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ⓘ Partito Nazionale Liberale (Romania)




Partito Nazionale Liberale (Romania)
                                     

ⓘ Partito Nazionale Liberale (Romania)

Il Partito Nazionale Liberale è un partito politico rumeno.

Il PNL è un partito liberale conservatore, aderente allInternazionale Liberale, allInternazionale Democratica Centrista ed al Partito Popolare Europeo. Il PNL si fa portavoce delle tradizionali istanze liberali: separazione dei poteri, libero mercato, laicità dello stato. Rifondato nel 1990 da Radu Câmpeanu, reclama leredità del partito con lo stesso nome attivo tra il 1875 e il 1940. In base a tale assunto si presenta come il primo partito fondato nel paese e come il più antico partito liberale dEuropa.

Presente in parlamento dal 1990, eccetto che nel periodo 1992-1996, nel corso degli anni Novanta fu protagonista di una serie di scissioni e, poi, di una crescita che lo portò a divenire uno dei più importanti partiti del paese. Partecipò come partner di governo allinterno della Convenzione Democratica Romena 1996-2000 e come partito di maggioranza tra il 2004 e il 2008 nellambito dei governi Tăriceanu I e Tăriceanu II.

Dopo un nuovo periodo allopposizione, nel 2012 siglò un patto con il Partito Social Democratico, che condusse alla nascita della coalizione dellUnione Social-Liberale, che governò il paese fino al 2014. Nello stesso anno il PNL lasciò il Partito dellAlleanza dei Liberali e dei Democratici per lEuropa alla volta del Partito Popolare Europeo. Dopo le elezioni presidenziali del novembre 2014 il leader del PNL Klaus Iohannis divenne il primo Presidente della Repubblica proveniente dalla formazione liberale.

In seguito al risultato ottenuto alle elezioni parlamentari del 2016 20%, il PNL si confermò come maggior partito di opposizione.

                                     

1.1. Storia Il Partito Nazionale Liberale "storico"

Il Partito Nazionale Liberale PNL vide ufficialmente la luce il 24 maggio 1875, su iniziativa di alcuni intellettuali come Ion C. Brătianu, Mihail Kogălniceanu e Alexandru G. Golescu. Diversi gruppi e circoli di ispirazione liberale, tuttavia, erano già sorti intorno alla metà del XIX secolo e avevano guidato politicamente il Principato di Romania.

Sostenuto da una base eterogenea, sotto la guida di esponenti della famiglia Brătianu, che ne fu sempre a capo tranne nei periodi 1892-1909 e 1930-1933, fu a lungo il partito al potere della Romania a cavallo tra XIX e XX secolo 1876-1888, 1895-1899, 1901-1904, 1907-1910, 1914-1917, 1918, 1922-1926, 1927, 1933-1937, rivestendo un ruolo di primo piano nel consolidamento delle istituzioni in seguito alla conquista dellindipendenza del paese, nellintroduzione del suffragio universale e nei rapporti diplomatici che portarono alla Dichiarazione di Alba Iulia del 1918. In seguito alla prima guerra mondiale il PNL fu promotore della riforma agraria, della riorganizzazione del sistema amministrativo e della nuova legge elettorale.

Messo fuori legge il 30 marzo 1938, in seguito alla decisione del re Carlo II di istituire un unico partito intorno alla sua persona, tuttavia, il PNL continuò ad essere rappresentato dai suoi membri che aderirono al nuovo sistema. Tornato in attività nel 1944, nel 1947 subì nuovamente una sospensione, dopo che la neonata Repubblica Popolare di Romania mise al bando tutti i partiti fatta eccezione del Partito Comunista Rumeno PCR. Negli anni del regime comunista numerosi rappresentanti del PNL furono condannati allarresto o costretti allesilio allestero. Dal 1985 a Parigi fu attivo il Club di riflessione e azione liberale Clubul de Reflecție și Acțiune Liberala, cui parteciparono diverse personalità tra le quali Radu Câmpeanu, Dinu Zamfirescu, Ioana Brătianu e Ion Vitez.

                                     

1.2. Storia La rifondazione del 1990

In seguito alla rivoluzione romena del 1989 che rovesciò il regime di Nicolae Ceaușescu il potere fu assunto ad interim da un governo provvisorio il Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale, CFSN costituito principalmente da ex membri del Partito Comunista Rumeno PCR. Il 31 dicembre 1989 il CFSN emanò il decreto di abolizione del partito unico, consentendo la formazione di nuovi gruppi. I primi furono quelli "storici", che si basavano su una precedente tradizione politica, cioè il Partito Nazionale Liberale PNL, il Partito Nazionale Contadino Cristiano Democratico PNȚCD e il Partito Social Democratico Romeno PSDR.

Già nei primi concitati momenti della rivoluzione, il 22 dicembre 1989, si era formato un comitato provvisorio di iniziativa per la rifondazione del PNL Comitetul provizoriu de inițiativă pentru reînființarea PNL, composto da diversi militanti, molti dei quali avevano fatto parte del partito "storico": Sorin Botez, Ionel V. Săndulescu, Radu Câmpeanu, Ioan Beșe, Nicolae Enescu, Mircea Ionescu-Quintus, Dan Amedeo Lăzărescu, Gheorghe Mincă, Sanda Tătărescu, Mircea Vaida e Cristian Zăinescu.

Il comitato ricevette lautorizzazione ufficiale dal tribunale di Bucarest il 15 gennaio 1990, che divenne la data canonica di rifondazione del Partito Nazionale Liberale. Radu Câmpeanu fu indicato come segretario generale, mentre tra i membri fondatori figuravano Ioana Brătianu, Sanda Tătărăscu, Virgil Mănescu, Barbu Negoescu, Șerban Orăscu, Radu Vălsărăscu e Dinu Zamfirescu. La prima sede fu sita nella capitale romena in Bulevardul Nicolae Bălcescu 21 e al momento della registrazione figuravano circa 800 iscritti al partito. Per i giovani fu istituita unorganizzazione speciale, la Gioventù liberale.

Il 31 marzo 1990 si tenne il primo congresso del partito, che convalidò le nomine alla dirigenza e approvò lo statuto e il programma politico. In base al proprio documento programmatico il PNL si presentava nellarena politica come il continuatore della tradizione democratica romena, strenuo oppositore dellideologia comunista, favorevole ad un modello economico che prevedeva un intervento ridotto dello stato, alla garanzia della proprietà privata, alla privatizzazione graduale delle aziende di stato, al consolidamento della classe media, alla separazione dei poteri dello stato, alla libertà di stampa, di espressione, di religione, di associazione e al rispetto dei diritti delle minoranze etniche. Lorgano di stampa del partito era il giornale Liberalul. Il congresso elesse alla presidenza Radu Câmpeanu, mentre Ionel V. Săndulescu fu indicato come primo vicepresidente.

                                     

1.3. Storia Opposizione al Fronte di Salvezza Nazionale

Nonostante dichiarazioni contrastanti, nel febbraio 1990 lorgano di governo del CFSN di Ion Iliescu si trasformò in un partito politico, il Fronte di Salvezza Nazionale FSN, grande gruppo politico che dominò la presenza nelle istituzioni e i mezzi di informazione nel primo periodo di transizione alla democrazia. A causa di tale mossa, il PNL e il PNȚCD di Corneliu Coposu accusarono la maggioranza di governo di voler ricostituire il partito unico e di mettere in pericolo il futuro della democrazia nel paese. La scelta del FSN creò problemi, oltre che di ordine politico, anche sul piano dellordine pubblico. In gennaio e febbraio i gruppi di opposizione, che lamentavano la mancanza di pluralità politica, organizzarono dure proteste contro il FSN e la continuità della sua classe dirigente, ritenuta invariata rispetto a quella del regime. Per reprimere le manifestazioni e ristabilire lordine, Iliescu fece appello al senso di responsabilità della popolazione in difesa della democrazia appena conquistata, chiamando allintervento nella capitale i minatori della valle del Jiu, che dispersero i manifestanti con la violenza e devastarono le sedi di PNL e PNȚCD. Apparve, quindi, il fenomeno delle mineriade, termine generico che faceva riferimento alle violenze perpetrate dai minatori ai danni della popolazione civile, spesso su sprone delle autorità statali.

Il 10 febbraio 1990 venne emanato il decreto legge per la ridefinizione del CFSN in Consiglio provvisorio di unione nazionale CPUN, piattaforma che ricalcava lorganizzazione del CFSN, ma che includeva anche i rappresentanti degli altri partiti. Lobiettivo principale era traghettare il paese fino a nuove libere elezioni indette per il maggio 1990, varando altresì la relativa legge elettorale. Iliescu mantenne la presidenza, mentre la vicepresidenza venne assegnata ai rappresentanti delle altre forze politiche, tra i quali Radu Câmpeanu. La maggioranza del CPUN, in ogni caso, era costituita da elementi facenti capo al FSN, che rivestiva una posizione dominante nelle istituzioni, nella stampa e nella televisione di stato. Il PNL partecipò al CPUN con tre membri: Radu Câmpeanu, Ionel V. Săndulescu e Dan Amedeo Lăzărescu.

Una più ampia protesta appoggiata dallopposizione, iniziata in aprile e che prese il nome di golaniada, fu brutalmente repressa dai minatori convocati a Bucarest da Iliescu nel giugno del 1990, in quella che passò alla storia come terza mineriada, evento che ebbe risonanza internazionale e fu criticato dalla stampa e dai governi di tutto il mondo.



                                     

1.4. Storia Elezioni del 1990

Il Partito Nazionale Liberale lanciò il proprio programma per le elezioni parlamentari e presidenziali del maggio 1990 promettendo riforme radicali sul piano economico, una politica basata su ampie privatizzazioni, investimenti esteri, il rafforzamento del diritto alla proprietà privata e garanzie istituzionali sui diritti civili e politici. Il PNL si richiamò esplicitamente al periodo della Romania liberale e accusò il FSN di rappresentare il continuatore dellideologia comunista. Nonostante il messaggio del partito attraesse una parte dellintellighenzia urbana e studentesca, la mancanza di una leadership forte nel PNL, lo strapotere mediatico ed istituzionale del FSN e il contesto politico non permisero il successo delle iniziative dei liberali. Larga parte della società, infatti, reduce da decenni di propaganda comunista, non desiderava discostarsi eccessivamente dal modello socialista, elemento che collocava le proposte del PNL su un piano idealistico difficilmente realizzabile nellimmediato futuro.

Il 9 aprile, prima delle elezioni, PNL, PNȚCD e PSDR firmarono una dichiarazione comune che prevedeva la collaborazione e il sostegno reciproco tra le tre forze politiche, ma questa non trovò mai applicazione. La candidatura di Câmpeanu alla presidenza della repubblica, quindi, non mise in dubbio il successo di Ion Iliescu, che il 20 maggio trionfò già al primo turno con l85% delle preferenze, mentre lesponente liberale ottenne il 10%. Alle legislative il FSN conquistò la maggioranza assoluta con il 66%, contro il 7% del PNL, percentuale di voto che gli valse 29 deputati e 10 senatori, numeri che consentivano al partito di condurre solo una timida opposizione insieme agli altri partiti storici.

Subito dopo le elezioni emerse nel PNL un contrasto tra la vecchia e la nuova generazione, con i secondi che accusarono i primi di aver gestito in maniera fallimentare la preparazione alla tornata elettorale e di rimanere ancorati ad una versione non attuale del liberalismo. Nel luglio 1990, quindi, si produsse una scissione che condusse alla nascita del Partito Nazionale Liberale-Ala Giovanile Partidul Național Liberal-Aripa Tânără, PNL-AT, condotta da Dinu Patriciu. Nellottobre dello stesso anno il PNL assorbì il minuscolo Partito Socialista Liberale di Niculae Cerveni, che fu nominato nuovo vicepresidente.

La comune diffidenza nei confronti di Iliescu e il ruolo marginale riservato agli altri partiti in seno alle istituzioni, spinsero le opposizioni ad organizzarsi intorno ad unalleanza politica definita Convenzione nazionale per linstaurazione della democrazia Convenția Națională pentru Instaurarea Democrației, CNID sotto la guida del leader del PNȚCD Corneliu Coposu. Il 15 dicembre 1990 PNȚCD, PNL, PSDR, Unione Democratica Magiara di Romania UDMR e Partito Ecologista Romeno PER siglarono il protocollo di creazione del CNID, mentre in un secondo momento anche il Partito Alleanza Civica PAC fece il proprio ingresso nel gruppo. Gli obiettivi principali del nuovo organismo, come da programma, erano "linstaurazione di una società profondamente democratica, la promozione del vero in tutti i campi della vita pubblica, linstaurazione di un clima di comprensione, tolleranza, armonia sociale e patriottismo autentico".

Nel luglio 1991 nel quadro del forum delle idee liberali Forumul Ideilor Liberale il PNL predispose un nuovo programma politico che prevedeva diverse riforme sul piano economico, politico e sociale. In ottobre il partito presentò la propria candidatura per lingresso nellInternazionale Liberale.

                                     

1.5. Storia Nel governo Stolojan e nella Convenzione Democratica Romena

Nellautunno 1991 la quarta mineriada costrinse il primo ministro Petre Roman a rassegnare le dimissioni. Al suo posto fu indicato leconomista Theodor Stolojan, che invitò a partecipare al suo governo anche altre forze politiche oltre al FSN. Mentre il PNȚCD mantenne una posizione più intransigente, il PNL accettò la collaborazione con il FSN ed entrò nellesecutivo con tre ministri: George Danielescu economia, Dan Constantinescu industria e Mircea Ionescu-Quintus giustizia, più i ministri aggiunti allistruzione Emil Tocaci e agli esteri Ionel V. Săndulescu. Secondo Câmpeanu la presenza del PNL nel governo avrebbe consentito al partito di godere di una maggiore visibilità, che avrebbe comportato maggiori possibilità per la crescita del sostegno da parte della popolazione alla politica liberale e favorito la diffusione delle idee legate alla democrazia propugnate dal gruppo.

La posizione del PNL nei confronti del partito di Iliescu e Roman, tuttavia, fu ambivalente. Pur partecipando al governo, insieme a PNȚCD e UDMR fu tra le forze che si opposero allintroduzione della nuova costituzione, visti i grandi poteri concessi al presidente della repubblica dalla nuova carta e, in occasione del referendum per la sua approvazione, invitò i cittadini allastensione. Contestualmente, nel novembre 1991, fu tra i partiti fondatori della Convenzione Democratica Romena CDR, ampia coalizione di centro-destra che succedeva al CNID e che si proponeva di contendere la guida del paese al partito di Iliescu.

Il PNL prese parte alle elezioni amministrative locali del febbraio 1992, le prime dellera democratica, nel quadro della CDR, riuscendo a scardinare il dominio assoluto del centro-sinistra. Oltre ai successi nellambito della CDR, il partito conquistò individualmente 30 consiglieri di distretto, 576 consiglieri locali e 14 poltrone di sindaco. A Bucarest il nuovo primo cittadino divenne il membro del PNL Crin Halaicu, che sconfisse al ballottaggio il candidato del FSN Cazimir Ionescu.

L11 aprile 1992, tuttavia, Câmpeanu prese la decisione di abbandonare la CDR per ragioni politiche, causando un duro colpo allalleanza. Una parte del partito intorno a Niculae Cerveni, assolutamente contraria alla scelta, annunciò una nuova scissione che portò alla fondazione del Partito Nazionale Liberale-Convenzione Democratica Partidul Național Liberal-Convenția Democratică, PNL-CD, formazione che rimase nellalleanza guidata dal PNȚCD. Nel giugno del 1992 il PNL assorbì un piccolo gruppo fuoriuscito dal PNȚCD, il Partito Contadino Progressista Partidul Țărănist Progresist, PȚP.

                                     

1.6. Storia Elezioni generali del 1992

Malgrado i discreti successi delle elezioni amministrative, la scelta di uscire dalla CDR e la scissione del PNL-CD lasciarono il gruppo di Câmpeanu in uno stato di isolamento in vista delle elezioni in programma nel settembre del 1992. Il leader del PNL provò persino a proporre la candidatura del re Michele I alla presidenza della repubblica, scelta accompagnata da aspre critiche dellopinione pubblica e infine abbandonata. Il partito, quindi, non riuscì a presentare nessun nome per la presidenza, mentre la maggior parte dei consensi dellelettorato di centro-destra andò al PNȚCD e alla CDR. Alle parlamentari i risultati per il PNL furono impietosi: ottenendo solo il 2.60% non raggiunse la soglia di sbarramento e rimase fuori dal parlamento.

La sconfitta aprì una crisi immediata, che spinse una parte dei militanti, guidata da Valeriu Stoica, Radu Stroe e Constantin Bălăceanu-Stolnici, a costituire il cosiddetto Gruppo di riforma morale e politica Grupul de Reformă Morală și Politică, che chiedeva un cambio al vertice del partito. Il 2 dicembre 1992, tuttavia, ne fu decretata lespulsione dal PNL. Il gruppo, quindi, si unì al PNL-AT e ad una fazione del PNL-CD, dando vita al Partito Liberale 1993 Partidul Liberal 1993, PL93. Nel pieno delle tensioni un nuovo congresso fu indetto per il febbraio 1993.



                                     

1.7. Storia Conflitto tra Ionescu-Quintus e Câmpeanu

Il congresso di Brașov del 25-26 febbraio 1993 ratificò la fusione con il Nuovo Partito Liberale Noul Partid Liberal, NPL e deliberò il cambio alla presidenza auspicato da molti membri, nonché dal cosiddetto Consiglio per la ricostruzione del PNL Consiliul pentru Refacerea PNL. Mircea Ionescu-Quintus sconfisse al secondo turno di scrutinio Câmpeanu che, però, contestò il risultato dellelezione, facendo seguire un periodo di instabilità nel partito. Al momento della nomina il nuovo presidente dichiarò che il suo principale obiettivo era quello di riunire sotto linsegna del PNL tutti i partiti di ideologia liberale presenti in Romania e di far rientrare tutte le correnti scissioniste che erano comparse negli anni precedenti.

Il conflitto sulla leadership tra Ionescu-Quintus e Câmpeanu, tuttavia, portò a tensioni crescenti e alla nascita di ulteriori fazioni interne. Per venire a capo della situazione, nel dicembre 1993 Ionescu-Quintus si appellò allufficio permanente del partito, che decise di espellere Câmpeanu per non aver rispettato le decisioni del congresso di febbraio. Câmpeanu, quindi, convocò un congresso straordinario al fine di farsi eleggere unico legittimo presidente. Lo scontro tra le due ali del PNL portò il 5 febbraio 1994 alla celebrazione di due congressi separati. In uno Câmpeanu ottenne la nomina a presidente della formazione liberale, nellaltro le alte sfere del PNL dichiararono illegittimo latto del congresso organizzato dal rivale. Le dispute vennero risolte solamente il 21 ottobre 1994, quando una sentenza del tribunale di Bucarest dichiarò lala di Ionescu-Quintus come quella legittima a livello legale. Nel maggio 1995, perciò, Câmpeanu fondò una nuova formazione politica insieme ai suoi fedeli, il Partito Nazionale Liberale-Câmpeanu PNL-C.

Nello stesso periodo lo sfaldamento della Convenzione Democratica Romena, con le defezioni di PAC e PL93, modificò lo scenario politico, spingendo molti parlamentari provenienti da queste formazioni ad entrare nel PNL. Nel 1995 si iscrissero alla formazione liberale Mona Muscă, Alexandru Paleologu, Șerban Rădulescu-Zoner, Crin Antonescu e Stelian Tănase.

                                     

1.8. Storia Elezioni del 1996 e governi nella CDR

Per riuscire nei propri obiettivi e riportare il partito in parlamento, nel dicembre 1995 Ionescu-Quintus decise di legarsi nuovamente alla Convenzione Democratica Romena al fianco di PNȚCD, PNL-CD, PER, PAR e FER, per rafforzare il fronte di centro-destra. Dopo quattro anni allopposizione, infatti, la CDR cercava nuovamente di contendere la supremazia al Partito della Democrazia Sociale di Romania PDSR di Iliescu.

Le elezioni amministrative dellestate 1996 segnarono unulteriore crescita della CDR, che fu il secondo partito alle spalle del PDSR ed ottenne la guida della maggior parte dei grossi centri urbani. Tra le maggiori città, grazie al sostegno della CDR, il PNL ottenne i titoli di sindaco a Brașov Ioan Ghișe e Ploiești Horia-Victor Toma.

L8 agosto 1996 fu siglato un accordo tra i partiti componenti la CDR per il sostegno alla candidatura alla presidenza della repubblica di Emil Constantinescu. Alle elezioni parlamentari del 3 novembre la CDR riuscì nella storica impresa di superare il PDSR e diventare il primo partito del paese, ottenendo il 30% delle preferenze. Per la prima volta dopo 50 anni, quindi, un partito liberale tornò alla guida della Romania. Mentre la forza più rappresentata rimase comunque il PNȚCD, il PNL ottenne 25 deputati e 16 senatori.

Al primo turno delle presidenziali Constantinescu finì al secondo posto, ma al ballottaggio sorpassò Iliescu di diversi punti percentuali. Il 7 novembre, tra primo e secondo turno, infatti, Constantinescu siglò un accordo con lex primo ministro Petre Roman leader del Partito Democratico e della coalizione dellUnione Social Democratica, USD, che gli garantì il sostegno del proprio partito in cambio di cinque ministeri in un eventuale nuovo governo di coalizione. Allalleanza si aggiunsero anche i regionalisti filoungheresi dellUDMR. Tramite laccordo le nuove forze di governo si impegnavano a portare a termine le privatizzazioni, le riforme economiche e la costruzione di una Romania sul modello occidentale. Nel nuovo governo Ciorbea il PNL ottenne cinque ministeri.

Nonostante gli entusiasmi, la stabilità del governo fu presto compromessa da debilitanti lotte interne alla coalizione. Le differenze le ideologie di partito emersero con violenza già nellestate 1997, quando Petre Roman invocò una revisione del processo di riforma e diede il via ad un duro ostruzionismo nei confronti del premier Victor Ciorbea. Contestualmente lUDMR si concentrò sulla creazione di una legge che regolamentasse listruzione in lingua ungherese che, però, fu avversata pesantemente da una parte del PNL. La legislatura fu di fatto bloccata e rallentata da continui contrasti tra la CDR e lUSD, che rifiutò i termini di numerose leggi. Nel marzo 1998 le dimissioni di Ciorbea portarono alla nascita di un nuovo governo presieduto da Radu Vasile che, però, resistette solamente fino al dicembre 1999. Il suo successore fu lindipendente Mugur Isărescu. Il PNL ottenne la guida di tre ministeri tanto nel governo Vasile quanto nel governo Isărescu. Nel 2000, al momento dellinsediamento del governo Isărescu, Mircea Ionescu-Quintus ottenne la presidenza del senato, sostituendo Petre Roman, nominato ministro.

                                     

1.9. Storia Rafforzamento del PNL

Malgrado le difficoltà del governo, negli anni successivi il PNL mise in atto una strategia di unione del fronte liberale, che consentì una notevole crescita e la conseguente stabilizzazione del partito nello scenario politico romeno. Pochi mesi dopo le elezioni del 1996, nellaprile 1997 il PNL assorbì un piccolo gruppo fuoriuscito dal PNL-CD costituitosi intorno alla figura del senatore Alexandru Popovici e un mese più tardi, tra il 16 e il 17 maggio 1997, celebrò un nuovo congresso che confermò la presidenza di Ionescu-Quintus unico candidato alla funzione ed approvò delle modifiche allo statuto che reintrodussero la figura del primo vicepresidente, ruolo assegnato al ministro della giustizia Valeriu Stoica.

Nel 1997, inoltre, il partito conseguì laffiliazione al Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori ELDR.

Nel 1998 furono organizzati due distinti congressi, che ratificarono lassorbimento di due importanti forze del panorama politico liberale. Il 28 marzo 1998 fu celebrata la fusione con il Partito Alleanza Civica PAC di Nicolae Mănolescu, nominato presidente del consiglio nazionale del PNL, mentre il 7 settembre fu la volta del Partito Liberale formazione che raggruppava ciò che rimaneva di PL93 e PNL-CD, condotto da Dinu Patriciu, personaggio con cui a partire dalla scissione del PNL-AT del 1990 il PNL aveva avuto diversi conflitti.

Nel marzo 1999 il PNL ottenne lo status di membro dellInternazionale Liberale e nello stesso anno lanciò il "manifesto liberale".

                                     

1.10. Storia Rottura della CDR ed elezioni del 2000

Visto il declino della Convenzione Democratica Romena e la scarsa incisività del governo sostenuto dalla coalizione, in seguito a lunghe trattative con il PNȚCD sulla modifica dello statuto della CDR e sulle condizioni di partecipazione alle future elezioni, il PNL prese la decisione di abbandonare lalleanza, segnando de facto il disfacimento della coalizione. Il PNL prese parte individualmente alle amministrative del giugno 2000, ottenendo 251 sindaci 8.5%, 160 consiglieri di distretto 9.31% e 3.978 consiglieri locali 10.02%, numeri superiori rispetto a quelli conseguiti dalla CDR.

La dirigenza, quindi, preparò il terreno per le elezioni generali dellautunno. In estate il partito dellAlleanza per la Romania ApR, formazione scissasi dal PDSR di Iliescu, cercò unintesa con il PNL per la nascita di una coalizione di centro-destra a sostegno di un unico nome per la presidenza della repubblica. I termini posti da ApR, che proponeva il proprio leader Teodor Meleșcanu come candidato, tuttavia, non convisero il PNL, che preferì convergere su un candidato interno e rifiutò lalleanza. Parimenti non fu possibile trovare alcun accordo con il PNȚCD, che ricostituì la CDR insieme ad altre forze minori. Il congresso straordinario dellagosto 2000 stabilì la candidatura alla presidenza della repubblica di Theodor Stolojan e assegnò a Valeriu Stoica il compito di coordinarne la campagna elettorale.

Il fronte di centro-destra si presentò frammentato, elemento che condusse alla ripresa del PDSR e allapparizione del fenomeno ultranazionalista del Partito Grande Romania PRM. Al primo turno delle presidenziali Stolojan conseguì quasi il 12%, arrivando al terzo posto, senza la possibilità di partecipare al ballottaggio che coinvolse Ion Iliescu PDSR e Corneliu Vadim Tudor PRM. Il timore della vittoria degli estremisti mise in allarme le forze del centro-destra moderato, tra le quali il PNL, che al ballottaggio del 10 dicembre 2000 sostenne apertamente il candidato socialdemocratico. Grazie al sostegno trasversale di diverse forze politiche Iliescu riuscì a riconquistare la presidenza della repubblica.

Alle elezioni parlamentari il PNL ottenne circa il 7%, che assicurò 30 deputati e 13 senatori. Il primo ministro designato, il socialdemocratico Adrian Năstase, che non godeva della maggioranza assoluta per ottenere linvestitura e garantire la sopravvivenza del governo, fu costretto a richiedere lappoggio parlamentare di Partito Nazionale Liberale e Unione Democratica Magiara di Romania. Sulla base di interessi comuni, quali lo sviluppo economico della Romania, lintegrazione euro-atlantica del paese e una riforma costituzionale che chiarisse i compiti delle due camere, il 27 dicembre fu firmato un protocollo di intesa tra il partito di governo le altre due formazioni. Le politiche portate avanti da Năstase, tuttavia, non convinsero il PNL, che il 18 aprile 2001 decise di stracciare laccordo e passare pienamente allopposizione.



                                     

1.11. Storia La presidenza Stoica

Il primo congresso successivo alle elezioni si tenne il 17 febbraio 2001. In tale occasione, alletà di 83 anni, Mircea Ionescu-Quintus annunciò il proprio ritiro dalla guida del partito. Per sostituirlo proposero la propria candidatura Călin Popescu-Tăriceanu, Crin Antonescu e Valeriu Stoica, con questultimo che uscì vincitore. Stoica annunciò tra le priorità del partito quella di mettere pressione al governo per la realizzazione della riforma costituzionale, ritenuto un punto imprescindibile per laccesso della Romania allUnione Europea. Tra le altre nomine, Stolojan ricevette quella a presidente del consiglio nazionale, mentre per Ionescu-Quintus fu appositamente creato il titolo di presidente onorario, che mantenne fino alla morte, avvenuta nel 2017. Il congresso, inoltre, introdusse un modifica allo statuto che garantiva diritto di veto sulle liste elettorali alle filiali locali del partito.

Il 19 gennaio 2002 fu organizzato un nuovo congresso straordinario, che ratificò lassorbimento di ApR, partito reduce dalla disfatta elettorale del 2000 e in cerca di un orientamento ideologico affine al centro-destra liberale. In seguito alla fusione, i leader di ApR Teodor Meleșcanu e Viorel Cataramă vennero nominati rispettivamente primo vicepresidente e vicepresidente del PNL.

Nonostante lampliamento del PNL, unopposizione ritenuta poco incisiva e il calo di popolarità del partito nei sondaggi, spinsero diversi membri, tra i quali Dinu Patriciu, Ludovic Orban e Dinu Zamfirescu, a criticare duramente la dirigenza. Per risolvere la crisi interna, l11 luglio 2002 Stoica annunciò la sua rinuncia alla presidenza e lindizione di un congresso staordinario per il mese successivo.

                                     

1.12. Storia La presidenza Stolojan

Sostenuto apertamente da Stoica, che invitò direttamente i delegati del PNL accorsi a Bucarest a votare per lui, Theodor Stolojan fu il vincitore del congresso del 24-25 agosto 2002, sconfiggendo con un ampio scarto 944 contro 193 voti lavversario Ludovic Orban, che rappresentava unala facente capo a Dinu Patriciu, che era interessato ad un cambio più profondo delle politiche del partito. Il congresso adottò un nuovo statuto e un nuovo programma politico, che poneva laccento sulla coesione del PNL e sulla sua efficienza. Lobiettivo di Stolojan, infatti, era quello di rendere il partito "unalternativa di destra credibile rispetto alla sinistra socialdemocratica".

Intenzionato a rafforzare il ruolo del centro-destra, Stolojan favorì lavvicinamento al Partito Democratico di Traian Băsescu, con cui il PNL condivideva lopposizione al governo del Partito Social Democratico PSD di Adrian Năstase. Il 6 e l11 febbraio 2003 i gruppi parlamentari dei due partiti alla camera e al senato firmarono dei protocolli di collaborazione, mentre furono avviati dei negoziati per la creazione di unalleanza elettorale per il 2004.

Nello stesso periodo il partito continuò ad integrare altri gruppi politici e a rafforzare i rapporti con il Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori, che premeva per lallargamento dellUnione Europea e per la creazione di partenariati con i paesi dellEuropa dellest. A tal riguardo nel 2003 Călin Popescu Tăriceanu fu eletto vicepresidente dellELDR. Il 18 aprile 2003 fu celebrata la fusione con lUnione delle Forze di Destra Uniunea Forțelor de Dreapta, UFD, mentre il 27 settembre 2003 rientrò nel PNL persino lala di Radu Câmpeanu, il PNL-C, evento che segnò la ricomposizione in un unico partito di tutte le correnti scissioniste del PNL sorte negli anni novanta. In tale occasione Câmpeanu ottenne il titolo di presidente fondatore del PNL. Un ulteriore successo del congresso del 27 settembre fu la firma dellaccordo sulla nascita dellalleanza tra PNL e PD, che prese il nome di Alleanza Giustizia e Verità Alianța Dreptate și Adevăr, D. A. Nella stessa giornata le due formazioni politiche celebrarono un congresso congiunto e presentarono il proprio programma politico, che si rivolgeva "ai rumeni scontenti e delusi della corruzione della Romania" e che tra i punti del proprio programma prevedeva il consolidamento dello stato di diritto, il rispetto della proprietà privata, la realizzazione di uneconomia di mercato funzionale, lo stimolo allintegrazione europea ed euratlantica.

Il primo test elettorale per D. A. furono le elezioni amministrative dellestate del 2004, che segnarono un sostanziale pareggio tra la coalizione di centro-destra e il PSD, con entrambi gli schieramenti che arrivarono su percentuali intorno al 30%. Il PNL presentò candidature congiunte con il PD solamente nelle circoscrizioni di Bucarest e Cluj. Il PSD in ogni caso ottenne la maggioranza dei sindaci, mentre a Bucarest il rappresentante di Giustizia e Verità Traian Băsescu ottenne la riconferma. Al PNL andarono 443 sindaci tra i quali tre dei sei settori di Bucarest, 281 consiglieri di distretto, 7.037 consiglieri locali e la presidenza di sei distretti, tra i quali quelli di Brașov Aristotel Căncescu e Cluj Marius Nicoara.

                                     

1.13. Storia Elezioni del 2004

Nel pieno della campagna elettorale per le elezioni generali, il 2 ottobre 2004 Theodor Stolojan, leader proposto dalla coalizione alla presidenza della repubblica, annunciò il proprio ritiro dalla corsa elettorale e dalla guida del PNL, giustificando la scelta con gravi problemi di salute. Mentre da una parte lasciò il teste a Traian Băsescu, che divenne il nuovo candidato di D. A. alla presidenza del paese, il PNL indicò Călin Popescu Tăriceanu come presidente ad interim del partito.

Il voto per le legislative del 28 novembre 2004 vide un lieve vantaggio per il PSD rispetto a D. A., senza la possibilità per nessuna delle due forze di costruire una maggioranza, mentre il primo turno per le presidenziali confermò la superiorità di Năstase sul candidato del centro-destra Traian Băsescu 41% contro 34%. Al ballottaggio del 12 dicembre, tuttavia, il rappresentante di D. A. riuscì a sorpresa a ribaltare i sondaggi e ad ottenere il 51.23% delle preferenze. La stampa internazionale interpretò la vittoria come un segnale della volontà della Romania urbana e liberale di appoggiare il programma europeista proposto dal nuovo presidente, che prometteva di riformare il sistema giudiziario e liberare le istituzioni delle interferenze politiche dellera di governo del centro-sinistra. La vittoria di Băsescu aprì le porte anche per la costituzione del nuovo governo. In dicembre il Partito Umanista Rumeno PUR abbandonò lalleanza con il PSD e siglò un patto con D. A. e UDMR per la creazione di un nuovo esecutivo di centro-destra con a capo Călin Popescu Tăriceanu. Il 29 dicembre nacque il governo Tăriceanu I.

Ottenuta la guida del governo, il 4 febbraio 2005 fu celebrato il congresso del PNL che confermò la presidenza di Tăriceanu 1.110 a favore, 161 contrari, unico candidato alla funzione, che presentò ai delegati del partito la mozione "I liberali per la Romania" Liberalii pentru România. Su sprone del Partito Democratico, inoltre, iniziò in seno al partito un dibattito interno sulla necessità di una fusione tra PNL e PD per la nascita di un unico ampio fronte riformista di centro-destra. Le alte sfere del partito liberale, tuttavia, poco entusiaste a causa dei timori di veder sparire lidentità del PNL e di lasciare lELDR, rimandarono la questione.

Sebbene in apertura di legislatura la presidenza di entrambe le camere fosse andata a rappresentanti dellopposizione, nel marzo del 2006, eletto grazie ai voti della maggioranza, lex ministro per i rapporti con il parlamento Bogdan Olteanu garantì al PNL la presidenza della camera dei deputati.

                                     

1.14. Storia Il governo Tăriceanu

Lamministrazione Tăriceanu, seppur scossa da diversi scandali che colpirono i suoi ministri, dal ritiro del sostegno della maggioranza parlamentare e da continui contrasti con la presidenza della repubblica, riuscì a completare lintero mandato fino al 2008. Il primo ministro attuò immediatamente delle forme di rilassamento fiscale, tra le quali lintroduzione della flat tax al 16%, la riduzione dei contributi sociali per i redditi da lavoro e la semplificazione di una parte della legislazione fiscale, che favorì la crescita degli investimenti esteri. Il governo conseguì discreti successi anche nella privatizzazione delle aziende di stato. Il 1º gennaio 2007 la Romania, inoltre, entrò a far parte dellUnione Europea, grazie agli accordi formalizzati dal precedente governo, con ricadute positive sulleconomia.

Nel corso dei quattro anni di mandato PIL registrò costantemente una crescita compresa tra il 4.2% e l8.5%. Con il supporto parlamentare del PSD, dal 2007 fu realizzata la maggiorazione delle pensioni e dei salari dei dipendenti pubblici, oltre al varo di grandi piani di assunzione, che portarono il numero dei dipendenti pubblici a 1.4 milioni di persone. Tali misure, tuttavia, furono realizzate in una situazione di deficit pubblico, che peggiorò le condizioni economiche a lungo termine, specialmente dopo larrivo della crisi che colpì tutta lEuropa.

                                     

1.15. Storia Scissione del Partito Liberale Democratico

Le tensioni interne al partito tra la fazione favorevole alla fusione con il PD e quella contraria esplosero nellottobre 2006, quando fu ratificata lespulsione di unala costituitasi intorno a Theodor Stolojan e Valeriu Stoica, accusati di non aver rispettato le decisioni prese dalla dirigenza. Questi formarono un gruppo definito "piattaforma liberale" Platforma liberală, che reclamava la necessità di strappare il PNL dalle mani di Tăriceanu e Dinu Patriciu e abbracciare lidea dellunificazione con il partito di Băsescu, abbandonare laffiliazione con lELDR ed iscriversi al Partito Popolare Europeo PPE. In segno di protesta verso lespulsione dei colleghi, nel mese di novembre il senatore Gheorghe Flutur rassegnò le proprie dimissioni da vicepresidente e fu autore di un documento per lappello allunità del partito. La richiesta, tuttavia, rimase inascoltata e nel mese di dicembre i fondatori della piattaforma presentarono un nuovo partito politico con a capo Stolojan, il Partito Liberale Democratico, cui aderirono anche altri membri della dirigenza del PNL.

Il gesto fu criticato da Tăriceanu, che accusò Stolojan e Stoica di aver cercato di rompere i meccanismi di democrazia interna del PNL, provando ad imporre una "dittatura della minoranza". Malgrado la perdita di diversi elementi, nel corso del congresso straordinario del 12-13 gennaio 2007, ad ogni modo, Tăriceanu ricevette la riconferma del proprio incarico nel PNL con i voti di 1.194 dei 1.305 delegati del partito.

                                     

1.16. Storia La rottura con il Partito Democratico e il governo Tăriceanu II

Subito dopo la formazione del governo, nel gennaio 2005, Băsescu definì "immorale" la partecipazione del PUR allesecutivo, caldeggiando per elezioni anticipate e prevedendo la possibilità di chiedere le dimissioni di Tăriceanu per conquistare uneventuale più stabile maggioranza parlamentare. Da quel momento le relazioni tra il presidente della repubblica e il primo ministro, intenzionato a rimanere in funzione, furono da marcate da frequenti e crescenti nervosismi su ogni aspetto della vita politica. Questi portarono, nellaprile 2007, al ritiro del Partito Democratico dalla coalizione di governo e allo scioglimento dellalleanza D.A. Tăriceanu, che accusò Băsescu di essere stato lunico responsabile delle tensioni interne alla maggioranza, quindi, formò un instabile governo minoritario con lUDMR.

Le accuse reciproche tra Tăriceanu e Băsescu di perseguire interessi personali, ebbero il proprio apice nellorchestrazione di una procedura di impeachment mirata a sospendere il presidente dalle sue funzioni. Nellaprile 2007, infatti, PNL, PSD e PC ridenominazione del PUR votarono a favore dellorganizzazione di un referendum per procedere con la messa in stato di accusa del presidente, ritenuto reo di avere commesso reati contro la costituzione. Il 19 maggio 2007 la popolazione si espresse a favore del presidente, che rientrò nelle proprie funzioni dopo una breve sospensione.

Per la propria sopravvivenza, il governo Tăriceanu II fu costretto a contare sul discontinuo appoggio esterno del PSD. Il leader socialdemocratico Mircea Geoană, infatti, si mostrò disponibile a fornire il proprio sostegno esterno in base alla condotta del governo, riservandosi di valutare singolarmente ogni provvedimento. Dallaprile 2007 al dicembre 2008 il governo composto da PNL e UDMR riuscì a sopravvivere in netta minoranza grazie al sostegno non dichiarato di diverse frange del PSD, interessate a rafforzare i rapporti con i liberali al fine di ottenere concessioni politiche pur stando allopposizione come, ad esempio, il progetto riguardante i trattamenti pensionistici. Lintera parte finale di mandato fu caratterizzata da lotte istituzionali con il presidente della repubblica, da continue revoche e dimissioni di ministri, da numerose mozioni di sfiducia e manovre parlamentari proposte dal governo e sostenute dai membri dellopposizione, che fecero gridare il PD allo scandalo.

                                     

1.17. Storia Elezioni del 2007 e del 2008

Sei mesi dopo il referendum sulla destituzione del presidente, nel novembre 2007, si celebrarono le prime elezioni per il parlamento europeo nella storia della Romania. Queste furono combattute tra il PD e il PSD, mentre il PNL passò in secondo piano, ottenendo solamente il 13.5% e sei seggi; gli eurodeputati eletti col PNL si iscrissero poi al Gruppo dellAlleanza dei Democratici e dei Liberali per lEuropa. Laltro gruppo liberale, Il PLD di Stolojan, conseguì l8% e nel mese di dicembre si fuse con il Partito Democratico, dando vita al Partito Democratico-Liberale PD-L.

Per sovvertire il trend, che vedeva il PNL come terza forza politica del paese, nel corso del congresso del 18 aprile 2008 i 400 delegati del partito approvarono lassorbimento di Azione Popolare PAP, formazione di centro-destra fondata e guidata dallex presidente della repubblica Emil Constantinescu, di cui facevano parte anche diversi ex membri del PNL, tra i quali Sorin Botez. Numerosi membri di PAP, quindi, furono cooptati nelle strutture dirigenziali del PNL.

Anche alle successive tornate elettorali, nelle quali il PNL concorse al di fuori di alleanze con i due partiti maggiori, tuttavia, il gruppo di Tăriceanu si confermò come terza forza. Alle amministrative dellestate 2008 ottenne 5 presidenti di distretto 12%, 706 sindaci, 297 consiglieri di distretto 18.64% e 8.529 consiglieri locali. A Bucarest, il candidato del PNL Ludovic Orban ottenne il 12%.

Il partito, quindi, preparò il terreno per le elezioni parlamentari dellautunno 2008. In settembre i liberali trovarono unintesa con lex ministro Petre Roman, leader del piccolo partito Forza Democratica di Romania, che si candidò sulle liste del PNL. In tale fase gli obiettivi dichiarati del premier Tăriceanu, che puntava a trasformare la Romania nella settima forza economica dEuropa, furono quelli del consolidamento dello stato di diritto, della modernizzazione del paese, della realizzazione di una riforma costituzionale che favorisse la rappresentazione e la partecipazione dei cittadini, della preparazione del sistema economico e della società allingresso nellarea euro, della riforma del sistema educativo, del decentramento e della definizione dellidentità nazionale in rapporto a quella europea.

I risultati delle elezioni del 30 novembre videro un sostanziale pareggio tra le due forze più votate, il PD-L e il PSD, mentre il PNL fu il terzo partito, con il 19% 65 deputati e 28 senatori. Vista limpossibilità di formare individualmente una maggioranza, il PD-L, che aveva ottenuto un risicato vantaggio, si vide costretto ad intavolare le trattative per la formazione di unampia coalizione di governo con altre forze politiche. Tăriceanu rifiutò ogni forma di compromesso sul programma del partito, bloccando a priori qualunque dialogo tanto con il Partito Democratico Liberale, quanto con i socialdemocratici. Nacque, perciò, un governo con a capo Emil Boc, che godette del sostegno di PD-L e PSD, la cui alleanza fu aspramente criticata dal PNL, che si configurava come il maggior partito di opposizione.

                                     

1.18. Storia Elezioni del 2009

Quattro mesi dopo le elezioni, il 20 marzo 2009, si tenne un congresso straordinario per la nomina del presidente del partito, posizione cui presentarono la propria candidatura Tăriceanu e il senatore Crin Antonescu, considerato da alcuni membri più anziani, come Andrei Chiliman, un personaggio pericolosamente vicino al PSD. Il risultato della votazione premiò Antonescu 873 voti contro 546, che succedette allavversario e diede il via ad un processo di reorientamento del partito.

Nel giugno 2009 il PNL rimase su percentuali intorno al 15% alle elezioni europee, conquistando 5 eurodeputati e confermandosi ancora una volta alle spalle di PD-L e PSD.

Nellottobre 2009 la rottura della maggioranza ebbe leffetto di rafforzare lopposizione, cui si aggiunse anche il PSD. Il 13 ottobre il governo Boc I cadde su una mozione di sfiducia votata da PSD, PNL e UDMR, che premevano per la formazione di un governo tecnico provvisorio presieduto da Klaus Iohannis, allora indipendente sindaco di Sibiu. Il paese, tuttavia, rimase senza un governo fino allelezione del nuovo presidente della repubblica.

Al primo turno delle elezioni presidenziali del 22 novembre 2009, Antonescu conseguì il 20% delle preferenze, giungendo terzo dietro ai rappresentanti di PD-L Băsescu e PSD Geoană, che si qualificarono per il ballottaggio. Nei giorni successivi al voto del 22 novembre, i socialdemocratici provarono a rafforzare lendorsement al proprio candidato, stringendo un accordo con il PNL, cui sarebbe stata garantita la funzione di primo ministro verosimilmente per Klaus Iohannis in caso di vittoria di Mircea Geoană al ballottaggio. Il 1º dicembre Geoană, Crin Antonescu, Klaus Iohannis e il sindaco di Timișoara Gheorghe Ciuhandu PNȚCD firmarono il Partenariato per Timișoara, documento che sancì il riconoscimento del sostegno al presidente del PSD anche da parte della formazione politica guidata dal primo cittadino di Timișoara. Nonostante il sostegno di più partiti al candidato del PSD, Băsescu riuscì a vincere il confronto, con il 50.34%. La vittoria di Băsescu ebbe effetti immediati anche sulla formazione del governo. Il 17 dicembre il presidente designò nuovamente Emil Boc che, vista la nuova situazione politica nata allindomani del voto presidenziale, riuscì a costruire una nuova maggioranza in alleanza con lUDMR e con lappoggio di una parte di parlamentari indipendenti.

Nonostante la sconfitta alle presidenziali, Antonescu ottenne il miglior risultato della storia del PNL in termini di preferenze fino a quel momento e fu rieletto presidente del partito nel corso del congresso del 5-7 marzo 2010, superando il concorrente Ludovic Orban, allora primo vicepresidente 986 voti contro 357. Antonescu presentò la mozione "Tramite noi stessi, adesso" Prin noi înșine, acum, nella quale rivendicava il ruolo del PNL come unico partito autentico di destra, rappresentante tanto del liberalismo quanto delle correnti conservatrici e cristianodemocratiche. Il congresso convalidò le modifiche allo statuto proposte dal presidente riguardanti lelezione in blocco dei membri dellUfficio politico centrale su una lista proposta dal presidente e leliminazione della figura del primo vicepresidente 1098 sì contro 258 no.

                                     

1.19. Storia Fondazione dellUnione Social-Liberale

Le iniziative comuni contro il PD-L le politiche del presidente della repubblica portarono alla nascita di una serie di alleanze tra i gruppi di opposizione. Il 10 gennaio 2011 il PNL e il Partito Conservatore di Daniel Constantin siglarono un protocollo di collaborazione per la creazione dellAlleanza di Centro-Destra Alianța de Centru-Dreapta, ACD che, sulla base di compatibilità ideologiche e programmatiche tra i due gruppi, prevedeva la realizzazione di alcune misure in materia fiscale. I contraenti di ACD avrebbero dovuto partecipare alle elezioni del 2012 e 2016 su liste comuni e avrebbero dovuto formare gruppi parlamentari unici alle due camere. In seno alla delegazione permanente del PNL solamente tre elementi votarono contro: Tăriceanu, il vicepresidente Ludovic Orban e il deputato Adriana Săftoiu.

Nel mese di febbraio 2011 lACD, malgrado i dubbi di alcune personalità del partito sulla convenienza di unalleanza tra i socialdemocratici e il centro-destra vi si oppose Ludovic Orban, finalizzò un accordo con il PSD di Victor Ponta, dal quale nacque lUnione Social-Liberale USL, il cui obiettivo principale era quello di riunire gli sforzi dellopposizione e di allontanare Băsescu dalla sua posizione tramite una procedura di impeachment parlamentare in modo da ribaltare anche il governo guidato dal PD-L. Nonostante leterogeneità ideologica, lUSL condusse una durissima opposizione al governo, con il passare dei mesi sempre più svantaggiato nei sondaggi a causa di una complicata politica di austerity imposta al paese per far fronte alla crisi economica globale esplosa nel 2011.

Il 7 aprile 2012 il congresso straordinario del PNL approvò le risoluzioni riguardanti la collaborazione del PNL con le altre forze dellUSL in occasione delle elezioni amministrative e parlamentari in programma in estate ed autunno dello stesso anno. Contestualmente fu apportata una modifica allo statuto per permettere a Sorin Frunzăverde, elemento di spicco fuoriuscito dal PD-L e iscrittosi al PNL, di rivestire la carica di vicepresidente. Nella stessa giornata si tenne anche il congresso congiunto dellUSL, che confermò la partecipazione dellalleanza alle elezioni.

                                     

1.20. Storia Elezioni del 2012 e governi con il PSD

Le proteste che si protrassero in Romania nei primi mesi del 2012 furono il segnale dellincapacità del governo di dare risposte alla crisi, situazione cavalcata dallUSL che, appoggiando gli scioperi, guadagnò ampio consenso elettorale. Pressato dallopinione pubblica, Băsescu fu costretto ad assegnare lincarico di primo ministro a Victor Ponta, che il 1º maggio 2012 diede vita al governo Ponta I, in cui il PNL ottenne otto ministeri.

Il 10 giugno si svolse il voto per la scelta dei presidenti di consiglio di distretto, dei consiglieri delle amministrazioni locali e dei sindaci. La tornata elettorale segnò un indiscutibile successo per lUSL e una sconfitta per lo stile politico del presidente della repubblica Băsescu. LUSL ottenne la presidenza di 36 consigli di distretto su 41, il 54% dei consiglieri di distretto il PD-L rimase al 16%, il 42% dei sindaci contro il 16% del PD-L e il 33% dei consiglieri municipali contro il 16% del PD-L. A Bucarest Sorin Oprescu, indipendente vicino al PSD ma ufficialmente sostenuto dallUSL, ottenne il 55% dei voti disponibili. Il suo maggior oppositore, il candidato del PD-L Silviu Prigoană non andò oltre il 17%. Subito dopo le elezioni amministrative anche lUnione Nazionale per il Progresso della Romania UNPR di Gabriel Oprea si unì allUSL.

Lestate 2012 fu segnata da un costante clima di conflitto tra primo ministro e presidente della repubblica. I continui scontri tra i contendenti su ogni aspetto della vita pubblica, tra i quali laccusa mossa al premier di aver plagiato la sua tesi di dottorato, alla fine spinsero lUSL ad avviare una procedura di destituzione dei presidenti delle due camere in area PD-L. Antonescu venne nominato al senato, mentre Valeriu Zgonea PSD a capo della camera dei deputati. Il 5 luglio fu presentato il documento per limpeachment di Băsescu che, temporaneamente sospeso, rientrò in funzione solamente dopo la celebrazione del referendum popolare del 29 luglio che, ritenuto nullo per il mancato raggiungimento del quorum, fu successivamente fonte di ulteriori contestazioni dellUSL alla corte costituzionale.

LUSL si presentò da assoluta favorita alle elezioni parlamentari del 9 dicembre 2012, conquistando ben 2/3 dei seggi in parlamento con il 59% dei voti, mentre la coalizione cristiano-democratica costruita intorno al PD-L Alleanza Romania Giusta ottenne il 16% e si dissolse dopo le elezioni. Il 21 dicembre 2012 nacque il governo Ponta II.

Dopo le elezioni, tra il 22 e il 23 febbraio 2013, il PNL celebrò un nuovo congresso straordinario, che confermò la presidenza di Antonescu e approvò la modifica di alcuni articoli dello statuto, che portarono alla reintroduzione del primo vicepresidente fu nominato Klaus Iohannis e allincremento del numero dei vicepresidenti divennero 31.

                                     

1.21. Storia Fine dellalleanza con il PSD

Le due maggiori forze di governo condivisero le priorità dello stimolo alla crescita del settore privato e quella di riportare il livello dei salari dei dipendenti pubblici a come erano prima della crisi, dopo che questi avevano subito pesanti tagli a causa delle riforme operate dal PD-L. Qualche contrasto, tuttavia, si verificò sul piano delle nomine alle presidenze degli enti di stato e della giustizia, quando nellaprile 2013 Ponta indicò a capo della Direzione nazionale anticorruzione della Romania Laura Codruța Kövesi, malgrado le obiezioni del PNL, che la considerava un alleato di Băsescu. Diversi osservatori, tuttavia, con i mesi notarono la marginalizzazione del PNL in seno al governo.

Nella parte iniziale del 2014, forti divergenze ideologiche e scelte politiche legate alle nomine di nuovi ministri in area PNL fecero crescere la tensione tra i due maggiori alleati dellUSL. L11 febbraio i rappresentanti del PNL si incontrarono con il primo ministro proponendo una modifica alla squadra di governo, che prevedeva la nomina di Klaus Iohannis con il doppio ruolo di vice primo ministro e ministro degli interni. Visto il rifiuto di Ponta, i leader del PNL Iohannis e Antonescu confermarono pubblicamente lesistenza di una crisi di governo, acuita dalla nascita di una coalizione alternativa allUSL. Il 10 febbraio, in vista delle elezioni per il parlamento europeo del maggio 2014, infatti, il PSD aveva stretto con Unione Nazionale per il Progresso della Romania e Partito Conservatore un protocollo di intesa elettorale chiamato Unione Social Democratica USD, che fece infuriare i vertici del PNL. Ponta e Antonescu si accusarono reciprocamente di voler rompere la coalizione USL. Antonescu invocò le dimissioni del primo ministro nel caso in cui si fosse giunti ad una rottura, poiché doveva il suo mandato allUSL, mentre Ponta accusò il segretario del PNL di preparare il terreno per una sua personale candidatura alle elezioni presidenziali in Romania del 2014 in programma nel mese di novembre. Senza approdare ad alcuna soluzione, il 25 febbraio 2014 Antonescu annunciò il ritiro del PNL dal governo e la fine dellalleanza con il PSD.

Il PNL passò allopposizione, mentre Antonescu, in polemica con la decisione di Ponta di non rimettere il mandato nelle mani del presidente, criticò pesantemente il premier e annunciò le proprie dimissioni da presidente del senato proprio durante la seduta congiunta delle camere in occasione del voto di investitura del nuovo governo formato dal PSD con PC, UNPR e UDMR. Nel periodo allopposizione il PNL presentò due mozioni di sfiducia contro Ponta: 13 maggio e 12 settembre 2014, ma nessuna delle due ebbe risultati.

Come conseguenza dellacuirsi dei malumori tra i due, il 27 febbraio 2014, in aperta rottura con il leader del PNL per la decisione di lasciare la maggioranza, Călin Popescu Tăriceanu decise di abbandonare il partito insieme ad altri dissidenti tra i quali 24 deputati e 6 senatori e presentare la nascita di una nuova formazione politica di ispirazione liberale, il Partito Liberale Riformatore PLR, che vide ufficialmente la luce in luglio.

                                     

1.22. Storia Elezioni europee del 2014

Nel 2014, a pochi giorni dal voto per il rinnovo del parlamento europeo, i liberali assorbirono la piccola formazione del Partito Popolare. Il 25 maggio si svolsero le elezioni europee, che consacrarono il confronto tra il PNL e la coalizione condotta dal PSD. Il voto, tuttavia, premiò i socialdemocratici, che raggiunsero il 37%, mentre il PNL si fermò al 15%, con un sottilissimo vantaggio rispetto al PD-L.

In seguito alle elezioni Antonescu annunciò la decisione del PNL di abbandonare lALDE e di avviare le procedure per liscrizione al Partito Popolare Europeo PPE, ritenuto dal leader liberale il gruppo più affine al pensiero di centro-destra rappresentato dal PNL. Tra le altre motivazioni aggiunse quella di assicurare un appoggio più forte per contrastare il predominio del Partito del Socialismo Europeo in seno al parlamento di Bruxelles. Su indicazione della dirigenza del partito, i sei eletti aderirono al gruppo del Partito Popolare Europeo, mentre la richiesta di ammissione del PNL al PPE fu ufficialmente accettata in settembre. Nei mesi successivi, tuttavia, le due eurodeputate Norica Nicolai e Renate Weber, presero indipendentemente la decisione di tornare nellALDE, avanzando motivazioni di coerenza ideologica, poiché alle elezioni erano state candidate come esponenti dellALDE.

Il trionfo del PSD alle europee, contestualmente, spinse Antonescu a rivedere gli effetti della propria leadership nel partito. Preso atto della pesante sconfitta e di un numero di preferenze ben inferiore rispetto a quello prospettato 20%, annunciò le proprie dimissioni dalla dirigenza del PNL, mentre Klaus Iohannis, presidente ad interim dal 2 giugno, indisse un congresso straordinario. I risultati delle europee ebbero leffetto di avvicinare PNL e PD-L, che insieme avevano ottenuto il 27%, meno del solo PSD. Furono avviati, infatti, una serie di incontri ufficiali con i leader del PD-L, privo dellinfluenza politica di Băsescu dal congresso del partito 2013 che aveva eletto presidente Vasile Blaga, per la creazione di un grande fronte anti-PSD e per il supporto ad un unico candidato alla presidenza della repubblica.

                                     

1.23. Storia Patto con il Partito Democratico-Liberale

Il congresso del 27-28 giugno vide opporsi per il ruolo di presidente Klaus Iohannis e il senatore Ioan Ghișe. Il primo vinse con una maggioranza schiacciante 1.334 voti a 144 e nel suo discorso di insediamento annunciò che lobiettivo del partito sarebbe stato quello di vincere le elezioni presidenziali del 2014 e quelle parlamentari del 2016. Il congresso elesse i 31 vicepresidenti, approvò la richiesta di adesione al PPE e votò favorevolmente la proposta di fusione con il Partito Democratico-Liberale vi furono solamente 6 voti contrari e 4 astenuti, frutto dellevoluzione dei negoziati tra le due forze.

Un ulteriore congresso straordinario, il 26 luglio, diede vita allAlleanza Cristiano Liberale Alianța Creștin Liberală, ACL, coalizione tra PNL e PD-L a supporto di un candidato comune a presidente della repubblica per le elezioni in programma a novembre. Il successo fondamentale del congresso di luglio fu laccordo di fusione tra i due partiti che, non potendosi realizzare sul momento a causa delle imminenti elezioni, sarebbe stato formalizzato a partire dal 2015. Il protocollo di fusione prevedeva ladozione del nome storico del PNL, di un nuovo simbolo e dellinno "Verde di rugiada" Verde înrourat.

Al riguardo dellalleanza Vasile Blaga dichiarò "oggi abbiamo firmato insieme il certificato di nascita del più grande partito di centro-destra", mentre Iohannis affermò "La fusione con il Partito Democratico Liberale non deve essere vista come una diluizione dellidentità liberale, bensì, al contrario, come un rafforzamento".

L11 agosto 2014 la riunione dei gruppi dirigenti dei due partiti nominò ufficialmente Klaus Iohannis come candidato alla presidenza per lACL. Il leader del PNL fu preferito al primo vicepresidente del PD-L Cătălin Predoiu, che concorreva per la stessa funzione.

                                     

1.24. Storia Elezioni presidenziali del 2014

Il 12 settembre 2014 il congresso del PSD presentò la candidatura alle presidenziali di Victor Ponta, che godeva del sostegno anche degli alleati dellUNPR e del PC.

Visto il vantaggio nei sondaggi, Ponta si presentò alle elezioni presidenziali del novembre 2014 con tutte le probabilità di uscirne vincitore. Al primo turno confermò tale distacco, ottenendo il 40% contro il 30% di Iohannis, con ben un milione di voti di differenza. Le operazioni di voto, tuttavia, furono caratterizzate da enormi difficoltà di organizzazione presso i seggi elettorali ubicati allestero, dove Iohannis era favorito, elemento che costrinse alle dimissioni il ministro degli esteri Titus Corlățean e mise in imbarazzo il candidato del PSD.

Il ballottaggio del 16 novembre segnò linaspettato successo di Iohannis, che ottenne il 54.5% dei voti contro il 45.5% di Ponta. Il neopresidente dichiarò di voler rafforzare il ruolo della Romania, combattere la corruzione, consolidare lo stato di diritto e stringere forti legami con lEuropa e loccidente.

Iohannis trionfò nelle circoscrizioni estere in cui il numero totale degli elettori era stimato intorno ai 4 milioni e nelle aree della Transilvania ad elevato popolamento di cittadini di etnia ungherese, elemento che spinse lUDMR ad uscire dalla maggioranza e costringere il PSD alla formazione di un nuovo governo senza i regionalisti. Già in avvio di mandato Iohannis non perse occasione di invocare le dimissioni del premier socialdemocratico, implicato in numerosi scandali giudiziari che coinvolgevano la sua persona o i membri del governo.

A livello di partito Iohannis, eletto presidente della repubblica e quindi costituzionalmente impossibilitato a rivestire la incarichi politici, lasciò il ruolo di presidente del PNL.

                                     

1.25. Storia Sostegno al governo Cioloș

Il protocollo di fusione prevedeva lesistenza di due copresidenti, uno proveniente dal vecchio PD-L e uno dal PNL. Mentre Vasile Blaga rappresentò lala del PD-L, il 18 dicembre lufficio politico nazionale del PNL elesse come proprio rappresentante Alina Gorghiu 48 voti contro i 27 di Ludovic Orban.

Nel 2015 le due forze si fusero ufficialmente. Nel mese di febbraio i gruppi parlamentari si unirono in un solo gruppo sia alla camera che al senato, mentre il PNL unificato continuò a sostenere lopposizione al governo Ponta. Il 5 giugno e il 21 settembre il partito presentò due mozioni di sfiducia che, però, furono respinte dal parlamento. Per allontanare i potenziali effetti negativi dei fatti di cronaca, che vedevano alcuni elementi del PNL sotto locchio delle autorità anticorruzione, per rafforzare lidea di partito libero da condannati, in contrapposizione al PSD, il PNL introdusse nel proprio statuto delle norme che prevedevano severe sanzioni per i membri indagati o colpevoli di fatti di corruzione.

Nel corso dellanno, tuttavia, diverse personalità del PNL deluse dagli esiti della fusione presero la decisione di abbandonare il partito per legarsi alla nuova formazione liberale di Tăriceanu, lAlleanza dei Liberali e dei Democratici ALDE. Tra questi gli europarlamentari Norica Nicolai e Renate Weber e i senatori Varujan Vosganian e Ioan Ghișe.

Victor Ponta fu costretto alle dimissioni nel novembre 2015 in seguito allincendio del Colectiv. Iohannis, quindi, propose la formazione di un governo tecnico presieduto dallex Commissario europeo per lagricoltura e lo sviluppo rurale Dacian Cioloș, che godette del sostegno parlamentare di quasi tutte le forze politiche e fu presentato dal PNL come una soluzione ai problemi causati dallamministrazione Ponta. Promotore di un programma europeista, intenzionato a ridurre gli sprechi, a combattere la corruzione, a riformare il settore della pubblica amministrazione e a consolidare i parametri macro-economici, gli obiettivi politici del nuovo primo ministro furono condivisi anche dal PNL.

Nel dicembre 2015 il nuovo PNL riunì anche le funzioni al livello delle organizzazioni territoriali. Ilie Bolojan fu indicato come unico segretario generale, mentre Cătălin Predoiu assunse la guida della sezione di Bucarest.

                                     

1.26. Storia Elezioni del 2016

Il primo appuntamento elettorale cui si prese parte il PNL post-fusione fu quello delle amministrative locali del giugno 2016. Le candidature furono presentate in aprile a Costanza nel quadro della riunione della Lega degli eletti locali. Al voto estivo il PNL fu il secondo partito, finendo a 3.5 punti percentuali dal PSD, che conquistò il maggior numero di posizioni. Con il 31.5% il PNL ottenne 1.081 sindaci, 13.193 consiglieri locali e 496 consiglieri distrettuali. Nella capitale, tuttavia, si registrò una disfatta: il PSD riuscì a conquistare la guida di tutti e sei i settori più il titolo di sindaco generale. Il PNL, che dopo lunghe trattative e numerosi ripensamenti aveva deciso di presentare Predoiu, ottenne solo l11% e fu il terzo partito. Tra le città principali il PNL vinse a Timișoara Nicolae Robu, Cluj Emil Boc e Arad Gheorghe Falcă.

Il partito, quindi, preparò la corsa alle elezioni parlamentari. In settembre, nel pieno della campagna elettorale, tuttavia, la leadership del PNL subì un duro colpo, quando Vasile Blaga ricevette la comunicazione dellavvio di una procedura penale per traffico dinfluenza e fu costretto alle dimissioni. L8 ottobre il consiglio nazionale di coordinamento del PNL convalidò la presidenza di Alina Gorghiu, senza procedere alla nomina di un ulteriore vicepresidente, ma assegnando alleuroparlamentare Daniel Buda il potere di convalida delle liste elettorali. Sempre in ottobre il partito trovò unintesa con il leader del piccolo Partito Nazionale Democratico PND Daniel Fenechiu per la presentazione della sua candidatura sulle liste del PNL.

Sul finire del proprio mandato di premier Dacian Cioloș pubblicò la Piattaforma Romania 100, petizione di adesione ad un documento programmatico basato sui valori di onestà, correttezza ed integrità, riguardante lagenda politica che il futuro governo avrebbe dovuto adottare per mantenere la continuità delle iniziative intraprese dalla propria amministrazione. Contestualmente Cioloș confermò che non avrebbe partecipato alla corsa elettorale, ma si augurava che il suo programma fosse accolto da altri partiti politici. Tra i firmatari della petizione vi furono lUnione Salva Romania USR e il PNL che, in dicembre, ricevettero lappoggio dichiarato da parte del premier uscente, che invitò lelettorato a votare per luno o per laltro. Il PNL abbracciò esplicitamente il documento di Cioloș, che divenne il programma di governo presentato dal partito e annunciò che il premier uscente sarebbe stato il nome proposto dai liberali come primo ministro in caso di vittoria alle elezioni.

Il voto dell11 dicembre, ad ogni modo, fu il riflesso della mancanza di leadership e dellinferiore capacità organizzativa del PNL rispetto al PSD. Il crollo nei sondaggi fu confermato dalla netta vittoria dei socialdemocratici, che staccarono il PNL di oltre 20 punti 45% contro 20%. Levidente sconfitta causò unimmediata ondata di dimissioni in seno alla dirigenza del partito. Alina Gorghiu annunciò la rinuncia al ruolo già il giorno dopo le elezioni e fu seguita dal segretario generale Ilie Bolojan, dal primo vicepresidente Adriana Săftoiu e dal presidente della sezione di Bucarest Cristian Bușoi. Raluca Turcan, deputata per il distretto di Sibiu, fu incaricata dallufficio politico nazionale della funzione di nuovo presidente ad interim, mentre Marian Petrache fu indicato come segretario generale ad interim.

Nei mesi successivi il PNL condusse una strenua opposizione insieme allaltra maggiore forza della minoranza, lUSR, scagliandosi contro il PSD, specialmente in materia di giustizia, sostenendo le proteste antigovernative esplose nel gennaio 2017 e sottoponendo al parlamento una mozione di sfiducia, battuta l8 febbraio. Nel febbraio 2017 Marian Petrache, dimissionario dopo lavvio di unindagine nei suoi confronti, fu sostituito nel ruolo di segretario generale da Cristian Bușoi.

                                     

1.27. Storia Opposizione ai governi socialdemocratici

Sei mesi dopo le elezioni, il 17 giugno, presso la sede espositiva del Romexpo di Bucarest fu organizzato il congresso del partito per la nomina del presidente titolare. Si affontarono leuroparlamentare Cristian Bușoi e Ludovic Orban. Il 12 giugno la commissione per lorganizzazione del congresso stabilì lammissibilità delle mozioni programmatiche presentate dai due candidati: "Partito Nazionale Liberale - Forza della Destra" Partidul Național Liberal-Forța Dreptei, Orban e "PNL - Partito del futuro. Per una Romania giusta, e quilibrata e forte!". La mozione proposta da Viorel Cataramă "Politica nazionale - Via liberale" Politica națională - Calea liberală, invece, venne rigettata per la mancanza dei requisiti previsti dallo statuto. Il voto congressuale del 17 giugno premiò Orban, che vinse con circa 3500 voti, contro i 900 dellavversario. Il congresso, inoltre, elesse lintera struttura dirigenziale: il segretario generale, i 4 primi vicepresidenti e i 16 vicepresidenti.

L11 marzo 2018 il consiglio nazionale si riunì per confermare le nomine alle future elezioni. Klaus Iohannis fu indicato come candidato presidenziale per il 2019, mentre Orban fu preferito a Viorel Cataramă per il ruolo di premier per le legislative del 2020.

I rapporti tra maggioranza e opposizione furono marcati da costanti e ripetuti conflitti. Inserendosi nella battaglia in atto tra lesecutivo PSD e la presidenza della repubblica, il leader del PNL nel maggio 2018 sporse una denuncia penale per alto tradimento nei confronti del primo ministro Viorica Dăncilă e del presidente del PSD Liviu Dragnea, ritenuti colpevoli di aver fornito dati mistificati a Iohannis e il mese successivo sottopose al parlamento una mozione di sfiducia che, però, fu bocciata.

                                     

1.28. Storia Dissensi interni contro Ludovic Orban

Il primo anno di mandato del nuovo leader, ad ogni modo, fu marcato anche da contrasti con diversi membri del partito. Ad inizio 2018 il presidente si scontrò con il deputato Daniel Zamfir, per via del suo supporto ad un progetto di legge che riduceva i poteri della corte dei conti non condiviso dalla dirigenza del PNL. Al termine di lunghe tensioni, in marzo Orban decretò lespulsione di Petre Roman e dellex ministro della difesa Corneliu Dobrițoiu, affermando di non essere riuscito a trovare i loro nominativi nel database degli iscritti al PNL. Il 28 marzo Orban ottenne dal consiglio nazionale del partito lespulsione di Zamfir, accusato di aver ripetutamente violato la linea del partito, specialmente dopo che questi ebbe elaborato un progetto di legge sul limite degli interessi bancari votato in senato dal PSD.

In luglio Orban procedette allespulsione di uno dei suoi più veementi critici, Viorel Cataramă, ritenuto colpevole di violazioni allo statuto per aver apostrofato i propri colleghi ed aver espresso pubblicamente i propri malumori al di fuori delle strutture di partito. Gli oppositori di Orban avanzarono la possibilità di richiedere un congresso straordinario e accusarono il presidente di voler proporre delle modifiche allo statuto, che avrebbero ridotto il numero di votanti dellufficio politico nazionale richiesto per destituire le dirigenze delle filiali locali del partito, aumentando indirettamente il potere del presidente. Il consiglio nazionale del 4 agosto 2018, cui prese parte anche Klaus Iohannis, tuttavia, servì ad allentare le tensioni le proposte di Orban furono ritirate. Nel corso del consiglio nazionale, infatti, Orban fece un appello allunità del partito, mentre furono stabilti i criteri per le candidature alle elezioni europee dellanno successivo e fu approvato il documento "I principi del buon governo liberale" Principiile bunei guvernări liberale composto da 23 punti, tra i quali la parità tra cittadini ed istituzioni e la salvaguardia delluguaglianza di fronte alla legge.

Nel settembre 2018 Ilie Bolojan rinunciò al ruolo di primo vicepresidente per concentrarsi esclusivamente sullincarico di sindaco di Oradea.

Nellottobre 2018 la celebrazione del referendum sullinserimento in costituzione della definizione di famiglia come nucleo composto da uomo e donna, che rischiava di calpestare i diritti della comunità LGBT, condusse a nuovi contrasti in seno al partito. Mentre Orban supportò apertamente il "sì", parte dellopposizione interna si scagliò contro il presidente, affermando che la posizione assunta dal leader del PNL rappresentava una politica retrograda e andava in conflitto con lo stesso elettorato liberale. Tra gli altri attori politici, infatti, anche il PSD e la chiesa ortodossa romena furono tra i più ferventi sostenitori del referendum.

                                     

1.29. Storia Elezioni europee e referendum del 2019

Sul piano della giustizia, nel novembre 2018 un rapporto della Commissione europea trasmise al governo raccomandazioni speciali, accusando il paese di fare passi indietro per quanto riguardava la lotta alla corruzione, mentre parte della stampa internazionale iniziò ad accostare loperato del PSD a quello dei governi populisti conservatori e antieuropeisti in crescita nellEuropa dellest Ungheria e Polonia. In seguito alla presentazione del documento da parte della commissione europea, il PNL invocò le dimissioni del governo, chiedendo elezioni anticipate e, un mese più tardi, insieme alUSR organizzò una mozione di sfiducia che, però, fu battuta dalla maggioranza.

Lennesimo scontro frontale con le forze di governo precedette lorganizzazione della campagna elettorale per le elezioni europee del maggio 2019. Malgrado alcune tensioni interne relative alla formazione delle liste, nelle quali il giornalista Rareș Bogdan figurava come primo nome, il PNL si presentava come il principale oppositore al PSD, criticato aspramente per le sue leggi in tema di giustizia. Il partito puntava apertamente a vincere le elezioni e legava tali argomenti alla campagna per il "Sì" al referendum del 26 maggio, convocato da Iohannis per evitare il costante ricorso governativo alle ordinanze durgenza in tema di giustizia e corruzione. Il PNL utilizzò un certo richiamo nazionalista e filo-ortodosso, sostenendo che il partito rappresentava i veri romeni. Il discorso del PNL oscillò tra soggetti riguardanti lagenda politica europea e critiche alla coalizione di governo. La lista dei candidati fu convalidata dal voto dellufficio nazionale del PNL del 14 marzo 2019 e fu ufficializzata nel corso del summit del Partito Popolare Europeo organizzato dal PNL a Bucarest il 16 marzo, cui presero anche il leader del PPE Manfred Weber e il presidente della repubblica Klaus Iohannis, intenzionato a sostenere apertamente e attivamente la campagna elettorale del partito.

Il risultato elettorale premiò ampiamente i partiti di opposizione. Il PNL, primo con dieci eletti, ottenne il 27%, diventando il gruppo rumeno con il numero maggiore di rappresentanti al parlamento europeo. Forte della vittoria, la dirigenza chiese a gran voce le dimissioni del governo senza, però, ottenerle.

Il successo generale a livello nazionale, tuttavia, non fu replicato a Bucarest, dove il partito ottenne solo il 15%. In virtù di tali risultati nel mese di giugno il leader del PNL nella capitale, Cristian Bușoi, lasciò lincarico alla collega Violeta Alexandru. L8 agosto 2019, inoltre, visto lenorme contributo di questi alla campagna elettorale per le europee, Rareș Bogdan fu promosso a primo vicepresidente del partito su proposta di Orban.

                                     

2. Ideologia e base elettorale

Al momento della sua apparizione nel 1990 il partito si richiamò esplicitamente alleredità ideologica del liberalismo storico di matrice riformista, rappresentato dallantico PNL al potere a cavallo tra XIX e XX secolo e nel periodo tra le due guerre. Sebbene ancora carente dal punto di vista strutturale rispetto agli avversari, il nuovo PNL di Câmpeanu si configurava in opposizione al costrutto politico comunista e filo-comunista rappresentato dal FSN di Iliescu, percepito come un blocco radicale contrario alla promozione delle libertà delluomo. Avversando ogni estremismo, il PNL si professava come il patrocinatore della lotta al totalitarismo comunista e di tutte le tendenze politiche egemoniche. Il PNL si proponeva, quindi, di completare la rivoluzione liberale iniziata dal suo partito predecessore e bloccata dallavvento della dittatura. A tal proposito nel programma politico del 1990 il PNL si proclamava difensore di un liberalismo integrale sul piano politico, economico e culturale. I principi liberali enunciati nel documento erano la garanzia delle libertà individuali, la separazione dei poteri dello stato, il pieno raggiungimento della democrazia, linstaurazione di un organismo incaricato del controllo e della semplificazione della burocrazia, le libertà di opinione e di stampa, labolizione della censura, il rispetto delle minoranze etniche, il diritto alla proprietà privata, la privatizzazione delle unità economiche in mano allo stato e la loro integrazione nelleconomia di mercato. Tra gli altri punti programmatici figuravano la libertà di culto, la restituzione delle proprietà della chiesa greco-cattolica confiscate dal regime e il rispetto dei diritti di tutte le minoranze etniche.

Il messaggio politico del partito attrasse la classe media urbana, gli intellettuali e gli studenti, categorie sociali che rappresentarono la base del partito. Negli anni il PNL si presentò allelettorato come il paladino del liberalismo economico, del riformismo e della democratizzazione, stabilizzandosi ideologicamente come partito di centro-destra in contrapposizione al pensiero socialdemocratico rappresentato da FDSN, PDSR e PSD. Nonostante un costante appello al liberalismo religioso e alla laicità dello stato, tuttavia, numerosi membri del partito strinsero legami con la chiesa ortodossa rumena e mostrarono individualmente atteggiamenti conservatori, indipendentemente dalla dottrina ufficiale espressa dal PNL.

La preoccupazione del PNL per la liberalizzazione delleconomia del paese fu costante. Il partito si batté per la privatizzazione delle aziende di stato, per la riduzione del ruolo delle istituzioni nelleconomia, per lalleggerimento della pressione fiscale, per la promozione delliniziativa imprenditoriale, il capitalismo e la concorrenza, tanto da inserire il perseguimento di tali principi sul proprio statuto. Sul piano della politica estera, anche a livello statutario, il partito mostrò unanaloga attenzione allintegrazione del paese alle strutture europee e alla NATO e al rafforzamento dei rapporti strategici con gli Stati Uniti.

                                     

3. Loghi

Nel 1990 il partito adottò come simbolo la freccia, elemento grafico già proprio del Partito Nazionale Liberale storico, che lo utilizzò per la prima volta in occasione delle elezioni del 1932. Lo statuto prevedeva come colori ufficiali il bianco, il giallo tipico dei liberali e il blu dei conservatori.

Nel 2014, dopo la fusione con il Partito Democratico Liberale, il PNL aggiunse al simbolo dodici stelle, caratteristica che sottolineava linclinazione europeista della formazione politica.

                                     

4. Aspetti controversi

Come la maggior parte dei principali partiti, nel corso della sua storia il PNL fece fronte alle problematiche proprie del sistema politico romeno in materia di corruzione e di costante passaggio di parlamentari ad altri partiti sulla base di interessi personali traseism politic. Per provare a limitare gli effetti della corruzione, il partito nel 2015 inserì nello statuto una clausola che costringeva i membri della dirigenza alla perdita della loro funzione in caso di sottoposizione a misura di custodia cautelare o condanna in prima istanza, o allespulsione dal partito nel caso di condanne definitive per reati penali. Nel 2016, venuto meno alle disposizioni del codice etico del PNL in seguito allavvio di uninchiesta penale nei suoi confronti, persino il presidente del partito Vasile Blaga prese la decisione di dimettersi dallincarico.

Di seguito una lista di rappresentanti istituzionali facenti capo al PNL indagati a vario titolo per fatti costituenti reato. In grassetto i condannati in via definitiva:

                                     

5. Scissioni

  • 1990 - Partito Nazionale Liberale-Ala Giovanile Partidul Național Liberal-Aripa Tânără, PNL-AT di Dinu Patriciu
  • 2014 - Partito Liberale Riformatore Partidul Liberal Reformator, PLR di Călin Popescu Tăriceanu
  • 1995 - Partito Nazionale Liberale-Câmpeanu Partidul Național Liberal-Câmpeanu, PNL-C di Radu Câmpeanu
  • 1992 - Partito Nazionale Liberale-Convenzione Democratica Partidul Național Liberal-Convenția Democratică, PNL-CD
  • 2007 - Partito Liberale Democratico Partidul Liberal Democratic, PLD di Theodor Stolojan
                                     

6. Fusioni

  • 1990 - Partito Socialista Liberale Partidul Socialist Liberal, PSL di Niculae Cerveni
  • 2003 - Partito Nazionale Liberale-Câmpeanu Partidul Național Liberal-Câmpeanu, PNL-C di Radu Câmpeanu
  • 2003 - Unione delle Forze di Destra Uniunea Forțelor de Dreapta, UFD
  • 2002 - Alleanza per la Romania Alianța pentru România, ApR di Teodor Meleșcanu
  • 1998 - Partito Liberale Partidul Liberal, PL
  • 1993 - Nuovo Partito Liberale Noul Partid Liberal, NPL
  • 1998 - Partito Alleanza Civica Partidul Alianța Civică, PAC di Nicolae Mănolescu
  • 2008 - Azione Popolare Partidul Acțiunea Populară, PAP di Emil Constantinescu
  • 1992 - Partito Contadino Progressista Partidul Țărănist Progresist, PȚP
  • 2014 - Partito Democratico Liberale Partidul Democrat-Liberal, PD-L di Vasile Blaga
  • 2015 - Partito Popolare Partidul Popular, PP
                                     

7. Struttura

Nel corso degli anni lo statuto fu più volte sottoposto a revisione, con leffetto di rimuovere o introdurre determinate figure come, ad esempio, quella del primo vicepresidente posizione non esistente tra il 1993 e il 1997. Di seguito gli organi le funzioni principali del partito previsti dallo statuto:

                                     

7.1. Struttura Congresso

Il congresso Congresul, CON è lorgano di potere principale, composto dai delegati eletti dalle organizzazioni di distretto e dai delegati di diritto e si riunisce ogni quattro anni o in casi straordinari, su convocazione del consiglio nazionale.

Stabilisce la linea politica generale del partito, vota le mozioni programmatiche, elegge il presidente del partito e i presidenti della corte di arbitraggio e della commissione nazionale di revisione e sorveglianza, adotta e approva le modifiche allo statuto e il programma politico.

                                     

7.2. Struttura Consiglio nazionale

Il consiglio nazionale Consiliul Național, CN è lorgano direzionale, politico e organizzativo che coordina le attività del partito tra due congressi e si riunisce ogni sei mesi, oppure in casi straordinari. È composto dai membri dellufficio politico nazionale, dai ministri in funzione, dai parlamentari nazionali ed europei, dai presidenti, vicepresidenti o leader dei gruppi consiliari dei consigli di distretto, dal sindaco di Bucarest, dai sindaci di settore di Bucarest, dai presidenti delle organizzazioni di distretto, dal presidente del senato del PNL, da 35 promotori di mozioni sottoposte al congresso, dai membri scelti a livello locale da ogni collegio direttore di distretto Colegiul Director Județean.

Adotta le misure per la realizzazione del programma politico votato dal congresso, elegge il candidato alla funzione di primo ministro, i primi vicepresidenti, i vicepresidenti, i membri dellufficio esecutivo, della corte di arbitraggio e della commissione nazionale di revisione e sorveglianza e il segretario generale, su proposta del presidente del partito. Approva le proposte di ufficio esecutivo e ufficio politico nazionale sulle strategie elettorali nazionali, prende decisioni e adotta sanzioni basandosi sulle informative di corte di arbitraggio, commissione nazionale di revisione e sorveglianza e commissione nazionale sullo statuto e i regolamenti, convoca il congresso, approva alleanze politiche ed elettorali con altre formazioni.

                                     

7.3. Struttura Ufficio politico nazionale

Lufficio politico nazionale Biroul Politic Național, BPN è lorgano decisionale tra le sedute del consiglio nazionale e si riunisce mensilmente o in casi straordinari. È composto dai membri dellufficio esecutivo, dai presidenti delle organizzazioni distrettuali, dal presidente della lega degli eletti a livello locale e dal tesoriere. Alle sedute dellufficio politico nazionale partecipano con diritto di voto i capigruppo parlamentari al parlamento nazionale ed europeo, i presidenti nazionali delle organizzazioni interne, il primo ministro, gli ex presidenti del partito.

Approva le politiche del partito e il coordinamento dei programmi settoriali, stabilisce le strategie di governo, decide il ritiro dal governo dei membri, propone la creazione di alleanze politiche al consiglio nazionale, stabilisce i candidati alla funzione di presidente della camera e del senato, propone al consiglio nazionale il candidato a primo ministro, elegge i candidati alla funzione di ministro, convalida i candidati alle elezioni nazionali ed europee e i candidati alla funzione di sindaco delle città capoluogo di distretto, di Bucarest e dei settori di Bucarest proposti dei consigli di coordinamento distrettuale. Organizza, coordina e valuta lattività delle filiali locali.

                                     

7.4. Struttura Ufficio esecutivo

Lufficio esecutivo Biroul Executiv, BEx è lorgano decisionale permanente che coordina le attività del partito tra due sedute dellufficio politico nazionale. È composto dal presidente del partito, dai quattro primi vicepresidenti, dal segretario generale, da 16 vicepresidenti otto per campi settoriali, otto per ognuna delle regioni di sviluppo, da 16 membri con rango di vicepresidenti politici, dagli ex presidenti del partito.

Organizza e coordina lintera attività interna e internazionale del partito, adotta e mette in pratica le misure stabilite dagli organi direzionali del partito, definisce la linea politica concreta le priorità del partito, coordina i programmi politici settoriali e li propone per analisi allufficio politico nazionale o al consiglio nazionale. Ratifica i capigruppo al parlamento nazionale ed europeo, ratifica le candidature a presidente della camera o del senato, stabilisce la politica da tenere nei confronti delle autorità statali, organizza i rapporti con gli altri partiti ed istituzioni, con lapprovazione dellufficio politico nazionale avvia trattative per stipulare alleanze politiche ed elettorali, concepisce e sottopone al consiglio nazionale lorganizzazione delle campagne elettorali, propone allufficio politico nazionale il candidato a primo ministro, su proposta del presidente approva e revoca il portavoce del partito, elegge il tesoriere

                                     

7.5. Struttura Presidente

Il presidente Președintele è il garante della messa in atto del programma politico, del rispetto e dellapplicazione dello statuto e della conservazione dellidentità, dellunità e del prestigio del partito. Il presidente rappresenta i valori ideologici del PNL ne è il leader dottrinario e limmagine.

                                     

7.6. Struttura Primi vicepresidenti

I primi vicepresidenti Prim-vicepreședinții sono responsabili e coordinano il proprio dominio di pertinenza in base ad un campo settoriale.

                                     

7.7. Struttura Commissione nazionale per lo statuto e i regolamenti

La commissione nazionale per lo statuto e il regolamento Comisia Națională pentru Statut și Regulamente, CNSR è composta da un presidente e otto membri eletti dallufficio politico nazionale su proposta del presidente del partito. Elabora regolamenti interni e verifica la concordanza tra lo statuto e tutti i documenti prodotti dal partito.

                                     

7.8. Struttura Commissione nazionale di revisione e sorveglianza

La commissione nazionale di revisione e sorveglianza Comisia Națională de Revizie și Cenzori, CNRC è lorgano di verifica dellintera attività finanziaria del partito. È composta da un presidente eletto dal congresso e da sei membri eletti dal consiglio nazionale.

                                     

7.9. Struttura Corte di arbitraggio

La corte di arbitraggio Curtea de Arbitraj, CA è composta da un presidente eletto dal congresso e da 24 membri nominati dal consiglio nazionale. È listanza suprema incaricata di sorvegliare sul rispetto dello statuto e del codice etico e di risolvere le dispute.

                                     

7.10. Struttura Strutture interne

Lo statuto, inoltre, prevede le seguenti strutture interne in base alla categoria sociale o professionale:

  • Commissione nazionale per le politiche pubbliche Comisia Națională pentru Politici Publice, CNPP
  • Organizzazione dei pensionati e della terza età Organizația Pensionarilor și Vârstei a Treia a PNL, OPV3
  • Gruppo dei parlamentari Grupul Parlamentarilor PNL
  • Commissioni settoriali Comisiile de Specialitate
  • Associazioni studentesche Cluburile Studențești Liberale, CSL
  • Lega degli eletti a livello locale Liga Aleșilor Locali, LAL
  • Senato del partito Senatul partidului
  • Organizzazione degli imprenditori Organizația Oamenilor de Afaceri a PNL, OOA
  • Organizzazione femminile Organizația Femeilor Liberale, OFL
  • Organizzazione giovanile Tineretul Național Liberal, TNL
                                     

8. Congressi

  • 26 luglio 2014
  • 27-28 giugno 2014
  • 25-26 febbraio 1993
  • 5-6 febbraio 1994
  • 17-18 febbraio 2001
  • 12-13 gennaio 2007
  • 24-25 agosto 2002
  • 17 giugno 2017
  • 18 aprile 2008
  • 19 gennaio 2002
  • 7 aprile 2012
  • 28 marzo 1998
  • 20-21 marzo 2009
  • 27-28 settembre 2003
  • 19 aprile 2003
  • 31 marzo-1 aprile 1990
  • 4-5 febbraio 2005
  • 5-7 marzo 2010
  • 16-17 maggio 1997
  • 22-23 febbraio 2013
  • 18 agosto 2000
                                     

9. Nelle istituzioni

Presidenti della repubblica

  • Crin Antonescu 2012, ad interim
  • Klaus Iohannis 2014 -

Primi ministri

  • Călin Popescu Tăriceanu 2004 - 2008
  • Ludovic Orban 2019 -

Presidenti del Senato

  • Mircea Ionescu-Quintus 2000
  • Crin Antonescu 2012 - 2014
                                     

9.1. Nelle istituzioni Presidenti della repubblica

  • Crin Antonescu 2012, ad interim
  • Klaus Iohannis 2014 -
                                     

9.2. Nelle istituzioni Primi ministri

  • Călin Popescu Tăriceanu 2004 - 2008
  • Ludovic Orban 2019 -
                                     

9.3. Nelle istituzioni Presidenti del Senato

  • Mircea Ionescu-Quintus 2000
  • Crin Antonescu 2012 - 2014
                                     

9.4. Nelle istituzioni Governi

  • Governo Stolojan 1991 - 1992
  • Governo Ciorbea 1996 - 1998
  • Governo Tăriceanu I 2004 - 2007
  • Governo Vasile 1998 - 1999
  • Governo Tăriceanu II 2007 - 2008
  • Governo Isărescu 1999 - 2000
  • Governo Orban II 2020 -
  • Governo Ponta II 2012 - 2014
  • Governo Orban I 2019 - 2020
  • Governo Ponta I 2012
                                     

9.5. Nelle istituzioni Collocazione parlamentare

  • Opposizione 1990-1991
Governo Roman II, Governo Roman III
  • Maggioranza 1991-1992
Governo Stolojan
  • Opposizione extraparlamentare 1992-1996
Governo Văcăroiu
  • Maggioranza 1996-2000
Governo Ciorbea, Governo Vasile, Governo Isărescu
  • Opposizione 2000-2004
Governo Năstase
  • Maggioranza 2004-2008
Governo Tăriceanu I, Governo Tăriceanu II
  • Opposizione 2008-2012
Governo Boc I, Governo Boc II, Governo Ungureanu
  • Maggioranza 2012-2014
Governo Ponta I, Governo Ponta II
  • Opposizione 2014-2019
Governo Ponta III, Governo Ponta IV, Governo Cioloș, Governo Grindeanu, Governo Tudose, Governo Dăncilă
  • Maggioranza 2019-
Governo Orban I, Governo Orban II