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ⓘ Poeti uraniani




                                     

ⓘ Poeti uraniani

Con il nome di poeti uraniani si indica in senso stretto un piccolo gruppo semiclandestino di poeti britannici che composero fra il 1870 e il 1930 opere a carattere omosessuale, nella maggior parte dei casi rivolte esclusivamente ad adolescenti.

In senso lato, invece, nel dibattito relativo alla cultura gay anglosassone è entrata nelluso una definizione più ampia, per indicare genericamente tutti i poeti a carattere omoerotico e a tematica pederastica in lingua inglese, dal periodo tardo-vittoriano fino al decennio precedente la seconda guerra mondiale. In questo senso vengono definiti "poeti uraniani", per esempio, anche i poeti statunitensi dellantologia Men and boys: an anthology, curata da Edmund Edwinson nel 1924 il più importante fra loro fu William Alexander Percy, 1885 - 1942.

                                     

1. Il nome

La definizione di Uranian poetry poesia Uraniana deriva dalla teoria dellamore "celeste" in greco: ouràniοs, di natura omosessuale, così come viene esposta da Platone nel Simposio. Ma nel nome cè anche un richiamo al fatto che questa teoria aveva dato origine al termine "uranismo", assai usato prima dellinizio del XX secolo come eufemismo per indicare lomosessualità in quanto tale.

                                     

2. Autori ed opere

Le opere della cerchia dei poeti uraniani sono caratterizzate da un richiamo idealizzato alla storia dellantica Grecia e, in diversi casi, dallinfatuazione sentimentale per gli adolescenti piuttosto che per gli uomini adulti; dal punto di vista stilistico si ha un uso conservatore delle forme di versificazione tradizionali.

Esponenti principali della cerchia furono William Johnson, lord Alfred Douglas, John Gambril Nicholson 1866–1931, Edwin Emmanuel Bradford 1860–1944, John Addington Symonds, Edmund John 1883–1917, Fabian S. Woodley 1888–1957, e molti altri autori che scrissero sotto pseudonimo come "Philebus" and "A. Newman". Non tutti condivisero comunque la preferenza per gli adolescenti.

Lestremamente eccentrico romanziere Frederick Rolfe autonominatosi "Baron Corvo" costituì una presenza unificatrice nella loro cerchia, sia in patria che allestero Venezia.

La fama del loro lavoro fu ostacolata e limitata dal puritanesimo e i tabù della morale tardo-vittoriana, dallestrema limitatezza delle tirature dei loro libri di versi spesso stampati a spese dellautore, oltre che dalla natura zuccherosa della loro poesia. Le loro opere nacquero deliberatamente per essere consumate allinterno della protezione offerta da una cerchia molto esclusiva e guardinga lomosessualità era un reato, nel Regno Unito, non per essere diffuse fra il grande pubblico, e neppure fra i letterati non omosessuali.

Lo storico Niel McKenna ha comunque sostenuto che la poesia uraniana ha avuto un ruolo centrale nella subcultura omosessuale delle classi sociali alte nel periodo tardo-vittoriano, osservando che la poesia fu il principale veicolo attraverso cui scrittori come Oscar Wilde, George Ives o Rennell Rodd scelsero di sfidare i pregiudizi della loro epoca.

                                     

3. Influenza

Associati marginalmente a questa cerchia furono anche scrittori assai più famosi come Edward Carpenter o Marc André Raffalovich, come pure loscuro ma visionario poeta-stampatore Ralph Chubb, autore di superbi volumi litografici che celebravano ladolescente come un essere ideale.

Il tentativo dei poeti uraniani di far rinascere lideale erotopedagogico della pederastia greca non ebbe comunque successo, e i poeti gay successivi si rivolsero di preferenza allispirazione per luomo adulto, secondo il modello stabilito da poeti come Walt Whitman e A. E. Housman.

                                     

4. Il parere della critica letteraria

Lunico studio monografico dei poeti uraniani è Love in earnest, di Timothy dArch Smith, sebbene critici letterari come Richard Dellamora e Linda Dowling abbiano di recente contribuito a fare maggiore luce su questo gruppo.

Come nel caso di altri movimenti estetici di maggiori dimensioni, ai critici si pone spesso la questione della "canonicità" di determinati autori, comè avvenuto con un articolo di Michael Kaylor, che colloca Gerard Manley Hopkins in modo deciso allinterno di questo gruppo.

Inoltre Paul Fussell discute la poesia uraniana nel suo libro The Great War and modern memory 1975, suggerendo che essa costituì il modello per le rappresentazioni omoerotiche nelle poesie di guerra della prima guerra mondiale per esempio quelle del celebre Wilfred Owen.

                                     

5. Poeti uraniani

  • A. E. Housman
  • John Leslie Barford
  • Edwin Emmanuel Bradford
  • Francis Edwin Murray
  • Frederick Rolfe
  • William Johnson
  • Charles Kains Jackson
  • James Rennell Rodd
  • John Moray Stuart-Young
  • John Francis Bloxam
  • Charles Edward Sayle
  • John Addington Symonds
  • Ralph Chubb
  • Edward Carpenter
  • Fabian S. Woodley
  • Wilfred Owen
  • John Gambril Nicholson
  • Alfred Douglas
  • Edmund John