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ⓘ Categoria:Antiche unità di misura italiane




                                               

Antiche unità di misura italiane

Le antiche unità di misura italiane furono unità di misura locali in uso nel corso dei secoli nelle diverse zone del territorio italiano. Pur avendo spesso nomi simili, ebbero origini e valori molto diversi tra loro. Fin dallepoca comunale le diverse realtà locali realizzarono proprie unità di misura; nel corso dei secoli, le mutazioni di confini portarono a riunire sotto la stessa amministrazione unità di misura eterogenee con ovvie problematiche per dazi, tassazioni e commerci; rari e poco fruttuosi furono alcuni tentativi di unificazione delle unità di misura. Nel corso del XIX secolo l ...

                                               

Antiche unità di misura del dipartimento dellAlto Adige

Nel 1877 i territori del Trentino-Alto Adige non erano parte del Regno dItalia e pertanto non vennero inclusi nelle tavole ufficiali relative alle unità di misura locali. Alcune indicazioni sono fornite dalle tavole redatte nel 1811, dopo la conquista da parte del Regno dItalia napoleonico, per la conversione delle unità di misura del neonato dipartimento dellAlto Adige.

                                               

Canna (unità di misura)

La canna è unantica unità di misura italiana, ed in particolare ununità di lunghezza. Il suo valore variava da località a località. Napoletana Capuana: m. 2.1768707 secolo IX-XV canna: m. 2.6455026 Legge 6 aprile 1840 canna: m. 2.10936 editto del 6 aprile 1480 canna agrimensoria: m² 6.998684 Legge 6 aprile 1840 Genovesato: m. 2.49095 Bari delle Puglie: m. 2.109360 Sicilia: m. 2.062 canna per stoffe: m. 0.58366 Romagna: m. 1.9928 Toscana canna agrimensoria o pertica di 5 braccia: m. 2.9183 Roma canna mercantile: m. 1.992 canna architettonica: m. 2.234 Teramo: m. 3.17

                                               

Riforma di misure e pesi nel Ducato di Milano (1604)

La riforma di misure e pesi fu introdotta al fine di ottenere luniforità delle unità di misura e di peso nei territori dello Stato. Alcune fonti indicano che la riforma fu iniziata nel 1597 dal governatore Juan Fernández de Velasco. A causa sia dellinosservanza delle prescrizioni sia delle truffe realizzate, con grida del 18 ottobre 1605 la riforma venne abrogata, ripristinando le unità precedentemente in uso. Non è nota alcuna tabella ufficiale di conversione tra le unità di misura abolite e quelle rese obbligatorie.

                                               

Riforma delle unità di lunghezza nel Ducato di Milano (1781)

La riforma delle unità di lunghezza fu realizzata attraverso studi di Cesare Beccaria, coadiuvato da Paolo Frisi e dal fratello Annibale Beccaria, per unificare il braccio in uso nei territori dello Stato. Il sistema mantenne le suddivisioni duodecimali già in uso. Il nuovo campione del braccio fu realizzato sulla base di due campioni antichi, malamente conservati: uno presso lufficio del bollo dei pesi e delle misure, laltro appartenuto allingegnere Carlo Giuseppe Merlo. Paolo Frisi stabilì un rapporto di 1/3116 tra la lunghezza del braccio milanese e il miglio dequatore. Il trabucco, in ...

                                               

Riforma di misure e pesi nel Ducato di Savoia

La riforma di misure e pesi fu realizzata al fine di ottenere luniforità delle unità di misura e di peso nei territori "di qua da Monti" nel Ducato di Savoia. La riforma interessò 610 comuni con labolizione di numerose unità di misura locali: complessivamente in precedenza erano in uso 56 misure di lunghezza, 56 misure superficiali, 100 misure di volume per grani, 83 misure per liquidi e 19 unità di peso. Si riporta la conversione in unità metriche utilizzando le tavole redatte in epoca napoleonica.