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ⓘ Humanitas



Humanitas
                                     

ⓘ Humanitas

L humanitas è un valore etico nato e affermatosi nel Circolo degli Scipioni con il quale si sostenevano gli ideali di attenzione e cura benevola tra gli uomini.

Isaak Heinemann, filologo e professore di letteratura classica e ellenistica, ha sintetizzato in un suo studio i vari aspetti che il concetto di humanitas ha avuto nel suo sviluppo storico:

  • un primo significato accosta il termine di humanitas a quello greco di filantropia intesa come comprensione e assistenza verso quelli che riconosciamo come nostri simili. La fonte di questo concetto è lo stoicismo secondo il quale la natura comune di tutti gli uomini li sottopone ad ununica legge e a un universale ideale di giustizia rendendoli cittadini del mondo.
  • Humanitas acquista poi il valore di educazione al possesso di una cultura, nella quale confluisce leredità culturale passata, che distingue luomo dagli animali. La formazione nelle arti liberali non rimane fine a se stessa ma si traduce nella volontà di far progredire lumanità. Ratio e oratio che, secondo Cicerone, sono accomunati in un modello ideale di uomo che usa le sue doti intellettuali per affascinare le masse con il ben parlare.
  • Una terza caratteristica dellhumanitas latina è quella estetica che rende luomo dotato di humanitas un individuo bene educato, raffinato e dotato di buoni sentimenti che sappia vivere con decoro.
                                     

1. Lhumanitas del "Circolo degli Scipioni"

Il concetto di humanitas ha la sua implicita formulazione nellopera letteraria di Terenzio, autore di teatro che rifacendosi alla tradizione menandrea, elabora ulteriormente la funzione etica nel dramma teatrale e sviluppa in modo approfondito i rapporti interpersonali e i caratteri psicologici dei suoi personaggi. In particolare il concetto viene espresso nella sua commedia intitolata l Heautontimorumenos "Il punitore di se stesso" del 165 a.C., dove il personaggio Cremete si accorge che un altro protagonista della commedia, Menedemo, sta attraversando un periodo della vita travagliato e che al tentativo di Cremete di conoscere i motivi del suo disagio lo invita a non occuparsi di fatti che non lo riguardano. Cremete allora obietta che è suo dovere e diritto di uomo di interessarsi degli altri uomini e di cercare di sollevarli dal dolore poiché

In questo modo

Svetonio, autore di una Vita di Terenzio descrive lambiente storico culturale che avrebbe generato il principio dellhumanitas di Terenzio divenuto, con la sua frequentazione del "Circolo degli Scipioni", una sorta di portavoce dei nuovi valori politici filoellenici che, dopo la conquista del Mediterraneo, diffondono la cultura greca negli ambienti altolocati romani dove compaiono personaggi come lo storico greco Polibio ca 202-120 a.C. e successivamente il filosofo Panezio di Rodi 185-110 a.C. i quali, mettendo in contatto il mondo spirituale romano con la filosofia ellenica, si fanno banditori di un nuovo sistema politico, al quale si oppone decisamente il tradizionalista Catone il Censore. Lhumanitas del circolo degli Scipioni vuole incarnarsi invece nella nuova virtus del Romano portatore di un compito morale e politico da realizzare con il dominio universale di Roma che ha la missione di proteggere tutte le genti ed assicurare loro la pace e la giustizia.

                                     

2. Lhumanitas già presente nella classe politica romana

In realtà gli intellettuali romani, affascinati dalla cultura greca, cercavano di nobilitare quella romana senza rinunziare a quei valori che avevano reso grande Roma. Essi progettavano una fusione tra gli ideali di perfezione e armonia e di sviluppo delle doti umane propri della civiltà greca, con i tradizionali valori dellaristocrazia latifondista romana: il mos maiorum, i costumi degli antenati, il senso della legalità, severità, austerità, frugalità e compostezza di comportamenti energici e ispirati alla virtus la cui purezza era strenuamente difesa da Catone il censore.

La classe politica che aveva progettato e realizzato la conquista romana del Mediterraneo orientale aveva già colto e apprezzato le novità politiche e culturali della cultura ellenistica prima ancora che queste trovassero espressione nel "Circolo degli Scipioni". Ad esempio fin da Alessandro Magno e poi dai Tolomei e dai Seleucidi la propaganda politica si serviva di aspetti formali religiosi come elementi per rafforzare il potere politico e non era un caso se Scipione lAfricano si intrattenesse per lungo tempo nel tempio di Giove Capitolino per diffondere la voce che egli discutesse con il suo divino padre.

Gli aristocratici romani poi avevano utilizzato lopera della poesia come strumento di propaganda politica tanto che spesso i poeti accompagnavano i condottieri con il compito di descrivere liricamente alla maniera ellenistica le loro imprese di guerra: valga lesempio di Quinto Ennio, al seguito di Marco Fulvio Nobiliore nella sua guerra contro gli Etoli, che per ricordo di quella campagna compose l Ambracia.

                                     

3. Humanitas e recte loqui

Lidea che la vita condotta secondo lideale della humanitas si dimostri anche con larte del parlar bene recte loqui si trasmette dal circolo degli Scipioni a Cicerone 106 a.C 43 a.C. al quale si deve lo sviluppo dellideale umanistico come acquisizione da parte delloratore di una cultura enciclopedica che lo renda esperto in tutte le discipline così che primeggi in omni genere sermonis et humanitatis "in ogni specie di conversazione e in tutto ciò che riguarda luomo": in omni recto studio atque humanitate "in ogni studio onesto e in ogni aspetto dello scibile umano". In questo modo Cicerone elabora per primo il principio fondamentale degli studi umanistici basato su una cultura letteraria che non ha scopi pratici e che non è neppure erudizione ma otium, dedicato a formare unetica che migliori il cittadino e che esprima unattività culturale otium come autonoma ed avente una sua dignità, non meno dellattività politica negotium.

Aulo Gellio 125 ca.–180, scrittore e giurista romano vissuto in epoca imperiale, nel chiarire ulteriormente il significato del termine humanitas lo accosta alla philanthropìa e soprattutto alla paideia dei Greci, da intendersi come eruditio et institutio in bonas artes. Sono dunque massimamente humani quelli che non solo stati educati al gusto delle bonae artes ma anche coloro che semplicemente si sentono attratti da esse "quas qui percupiunt adpetuntque, hi sunt vei maxime humanissimi". Per questo non è necessario che chi ha ricevuto uneducazione "umanistica" sia in grado di produrre arte ma che abbia la capacità di apprezzarla e conoscerla per cui ad esempio Scipione uomo "doctissimus atque humanissimus" comprendeva intelligebat e apprezzava la manifattura dei vasi di bronzo corinzî ; una persona priva di "humanitas" non sarebbe invece stata in grado di riconoscerne gli aspetti estetici.



                                     

4. Lhumanitas dellUmanesimo

Lhumanitas intesa come paideia, cioè lidea che nella cultura confluiscano la sapienza degli antichi, le tradizioni letterarie, le istituzioni politiche della storia passata si ritrova per certi aspetti ripresa nellUmanesimo che confluirà nel Rinascimento:

Lideale dellhumanitas allinterno della cultura filosofica romana, caratterizzata dall eclettismo, coniugante in sé le varie filosofie ellenistiche, portano alla affermazione ciceroniana del valore etico e pratico della cultura e alla dimensione elitaria ed autosufficiente del saggio proclamata dallo stoico Seneca che si tradurranno più di mille anni dopo nella fondazione dellUmanesimo da parte di Francesco Petrarca.

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