianura. I rilievi più importanti fanno parte della catena dei Monti Iblei, che segna il confine con la provincia di Ragusa, ma non superano i mille metri. La cima più alta è il Monte Lauro che raggiunge appena 986 m s.l.m., seguono: il Monte Contessa 914 m, il Monte Casale 910 m, il Monte Santa Venera 869 m e il Monte Erbesso 821 m - tra i rilievi Iblei - quindi, il Monte Pancali m 485 nei pressi di Carlentini ed i Monti Climiti che fronteggiano il Golfo di Augusta 416 m.

Altra caratteristica geomorfologica della zona è la presenza di profonde fenditure causate dallerosione superficiale dei vari corsi dacqua che solcano gran parte dellaltopiano su cui sorge la Provincia, che sono alla base del fenomeno dei canyon e che vengono denominate cave. Tra queste, le più significative sono quelle di Pantalica, Cavagrande del Cassibile, nelle vicinanze di Avola, nonché Cava dIspica, compresa tra Rosolini, Modica ed appunto, Ispica; anche se può affermarsi che quasi ogni corso dacqua presenta tali caratteristiche. Limportanza delle cave, però, non è solo di carattere naturale o geologico, ma anche e soprattutto storico-antropologico), poiché tali erosioni formavano nascondigli ed anfratti naturali, ideali per i primitivi insediamenti umani della zona, che si svilupparono, in buona parte, proprio in grotte scavate nel calcare. Ne sono un esempio la stessa Pantalica e la Cava del Rivettazzo.



                                     

4. Vulcanologia

Larea pre-etnea

La sua vicinanza con il monte Etna comporta una certa influenza nellarea iblea; capita infatti che quando il vulcano emetta fenomeni eruttivi, la sua cenere vulcanica, derivata dalla sua colonna piroclastica, arrivi a ricoprire alcuni comuni del siracusano, portando della sottile cenere nera sui balconi, sulle strade e sui tetti delle abitazioni dei comuni a lui più prossimi.

                                     

5.1. Mineralogia La pietra bianca

Nel siracusano si hanno calcari molto porosi e poco compatti, il cosiddetto calcare tenero o pietra da taglio che nel siracusano prende il nome di pietra bianca di Siracusa o arenaria di Siracusa. Viene detta pietra bianca perche la roccia mostra questo colore, ma può divenire anche giallo-oro o leggermente grigia a seconda della cava in cui viene estratta o in base alleffetto climatico che ha subito.

Essa è fossilifera contiene resti di conchiglie. e si è formata circa 10 milioni di anni fa. Essendo calcare tenero, ben si presta allintaglio. Essa è venuta alla luce quando i monti Iblei sono affiorati dalla superficie del mare Miocene superiore-Pliocene. Nella zona costiera di Siracusa formazione monti Climiti, membro dei calcari di Siracusa ciò è avvenuto in tempi più recenti, rispetto allentroterra Miocene medio-inferiore e Pleistocene inferiore. Particolarmente conosciute e sfruttate sono state le cave di Siracusa, dalla cui città la pietra prende il nome, e quelle di Palazzolo Acreide, Noto e Modica.

                                     

6.1. Costa Le spiagge: la costa rocciosa e sabbiosa

La costa siracusana è molto variegata: essa, soprattutto nel litorale del capoluogo e nei suoi dintorni dal golfo di Augusta al litorale di Avola, fa coesistere scogliere e spiagge sabbiose allo stesso modo. Verso nord e verso sud invece la costa diventa più omogenea: a nord, dopo Brucoli, la costa si congiunge con la lunga plaia catanese, mentre a sud si aprono le vaste spiagge sabbiose, che presentano anche il fenomeno delle dune, le quali giungono fino allestrema punta della Sicilia meridionale.

  • A nord del libero consorzio comunale: Augusta, Priolo Gargallo
  • Al centro del libero consorzio comunale: Siracusa
  • A sud del libero consorzio comunale: Avola, Noto, Pachino, Portopalo di Capo Passero
                                     

6.2. Costa Isole e scogli

Essendo il territorio in prossimità della costa vi si trovano numerosi isolotti e scogli distaccati dalla terraferma. Il maggiore di questi è lIsola delle Palme, centro storico di Augusta, con i suoi oltre 30.000 abitanti è la seconda isola siciliana più popolosa dopo la Sicilia stessa e la settima dItalia.

Laltra isola importante del territorio è lIsola di Ortigia, sulla cui breve superficie è concentrata una notevole quantità dopere darte e monumenti. Rappresenta il centro storico di Siracusa e vi abitano circa 4.500 persone; è la ventiduesima isola italiana per popolazione.

Isole maggiori Isole minori Scogli maggiori
                                     

7.1. Idrografia Fiumi

Dal Monte Lauro si diparte una raggiera di corsi fluviali a prevalente carattere torrentizio che disegnano lintero territorio siracusano. Fa eccezione il lungo fiume Gornalunga, che non nasce in provincia siracusana, ma parte dal monte Rossomanno catena dei monti Erei, in Provincia di Enna, attraversa lunghi territori fino a giungere nel golfo di Siracusa.

                                     

7.2. Idrografia Bacini idrografici

A nord, presso Lentini, si trova il Biviere di Lentini, considerato il bacino artificiale più grande dEuropa. Un tempo grande lago paludoso, prosciugato ai tempi delle bonifiche negli anni trenta e poi intorno agli anni settanta ricostruito, con perimetro inferiore, come bacino artificiale al fine dellirrigazione agricola;

Altri due invasi artificiali sono stati creati, poi, lungo il corso del fiume Anapo tra Solarino, Sortino, Priolo Gargallo e Floridia, al fine di alimentare lomonima centrale idroelettrica. Altri piccoli laghi si sono formati allinterno del canyon di Cava Grande del Cassibile.

                                     

7.3. Idrografia Saline e pantani

Specialmente in passato, il territorio siracusano, è stato ricco di saline; luoghi di produzione del sale ricavati dallacqua marina. Sulla costa nordorientale, si trovano le saline di Augusta, oramai dismesse, e quelle di Priolo Gargallo, che un tempo furono tra le saline più estese della Sicilia orientale. E poi vi sono le ex-saline di Siracusa. Al fine di proteggere il delicato e importante sistema naturale di questi luoghi, questi due siti dismessi per la raccolta del sale, sono stati incorporati allinterno di riserve naturali protette.

Mentre nella zona sud della provincia sono presenti alcuni pantani, fondamentali per la fauna locale, i più famosi sono quelli di Vendicari, il pantano Grande, Piccolo e Roveto, ma vanno ricordati anche il pantano Longarini tra le province di Ragusa e Siracusa; il pantano Cuba; il pantano Auruca; il pantano Baronello; il pantano Ponterio; il pantano Morghella. Tutti situati tra Noto e Pachino.



                                     

8.1. Biologia Flora e fauna

Il territorio del sud-est siciliano ha una ricca fauna e flora tipica dellarea mediterranea. Esse sono caratterizzate dalla varietà di zone naturali presenti in provincia: i monti Iblei, le cave del fiume Cassibile, le saline, le grotte, la presenza del mare, sono i fattori geografici che maggiormente influenzano la natura siracusana. Nella provincia vi si contano numerose specie vegetali e animali endemiche di questi luoghi. I valloni che caratterizzano gli iblei, sono formati da torrenti, qui vi si trova un clima piuttosto fresco e una flora alquanto peculiare. Nella zona iblea è infatti possibile trovare la Urtica rupestris, una rara tipologia di ortica che non punge, endemica proprio di questi luoghi. Altri elementi geografici qui riscontrabili sono: la macchia ad Euforbia arborea tipica della macchia mediterranea, prospera in ambienti semirupestri e calcarei; la prateria mediterranea, tipica dei pendii rupestri soleggiati, dove prevalgono le graminacee perenni; la vegetazione boschiva rappresentata da alberi sempreverde di leccio e da platani orientali e dove vi è la presenza di acqua si formano boschi di salix pedicellata e oleandri. In prossimità della costa, verso la zona geografica del Plemmirio, è da segnalare la presenza della palma nana la cui estensione è tra le più ampie nel mediterraneo. Mentre nei pantani verso Pachino zona di ex-saline, vi è unestesa vegetazione di ginepro coccolone e nella zona umida di Vendicari Noto, vi è una forte presenza di efedra fragile. Da annoverare le numerose specie di Orchidee di Cavagrande del Cassibile. Inoltre vi è da annotare la presenza di una pianta molto rara in Europa, il Cyperus papyrus, la pianta dalla quale si ricava la carta di papiro, cresce nelle zone fluviali, più precisamente lungo il fiume Ciane. Infine fanno parte della flora siracusana i tanti alberi da frutta: mandorlo, ulivo, arancio, carrubbo e limone sono i più diffusi. Ed è molto presente la opuntia ficus-indica la caratteristica pianta dei fico dIndia siciliani. La fauna è caratterizzata da diverse specie di animali, tra questi vanno citati: la trota macrostigma in Sicilia ormai presente solo in alcuni torrenti del lato sud-orientale, il granchio di fiume a rischio estinzione in Sicilia, larmadillidium lagrecai originario della grotta siracusana, il colubro leopardino e la testuggine di Hermann a rischio estinzione, la Volpoca la si trova maggiormente a Vendicari, sito che rappresenta la sua maggiore colonia svernante in Italia e molti altri tipi di animali tra i quali numerose specie di volatili. grandi pesci pelagici e mammiferi marini come delfini, balene, balenottera e capodogli.



                                     

8.2. Biologia Riserve naturali protette

A protezione del territorio paesaggistico e della fauna sono state istituite diverse riserve naturali e aree di interesse naturalistico, che fanno di Siracusa la provincia siciliana con il maggior numero di aree protette. In via di istituzione è la Riserva naturale orientata di Capo Passero. Previsto legislativamente in attesa del decreto presidenziale è poi il Parco Nazionale dei Monti Iblei. Nel 2011, sotto richiesta del WWF e di altre associazioni ambientaliste, sono state costituite con due decreti dellassessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana, due nuove riserve protette: La Riserva della Penisola della Maddalena e Capo Murro di Porco nei pressi del Plemmirio e la Riserva Pantani S.O., estrema zona umida del continente europeo, di vitale importanza per le grandi migrazioni.

                                     

8.3. Biologia Habitat naturali

Il libero consorzio comunale ha numerosi siti che sono stati dichiarati come bene naturale comunitario e si suddividono in:

  • Siti di interesse comunitario SIC, per la conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.
  • Important Bird Area IBA, area considerata un habitat importante per la conservazione di popolazioni di uccelli.
  • Zone di protezione speciale ZPS, poste lungo le rotte di migrazione dellavifauna, finalizzate al mantenimento ed alla sistemazione di idonei habitat per la conservazione e gestione delle popolazioni di uccelli selvatici migratori.
  • Zona speciale di conservazione ZSC, si applica ai siti SIC siti di interesse comunitario che sono state scelte per il mantenimento o il ripristino degli habitat naturali.
  • Zone Umide Ramsar; habitat dichiarati di importanza internazionale per la conservazione della biodiversità specialmente habitat di uccelli acquatici.
                                     

8.4. Biologia Elenchi dei siti naturali e loro suddivisione

Zone IBA
  • Saline di Priolo
  • Pantani di Vendicari
Siti SIC
  • Elenco Siti di interesse comunitario del libero consorzio comunale di Siracusa
Zone ZPS
  • Pantani della Sicilia sud-orientale, Morghella, di Marzamemi, di Punta Pilieri e Vendicari
  • Saline di Priolo
  • Fiume Ciane e Saline di Siracusa
  • Saline di Augusta
  • Biviere di Lentini, tratto mediano e foce del Fiume Simeto e area antistante la foce
Zone ZSC Zone Umide Ramsar
  • Vendicari è uno dei quattro siti siciliani inseriti nella lista Ramsar

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